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Mobilità, n. 4 giugno/luglio 1999
Risparmio e previdenza: soluzioni oggi!
Una formica disabile
di Salvatore Di Salvo *
Salvaguardare
la propria vecchiaia o supportare i bisogni e le necessità presenti
o future dei propri cari attraverso forme di investimenti o di risparmio,
presuppone la conoscenza di meccanismi e opportunità che possono
apparire a volte complessi ma non per questo necessariamente incomprensibili.
Mobilità ha voluto affrontare questi temi così delicati
e importanti ricorrendo ad un esperto del settore che tenterà di
esprimersi con semplicità di linguaggio in modo da avvicinare sia
i non addetti ai lavori che i più restii alla materia.
"Niente è più mutevole, oggi, dei mercati
finanziari: per controllare meglio i rischi dei mercati internazionali
è necessario modificare continuamente le componenti dell'investimento...".
Ho preso a prestito questa frase apparsa in una pubblicità
a carattere finanziario, perché mi ha colpito la sintesi con la
quale si intende veicolare il messaggio. Oggi si parla di villaggio globale,
di mercato globale, di comunicazione globale: ciò che accade a
Tokyo influisce in Europa e viceversa.
Ecco perché è sempre più difficoltoso
per un non addetto ai lavori districarsi ed ottenere risultati corretti
e continui nel campo degli investimenti finanziari.
A questo punto bisogna evidenziare anche il rilevante
calo dei rendimenti dei celebri Titoli di Stato (BOT,CCT,BTP) che
negli ultimi cinque anni, in particolare nel corso del 1998, hanno spinto
il trasferimento di immense somme di denaro dai Titoli di Stato, appunto,
al risparmio gestito (fondi comuni d'investimento, gestioni patrimoniali,
polizze assicurative, ecc...).
Ma che c'entra tutto ciò con le persona con disabilità?
C'entra eccome! La persona con disabilità o la sua famiglia, devono
prestare particolare attenzione nelle forme di risparmio o di investimento
e hanno un motivo in più per essere oculati: la qualità
della propria vita futura può dipendere in modo decisivo dalle
scelte operate oggi.
Vediamo ad esempio come potrebbe essere affrontato il
caso che segue e che è stato segnalato dalla redazione di Mobilità.
"In seguito ad un incidente stradale ho subito una grave
lesione spinale che mi costringe ora in carrozzina. Ho 24 anni
e mi è stata riconosciuta l'invalidità civile del 100% che
mi da diritto a percepire la pensione e l'indennità d'accompagnamento
(poco più di un milione al mese). L'assicurazione ha indennizzato
la mia invalidità con 900 milioni. Vorrei qualche consiglio
su come investire la cifra, per avere fra una ventina d'anni una pensione
integrativa o magari una rendita che possa integrare ciò che ricevo
come invalido civile. Della cifra che ho ricevuto dall'assicurazione vorrei
tuttavia spendere una parte (un centinaio di milioni) per adattare la
mia abitazione e per acquistare un'auto adeguata alle mie specifiche esigenze."
Il caso preso in esame è purtroppo abbastanza
frequente; va anche ricordato, con amarezza, come troppo spesso accada
che la liquidazione dell'incidente venga dissipata (è proprio il
caso di utilizzare questo termine) in brevissimo tempo "grazie"
ad un mancato risparmio, a spese superflue o a cattivi investimenti.
Ma veniamo al nostro caso. Questa persona, molto giovane,
necessita per il resto della sua vita di certezze, di una sicurezza economica
che deve basarsi sulla buona gestione dell'indennizzo assicurativo ricevuto,
in aggiunta all'indennità d'accompagnamento e alla pensione concesse
in quanto invalido civile.
Diventa quindi necessaria la figura di un curatore di
fiducia che, oltre a consigliare sulle scelte da operare, ne segua anche
le evoluzioni nel tempo in modo da garantire la massima assistenza nonché
efficienza degli investimenti.
Prendendo in esame la richiesta e per una più
corretta valutazione bisognerebbe avere ulteriori informazioni quali:
- la persona vive con i genitori, è sposato o è un single?
