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Mobilità n. 10 - Ottobre 2000
Miopie culturali
Oscurati i non vedenti?
Clamorosa iniziativa di un gruppo di case editrici, Einauidi
e Mondadori in testa, che difendono, in nome del diritto d'autore,
il principio della non utilizzabilità dei testi in
versione leggibile per i non vedenti, nelle librerie in rete
dell'Istituto Cavazza. Che ovviamente non ci sta, e sta passando
alla controffensiva.
Il
personal computer è stato probabilmente una delle invenzioni
più importanti del Ventesimo secolo, ma la vera svolta
epocale è rappresentata dall'opportunità per
un crescente numero di persone di poterlo acquistare ed utilizzare
grazie a costi sempre più bassi e a programmi sempre
più facili da utilizzare. Il PC ha aperto scenari nuovi
che consentono un accesso alla cultura e alla circolazione
delle informazioni assolutamente inimmaginabili fino a qualche
decennio fa.
Anche i non vedenti possono usare il computer grazie
ad ausili quali la sintesi vocale, il display braille, sistemi
di riconoscimento dei caratteri; possono oggi acquisire testi
attraverso uno scanner e "leggerli" attraverso un
sintetizzatore vocale. Questo comporta tuttavia una grande
dispersione di tempo e i risultati non sempre sono soddisfacenti;
inoltre è difficile se non impossibile "leggere"
alcuni tipi di testo come, per esempio, i quotidiani.
Internet ha rafforzato le cosiddette comunità virtuali;
quella dei ciechi ha trovato un nuovo impulso proprio scambiando
testi già acquisiti. Alcuni siti mettono a disposizione
dei non vedenti raccolte di testi e questo è particolarmente
utile.
Libri in linea
Fra questi siti vanno segnalati quello della Fondazione "Ezio
Galiano" e quello dell'Istituto "Francesco
Cavazza". Quest'ultimo fra l'altro ospita una raccolta
di pubblicazioni acquisite grazie al supporto volontario dei
detenuti del carcere di Opera. Sono esperienze molto simili
a quelle già attivate in mezzo mondo senza che nessuno
avesse qualcosa da ridire.
Annota acutamente Francesco Tranfaglia in un gruppo di discussione
"(...) i testi sono registrati in formato ASCII MS-DOS,
per permetterne la lettura a molti degli utenti non vedenti
che ancora non si sono potuti permettere o non hanno voluto
sostenere la non indifferente spesa per poter accedere ai
sistemi operativi a interfaccia grafica. I testi quindi sono
difficilmente fruibili da lettori "normodotati"
in quanto non sono formattati per la stampa, usano un set
di caratteri obsoleto e spesso contengono ancora gli errori
che i programmi di riconoscimento ottico inevitabilmente vi
lasciano dentro."
Fuorilegge
Le due iniziative sono, per un inquietante paradosso
legislativo, illegali poiché ledono il diritto
d'autore cui le opere più recenti sono vincolate.
Mondadori, Longanesi, Corbaccio, Guanda,
Ponte alle Grazie, Salani, Tea Garzanti,
Einaudi, RCS Libri, di solito impegnate a farsi
concorrenza, hanno creato un fronte comune e hanno diffidato
formalmente l'Istituto Cavazza: i testi devono essere rimossi
dal sito!
Scrive l'avvocato Beduschi, legale per conto di Mondadori:
"Oggi la presenza sul mercato, con diffusione sempre
più ampia, di opere in formato elettronico, legittimamente
pubblicate, con possibilità di ascolto tramite sintesi
vocale, esclude ogni giustificazione, se mai possa esserci,
della riproduzione non autorizzata in formato elettronico
di opere protette."
Come dire: cari ciechi, leggetevi intanto le opere non coperte
da diritto d'autore, leggetevi le nostre opere in formato
digitale e per quelle coperte da copyright aspettate qualche
anno.
