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Mobilità n. 10 - Ottobre 2000
Le nuove disposizioni europee
Una patente che dà i numeri
di Antonio Ridolfi
Qualcuno l'avrà già vista. Qualcun altro
l'avrà già in tasca. Ha il formato di una carta
di credito: è la nuova patente, definita "europea"
perché è uguale in tutti i Paesi dell'Unione.
Grazie a questo nuovo documento sarà possibile condurre
un mezzo, per il quale si è abilitati, in tutta la
Comunità senza necessità di conversione o altre
fastidiose incombenze burocratiche. La novità riguarda
anche le persone con disabilità. E le novità
non sono poche.
Fino
ad oggi nelle patenti speciali veniva descritto per
esteso anche l'adattamento obbligatorio, ad esempio: "cambio
automatico, freno a lungo braccio, acceleratore al volante
ecc.".
La nuova patente europea prevede la medesima impostazione
e i medesimi codici in tutti i Paesi aderenti all'Unione Europea.
Con il recepimento della Direttiva comunitaria che istituisce
appunto la patente europea, anche le descrizioni degli adattamenti
dovranno essere sostituite da un codice numerico. Su questo
specifico aspetto infatti è in via di approvazione
un'ulteriore direttiva comunitaria che introduce codici
comunitari armonizzati per le patenti di guida.
Il Ministero dei trasporti, d'accordo con la Commissione
Europea, ha adottato in anticipo codici e procedure
utili ad inserire il maggior numero di informazioni possibili
sulle nuove patenti di guida, anche per eliminare i fogli
aggiuntivi recanti gli adattamenti dei comandi per le patenti
speciali.
Queste indicazioni sono contenute nella Circolare del Ministero
dei Trasporti, Dipartimento Trasporti Terrestri (ex MCTC)
B/45 del 12 giugno scorso.
Cosa succede?
Le
commissioni mediche locali, dal 21 giugno scorso, devono
indicare nel certificato relativo alle patenti speciali, oltre
alla descrizione degli adattamenti prescritti, anche i corrispondenti
codici e subcodici. Gli adattamenti saranno poi indicati sulla
patente speciale solo attraverso i codici che li contraddistinguono
e che sono elencati nella Circolare e che essendo stati elaborati
dalla Commissione europea potranno essere modificati solo
dai competenti organi comunitari. Nelle patenti quindi troveremo
solo delle codificazioni numeriche.
Gli Uffici periferici della Motorizzazione, devono
verificare che i codici riportati nel certificato medico corrispondano
agli adattamenti descritti in chiaro. Se la commissione medica
non avesse provveduto ad indicare i codici, gli Uffici della
MCTC devono annotarli sulla pratica.
L'attività di controllo si complica anche per le forze
dell'ordine che devono infatti dotarsi dell'elenco dei
codici, contenuti nella circolare, per poter verificare se
il conducente abbia dotato il veicolo che sta conducendo con
gli adattamenti prescritti.
I codici
La Circolare, come abbiamo detto, introduce un numero di
codice per ciascun adattamento possibile (o forse sarebbe
meglio dire "conosciuto"). Qualche esempio in disordine:
20.13: Freno azionato dal ginocchio
20.14: Freno di servizio con comando elettrico
25.01: Pedale dell'accelerazione adattato
25.03: Pedale dell'acceleratore a bilanciere
25.04: Acceleratore manuale
25.05: Acceleratore azionato dal ginocchio
25.06: Servo acceleratore (elettronico, pneumatico ecc.)
25.07: Pedale dell'acceleratore a sinistra del pedale del
freno
40.09: Sterzo ai piedi
40.10: Sterzo adattato in altra maniera (joystick ecc.)
40.11: Pomello sul volante
40.12: Ortesi per mano sul volante
40.13: (Uso del volante) Con ortesi
Un'osservazione forse estemporanea: se non vi sarà
un sistema di traduzione dei codici comprensibile anche alle
persone disabili, queste rischiano di non sapere con esattezza
quali siano gli adattamenti prescritti.
