| Mobilità
n. 8 - Maggio/Giugno 2000
Opinioni
Ma almeno poter studiare
di Flavio Fogarolo *
Ospitiamo
molto volentieri questo intervento che pone l'attenzione su
un disagio che emerge in particolare a scuola. I nuovi strumenti
per l'accesso alla cultura sono spesso preclusi agli ipovedenti,
non vedenti e persone disabili con grave disabilità
motoria. Ma è proprio dalla scuola che può provenire
un segnale forte per invertire una tendenza apparentemente
consolidata. Il suggerimento chiama in causa il Ministero
della Pubblica Istruzione, unico, forse, in grado di imporre
nuovi standard su prodotti di cui è il principale acquirente.
Nelle nostre scuole sono sempre più numerosi i ragazzi
che utilizzano il computer per svolgere il proprio normale
percorso scolastico. Recenti norme, riconoscendo questa nuova
potenzialità, incentivano, anche con contributi, gli
istituti che debbano acquisire materiale informatico o intendano
mettersi in rete.
Questo strumento opportunamente adattato, se necessario,
con periferiche o programmi speciali supporta, in modo determinante
centinaia di alunni con minorazione visiva o motoria.
E' un nuovo modo di operare che sta producendo quasi ovunque
ottimi risultati in termini di autonomia personale e, in generale,
favoriscono un notevole innalzamento del livello e della qualità
dell'integrazione scolastica.
Progresso e aggiornamento
Bene inteso: non è un progresso automatico e fisiologico,
ma sono necessari l'impegno e la preparazione degli operatori;
bisogna infatti sapere interpretare il bisogno per adottare
le soluzioni più appropriate. Il software e
l'hardware poi sono, per fortuna, in continua evoluzione:
anche l'aggiornamento quindi deve essere continuo. Non è
più pensabile oggi, adottare un programma di lettura
sviluppato anche solo 4 o 5 anni or sono. Si rischierebbe
di estromettere la persona disabile dalle potenzialità
dei sistemi operativi più recenti. Per fare un esempio,
i programmi sviluppati per Windows 3.1 o Windows
95 funzionano ancora su Windows 98 o 2000, ma non permettono
di sfruttare appieno tutte le novità.
Oltre a questi ovvi e risolvibili problemi, e agli effetti
positivi, è purtroppo necessario sottolineare alcuni
ostacoli che limitano pesantemente la potenzialità
d'uso delle cosiddette nuove tecnologie e che, pur
potendo essere rimossi in molti casi in modo abbastanza semplice,
non sono finora mai stati presi in considerazione in modo
determinato e deciso.
Libri virtuali
Mi riferisco in particolare a due problemi: la disponibilità
dei libri di testo in formato digitale e l'accessibilità
dei prodotti multimediali
Oggi in Italia ci sono centinaia di persone, famiglie, insegnanti
di sostegno, educatori che impegnano ore ed ore a catturare
con lo scanner le pagine dei libri di testo per poterle
poi offrire in formato digitale, e quindi accessibile, agli
studenti che ne hanno bisogno.
Mi riferisco ai ciechi che potranno poi leggersi i testi
con display braille o con soluzioni di sintesi vocale, agli
ipovedenti che potranno consultarli a video personalizzando
a piacere le dimensioni dei caratteri e i colori di testo
e sfondo. Ma è un lavoro spesso necessario anche alle
persone con disabilità motoria che così riusciranno,
con la pressione di pochi tasti, ad aprire i libri che vogliono,
scegliere la pagina e scorrerla in totale autonomia.
Case editrici
Questo enorme e defatigante lavoro di trascrizione sarebbe
in realtà del tutto inutile, poiché le case
editrici ovviamente dispongono già della versione
digitale delle opere che pubblicano. Se fosse possibile
disporre direttamente di queste fonti si avrebbe non solo
un enorme risparmio di tempo ed energie, ma anche una maggiore
precisione e qualità dei testi trasformati.
E' il caso di ricordare che la fornitura dei libri di testo
è già oggetto di varie convenzioni tra il Ministero
della Pubblica Istruzione e l'Associazione degli Editori.