Controbatte Mario Barbuto del Cavazza: "(...)
la maggior parte delle opere poste oggi sul mercato
in formato elettronico risultano del tutto inaccessibili
ai non vedenti (...). Valga per tutti l'esempio della
letteratura italiana in CD Rom pubblicata unitamente al periodico
Panorama, che rimane per i non vedenti totalmente inutilizzabile,
in quanto le sue funzioni sono gestite solo con il mouse e
la visualizzazione del testo viene effettuata tramite software
proprietario inaccessibile. Si potrebbe compilare un elenco
chilometrico di singoli testi e di opere complesse, in formato
digitale, del tutto inutilizzabili per i non vedenti. Quanto
sopra dichiarato ci induce a riservarci il diritto di meglio
approfondire in sede civile e penale l'intera problematica,
in presenza di una aperta violazione del diritto di uguaglianza
tra tutti i cittadini sancito dalla Costituzione repubblicana"
E adesso?
Cosa accadrà ora? Gli Istituti Cavazza e Galiano hanno
rimosso dai loro siti i testi coperti da copyright, ma
si dichiarano tutt'altro che sconfitti. Forse questa è
l'occasione più opportuna per incidere sull'editoria
elettronica e sul copyright. Le soluzioni, se vi sarà
disponibilità e attenzione da parte delle case editrici,
ci sono. Oltre ad una maggiore attenzione nella realizzazione
delle opere in formato digitale, si potrebbero trovare soluzioni
che permettano ai soli non vedenti l'accesso ai testi elettronici.
Francamente ci pare quantomeno bizzarra la virulenza dell'azione
delle Case editrici nel momento in cui, non certo solo per
i non vedenti, il mercato e la tecnologia stanno riversando
sempre maggiori risorse verso il cosiddetto e-book,
il libro elettronico.
Crediamo di interpretare correttamente il pensiero di molte
persone non vedenti affermando che non si sta cercando di
ottenere la carità di qualche libro, ma di poterlo
pagare sapendo di poterlo leggere. Oggi questo non è
possibile e, lo diciamo sottovoce, sarà causa di altri
comportamenti ugualmente illegali ma ben più difficili
da combattere. Come in ogni clima proibizionista si
svilupperà (entro poche settimane) un fiorente "mercato
nero non a scopo di lucro" in cui ciechi e non si
scambieranno le stesse opere che fino a ieri erano ospitate
nel sito dell'Istituto Cavazza e della Fondazione Galiano
e alla fine della fiera le case editrici ne perderanno molto
di più.
Sarebbe inoltre interessante capire se l'atteggiamento delle
case editrici in questione, formalmente forse ineccepibile,
non sia dettato da una clamorosa incomprensione dei
termini tecnici del problema. Appare evidente, infatti, che
gli editori sembrano convinti che oggi la tecnologia consenta
in modo semplice e probabilmente anche economico anche ai
non vedenti di accedere alla lettura elettronica attraverso
sistemi di sintesi vocale. Se questo è il presupposto
dell'azione intrapresa dai legali, appare evidente come sia
necessario un confronto, un chiarimento tecnico, per sgombrare
il terreno da questa chimera.
Per parte nostra chiederemmo agli Editori in questione, ma
anche ad altri che vogliano cimentarsi su questo impervio
terreno, di scendere in campo per risolvere una volta per
tutte la questione, abbattendo quelle barriere della comunicazione
che, queste sì, sono in aperta violazione dell'articolo
13 del Trattato di Amsterdam sulla non discriminazione
delle persone in base alla disabilità, e che quindi
potrebbero essere oggetto di impugnazione legale altrettanto,
se non di più, forte dal punto di vista giuridico non
solo nazionale. Non sarebbe la prima volta che da uno scontro
nasce un nuovo modo di porre le questioni, e di fare un passo
avanti, nel segno della cultura e della tolleranza.
Un'ultima considerazione: è stato chiesto il parere
agli autori colpiti dalla "pirateria" dei non vedenti,
se sono d'accordo o meno di privare il sito del Cavazza delle
loro auguste opere? Crediamo che in una questione così
delicata, anche dal punto di vista etico, sarebbe doveroso
sentirne il pensiero. Un altro parere, tutt'altro che secondario,
potrebbe essere quello del ministro per la Cultura, Melandri,
che recentemente si è distinta per aver inviato dei
libri perfino nella casa del "Grande Fratello".
Forse questa è una questione un po' più seria.
"Dissolvere le tenebre della cecità con la luce
dell'intelletto", il motto riportato nel sito della Fondazione
Galiano, ci fa sempre più ipotizzare che quella cecità
di cui si parla non sia tanto una questione di vista.
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