Le minorazioni
Anche la logica dell'elencazione delle minorazioni viene
notevolmente semplificata; le categorie sono tredici quindi
piuttosto ridotte, ma soprattutto sono strettamente connesse
agli adattamenti possibili per ciascun caso. Vediamole:
- minorazione all'arto inferiore sinistro;
- minorazione all'arto inferiore destro;
- minorazioni agli arti inferiori (difetti di coordinazione,
amputazione degli arti inferiori ecc.);
- arti inferiori non funzionali (amputazione, paralisi,
difetti della posizione seduta ecc.);
- minorazione all'arto superiore destro;
- minorazione all'arto superiore sinistro;
- minorazioni agli arti superiori;
- minorazioni arto superiore sinistro e arto inferiore
sinistro;
- minorazioni arto superiore destro e arto inferiore destro;
- minorazioni a tre arti;
- minorazioni ai quattro arti - lesione midollare alta
(da C5 a C7);
- statura ridotta - focomelia;
- altre.
Per capire il senso di questa suddivisione bisogna però
comprendere a cosa serve.
I codici cumulativi
Arriviamo all'aspetto solo apparentemente più complesso
ma che forse può aprire la strada a nuove possibilità
di guida.
La nuova Circolare propone per ogni tipo di minorazione una
serie di combinazioni di adattamenti. Le combinazioni
previste sono 193, ma viene ammessa la possibilità
di prescrivere e ottenere anche combinazioni di adattamenti
per ora non contemplate. Ad ogni combinazione corrisponde
un codice cumulativo. La cosa più complessa è
la lettura poiché la descrizione degli adattamenti
è sostituita appunto dai codici.
Facciamo un esempio. Fra le varie combinazioni previste per
le minorazioni ai quattro arti ne è prevista
una con il codice 60.15.
Il codice 60.15 è così "descritto"
dalla Circolare: 10.02+ 10.04+ 20.06+ 20.08+ 25.04+ 40.01.
Incomprensibile, vero? Vediamo di decrittare il codice cumulativo;
lo dobbiamo fare noi perché certo la circolare non
ci aiuta.
10.02: cambio di velocità automatico;
10.04: adattamento della leva del cambio;
20.06: freno di servizio manuale (adattato);
20.08: utilizzazione al massimo del freno di soccorso integrato
con il freno di servizio;
25.04: acceleratore manuale;
40.01: servosterzo standard.
Facciamo un altro esempio. Fra le diverse combinazioni previste
per le minorazioni che comportano la non funzionalità
degli arti inferiori, ne è prevista una con
il codice 53.01. Questo è così definito: 15.03+
20.06+ 25.04+ 30.05.
Decrittiamo anche questo
15.03: frizione automatica;
20.06: freno di servizio manuale (adattato);
25.04: acceleratore manuale;
30.05: pedali dell'acceleratore e del freno neutralizzati/soppressi.
Crediamo che appaia ovvio a chiunque che se da un lato questo
sistema di codificazione va in direzione dell'omogeneità,
non giova certo alla comprensione immediata da parte dell'utente.
Se questi non comprenderà bene la nuova logica e soprattutto
se non riuscirà a comprendere con esattezza e tempestività
quali combinazioni gli sono state prescritte come potrà
eventualmente presentare efficacemente un ricorso?
A favore della nuova disposizione, va però ammesso
che a differenza della vecchia circolare 148/91, quella che
regolamentava in precedenza questi aspetti, troviamo qui descrizioni
di adattamenti che non comprimono in alcun modo le possibilità
di scelta del prodotto da parte dell'utente. Questo appare
quanto mai evidente soprattutto in alcuni casi. Presentiamo
un ulteriore esempio che riguarda le minorazioni agli arti
superiori, il 56.13, che prevede: 10.02+20.08+35.01+40.01+40.10.
Decrittiamo anche questo, allora.
10.02: cambio di velocità automatico;
20.08: utilizzazione al massimo del freno di soccorso integrato
con il freno di servizio;
35.01: dispositivi di controllo utilizzabili senza influenzare
negativamente sulla guida e la manovra (commutatore dei proiettori,
tergicristallo, avvisatore acustico, indicatori di direzione,
ecc.);
40.01: servosterzo standard
40.10: sterzo adattato in altra maniera (joystick ecc.)
E' lampante, in questo caso, l'assoluta novità dell'adattamento
denominato 40.10 che introduce, per la prima volta nella nostra
legislazione, la parola "joystck".
Nel rimandarvi all'articolo specifico del numero 8 di Mobilità,
possiamo affermare che attualmente nessun produttore italiano
offre un simile adattamento. Ma poiché il Ministero
dei Trasporti ammette in una sua circolare tale adattamento
sorge un dilemma: il disabile italiano può da
subito acquistare un joystick in qualsiasi altro Paese? Oppure
deve attendere che tale prodotto venga importato in Italia
e approvato dalle competenti autorità?
Un dubbio su cui non abbiamo, per ora, risposta certa.
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