| Mobilità
n. 8 - Maggio/Giugno 2000
Cultura e gastronomia in Umbria
Tra cascate e folletti
di Roberto Vitali
Cominciamo a pensare che il nostro inviato enogastronomo
a rotelle studi i suoi percorsi più o meno accessibili
proprio allo scopo di collaudare carrozzine da trekking, mantenere
attivo il tono della muscolatura, digerire la buona cucina
e le ancor migliori bevute. Ma le sue proposte, ancora una
volta, meritano un viaggio.
"Quanto
verde tutt'intorno
e ancor più in là
sembra quasi un mare l'erba
e leggero il mio pensiero
vola e va
ha quasi paura che si perda.
un cavallo tende il collo verso il prato
resta fermo come me.
faccio un passo lui mi vede è già fuggito
respiro la vita e penso a te"
(Mogol)
Non credo che esistano parole migliori di queste per far
immaginare al lettore l'Umbria. Terni è infatti la
destinazione di questo nostro viaggio estivo che ci consentirà
di tuffarci in uno dei polmoni verdi d'Italia dove è
immediata la ripresa di contatto con se stessi e la natura.
L'itinerario che vi propongo ci consentirà di visitare
la Conca ternana ed alcune delle maggiori attrazioni
in campo nazionale: la Cascata delle Marmore, la Chiesa di
San Valentino, il centro storico di Terni.
La Cascata delle Marmore
Nell'antichità più remota le acque del Velino
formavano un grande lago che impaludava l'intera piana di
Rieti. Nel 271 a. C. il Console romano Curio Dentato fece
aprire un canale artificiale: creò così la Cascata
delle Marmore e bonificò la piana soprastante.
La Cascata è aperta al pubblico in orari determinati
che variano durante l'anno. Dal 1° giugno al 31 agosto,
ad esempio, le visite sono possibili dalle 10 alle 13 e dalle
15 alle 22 di sabato e dei giorni festivi; nei giorni feriali
gli orari di apertura sono 10-13, 17-18, 21-22.
Ci si arriva provenendo Terni in direzione Cascia - Visso
sulla Statale 209. Un ampio parcheggio è situato nei
pressi del Tourist Shop dove, proprio all'ingresso troverete
due posti riservati alle persone disabili. Attenzione perché
il fondo stradale è costituito da pavimentazione autobloccante
forata.
Il percorso
La prima cosa che colpisce è il rumore costante che
assomiglia ad una valanga. 165 metri di spruzzi, schiuma,
acqua in tutte le forme e dimensioni che si divide in tre
diversi salti.
Potete risalire verso la cascate lungo un percorso protetto
(ghiaino, purtroppo) che vi porterà fino all'ingresso.
Il prezzo del biglietto è di lire 5.000, ma persone
disabili e accompagnatori non pagano. All'entrata si
imbocca un sentiero che dopo poco si divide (persiste purtroppo
il problema legato alla ghiaia sparsa che rende difficoltoso
ogni movimento) in due distinti itinerari: quello sulla sinistra
porta alla parte bassa (molto ripido e sempre con molta ghiaia)
dove potrete vedere da vicino l'ultimo dei tre salti della
cascata ed anche fare una fresca doccia con gli spruzzi e
le folate di acqua, il che è molto piacevole, naturalmente
in estate.
Proseguendo diritto potrete ammirare il secondo dei tre salti
ed anche in questo punto schizzi e spruzzi d'acqua non si
negano a nessuno, arrivando fino all'entrata di quello che
è uno dei sentieri in corso di ristrutturazione (speriamo
lo rendano accessibile!).
La leggenda tramanda che non solo uomini e animali frequentano
la cascata. E allora attenzione! Se vediamo all'interno di
qualche anfratto due occhietti che ci scrutano sono quelli
di un Gnefro, esemplare del piccolo popolo dei
folletti.
I folletti della Cascata delle Marmore "sono
spiritelli tutelari del focolare domestico. Creature alte
poche decine di centimetri di cui è difficile descrivere
l'aspetto, perché muta di continuo: a volte sono nanerottoli
brutti e deformi, altre volte somigliano a bimbetti timidi
e aggraziati, con il sorriso sulle labbra. In alcuni casi
si installano di prepotenza nelle case e, se non sono bene
accetti dai proprietari, diventano decisamente cattivi e malevoli
e perseguitano tutta la famiglia esibendosi in raffinate molestie".
Così li descrive Silvano Spada nel suo volume "Gnomi,
fate, folletti ed altri esseri fatati in Italia".
Lungo tutto il percorso troverete una confortevole presenza
di panchine dove potersi riposare godendo di questo spettacolo
unico della natura.
La Chiesa di San Valentino
San Valentino, patrono di Terni e protettore degli innamorati
di tutto il mondo, rinnova il 14 febbraio i suoi miracoli
d'amore. Nato nel 175, San Valentino fu il primo vescovo della
città, consacrato nel 197 da San Feliciano. I suoi
miracoli lo resero famoso, ben oltre i confini dell'Impero.
Perseguitato dal senato romano cadde martire, alla veneranda
età di 98 anni, il 14 febbraio del 273, sotto l'impero
di Aureliano. Ma è per aver celebrato il matrimonio
tra una giovane cristiana ed un legionario pagano che divenne
il protettore degli innamorati. Tutti chiedevano la benedizione
nuziale del Santo ricordata oggi dalla Festa della Promessa.
Ogni anno nella basilica dedicata a San Valentino, centinaia
di futuri sposi danno vita a questa cerimonia, scambiandosi
una promessa d'amore. Due momenti sono poi dedicati agli sposi
che, raggiunto un traguardo d'argento e d'oro, vogliono rinnovare
l'impegno della loro unione.