Volendo, quindi, è possibile trovare un accordo per
fornire alle scuole dove sono presenti alunni disabili con
le esigenze di cui parliamo, una versione digitale dei libri
di testo in adozione. Chissà che ci sia qualche parlamentare
disponibile a trasformare in una proposta di legge
questo suggerimento.
Andranno certamente previste delle garanzie per evitare usi
impropri dei testi, nel rispetto quindi del diritto d'autore,
e andranno stipulati accordi sugli standard di registrazione
in modo che essi siano compatibili con gli strumenti informatici
presenti nelle scuole.
Multimedialità
L'altro problema a cui accennavo è quello dell'accessibilità
delle opere multimediali.
Con l'attuale abbondanza di dizionari, enciclopedie, atlanti
e quant'altro su CD-ROM dovrebbero aprirsi per gli studenti
disabili, e non solo, delle opportunità di conoscenza
neppure immaginabili fino a qualche anno fa.
Enciclopedie in braille, ad esempio, non ne sono mai state
realizzate, e neppure con caratteri ingranditi accessibili
ad un ipovedente. Per non parlare dell'estrema difficoltà
per un disabile motorio di gestire autonomamente opere su
più volumi magari di grande dimensione e peso. Con
un'enciclopedia su CD-ROM la consultazione non solo sarebbe
possibile, ma anche facile, veloce ed efficiente. Ma purtroppo
quasi tutte le opere di questo tipo risultano inaccessibili
ad un utente che ha bisogno di strumenti o modalità
di accesso particolari, di soluzioni cioè che escono
dagli standard abitualmente adottati.
Se, ad esempio, non è stata prevista nessuna alternativa
all'uso del mouse, l'accesso all'opera sarà
precluso ai ciechi e a molti disabili motori e sarà
di difficile gestione anche per gli ipovedenti.
Se poi si usano immagini come icone per la navigazione, senza
nessuna descrizione testuale, esse non avranno nessun
significato per il cieco che non riuscirà quindi a
sfogliare e comprendere l'ipertesto.
Anche la dimensione dei caratteri può costituire un
problema notevole per gli ipovedenti se questa è molto
piccola e senza la possibilità di essere aumentata;
ulteriori problemi possono poi sorgere se chi sviluppa il
prodotto sceglie colori a basso contrasto e non modificabili.
Se infine le informazioni rilevanti vengono fornite solo
attraverso l'audio, senza accompagnarle da un messaggio
scritto, chi non sente rimarrà inesorabilmente tagliato
fuori.
Oggi, purtroppo, quasi tutti i prodotti multimediali sono
realizzati ignorando sistematicamente tutte queste esigenze:
è la nuova frontiera delle barriere, non più
solo architettoniche ma anche informatiche. Tutto questo riguarda
non solo i programmi multimediali, ma anche molti siti Internet.
In commercio ci sono decine di dizionari di inglese
su CD-ROM ma quando un ragazzo disabile chiede un consiglio
su quale sia preferibile, spesso non si sa cosa rispondere
e si finisce per suggerire il "meno peggio".
Per non parlare delle enciclopedie: anche le poche
che risultano abbastanza accessibili anno dopo anno vengono
aggiornate con nuovi versioni che appesantiscono, spesso del
tutto inutilmente, la parte grafica con animazioni ed effetti
speciali, ma senza assumere nessun accorgimento alternativo.
Si riduce così sempre più l'accessibilità
e la fruibilità e non solo da parte di chi è
disabile ma anche di chi non dispone di un computer dell'ultimissima
generazione e con una robusta dotazione di RAM, scheda video,
scheda audio ecc.
La scuola italiana è un acquirente molto significativo
di questi prodotti e certamente se fornisse (o meglio imponesse)
delle indicazioni di qualità e accessibilità
potrebbe invertire questa tendenza, almeno per le opere destinate
ai ragazzi.
Di sicuro qualcosa bisogna fare. Non possiamo assistere in
silenzio alla diffusione di una tecnologia che, rispondendo
solo a leggi di mercato - peraltro molto miopi e discutibili
anche "economicamente" parlando - esclude proprio
le persone che da essa potrebbero trarre, in assoluto, i maggiori
vantaggi. La cultura è di tutti, su qualsiasi supporto
venga diffusa!
* Centro di Documentazione e Formazione del Provveditorato
agli Studi di Vicenza
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