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Mobilità n.6 - novembre/dicembre 1999

Telefoni e sordi

Il regolamento rivolge la sua attenzione, un po' distratta invero, anche alle persone sorde. Oltre agli apparecchi acustici, viene prevista la fornitura del comunicatore telefonico che può essere concesso soltanto coloro che sono colpiti da sordità dalla nascita o contratta prima dell'apprendimento del linguaggio.

Il comunicatore telefonico, nella descrizione del Nomenclatore, è "un'apparecchiatura atta a consentire la comunicazione ai sordi utilizzando la rete fissa di telecomunicazione sostituendo al messaggio verbale il messaggio scritto e visualizzato, nonché l'invio di frasi e messaggi di allarme in voce. L'apparecchiatura deve prevedere un dispositivo atto a far rilevare al sordo la chiamata in arrivo."

Ancora una volta si nota una mancanza di apertura verso le novità tecnologiche disponibili, anche a costi contenuti, sul mercato. Stiamo pensando ad alcuni modelli di telefoni cellulari in grado di trasmettere e ricevere messaggi scritti e dotati di un'ampia gamma di sempre più potenti funzionalità. Molte persone audiolese già li utilizzano con successo. Lo stesso Ministero delle Finanze ha, da parte sua, compreso questi apparecchi fra quei sussidi tecnici che possono ottenere agevolazioni fiscali (IVA e IRPEF). Il Ministero della Sanità, invece, non solo non li considera ausili, ma ne impedisce anche l'eventuale riconducibilità precisando infatti che ci si deve riferire alla rete fissa.

 

 

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