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Mobilità n. 8 - Maggio/Giugno 2000

Opinioni

Ma almeno poter studiare

di Flavio Fogarolo *

Giuseppe Arcimboldi, L'invernoOspitiamo molto volentieri questo intervento che pone l'attenzione su un disagio che emerge in particolare a scuola. I nuovi strumenti per l'accesso alla cultura sono spesso preclusi agli ipovedenti, non vedenti e persone disabili con grave disabilità motoria. Ma è proprio dalla scuola che può provenire un segnale forte per invertire una tendenza apparentemente consolidata. Il suggerimento chiama in causa il Ministero della Pubblica Istruzione, unico, forse, in grado di imporre nuovi standard su prodotti di cui è il principale acquirente.

Nelle nostre scuole sono sempre più numerosi i ragazzi che utilizzano il computer per svolgere il proprio normale percorso scolastico. Recenti norme, riconoscendo questa nuova potenzialità, incentivano, anche con contributi, gli istituti che debbano acquisire materiale informatico o intendano mettersi in rete.

Questo strumento opportunamente adattato, se necessario, con periferiche o programmi speciali supporta, in modo determinante centinaia di alunni con minorazione visiva o motoria.

E' un nuovo modo di operare che sta producendo quasi ovunque ottimi risultati in termini di autonomia personale e, in generale, favoriscono un notevole innalzamento del livello e della qualità dell'integrazione scolastica.

Progresso e aggiornamento

Bene inteso: non è un progresso automatico e fisiologico, ma sono necessari l'impegno e la preparazione degli operatori; bisogna infatti sapere interpretare il bisogno per adottare le soluzioni più appropriate. Il software e l'hardware poi sono, per fortuna, in continua evoluzione: anche l'aggiornamento quindi deve essere continuo. Non è più pensabile oggi, adottare un programma di lettura sviluppato anche solo 4 o 5 anni or sono. Si rischierebbe di estromettere la persona disabile dalle potenzialità dei sistemi operativi più recenti. Per fare un esempio, i programmi sviluppati per Windows 3.1 o Windows 95 funzionano ancora su Windows 98 o 2000, ma non permettono di sfruttare appieno tutte le novità.

Oltre a questi ovvi e risolvibili problemi, e agli effetti positivi, è purtroppo necessario sottolineare alcuni ostacoli che limitano pesantemente la potenzialità d'uso delle cosiddette nuove tecnologie e che, pur potendo essere rimossi in molti casi in modo abbastanza semplice, non sono finora mai stati presi in considerazione in modo determinato e deciso.

Libri virtuali

Mi riferisco in particolare a due problemi: la disponibilità dei libri di testo in formato digitale e l'accessibilità dei prodotti multimediali

Oggi in Italia ci sono centinaia di persone, famiglie, insegnanti di sostegno, educatori che impegnano ore ed ore a catturare con lo scanner le pagine dei libri di testo per poterle poi offrire in formato digitale, e quindi accessibile, agli studenti che ne hanno bisogno.

Mi riferisco ai ciechi che potranno poi leggersi i testi con display braille o con soluzioni di sintesi vocale, agli ipovedenti che potranno consultarli a video personalizzando a piacere le dimensioni dei caratteri e i colori di testo e sfondo. Ma è un lavoro spesso necessario anche alle persone con disabilità motoria che così riusciranno, con la pressione di pochi tasti, ad aprire i libri che vogliono, scegliere la pagina e scorrerla in totale autonomia.

Case editrici

Questo enorme e defatigante lavoro di trascrizione sarebbe in realtà del tutto inutile, poiché le case editrici ovviamente dispongono già della versione digitale delle opere che pubblicano. Se fosse possibile disporre direttamente di queste fonti si avrebbe non solo un enorme risparmio di tempo ed energie, ma anche una maggiore precisione e qualità dei testi trasformati.

E' il caso di ricordare che la fornitura dei libri di testo è già oggetto di varie convenzioni tra il Ministero della Pubblica Istruzione e l'Associazione degli Editori. Volendo, quindi, è possibile trovare un accordo per fornire alle scuole dove sono presenti alunni disabili con le esigenze di cui parliamo, una versione digitale dei libri di testo in adozione. Chissà che ci sia qualche parlamentare disponibile a trasformare in una proposta di legge questo suggerimento.

