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Mobilità, n. 5 settembre/ottobre 1999

Opportunità normative

Nuove patenti e vecchi tormenti

di Antonio Ridolfi

Patente di guida e adattamenti: il progresso tecnologico e l'evoluzione normativa, le riforme istituzionali e gli obblighi derivanti dall'appartenenza alla Comunità europea; sono aspetti che sembrano imprimere un'accelerazione decisa in direzione di una maggiore autonomia delle persone disabili in grado di condurre un veicolo. Ma vizi antichi potrebbero impantanare il cambiamento...

auto d'epocaNel 1999 il Governo ha iniziato una, ci si augura efficace, ristrutturazione dei Ministeri prevedendo accorpamenti, la creazione di alcune agenzie, l'attribuzione e la ridistribuzione di risorse e mansioni a vari uffici e dipartimenti.

Anche il Ministero dei Trasporti ha avviato, fra l'altro, la riorganizzazione della Motorizzazione Civile e Trasporti in Concessione (MCTC), operazione tutt'altro che semplice vista la quantità e la varietà delle competenze a questa affidate.

E' ovvio che da questa riorganizzazione ci aspettiamo una semplificazione, anche per le persone con disabilità, delle pratiche per l'ottenimento della patente e delle procedure necessarie per essere considerati idonei alla guida.

Nel contempo è legittimo sperare in una migliore applicazione della Direttiva CEE 439/91 (recepita dal Ministero nell'agosto 1994) e in particolare dell'allegato III. Quest'ultimo, lo ricordiamo tratta dei requisiti psicofisici minimi che ogni titolare di patente dovrebbe avere. Bene: quell'allegato doveva entrare in vigore il 1 luglio 1996, ma per inspiegabili motivi, è stato recepito limitatamente e soprattutto per le parti che riguardano il campo visivo e le modalità di valutazione delle gravi disabilità di ordine progressivo o gravemente traumatico. Per fare un esempio proprio rispetto al campo visivo, il Ministero si è premurato di precisare che è indispensabile un'ampiezza minima di 180° mentre l'allegato III che si sarebbe dovuto recepire ammette un campo visivo limitato anche a 120°.

Nell'ultimo anno, tuttavia, la MCTC (o, meglio, ex MCTC) ha emanato alcune circolari che hanno determinato vantaggi per le persone disabili introducendo novità per i dispositivi di guida. Molti adattamenti proposti da aziende che operano nel territorio nazionale [si veda Mobilità n. 4, N.d.R] sono stati approvati dal Ministero e possono ora essere prescritti, montati, collaudati e utilizzati.

C'è poi un'altra novità cui Mobilità ha dedicato il supplemento al numero scorso. Nel 1991 il Ministero dei Trasporti, con la circolare 148, aveva tentato di mettere ordine nel settore delle patenti speciali elencando e codificando i vari tipi di patologie e menomazioni e correlandovi gli adattamenti che obbligatoriamente avrebbero dovuto essere prescritti dalle Commissioni per le patenti.

Il progresso tecnologico in questo campo ha fatto sì che molte Commissioni, negli anni, abbiano prescritto dispositivi nuovi e non previsti dalla "vecchia" 148. Ed è proprio su queste esperienze suggerite dalla "periferia" e, indirettamente, dagli stessi disabili, che si basa la lettera circolare del 30 luglio scorso con cui il Ministero dei trasporti ha, di fatto, aggiornato la 148. L'allegato alla circolare riporta, per 41 casi-tipo di disabilità, alcuni nuovi adattamenti prescrivibili.

Pur rimanendo aperti molti aspetti problematici, la lettera circolare presenta una novità culturale: non ha codificato le soluzioni tecniche come invece aveva previsto la Circolare 148, ma le descrive comunque in modo agevole e preciso.

Un altro aspetto che può essere considerato interessante è la definizione delle disabilità: almeno 14 dei 41 casi-tipo possono essere ricondotti a tetraplegie post-traumatiche con diversi gradi di compromissione. Questo è un segnale positivo: pur lentamente la possibilità di guidare viene estesa anche a situazioni di grave disabilità.

Ma ci sono altre innovazioni nell'aria. Tra i provvedimenti emanati dal Ministero dei trasporti ce n'è uno particolarmente interessante e che riguarda i nuovi codici comunitari che permettono il riconoscimento della patente in qualsiasi Paese della Unione Europea.

Il Decreto di recepimento è datato 23 febbraio scorso (in Gazzetta Ufficiale 19 marzo 1999, n. 65). In sostanza, nelle nuove patenti non verranno più riportati i dispositivi prescritti, ma la corrispondente codificazione che sarà uguale in tutta l'Europa comunitaria. Ad esempio: il sistema di frenatura adattato prevede il codice 20, per quello di accelerazione il codice sarà 30, per il cambio di velocità adattato il codice corrispondente sarà 10 e così via.

Ma c'è un cono d'ombra: benché sia obbligatorio per i Paesi aderenti alla Comunità recepire i nuovi codici, il primo comma dell'articolo 2 del Decreto di recepimento, recita prudenzialmente: "All'allegato I-bis, rubrica 12, del decreto ministeriale 8 agosto 1994, sono inseriti, laddove ne ricorra la necessità, i codici comunitari armonizzati da 01 a 99 così identificati: (...)".

Quel "laddove ne ricorra la necessità" desta qualche preoccupazione: vediamone il perché. Se applicato correttamente (già, ma quando?) il DM è da considerarsi una vera rivoluzione per le persone con disabilità perché per la prima volta, come abbiamo detto, nessuno vedrà più descritti gli adattamenti necessari alla guida sulla propria patente; nel caso di un ipotetico paraplegico, al posto del solito "cerchiello concentrico al volante, freno a lungo braccio munito ecc. ...", ci potrà essere un più chiaro 15-30 oppure un 35. Ciò permetterebbe a quel paraplegico di recarsi all'estero e di essere riconosciuto abile alla guida senza doversi recare alla propria ambasciata per farsi tradurre il "poema" riportato sulla patente.

Ma questo non sarebbe l'unico vantaggio per disabili; Infatti se questo DM fosse applicato, quel signore una volta assegnati i codici degli adattamenti obbligatori, potrebbe scegliere con tutta tranquillità gli adattamenti proposti dalle varie ditte costruttrici senza alcun timore di essere respinto al momento del collaudo presso l'ex MCTC provinciale.

Nessun ingegnere potrebbe affermare che quegli adattamenti, purché già approvati dal Ministero, non sono idonei al caso specifico.

Sarebbe una vera rivoluzione, ma... Scommetto che questo DM sarà preceduto da una circolare che "armonizzerà" i nuovi codici con le vecchie "scritte" Italiane, il tutto in barba alle Direttive comunitarie.

Mi auguro di sbagliarmi: anche da queste azioni (nemmeno poi tanto marginali) si può valutare se è giusto che si stia in Europa e soprattutto se gli altri continueranno a volerci.

 

 

 

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