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Mobilità n. 8 - Maggio/Giugno 2000

Innovazioni tecnologiche

In punta di dita

di Andrea Pedrana

Il posto di guidaNon sono poche le persone con grave disabilità che si rivolgono a Mobilità chiedendo con insistenza e una punta di disperazione, informazioni su novità tecnologiche che possano consentire anche a loro di guidare. Le risposte non sono sempre incoraggianti. E allora per riprendere forza e per infondere speranza dobbiamo rivolgere la nostra attenzione all'Estero. Questa volta parliamo di Francia e di guida con il joystick.

Nel 1998, in concomitanza con il Telethon francese, fu organizzato un raid automobilistico fra Angers e Strasburgo. La passione per i motori dei cugini d'Oltralpe è perlomeno pari alla nostra. Tuttavia quell'evento offriva un elemento di particolarità in più. Alla guida c'erano persone con distrofia muscolare in forma grave: le loro auto erano condotte con un joystick anziché con un volante adattato. I piloti erano alcuni delle trenta persone che avevano acquisito la patente presso il centro di riabilitazione di Kerpape, unico autorizzato a rilasciare l'idoneità alla guida con il joystick in Francia. Fu un'ulteriore occasione per dimostrare che il progresso tecnologico può essere uno strumento in più per costruire e garantirsi la propria autonomia. Diamo allora un'occhiata un po' più attenta a cos'è il joystick e a cosa stanno combinando i francesi.

Piccole leve

Dal 1991 gli stabilimenti Kempf, una ditta che produce adattamenti per la guida e altri ausili, hanno sviluppato un sistema per consentire alle persone tetraplegiche di guidare in autonomia con il joystick. Tutto ciò grazie ad un'iniziativa del centro di rieducazione di Kerpape nel Morbihan e con il sostegno finanziario e logistico dell'AFM (l'associazione francese che si occupa di distrofie muscolari). Non sono mancati il consenso e il supporto dei ministeri competenti

Il joystick, unisce nello stesso comando acceleratore, freno e sterzo. Si è quindi ritenuto che questo tipo di guida fosse quello preferibile per le persone dai movimenti di limitata ampiezza.

La soluzione sviluppata da Kempf adotta dispositivi idraulici e meccanici. Esiste tuttavia un'altra tecnica, utilizzata negli Stati Uniti, e distribuita in Francia dalle società Okey e Legrand, che si basa su un dispositivo di automazione completamente elettrico: il DigiDrive. Per istallare il joystick è ovviamente necessario che il veicolo sia dotato di cambio automatico.

Concezioni diverse

Per i francesi la guida con il joystick rappresenta una concezione diversa che mira a restituire un'autonomia totale di mobilità alle persone tetraplegiche. Se questo è l'obiettivo, non ci si può certo fermare al dispositivo di guida in sé. La persona in carrozzina, magari elettrica, deve poter entrare al proprio veicolo e guidare. Tutte le operazioni di trasferimento devono essere automatiche: dal controllo della porta alla piattaforma di accesso, fino al bloccaggio della sedia rotelle al posto di guida. Ciò implica l'utilizzo di un veicolo tipo monovolume; la porta deve cioè permettere il agevole passaggio della persona sulla sedia a rotelle. I francesi ritengono che solo la carrozzina a seduta ribassata sia più rispondente alle esigenze di sicurezza. Su questo aspetto sono in corso, in tutta Europa, sperimentazioni e studi volti a verificare se debbano essere adottate carrozzine particolari per la guida e quali debbano essere le loro caratteristiche. Non è un problema da poco: la carrozzina adatta alla guida deve essere anche adeguata alle esigenze di ognuno nelle normali attività quotidiane altrimenti l'utente sarebbe costretto ad utilizzare una sedia a ruote diversa a seconda dei contesti.