Andranno certamente previste delle garanzie per evitare usi impropri dei testi, nel rispetto quindi del diritto d'autore, e andranno stipulati accordi sugli standard di registrazione in modo che essi siano compatibili con gli strumenti informatici presenti nelle scuole.

Multimedialità

L'altro problema a cui accennavo è quello dell'accessibilità delle opere multimediali.

Con l'attuale abbondanza di dizionari, enciclopedie, atlanti e quant'altro su CD-ROM dovrebbero aprirsi per gli studenti disabili, e non solo, delle opportunità di conoscenza neppure immaginabili fino a qualche anno fa.

Enciclopedie in braille, ad esempio, non ne sono mai state realizzate, e neppure con caratteri ingranditi accessibili ad un ipovedente. Per non parlare dell'estrema difficoltà per un disabile motorio di gestire autonomamente opere su più volumi magari di grande dimensione e peso. Con un'enciclopedia su CD-ROM la consultazione non solo sarebbe possibile, ma anche facile, veloce ed efficiente. Ma purtroppo quasi tutte le opere di questo tipo risultano inaccessibili ad un utente che ha bisogno di strumenti o modalità di accesso particolari, di soluzioni cioè che escono dagli standard abitualmente adottati.

Se, ad esempio, non è stata prevista nessuna alternativa all'uso del mouse, l'accesso all'opera sarà precluso ai ciechi e a molti disabili motori e sarà di difficile gestione anche per gli ipovedenti.

Se poi si usano immagini come icone per la navigazione, senza nessuna descrizione testuale, esse non avranno nessun significato per il cieco che non riuscirà quindi a sfogliare e comprendere l'ipertesto.

Anche la dimensione dei caratteri può costituire un problema notevole per gli ipovedenti se questa è molto piccola e senza la possibilità di essere aumentata; ulteriori problemi possono poi sorgere se chi sviluppa il prodotto sceglie colori a basso contrasto e non modificabili.

Se infine le informazioni rilevanti vengono fornite solo attraverso l'audio, senza accompagnarle da un messaggio scritto, chi non sente rimarrà inesorabilmente tagliato fuori.

Oggi, purtroppo, quasi tutti i prodotti multimediali sono realizzati ignorando sistematicamente tutte queste esigenze: è la nuova frontiera delle barriere, non più solo architettoniche ma anche informatiche. Tutto questo riguarda non solo i programmi multimediali, ma anche molti siti Internet.

In commercio ci sono decine di dizionari di inglese su CD-ROM ma quando un ragazzo disabile chiede un consiglio su quale sia preferibile, spesso non si sa cosa rispondere e si finisce per suggerire il "meno peggio".

Per non parlare delle enciclopedie: anche le poche che risultano abbastanza accessibili anno dopo anno vengono aggiornate con nuovi versioni che appesantiscono, spesso del tutto inutilmente, la parte grafica con animazioni ed effetti speciali, ma senza assumere nessun accorgimento alternativo. Si riduce così sempre più l'accessibilità e la fruibilità e non solo da parte di chi è disabile ma anche di chi non dispone di un computer dell'ultimissima generazione e con una robusta dotazione di RAM, scheda video, scheda audio ecc.

La scuola italiana è un acquirente molto significativo di questi prodotti e certamente se fornisse (o meglio imponesse) delle indicazioni di qualità e accessibilità potrebbe invertire questa tendenza, almeno per le opere destinate ai ragazzi.

Di sicuro qualcosa bisogna fare. Non possiamo assistere in silenzio alla diffusione di una tecnologia che, rispondendo solo a leggi di mercato - peraltro molto miopi e discutibili anche "economicamente" parlando - esclude proprio le persone che da essa potrebbero trarre, in assoluto, i maggiori vantaggi. La cultura è di tutti, su qualsiasi supporto venga diffusa!

* Centro di Documentazione e Formazione del Provveditorato agli Studi di Vicenza

 

 

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