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Mobilità n.6 - novembre/dicembre
1999
Gli ausili per l'incontinenza
Poter scegliere
di Pietro Vittorio Barbieri
Il nuovo regolamento che disciplina le prestazioni protesiche
ha modificato radicalmente anche l'ambito della fornitura
degli ausili per l'incontinenza. E' un settore che riguarda
migliaia persone non solo anziane, ma anche lesionati midollari,
affetti da spina bifida, o con problemi di altra origine.
Le novità sono molte ma i problemi interpretativi ed
organizzativi sono altrettanti. Vediamo cosa dovrebbe o potrebbe
accadere.
Il capitolo degli ausili per l'incontinenza è stato
inserito nel secondo elenco allegato al Nomenclatore Tariffario.
Come è noto i prodotti presenti in questo elenco hanno
alcune peculiarità:
- sono prodotti di serie;
- non necessitano dell'intervento di un tecnico abilitato;
- il loro prezzo è stabilito da procedure pubbliche
di acquisto (gare d'appalto);
Queste
tre indicazioni comportano alcune decisioni, la redazione
di direttive regionali, l'emanazione di linee-guida
e soprattutto un impegno organizzativo maggiore da parte delle
aziende Usl. Purtroppo però in questo momento l'attenzione
delle regioni sembra tutta dedicata alla soluzione delle questioni
connesse al primo elenco e cioè ai presidi realizzati
su misura (scarpe ortopediche, carrozzine, protesi ecc.).
La confusione regna sovrana: i più autorevoli
operatori del mercato sostengono che le aziende Usl non saranno
in grado di procedere direttamente all'acquisto degli ausili
per l'incontinenza se non dei cosiddetti "pannoloni";
verosimilmente dopo qualche tentativo rinunceranno all'acquisto
diretto.
La domanda di molti disabili è: "Come
potrò rifornirmi degli ausili necessari se la riforma
sarà attuata? Potrò ancora scegliere gli stessi
prodotti che uso oggi?"
Fino ad oggi il disabile che doveva acquistare, ad esempio,
un catetere si rivolgeva al fornitore abituale come l'ortopedia,
la sanitaria o la farmacia: queste non dovrebbero
più rappresentare il punto di riferimento dal 1 gennaio
2000.
L'azienda Usl infatti dovrà fornire direttamente
al disabile il prodotto sulla base di una dettagliata prescrizione
del medico specialista competente per tipologia di menomazione
o disabilità. Questi dovrà effettuare una diagnosi
circostanziata, identificare il dispositivo ed il programma
terapeutico di utilizzo aggiungendo una esauriente informazione
al paziente sulle caratteristiche e sulle modalità
di utilizzo. Non c'è da spaventarsi: il medico è
coinvolto con maggior peso nell'identificare i bisogni dell'assistito
e nel prevedere il protocollo terapeutico completo. Ad esempio,
nel caso di una persona con vescica neurologica, dovrà
capire la sua peculiarità e dovrà procedere
ad una prescrizione personalizzata nella quale contemplare
le procedure, i prodotti e le modalità necessarie per
realizzare la migliore terapia. Il prescrittore va pertanto
inteso come vero e proprio advisor del disabile. Purtroppo
nel settore dell'incontinenza, salvo rare eccezioni, non vi
è mai stata una figura professionale o una struttura
riabilitativa in grado di garantire questa funzione. Il consulente
è sempre stato, nel bene e nel male, il venditore dell'azienda
sanitaria o ortopedica. La prescrizione sarà quindi
il documento incontrovertibile e l'ufficio preposto dell'azienda
Usl dovrà limitarsi ad accertare la rispondenza dei
requisiti di accesso al diritto; non potrà entrare
nel merito della prescrizione ma si limiterà ad un'analisi
formale.
L'intera riforma presenta tuttavia dei rischi: grazie
ad una più ampia autonomia le aziende Usl gestiranno
direttamente questo capitolo di spesa; difficilmente sarà
possibile per il disabile far valere il "diritto di
scelta" cioè la possibilità di identificare
il fornitore più comodo e il prodotto più adattato
alle proprie peculiarità.
L'origine di questi rischi risiede proprio nelle modalità
di acquisto previste dal nuovo regolamento che sostiene,
con inequivocabile chiarezza, che la Usl è tenuta ad
acquisire direttamente i prodotti attraverso procedure pubbliche
di acquisto (gare d'appalto). Per quanto è a nostra
conoscenza, le gare effettuate per l'erogazione di un servizio
ospedaliero o domiciliare si espletano al ribasso delle offerte
ovvero il principale criterio di valutazione per l'assegnazione
è il prezzo; ragionevolmente temiamo che per gli ausili
valgano le stesse "regole".
Ora, nel campo dell'urostomia che dell'incontinenza
esistono svariati prodotti per ogni codice del Nomenclatore;
sino ad ora l'utente ha avuto la possibilità di testarlo
e di scegliere il dispositivo più adeguato. Non si
possono paragonare questi ausili ad un plantare o ad una carrozzina:
si tratta di dispositivi particolarmente invasivi che scorrono
nel basso apparato urinario oppure irrigano l'intestino; la
reazione e gli effetti collaterali sono estremamente personali.