Il percorso
E' possibile arrivare fin davanti alla chiesa con l'auto,
percorrendo il piazzale da poco rimesso a nuovo. Sui fianchi
della scalinata d'ingresso sono posizionati due scivoli in
travertino perfettamente inseriti nel contesto ma molto ripidi
da percorrere da soli e una volta davanti alla porta centrale
dobbiamo superare ancora lo scalino d'entrata (!?!). Una volta
entrati potremo visitare tutta la chiesa, salvo oltrepassare
un ulteriore scalino per potersi avvicinare, dietro l'altare
principale, al sacello dove si trova il corpo del Santo. Dal
lato opposto l'organo, ancora funzionante, viene usato durante
la cerimonie solenni.
Due passi nel Centro Storico
Un punto tranquillo da cui entrare è sicuramente Porta
S. Angelo (trovate le indicazioni dalla Circonvallazione
interna). I parcheggi riservati sono nella zona di via Botticelli,
proprio nei pressi della Porta, dove si trova anche un parcheggio
sotterraneo con ascensore. Oltrepassata la porta ci troviamo
in Via Cavour e percorrendola tutta entriamo in Piazza
Repubblica. Sulla nostra sinistra l'inizio di Corso
Tacito, salotto buono dove darsi appuntamento e fare la
"vasca" di sera. Tutta la zona è appena stata
ristrutturata e quindi perfettamente accessibile, compresi
molti negozi. Il primo che potrà attirare la vostra
attenzione è sicuramente la famosa pasticceria Pazzaglia.
Fondata da Spartaco Pazzaglia nel 1913 si trova al piano terra
e la prima delle tre porte di entrata e perfettamente a raso.
All'interno del salone da The si possono ammirare 4 opere
del pittore Ugo Castellani.
Dove dormire
Situato sul fianco della Conca ternana immerso nel verde
delle colline si trova l'Albergo Locanda di Colle
dell'Oro, antica residenza umbra di campagna trasformata
a questo uso. La strada per raggiungerlo è molto sconnessa
è occorrerà quindi molta attenzione, ma ne varrà
la pena soprattutto per la suggestione e le emozioni che saprà
darvi la vista notturna sulla conca.
Vi faranno entrare dal parcheggio inferiore dal quale poi
dovrete risalire per la stradina interna fino al livello del
corpo principale dove sono situate le camere.
Attenzione sul percorso dal parcheggio dell'auto alle camere
troverete uno scalino che non è attrezzato dal necessario
scivolo, ma passando sul prato potrete aggirare l'ostacolo.
La Camera Ginestra (non usano i numeri), attrezzata anche
con bagno accessibile e super accessoriato, è molto
ampia e potrete dormire in stupende lenzuola di lino. Anche
le camere non dichiaratamente accessibili sono comunque molto
ampie ma hanno box doccia che ne rendono difficoltoso l'accesso.
Tutte le camere sono climatizzate e con TV.
Nella balconata inferiore si trova la piscina ed il ristorante,
ma è necessario percorrere il sentiero, fatto in salita
con l'auto, che risulta essere molto ripido. Per la piscina
lo scivolo di raccordo è molto ripido ma non impossibile.
Locanda Colle dell'Oro: Strada di Palmetta, 31 - 05100
Terni - Tel. 0744.432379 Fax 0744.437826 - e-mail colledelloro@libero.it
- Web: www.colledelloro.com
Tutte le carte di credito sono accettate. I prezzi: 130.000
camera singola, 190.000 camera matrimoniale.
Dove mangiare
Per pranzare proseguiamo dalla cascate delle Marmore fino
a Ferentillo, entrando in paese troviamo un ponte sulla destra
con l'indicazione Ristorante Vecchio Ponte.
Il locale dove entriamo per pranzare si trova in riva al
fiume Nera ed era la sede, ora ristrutturata, della posta
locale. Parcheggiamo sul fronte strada, troviamo uno scalino
per passare nel piccolo cortile interno (con ghiaino) attraversato
il quale possiamo entrare nella vecchia stalla situata al
piano terra superando un altro basso gradino. Il bagno non
è raggiungibile ma all'interno della sala esiste un
lavandino sufficientemente comodo dove lavarsi le mani.
Antipasto: i gamberetti alla "Zà Zà"
sono serviti con una salsa verde preparata con erbe aromatiche
(prezzemolo, aglio, peperoncino e olio d'oliva)
Primo piatto: le pappardelle al cinghiale e tartufo,
sono tagliatelle tagliate larghe condite con carne di cinghiale
macinata, vino bianco e l'immancabile tartufo.
Secondo piatto: filetto di trota salmonata alla griglia,
con aggiunta di erbe aromatiche, e contorno di patate al forno
Dolce: un dessert tipico e cioè ricotta miele
e cannella.
I vini: con l'antipasto ed il primo piatto un Grechetto
dell'Umbria IGT della cantina Arnaldo Caprai, vendemmia 1999,
colore paglierino pallido piacevolmente fruttato, facile da
bere.
Con il pesce un Montefalco Bianco cantina Adanti vendemmia
1997 vino ottenuto con uve di Grechetto, Chardonnay, Trevviano
e Malvasia affinato per 3 anni.
Olio d'oliva: Frantoio Costantini spremitura a freddo
per sgocciolamento
Liquore: Viparo, amaro locale inventato dal farmacista
Metello Morganti nel 1912
Conto 70.000 (di cui 23.000 solo di vini)
Giudizio complessivo: ottimo.
Ristorante "Vecchio Ponte" - Via Circonvallazione,
3 - 05034 Ferentillo (TR) tel. 0744.38016 fax 0744.380107
- e-mail: vecchioponte@libero.it
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