Sali e guida

Le soluzioni adottate in Francia sono del tutto simili a quelle già disponibili in Italia e che consentono di salire sul veicolo rimanendo seduti in sedia a ruote. Al portellone posteriore o a quello laterale è istallata una piattaforma elevatrice che solleva la persona seduta in carrozzina. Sempre per garantire l'autonomia, l'apertura delle porte, il funzionamento della piattaforma e la chiusura della stessa devono poter essere attivate da un telecomando. In Francia sono anche disponibili allestimenti che prevedono l'abbassamento pneumatico del veicolo o il taglio del pianale per farvi incassare la piattaforma, soluzione quest'ultima non ancora ammessa in Italia.

Anche per l'ancoraggio della carrozzina al posto di guida sono previste varie soluzioni automatizzate cioè in grado di bloccare saldamente la sedia senza l'intervento di un assistente. Le cinture addominali e delle spalle assicurano poi un supplemento di sicurezza.

Il prezzo della libertà

E veniamo all'altra faccia della medaglia: il costo che è davvero elevato. Da una piccola indagine fatta dalla rivista VLM dell'Associazione francese dei distrofici, oltre al prezzo d'acquisto della macchina, bisogna spendere circa 280.000 Franchi (circa 83 milioni di lire) per equipaggiare un veicolo.

100.000 Franchi (circa 30 milioni di lire) sono necessari per la sistemazione dell'accesso al posto di guida e cioè la posa di una piattaforma per il sollevamento, motorizzazione della porta laterale con un telecomando e modifica della base del sedile originario per poterlo rimuovere.

150.000 Franchi (circa 45 milioni di lire) servono per i dispositivi di guida e cioè la posa del joystick, dei comandi di contatto e di avviamento, del freno di parcheggio elettronico e la motorizzazione della leva di comando della scatola del cambio automatico.

30.000 Franchi (circa 9 milioni di lire) se ne vanno per la modifica dei comandi supplementari: l'indicatore di direzione, il comando luci, il clacson ecc. Il tutto avviene mediante una piccola scatola di comando o di un controllo vocale che solitamente è il sistema Katalavox prodotto da Kempf.

Si tratta di investimenti che davvero in pochi si possono permettere. Riteniamo tuttavia che questi prezzi siano destinati a scendere soprattutto se la diffusione di tali prodotti sarà maggiore.

Perché in Italia no?

Questa è la domanda che il Lettore si starà già ponendo. E' evidente che, per ora, il joystick non è la soluzione ottimale (e conveniente) per tutti ma solo per alcuni tipi di disabilità. Va poi detto che alcune soluzioni per i tetraplegici, molto diverse dal joystick, sono state di recente approvate, anche in Italia, dal Ministero dei trasporti e vengono già utilizzate. Sono un passo avanti, ma non rispondono però alle esigenze di tutte le persone con tetraplegia, soprattutto quando si tratta di distrofie muscolari gravi ma non solo.

Perché in Italia no? Le risposte più o meno informali sono improntate ora alla prudenza, ora alla scarsa fiducia nelle soluzioni proposte. Il problema non è quindi stato ancora affrontato dal Ministero dei trasporti attraverso lo specifico Comitato tecnico deputato ad approvare i nuovi dispositivi.

Tuttavia alcuni disabili guidano con joystick in Italia, ma purtroppo hanno patente e mezzo con targa straniera e, forse giustamente, non vogliono sottoporsi al giudizio delle nostre autorità e preferiscono, quindi, mantenere la residenza "fittizia" in altro Paese Europeo. Ad oggi nessun disabile che abbia acquistato un mezzo in Europa e ottenuto una patente in un Paese diverso dall'Italia, si è poi presentato alla sua Motorizzazione provinciale per ottenere la conversione della patente. In questo caso potrebbe accadere che le nostre autorità non riconoscano alla persona l'idoneità alla guida con joystick ma dovrebbero poi eventualmente giustificare alla Unione Europea questo comportamento, visto che un altro Paese della stessa Unione ha riconosciuto quel diritto al nostro disabile. Viceversa, l'autorità italiana potrebbe ammettere, in piena legalità, questo diritto, approvare il mezzo in esemplare unico e trasformare di conseguenza la patente straniera in patente italiana. Nell'uno o nell'altro caso si aprirebbe a pieno titolo la questione della guida con joystick.

