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Mobilità n. 10 - Ottobre 2000
Bancomat ad ostacoli
Risparmiatori per forza
Anche
le persone disabili possono avere un conto corrente bancario.
Sembra un'affermazione scontata e banale e forse lo è,
ma verrebbe da dire leggendo questo breve articolo, che anche
in banca i disabili rischiano di essere clienti di serie B.
Fino a quando il loro denaro avrà un altro odore?
Gli sportelli bancari, reali e virtuali, aumentano sempre
più e le offerte di prestazioni e servizi aggiuntivi
giocano un ruolo determinante visto che ormai i margini di
azione sugli interessi sono ridotti al minimo.
Le nuove proposte sono le più diverse: sconti sulla
via card, polizze assicurative a tariffe convenienti,
mutui agevolati per determinate spese, operazioni gratuite
con il bancomat.
Ed è proprio su quella "magica" tesserina
che vogliamo soffermarci. Con il bancomat chiunque
può pagare la spesa al supermercato, saldare il conto
al ristorante o acquistare ormai anche nei negozi più
scalcinati.
Ma se ci fosse bisogno di contanti? Anche in questo caso
ci viene in soccorso la "card" del bancomat con
la quale si possono effettuare prelievi presso qualsiasi sportello
automatico: ce ne sono a migliaia in giro per tutto il Paese
(e all'estero).
Una mirabile invenzione, però ... Già, c'è
un "però" e - guarda caso - riguarda proprio
le persone con disabilità motoria e sensoriale.
Gli sportelli del bancomat sono infatti perlopiù inaccessibili
alle persone con gravi problemi di mobilità o che si
spostano utilizzando una carrozzina, per non parlare delle
persone non vedenti.
Ma trattiamo un problema per volta. Il computer, poiché
lo sportello altro non è che un computer collegato
ad una rete molto vasta, che assicura le operazioni di prelievo
è più o meno simile ovunque. La richiesta va
rivolta tramite una tastiera, le informazioni vengono fornite
a video e le banconote fuoriescono da una fessura, sempre
che l'operazione abbia "per oggetto" un prelievo,
ma è anche possibile richiedere l'estratto conto, pagare
una bolletta telefonica, ricaricare il telefonino.
Non abbiamo ancora avuto modo di utilizzare un sistema
accessibile anche ai non vedenti; questo comporterebbe
l'adozione di una tastiera in braille, e di una modalità
di output comprensibile anche al non vedente (voce sintetica,
braille ecc.). Autorevoli funzionari addentro alle regole
di sicurezza ci hanno fatto rilevare che non sarebbe possibile
per un cieco utilizzare in sicurezza il bancomat, poiché
questi potrebbe non accorgersi se qualche malintenzionato
lo sta spiando mentre digita il PIN (codice segreto) e, ancora,
non sarebbe in grado di seguire le risposte del sistema.
Inutile dire che le motivazioni addotte non ci convincono.
Ma anche le persone con disabilità motoria
incontrano ostacoli, spesso insormontabili, alla fruizione
di questa opportunità. Da una nostra rapida rilevazione
i maggiori problemi sono riconducibili alle seguenti
situazioni tipo.
- il bancomat è stato collocato in una posizione
non raggiungibile da una persona in carrozzina (esempio,
in cima a due gradini, in fondo ad una gradinata);
- il bancomat è stato montato ad un'altezza eccessiva
da terra; non esiste purtroppo un'indicazione normativa
che ne fissi l'altezza minima, ma possiamo rifarci per "omogeneità"
ai telefoni pubblici per i quali il limite è 90 cm;
- il bancomat è situato all'interno di un vano protetto
troppo angusto perché vi si possa muovere
una carrozzina;
- il bancomat è posizionato all'interno di un vano
chiuso inaccessibile dall'esterno (gradino, percorso
sconnesso ecc.).
Evitare questi "errori" permetterebbe di aggirare
la stragrande maggioranza dei problemi di fruibilità
da parte della clientela disabile.
E il consumatore disabile che può fare? Può
provocatoriamente pretendere uno sconto sulle spese
di gestione del bancomat considerato il fatto che non può
fruirne appieno.
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