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Mobilità n.6 - novembre/dicembre 1999

Disabilità visive

Poche novità in vista

di Massimo Guerreschi *

Sembra la stampante Braille l'unica sostanziale novità introdotta dal nuovo Nomenclatore in favore delle persone con disabilità visiva. Troppo poco davvero, se si tiene conto del rapido progresso tecnologico e delle nuove esigenze di vita e di lavoro. Sì alle periferiche, ma il personal computer rimane il grande assente.

Foto: shopping su carrozzinaIl nuovo Nomenclatore contempla, come il precedente, ausili per le persone con disabilità visiva. Gli aventi diritto alla maggior parte di questi dispositivi sono ovviamente i "soggetti affetti da cecità assoluta o che abbiano un residuo visivo non superiore ad un decimo in entrambi gli occhi con correzione".

Fa eccezione la parte che riguarda lenti correttive: qui sono ammessi invece soggetti caratterizzati da ambliopia e cioè con visione sdoppiata a causa di differenze marcate nella capacità visiva di un occhio rispetto all'altro. Questa definizione di ipovisione si basa soltanto sulla misura dell'acuità visiva, e risulta un po' limitante rispetto a quella utilizzata nella prassi. In genere, infatti, si considerano anche l'ampiezza e la qualità del campo visivo e la sensibilità al contrasto. Solo con questi elementi è possibile individuare al meglio le situazioni in cui è necessario il ricorso ad ausili e scegliere la soluzione migliore o più efficace.

Attraverso una rapida ricognizione del nuovo regolamento, proviamo ad segnalare gli aspetti più interessanti per i potenziali destinatari affetti da disabilità visiva. A questo scopo si è utilizzato l'utilissimo estratto, relativo alle disabilità visive, realizzato da F. Frascolla e consultabile all'indirizzo Internet: www.provvstudi.vi.it/erica/doc/Nomencla.htm

Per definire meglio il campo, iniziamo precisando che sono previste sia protesi (protesi oculari, codice ISO 06.30.21) che ausili tecnici in senso stretto, suddivisi poi in diversi gruppi.

Il primo è di stretta competenza di oculisti, ortottisti e ottici. E' il gruppo che si riferisce ai dispositivi ottici correttivi, cioè alle lenti. E' un campo di cui non mi occupo, ma mi pare che non vi siano differenze di rilievo rispetto al precedente Nomenclatore, a parte l'ampliamento dei materiali utilizzati per le lenti da occhiale (oftalmiche) e la maggior varietà di lenti a contatto. Viene allargato l'elenco delle prestazioni di modificazione o trattamento delle lenti oftalmiche (smerigliatura, coloritura ecc.) e quelle relative alle lenti a contatto.

All'interno del medesimo gruppo, e sempre per gli ipovedenti, nel sottogruppo dei cannocchiali troviamo tre novità:

  • l'introduzione del sistema kepleriano accanto al preesistente sistema galileiano;
  • il leggio con piano scorrevole ed inclinabile;
  • gli occhiali prismatici che agiscono sull'ampiezza del campo visivo.

Vediamo anche gli altri gruppi.

Termometri e orologi: sono prescrivibili orologi predisposti per la lettura attraverso il tatto e un termometri sonori, in grado di "dire" la temperatura. Non sono state introdotte novità che considerino il fatto che in commercio sono reperibili modelli predisposti per facilitare la lettura visiva agli ipovedenti o anche orologi "parlanti".

Ausili per la deambulazione: anche qui nessuna novità; sono rimasti i bastoni bianchi disponibili nel modello normale o in quello pieghevole.

Ausili ottici elettronici

In questa categoria di dispositivi troviamo elencati tre tipi di prodotti, tutti già previsti dal Nomenclatore previgente.

Software per ingrandire ciò che appare sullo schermo del PC. Purtroppo la definizione del Nomenclatore è molto generica tanto da poter comprendere sia prodotti semplicissimi e dalle funzionalità limitate, sia software di tipo professionale e molto sofisticati.

Sistema ICR. Si tratta di uno scanner controllato da un software che riesce a riconoscere i caratteri di stampa. In questo modo è possibile appoggiare un libro o un foglio sul piano dello scanner per ottenerne una copia sul monitor del PC. Qui il testo può essere ingrandito, manipolato, letto da una voce sintetica (che però è un altro prodotto). Va ricordato che il PC non è compreso in questa voce.

