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Mobilità n. 10 - Ottobre 2000
Sulle tracce di Guareschi
Fra i sapori di don Camillo
di Roberto Vitali
Il nostro gourmet a rotelle tradisce questa volta una
nostalgia di letture amene e di film indelebili, e si abbandona,
nel suo consueto itinerario, a visitazioni culinarie degne
di un fegato a prova di bomba. Qui la disabilità proprio
non c'entra. E c'è pure qualche gradino. Ma ancora
una volta proviamo a perdonarlo.
Quello
che vi propongo stavolta è un viaggio nel "Mondo
Piccolo", quel mondo situato nella Bassa Reggiana dove
Giovannino Guareschi ha "incontrato, presi sottobraccio
e fatti camminare su e giù per l'alfabeto" (come
lui stesso amava dire) due personaggi figli di queste terre:
Don Camillo e Peppone.
Ogni volta che mi capitava di vedere un film della serie
di Don Camillo mi promettevo un viaggio fino a Brescello per
"assaggiare" quei luoghi e per respirare l'atmosfera
che tante volte ho incontrato sul piccolo schermo. Sì,
io sono tra quelli che potrebbero togliere l'audio perché
conosco tutte le battute a memoria.
Il paese
Arriviamo a Brescello dall'argine del Po (e da dove sennò?);
l'obiettivo principale è il Museo di Don Camillo
e Peppone. E' superfluo conoscerne l'indirizzo perché,
fin dal Po, incontriamo cartelli e indicazioni con le facce
dei nostri due protagonisti che ci accompagnano direttamente
a destinazione. Entrando nel cortile, dove potete parcheggiare
(non ci sono posti riservati ai disabili ma di spazio ce n'è
in abbondanza), vi trovate di fronte un carroarmato:
sì, è proprio quello con cui hanno sparato alla
Colomba della Pace!
Il museo
Il museo ha sul retro un ingresso accessibile non segnalato;
si consiglia di avvisare della propria visita telefonando
al numero 0522.962158 oppure al 0522.687526 o inviando un
fax al 0522.684422. Questo non vuol dire che non vi apriranno
se arriverete di sorpresa. Bisognerà però che
ci sia qualcuno del gruppo in grado di salire al primo piano
per chiedere che venga aperto l'ascensore.
Lo scivolo dal piazzale all'entrata è molto ripido
ma non impossibile soprattutto se possiamo contare su di un
aiuto. Una volta nel museo ci troviamo attorniati da manifesti,
foto, attrezzature di scena e ricordi di ogni genere. Possiamo
inoltre acquistare tutti i libri scritti da Guareschi, compresi
alcuni davvero introvabili; il marchio del museo che vi è
impresso li rende unici.
Il museo assicura la sua attenzione anche all'enogastronomia.
Non perdetevi le Zuffe (dolcetti a base di mandorle
e albume d'uovo) e ancora la Spongata, dolce tipico
della zona, prodotto come le Zuffe dalla "Premiata e
rinomata fabbrica Spongata di Luigi Benelli", già
fornitrice della Real Casa! E' un dolce a base di mandorle,
pinoli, uvetta sultanina e altri ingredienti più o
meno evidenti. Potete poi acquistare una selezione di vini
di Don Camillo.
Usciti dal museo è d'obbligo farsi guidare dalla voce
della "Gertrude" [la campana di Brescello,
N.d.R.] per arrivare sulla piazza principale ed andare a far
una visita al Cristo di Don Camillo. Sul lato sinistro
della facciata della chiesa trovate lo scivolo per accedere
ma dovete comunque superare uno scalino di 5 cm per il portico
ed uno secondo gradino di circa 10 cm per entrare in chiesa.
Una volta dentro trovate, sulla sinistra, una cappelletta
dove è situato il Crocifisso; anche qui troviamo
un gradino di circa 20 cm.
Il pranzo
Per il pranzo ci spostiamo di una decina di chilometri attraversando
il Po per raggiungere Villa Strada di Dosolo in provincia
di Mantova dove troviamo il Ristorante Nizzoli, locale
caratteristico e aderente all'Unione dei Ristoranti del Buon
Ricordo (www.buonricordo.com).
Una delle peculiarità dei ristoranti di questa Unione
è che quando consumerete la specialità culinaria
dedicata al "Buon Ricordo", vi verrà consegnato
come souvenir un piatto dipinto a mano della ceramica di Vietri,
una tradizione artigianale locale iniziata nel XV secolo.
Il locale
Uno scalino di circa 20 cm all'ingresso vi attende ma una
volta entrati riuscite agevolmente a muovervi tra i tavoli.