- quale tipo di tenore di vita mantiene?
- quanto desidera come rendita integrativa tra 20 anni ?
Supponiamo per comodità, vista l'età, che
viva in famiglia e che possa farlo per i prossimi 20 anni; riassumiamo
quindi la sua situazione finanziaria attuale
- Indennità di accompagnamento e pensione: un milione circa
al mese
- Capitale a disposizione : 900 milioni
- Prossime spese previste : 100 milioni
Le sue esigenze sono: costituire una rendita dall'età
di 45 anni in poi; salvaguardare il patrimonio a disposizione facendolo
crescere nel tempo; garantirsi l'attuale tenore di vita e semmai migliorarlo.
Supponendo che la persona in questione non percepisca
reddito, è ovvio che per realizzare quanto deciso ed in base alle
scelte, bisognerà utilizzare parte del patrimonio prelevandolo
sia dal capitale che dagli interessi derivanti da una buona gestione.
In queste condizioni, una rendita certa, garantita, che
copra la persona per tutta la vita e che si rivaluti nel tempo (senza
essere erosa dall'inflazione) è la soluzione ottimale. Per ottenere
ciò si dovrà utilizzare un prodotto di tipo assicurativo,
l'unico in grado di offrire le garanzie che ci si è proposti. Si
useranno specifici piani previdenziali ricorrendo alle tradizionali polizze
a rendimento garantito o alle più innovative unit-linked,
nuovi prodotti a metà strada tra i contratti di assicurazione e
quelli del risparmio gestito, i cui rendimenti sono "collegati"
(dall'inglese, "linked") ai risultati dei fondi comuni.
Per l'80 % del capitale bisognerà ricorrere al
risparmio gestito utilizzando una Gestione Patrimoniale in Fondi
(GPF) di tipo bilanciato, cioè un mix di fondi azionari ed obbligazionari
con prevalenza di questi ultimi ed un obiettivo temporale di lungo periodo
(oltre i 5 anni). Questo tipo di gestioni hanno come caratteristiche principali:
- una grande diversificazione (si può investire in tutto il
mondo, in tutte le valute);
- sono professionalmente seguite dai cosiddetti "gestori",
che coordinano gruppi di persone ognuna delle quali è specializzata
su singole tipologie di titoli e di mercati (ad esempio i Titoli di
Stato statunitensi)
- garantiscono la massima trasparenza dei risultati e dei movimenti;
- hanno costi di commissioni di entrata e gestione contenuti e sono
facilmente vendibili in qualsiasi momento;
- si può scegliere tra differenti livelli di "rischio/rendimento
atteso"; infatti nessun investimento è esente da rischi, ma più
alto è il rischio che si corre, migliore può essere il
guadagno che ne consegue (chi non risica non rosica!). Ecco allora che
diventa fondamentale individuare quell'insieme di prodotti che più
si adattano alla nostra voglia di sopportare temporaneamente anche delle
perdite per ottenere eventuali e futuri maggiori guadagni.
Ed è per l'utilizzo in caso di esigenze immediate
che la restante parte del capitale dovrà essere collocata in un
fondo obbligazionario a breve termine (esente da rischi di ribassi)
o meglio ancora in un conto gestito, cioè una forma innovativa
di conto bancario che investe in un fondo obbligazionario a breve termine
ed in modo automatico, le eccedenze del conto corrente relativamente a
dei livelli precedentemente scelti.
E' ovvio che dalla gestione patrimoniale ci si dovrà
attendere un rendimento ben al di là dell'inflazione, mentre dal
conto-fondo obbligazionario a breve termine non si potrà pretendere
che una performance in linea o di poco superiore ai Titoli di Stato.