Videoingranditore. Si tratta di un televisore a circuito chiuso con un alloggiamento nella parte sottostante il video, dove deve essere posto il testo (un foglio o un libro) che si intende leggere; questo viene ripreso da una telecamera che ritrasmette l'immagine sul monitor e può ingrandirla fino a 40 volte. E' cambiata soltanto la denominazione dell'apparecchio (da ingranditore ottico a videoingranditore ottico elettronico) e l'inserimento di caratteristiche tecniche che permettono una maggiore flessibilità di queste operazioni. E' prescrivibile anche il videoingranditore portatile comprensivo di monitor. Viene tuttavia precisato che i due tipi di ingranditori sono fra loro alternativi: se ne viene prescritto uno, non è possibile richiedere l'altro. Purtroppo possono essere prescritti, a carico del Servizio sanitario nazionale, solo monitor in bianco e nero, nonostante siano già disponibili da tempo modelli a colori.

Periferiche input, output e accessori

Qui riscontriamo la prima novità di rilievo e cioè la stampante Braille. Questa naturalmente deve essere collegata ad un PC, il quale non è compreso.

Per il resto viene confermato il sintetizzatore vocale, definito come "Apparecchiatura collegabile al PC capace di riprodurre almeno parole in lingua italiana a vocabolario illimitato e in grado di leggere in voce il contenuto dello schermo in modalità testo.".

E' proprio quest'ultima indicazione che lascia perplessi: è noto a chiunque come il progresso tecnologico abbia ridotto di molto la diffusione dei sistemi funzionanti in modalità testo e di come, al contrario, negli ambienti scolastici e di lavoro, siano diffusi PC che utilizzano comunemente la modalità grafica. Questo risulta ancora più importante considerando che, ad esempio, nella scuola gli insegnanti si stanno preparando o aggiornando su questo ultimo tipo di PC.

Macchine da scrivere e sistemi di elaborazione testi

Anche in questo gruppo assistiamo ad una serie di conferme.

  • Tavoletta per scrittura braille, in metallo con punteruolo, in due formati, di cui uno tascabile.
  • Display Braille: "apparecchiatura dotata di un minimo di 20 caratteri braille piezoelettrici a 8 punti, collegabile al personal computer e capace di riprodurre in braille il contenuto dello schermo in modalità di testo..." per il quale valgono le considerazioni già esposte per il sintetizzatore vocale.
  • Macchina da scrivere per alfabeto Braille (dattilobraille).

Conclusioni

L'unica introduzione di rilievo è rappresentata dalla stampante Braille, che sicuramente risponde, anche dal punto di vista economico, ad una esigenza diffusa.

Per il resto non si può che avere la sensazione che si sia ignorato il progresso tecnologico e la sua applicazione nei prodotti hardware e software più comuni (si veda ad esempio la questione della sintesi vocale). Si parla poi di dispositivi da utilizzare insieme al PC, ma non viene mai considerata la prescrivibilità del PC stesso.

Un'altra riflessione merita il fatto che alcune prescrizioni ne escludano altre. In alcuni casi ciò appare penalizzante; dà l'impressione di non considerare che le funzioni di tali ausili non sono esattamente analoghe e, a volte, sono invece integrabili.

Facciamo l'esempio di alcuni ipovedenti che utilizzano correntemente anche il Braille o degli ipovedenti che utilizzano efficacemente e ampiamente il PC e i dispositivi ad questo collegabili; eppure il Nomenclatore, in questo caso, non consente la simultaneità né la concessione dei prodotti Braille agli ipovedenti. Analoga limitazione vale per l'alternatività tra videoingranditore fisso o portatile: per molti non vedenti potrebbe essere utilissimo, soprattutto per l'integrazione lavorativa, disporre di ambedue i prodotti.

Grandi assenti, poi, gli ausili di facilitazione per l'autonomia, soprattutto nel lavoro e nello studio, come ad esempio dispositivi che fungono da agende e rubriche a controllo vocale.

Considerando gli ausili ad alto contenuto tecnologico e potenzialmente predisposti ad attività complesse, quali la comunicazione, lo studio e il lavoro, è interessante notare come venga precisato che parte integrante della prescrizione è la redazione un programma terapeutico; devono essere fornite indicazioni esaurienti su come, dove, in che modo utilizzare l'ausilio, su come funziona e su quali sono le possibili controindicazioni.

Pensando ai prodotti elencati e a quelli riconducibili, viene da chiedersi: i medici sono effettivamente preparati a prescrivere prodotti la cui componente elettronica o informatica richieda una specifica professionalità e un continuo aggiornamento?

E' realistico e corretto ritenere che la prescrizione non sia compito di un singolo ma piuttosto competenza diffusa in un équipe multidisciplinare.

Non sarebbe più opportuno allora ricondurre tale mansione a centri specializzati di consulenza sugli ausili?

Noi riteniamo di sì: sarebbero una risorsa per il medico prescrittore, indirettamente per il Servizio sanitario, e, infine, per il disabile e gli operatori che con lui lavorano.

* Massimo Guerreschi opera presso il Servizio Informazioni e Consulenza sulle Tecnologie di Ausilio dell'IRCCS "E. Medea" (Associazione La Nostra Famiglia - Onlus)

 

 

 

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