Lo spazio non manca e i tavoli sono del tipo a quattro piedi
e alti a sufficienza per potersi accomodare senza dover effettuare
complicate manovre. Unico neo: il bagno è davvero angusto
e accessibile solo frontalmente e con un lavandino sulla destra
nell'antibagno sufficientemente utilizzabile.
Appesi alle pareti ci sono una impressionante raccolta di
piatti del Buon Ricordo di altri locali e quadri con caricature
di personaggi televisivi e del mondo dello spettacolo oltre
alle foto dove il nostro cuoco Odoardo Nizzoli è
al fianco di personaggi famosi o durante riprese televisive.
Assai pregevole il soffitto affrescato in stile naïf
che è un genere profondamente radicato in questa zona,
dove, lo ricordiamo, è vissuto uno dei maggiori esponenti
del genere, Antonio Ligabue.
Il menu
Aprendo il menu troverete una poesia di Cesare Zavattini
carissimo amico e abituale frequentatore del ristorante; Zavattini,
scomparso nel 1989, era nato nella vicina Luzzara.
Più ad effetto della poesia è l'avviso
che troneggia evidente in testa al menu: "Lo chef declina
ogni responsabilità per eventuali abbinamenti"
- Antipasto: Lumache fritte impanate e con una salsa
al Parmigiano Reggiano
- Primo piatto: bis di Ravioli con le lumache
e Ravioli con la zucca; spiega il fratello del
cuoco che la ricetta è quella originale adottata
alla Corte dei Gonzaga con la mostarda mantovana fatta appositamente
in casa dal nostro Odoardo
- Secondo piatto: bis di Rane Fritte e Luccio
in Salsa Gonzaga; anche questa è una ricetta
che cambia a seconda del periodo dell'anno e fa parte delle
ricette originali della Corte dei Gonzaga; i piatti sono
accompagnati da polenta arrostita
- I vini: la carta dei vini è veramente di
quelle importanti sia per quantità che qualità;
la mia scelta è caduta su un Bianco di Custoza
del 1998 dell'Azienda Agricola "Cavalchina" di
Custoza (VR)
- Dolce: Sugo d'uva con Zabaione al vino bianco servito
in una terrina di terracotta flambé. Per finire un'ampia
selezione di distillati, grappe e whisky tra i quali io
ho scelto Lagavulin 16 single Islay Malt che non è
tipico della zona, ma è buono lo stesso.
Giudizio
Certo non siamo in una vera e propria Osteria o Trattoria
ma anche se si chiama Ristorante l'ambiente è quello.
Il giudizio sul menu non può che essere "ottimo":
vale il viaggio.
Da sapere
Il Ristorante Nizzoli adegua i propri menu al periodo stagionale
ed ha quindi periodi dell'anno in cui svolge vere e proprie
manifestazioni gastronomiche tematiche; eccone alcune:
- Le grandi maialate (tutto a base di suino) - gennaio-marzo
- La nostra amica Lumaca - 1/31 maggio
- Settimana del Melone - dal 26 giugno al 10 luglio
- Festa della Rana - 1/10 settembre
- La Zucca in festa - 1/31 ottobre
- Festa del Tartufo - 1/15 novembre
Il Ristorante
Ristorante Nizzoli
Villastrada di Dosolo (Mantova)
Via Garibaldi, 8
Telefono 0375.838066 - Fax 0375.899991
Sito web: www.itwg.com/itw11587.asp
E-mail: dario@spiderlink.it
Chiuso il Mercoledì e dal 24 dicembre al 7 gennaio
Piatto del Buon Ricordo: risotto con la Zucca
Carte di credito: tutte
Dove dormire
Se dovete alloggiare in zona ad un prezzo davvero molto contenuto
(attorno alle 20.000 lire a persona) segnalo l'Ostello del
Po, a Lido Po di Guastalla (Reggio Emilia), in viale Po 11/13
(Tel. 0522.219287, Fax e segreteria 0522.839228, E-mail: lunetia@tin.it).
L'Ostello ha poche camere (32 posti letto), ma fra queste
ve n'è una accessibile e con bagno attrezzato.
Un ultimo suggerimento
Se passate da Reggio Emilia ricordatevi del Caseificio Notari
(Via F.lli Rosselli dal Martedì al Sabato dalle 9 e
30 alle 12 e 30 e dalle 16 alle 19 - Tel. 0522.294655); qui
potete acquistare il Parmigiano Reggiano delle Vacche Rosse.
Questo formaggio non lo trovate in commercio nei normali punti
vendita poiché la sua caratteristica è che viene
prodotto solo con il latte delle Vacche Rosse, una razza che
ha rischiato l'estinzione, soppiantata da altre razze che
producono una quantità superiore di latte. La differenza
sta - manco a dirlo - nel sapore: da provare assolutamente.
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