In ultima analisi, e solo dopo aver valutato attentamente
la disponibilità economica e soggettiva della persona, visti gli
attuali tassi (3,9/5 %), non sarebbe da escludere il ricorso ad un mutuo
ipotecario di circa 100 milioni della durata di 10 anni (spesa inferiore
al milione per mese) per la ristrutturazione casa, tenendo conto delle
seguenti opportunità:
- detrazione fiscale degli interessi sul mutuo prima casa
- detrazione del 41% dall'IRPEF dei costi sostenuti per ristrutturazioni
abitative;
- sfruttare l'eventuale esistenza di fondi agevolati per portatori di
handicap o di contributi statali e, laddove esistono, regionali.
Ovviamente bisogna sempre ricordare che è possibile
decidere la strada da prendere solo dopo una corretta valutazione dei
seguenti parametri:
- propensione al rischio ovvero quali alti e bassi si è
disposti ad affrontare per ottenere maggiori guadagni;
- tempo a disposizione; in una buona analisi finanziaria personale,
è necessario sapere su quanti soldi possiamo per così
dire "dormirci sopra", e quanti potrebbero servircene per
gli imprevisti;
- rendimento atteso; è quanto ci aspetta da un investimento.
Più un investimento è a rischio (ad es. fondi azionari),
maggiore dovrebbe essere il rendimento che ne consegue. Minore è
il rischio/tempo (ad es. fondi obbligazionari a breve termine), e minore
è il rendimento che ci si deve aspettare.
- mix di prodotti o diversificazione; in un mondo così
mutevole e variegato di offerte per non perdersi delle occasioni e per
non essere troppo o troppo poco sbilanciati, è buona norma diversificare
su più prodotti e mercati (leggi: Nazioni!). Si abbassa così
il rischio di perdite e si innalza l'efficacia del nostro investimento.
Va sottolineato che una proposta vastamente articolata
come questa è da prendere in considerazione solo a titolo esemplificativo,
e che, in caso di reale applicazione, la stessa andrebbe discussa, approfondita
e condivisa insieme alla persona o la famiglia, interessata. A questo
riguardo è utile ricordare come negli ultimi anni, accanto ai tradizionali
interlocutori finanziari (banche ed assicurazioni), si sia affermata una
nuova figura, quella del promotore finanziario, operatore che all'estero
rappresenta una realtà consolidata da decenni.
Citando letteralmente gli artt. 5 e 6 della Legge del
2 gennaio 1991, n. 1, il promotore finanziario "è un professionista,
iscritto all'apposito albo istituito dal 5.1.1992, che nell'attività
in esclusiva di promozione e collocamento svolta a favore della SIM (Società
di Intermediazione Mobiliare) mandante cura l'interesse del cliente
potenziale o effettivo, operando con diligenza, correttezza e professionalità".
Come? Rispettando innanzi tutto le disposizioni regolamentari
che prevedono la consegna del "documento informativo", la raccolta
di informazioni sulla situazione finanziaria del cliente e un'adeguata
informazione sulle caratteristiche dell'operazione proposta. In parole
povere il promotore finanziario è colui che assiste nelle scelte
il risparmiatore (famiglia o azienda), colmando quelle distanze che si
creano tra chi vuole investire ed il mondo finanziario, distanze che possono
esistere per cattiva o scarsa informazione.
Sull'operato del promotore poi, a tutela del singolo
risparmiatore, vigila, oltre alla SIM di appartenenza, l'organo della
CONSOB (Commissione Nazionale sulle Società e la Borsa).
Il promotore, fungendo da raccordo col sistema bancario, può quindi
offrire direttamente a casa del cliente o dove esso lavora, una pluralità
di servizi e prodotti quali pacchetti finanziari d'investimento in genere
(titoli, fondi, gestioni patrimoniali), prodotti assicurativi (polizze
vita, previdenza integrativa, fondi pensione, ecc.) o, infine, prodotti
di erogazione (mutui, leasing, ecc.).
Concludendo, risulta evidente come la soluzione proposta
in base alle esigenze espresse dalla persona, esca sicuramente dai soliti
schemi riduttivi e dagli standard. Ma così si deve operare: utilizzando
tutti gli strumenti finanziari a disposizione, per ritagliare sulla persona
e la sua situazione un "abito su misura"!
* promotore finanziario sdisalvo@interplanet.it
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