Il rischio reale è di ritrovarsi a dover utilizzare
prodotti "obbligati" dalla Usl assolutamente inadatti
che finiscono per provocare danni più che benefici.
Le Usl, a nostro avviso, si trovano ora di fronte a tre
possibilità.
- monitorare i prodotti utilizzati e bandire gare che tengano
in considerazione gli ausili abitualmente più usati
dagli utenti, lasciando comunque aperta la gara per i prodotti
nuovi o non contemplati. Con questa formula verrebbe garantita
quell'elasticità necessaria all'utente per poter fruire
del prodotto a lui più congeniale.
- Bandire gare al ribasso senza alcun criterio di valutazione
dei bisogni dell'utenza. Addirittura si potrebbero realizzare
gare per lotti che includano tutto il secondo elenco. In questi
casi la standardizzazione diviene dominante e il singolo utente
non sempre troverà le risposte più adeguate
e in ogni caso non avrà diritto di scelta.
- Non modificare nulla rispetto all'esistente. Questa sembra
purtroppo l'ipotesi più accreditata. Ciò rappresenterebbe
il vero fallimento della riforma. Ancora una volta
sembra insanabile il conflitto fra il decentramento amministrativo
e il mercato nel settore dei servizi sanitari e sociali, cioè
la possibilità di sfruttare appieno la potenzialità
e l'offerta del mercato e al contempo di salvaguardare le
esigenze "locali".
Ma vi sono anche altri problemi. La rigidità della
nomenclatura del secondo elenco è evidente con
l'identificazione dei "quantitativi massimi concedibili":
si pone il prescrittore in condizioni di non poter scegliere
sempre la migliore terapia, ma di dover sottostare ad indicazioni
che risentono delle limitazioni di bilancio. Per alcuni prodotti
(per le stomie, ad esempio) è possibile erogare un
numero maggiore di dispositivi; in altri casi è fortemente
sottolineata l'obbligatorietà di rispettare la norma
alla lettera e il numero massimo di prodotti prescrivibili.
Ciò è assolutamente contrario alle premesse
e allo spirito di novità contenuto nel Nomenclatore
Tariffario: il ruolo del prescrittore, come già detto,
è fortemente enfatizzato. Teoricamente egli dovrebbe
operare con molta discrezionalità e dovrebbe essere
libero di prescrivere il prodotto più adeguato (identificando
il nome del prodotto, così come avviene per i farmaci)
e il quantitativo necessario.
Così purtroppo non sarà: il prescrittore avrà
le mani legate, l'utente dovrà adeguarsi al prodotto
scelto dalla Usl; persino quel poco di servizio di consuelling
dato dalla sanitaria/ortopedia non esisterà più.
Prevediamo, contestualmente agli inevitabili disagi,
un forte movimento di protesta che non potrà che condizionare
le future stesure del regolamento, momento al quale gli utenti
si augurano di essere finalmente coinvolti.
Le novità
L'elenco che segue si limita riportare i prodotti nuovi rispetto
al precedente Nomenclatore tariffario. Precisiamo che per
quanto riguarda gli ausili "assorbenti l'urina"
non vi sono particolari novità se non una descrizione
più puntuale e più valida tecnicamente.
Ausili per stomia
Sistema 1 pezzo coloileostomia
Sacca a fondo aperto o chiuso con o senza filtro, barriera
integrale per stomi introflessi, con o senza rivestimento
in TNT.
Sistema a 2 pezzi coloileostomia
Placca con flangia, barriera protettiva autoportante a convessità
integrale per stomi introflessi
Sistemi a 1 pezzo urostomia
Sacca con barriere protettiva autoportante, a convessità
integrale per stomi introflessi con dispositivo antireflusso
e sistema di scarico raccordabile a raccoglitore da gamba
o da letto
Sistemi a 2 pezzi urostomia
Placca con flangia, barriera protettiva autoportante a convessità
integrale per stomi introflessi
Sacca di raccolta con flangia con o senza dispositivo di
sicurezza con dispositivo antireflusso e sistema di scarico
raccordabile a raccoglitore da gamba o da letto.
Sistemi ad irrigazione
Irrigatore semplice composto da: borsa graduata per l'acqua,
cono e cannula, sistema di regolazione con o senza visualizzazione
del flusso
Dispositivi di chiusura a 1 pezzo
Mini sacchetto post irrigazione con barriera autoportante,
filtro incorporato e lato interno in TNT assorbente
Accessori per stomia
Cono anatomico e cannula da irrigazione
Pasta protettiva per la pelle peristomale
Polvere o film protettivo per zone peristomali
Cateteri vescicali ed esterni
Catetere monouso autolubrificante in materiale ipoallergenico,
trasparente, a varie lunghezze e diametro, non necessitante
dell'uso di gel lubrificante, integrato in una sacca graduata
in confezione singola sterile
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