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Mobilità, n. 2 - febbraio/marzo 1999
Provarci è possibile
I Centri di mobilità Fiat Auto
a cura di Antonio Ridolfi *
I Centri di mobilità rappresentano una risorsa ormai consolidata
per moltissimi disabili che vogliano guidare ma che non abbiano la possibilità
di provare un mezzo adattato e di essere assistiti da professionalità
competenti. Ma i Centri sono anche spazi aperti alla sperimentazione non
solo di nuove tecnologie, ma anche ad un diverso e nuovo rapporto fra
pubblico e privato che, come vedremo, possono collaborare proficuamente.
Mobilità intende lasciare spazio alle notizie e alle novità
che, ne siamo certi, i Centri sapranno proporre. In questo numero presentiamo
lo spirito e gli obiettivi che hanno generato questa importante esperienza.
Apriamo
con una domanda retorica che chi scrive va ripetendo con insistenza: perché
in Italia è più difficile che negli altri Paesi della Comunità
Europea conseguire una patente di guida speciale?
Le difficoltà nascono, crediamo, da una normativa che non tiene
in considerazione a sufficienza l'evoluzione tecnologica nel settore dei
dispositivi di guida e da una certa cultura che vede il disabile non come
persona ancora in grado di essere autonoma e artefice delle proprie decisioni,
ma come soggetto da assistere e proteggere dagli altri e se non, addirittura,
da se stesso. Ma finché non si riuscirà a modificare oltre
alla normativa anche quella mentalità ancora largamente diffusa
è impensabile che il disabile possa essere considerato un cittadino,
un consumatore e un utente come tutti gli altri. Chi ci perde non è
solo chi ha una qualche menomazione, ma anche la stessa società:
infatti, tanto meno il disabile è autonomo tanto più bisognerà
spendere per mantenerlo ed assisterlo.
Il processo è lento ma le cose stanno cambiando: la domanda di
"mobilità" è sempre più crescente e diffusa
e proviene anche da chi, fino a ieri, per una grave disabilità
(tetraplegia, distrofia muscolare ecc.) si vedeva irrimediabilmente preclusa
la possibilità di condurre un veicolo. Le associazioni delle persone
con disabilità hanno saputo cogliere tale diffuso malessere: bisogna
che le nuove tecnologie siano disponibili da subito senza attendere, oltre
il dovuto, che un apparato burocratico inadeguato accetti il cambiamento.
Molto più agile ed attento all'evoluzione della società
si è dimostrato il mondo imprenditoriale; prima fra tutti Fiat
Auto ha compreso che quello della mobilità dei disabili è
un mercato cui prestare la dovuta attenzione; al di là di qualsiasi
punto di vista, contare sull'interesse della prima industria italiana
è senza ombra di dubbio significativo per le opportunità
future dei disabili e dei loro familiari.
La scelta di politica commerciale di costituire, già nel 1995,
in seno a Fiat Auto la "Piattaforma mobilità disabili",
mettendo a disposizione strumenti, risorse e dirigenti preparati, è
stato il primo segnale che quel settore rappresenta in un target di rilievo.
Ma l'iniziativa culturalmente più rilevante ha preso avvio solo
l'anno seguente: in Italia non esistevano riferimenti, simili a quelli
presenti in altri Paesi, presso i quali i disabili potessero provare le
proprie capacità alla guida in previsione dell'ottenimento di una
patente speciale; la lacuna è stata colmata con la realizzazione
dei "Centri di mobilità".
La Mandria, il Mugello, l'Autodromo di Monza sono luoghi, per altri versi
evocativi, dove sono sorti via via i Centri; e ancora: Roma e il Lido
di Venezia, Pomigliano d'Arco e Termini Imerese, Bologna, Bolzano e Firenze.
Anche la Sardegna viene "coperta" con un Centro a Cagliari,
e la rete si estenderà ancora nei prossimi mesi con sedi a Lamezia
Terme, Bari e Pietra Ligure.
Oggi i Centri sono 10 e presso ognuno di essi è possibile trovare
mezzi adattati e un équipe preparata per valutare le capacità
residue e ad offrire consigli sui dispositivi di guida più adatti.
Chiunque può prenotare una prova pratica presso il Centro più
vicino a casa (oppure dove ritiene più opportuno) telefonando al
numero verde 167.815015. La prova, è quasi superfluo dirlo, è
assolutamente gratuita.
Grazie a queste competenze e alla disponibilità di mezzi e strutture,
si sta costruendo e rafforzando un rapporto costruttivo con le più
aperte Commissioni Mediche Locali quelle, per intenderci, che istituzionalmente
valutano l'idoneità alla guida. Dopo la prima fase di rodaggio,
infatti, sono spesso quelle stesse Commissioni ad inviare i candidati
presso i Centri. Stesso crescente interesse è dimostrato da parte
dei servizi di riabilitazione e i alcune Aziende ULS.
Questi fatti hanno convinto Fiat come sia opportuno ricercare una più
stretta collaborazione, anche progettuale, con le strutture pubbliche;
al di là della questione "guida per disabili", si può
facilmente comprendere come questo rappresenti una svolta epocale: pubblico
e privato - pur partendo da presupposti diversi - possono collaborare
nell'erogazione di un servizio di pubblica utilità. Questa non
è un'osservazione nostra, ma che è stata espressa dal Ministro
Livia Turco, in occasione di Europolis (Bologna, 1998), ventilando anche
un'interessante ipotesi di convenzionamento fra Fiat Auto (intesa come
Centri) e Ministeri competenti.
Come vediamo di strada ne è stata percorsa e tanta ne rimane
ancora davanti. Siamo consapevoli che l'attività dei centri presenta
ancora delle lacune, ma, grazie alle segnalazioni di tanti disabili "amici",
abbiamo la fortuna di sapere quali sono i nostri limiti e di contare di
colmarne buona parte.
* Antonio Ridolfi è il coordinatore dei Centri di mobilità
di Fiat Auto
Coordinamento dei Centri di mobilità Fiat Auto
via A. Scarlatti, 9/b - 50144 Firenze
Telefono e fax 055.331459
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