Ecco allora che diventa importante far circolare, quanto più possibile, le informazioni, le esperienze e i modelli più innovativi soprattutto per dimostrare che le soluzioni ci possono essere e nulla, sul medio periodo, può bloccare l'avanzamento tecnologico. Lo può solo, fastidiosamente, rallentare.

Ultimora

Al momento di andare in stampa apprendiamo che il Ministero dei trasporti ha emanato il 12 giugno una nuova circolare che elenca i codici e i subcodici da riportare nelle patenti di guida. Fra le nuove codificazioni è prevista anche la possibilità di guida con joystick! E' una svolta epocale che ci auguriamo non venga rallentata o boicottata a livello locale. Vista la rilevanza del tema Mobilità darà ampio spazio alla novità nel prossimo numero.

Il "sistema" di Tecnothon

A Tecnothon, il laboratorio di ricerca tecnologica della Fondazione Telethon, diretto da Francesco Miotto, c'è una regola dalla quale non si deve prescindere: "Il nostro obiettivo - spiega Miotto - è la totale indipendenza, in ogni situazione, 24 ore su 24, 365 giorni l'anno, per tutti. Consideriamo ogni persona e quindi anche chi abbia gravissime limitazioni funzionali e forze residue vicine a zero". La ricerca sul joystick è quindi inserita in un lavoro più vasto, quello per la realizzazione di un sistema di guida integrato in un monovolume, con porta e pedana radiocomandata e guidabile stando seduti in carrozzina. Il cuore del sistema sta comunque nel dispositivo di controllo dello sterzo. "Il nostro è un sistema polifunzionale: - chiarisce Miotto - disinserito consente una guida normale; in modalità A consente una guida con il volante tradizionale, che, ruotato di pochi gradi, consente una sterzata completa. In modalità J consente di pilotare un'auto o con un joystick a 4 vie o con un mini volante a sforzo zero o usando due joysticks a due vie".

Il sistema è caratterizzato da un congegno elettrico che grazie ad un sensore amplifica il movimento del volante secondo una mappa stabilita. La mappa fa sì che con il volante posizionato in centro, quindi in rettilineo e perciò anche ad alte velocità, l'amplificazione sia quasi nulla. L'amplificazione invece aumenta progressivamente quanto più cresce la sterzata e quindi diminuisce la velocità del veicolo. Il risultato finale è che con una rotazione molto limitata del volante, anche meno di 90°, si ottiene una sterzata completa, mantenendo però un'ottima precisione ad alta velocità. Per chi poi abbia pochissima forza o altre limitazioni, il sistema a joystick o mini volante a "sforzo zero" è la soluzione ideale. Pochi grammi, e movimenti limitatissimi, consentono un facile controllo del veicolo. Il tutto gestito da un microprocessore a sua volta controllato da un supervisore. In caso di avaria del sistema principale, il secondo lo sostituisce segnalando il problema. In ogni caso, anche se tutti i sistemi sono fuori uso, tutto torna nella configurazione tradizionale. In questo modo è possibile accostare o comunque portare a termine la manovra in corso per poi fermarsi.

E' stato anche sviluppato un dispositivo elettrico per azionare l'acceleratore e un sistema elettro-idraulico per gestire il freno. E' così possibile controllare con un joystick a quattro vie: acceleratore, freno e sterzo di qualsiasi auto dotata di cambio automatico.

Entrambi i dispositivi, già brevettati, non sono ancora stati affidati dalla Fondazione Telethon ad un produttore industriale né sono ancora stati omologati dal Ministero dei Trasporti.

Per ulteriori informazioni, Tecnothon in internet: www.telethon.it/tecnothon

 

 

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