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Mobilità n. 10 - Ottobre 2000

Turismo per tutti?

Traditi dalla guida

di Leris Fantini *

Una stella marinaIn Italia da circa un decennio assistiamo ad una crescente richiesta da parte delle persone disabili di nuovi servizi turistici. E' possibile colmare efficacemente questa domanda del mercato? Se lo chiedono in molti soprattutto fra gli operatori turistici, ma anche fra le associazioni e le cooperative sociali. La circostanziata riflessione che segue tenta di fissare alcuni punti fermi da cui appare chiaro che non è più possibile basare servizi credibili sull'approssimazione e sulle informazioni imprecise e non aggiornate.

Per poter offrire un prodotto gradito al mercato, per quanto di nicchia, bisogna innanzitutto conoscere bene la domanda. Nel caso del turismo e delle persone anziane o con disabilità, la domanda si riconduce principalmente a richieste di informazioni relative all'organizzazione di viaggi, offerte, itinerari, costi, servizi di accompagnamento e di assistenza. E ancora, viene richiesto, da parte dei diretti interessati, materiale divulgativo e di supporto per intraprendere un viaggio, per organizzarsi una visita culturale, ricreativa, enogastronomica o per gestirsi un soggiorno per scopi terapeutici e così via. Solo in un secondo momento e solo se si intuisce l'attendibilità degli interlocutori vengono richiesti servizi aggiuntivi.

Il panorama

In Italia sono presenti pochissime aziende, 4 o forse 5 di un certo livello, specializzate che si occupano della gestione di viaggi e soggiorni per disabili. Molte, al contrario, sono le associazioni dei disabili che, anche con la collaborazione dei propri aderenti, organizzano, spesso con improvvisazione, vacanze e soggiorni turistici.

Un rapido inciso: ho qui il dovere di ricordare l'organizzazione "Sì, viaggiare... turismo per tutti", la cui nascita è stata stimolata dalle stesse associazioni di utenti disabili. "Sì, viaggiare..." da un paio di anni si pone come obbiettivo lo sviluppo di una rete di informazioni e assistenza da offrire a chi intende muoversi soprattutto per ragioni turistiche ma non solo. Come perseguire questo ambizioso obiettivo? Bisogna innanzitutto definire strumenti comuni, standard e protocolli per la valutazione dell'accessibilità e delle informazioni di supporto.

Tornando al panorama delle "offerte", non si deve dimenticare, più che sia per un motivo quantitativo, che anche i servizi sociali dei comuni, ASL, circoli sociali e culturali e varie organizzazioni di volontariato organizzano soggiorni estivi, termali, religiosi per disabili e anziani. E' un risposta spesso assistenziale, ma che riguarda migliaia di persone.

Per chi invece intende arrangiarsi ad organizzare il proprio soggiorno (e sono molti) il problema maggiore è la reperibilità delle informazioni. Ci si muove fra ritagli, vecchie riviste, quesiti ad enti pubblici, associazioni, amici e conoscenti.

Il "turista fai-da-te" riesce quasi sempre a recuperare anche qualche guida. Queste sono molto diverse fra loro sia in quanto a formato sia in quanto ad accuratezza dei contenuti. E' difficile poi per il lettore sapere in anticipo quanto siano aggiornati o corretti i dati. E da qui iniziano i problemi ...

Crediamo invece che definire i bisogni informativi sia il passaggio necessario che poi permetta di ottenere e diffondere un'informazione di qualità. Si tratta di prerequisiti essenziali anche per sviluppare poi servizi turistici come occasione di impresa; pensiamo ad esempio alla necessità di assistenza e accompagnamento legate al turismo delle persone anziane o disabili: si tratta di una domanda che è destinata ad esplodere e ad aprire un nuovo mercato.

Alcuni principi

Per riflettere quindi sul futuro del turismo dobbiamo forse rileggere un paio di documenti "storici" che hanno dato impulso e orientato anche le attuali politiche del turismo "per tutti".

Era il marzo del 1995, quando veniva elaborata la Dichiarazione di Barcellona che enunciava alcuni principi assai rilevanti. Vediamoli:

  • l'handicap è un concetto dinamico, risultante dall'interazione fra la capacità individuale e le condizioni ambientali nelle quali tale capacità deve manifestarsi;
  • è opportuno stabilire fra le città canali di comunicazione che rinforzino le azioni mirate alle pari opportunità dei cittadini handicappati e che favoriscano la coerenza dell'informazione.
  • le municipalità promuovano e garantiscano l'accesso delle persone handicappate alle attività culturali, sportive e ricreative ed, in generale, alla coesistenza con la collettività;
  • le municipalità adottino le necessarie misure per un idoneo adattamento degli edifici, degli spazi urbani e dei servizi e per l'abbattimento delle barriere nella comunicazione.

Si tratta di affermazioni coinvolgenti e di impegni indubbiamente ambiziosi ripresi anche in Italia, dalle Linee guida per l'adozione del programma "Vacanze per tutti" approvate con Decreto del Dipartimento del Turismo del 10 marzo 1998. E anche l'Italia fissa i suoi obiettivi che sono:

  • sostegno e promozione del turismo in favore di soggetti a ridotte capacità motori e sensoriali;
  • promozione di misure per l'accoglienza, ospitalità e informazione del turista con disabilità;
  • sensibilizzazione dei cittadini ed in particolare degli operatori del settore turistico riguardo alle esigenze del turista disabile;
  • attivazione di servizi per l'informazione, l'accoglienza e l'ospitalità del turista con particolari esigenze.
  • individuazione e promozione di itinerari turistici accessibili.
  • realizzazione di manuali di comportamento rivolti agli operatori del settore turistico relativi all'accoglienza delle varie tipologie di disabili.
  • realizzazione di guide modulari sui sistemi turistici accessibili.
  • realizzazione di centri di informazione sull'accessibilità turistica situati in punti strategici del territorio.

Appare ancora più evidente che quando si intende sviluppare qualsiasi attività legata al turismo, non si possono non conoscere i reali bisogni dell'utente finale che non definiremo successivamente come "persona con ridotta capacità motoria", "motulesa", "invalida" o non so quale altro artificio linguistico, ma semplicemente "cliente".

Un'indagine

Per comprendere meglio i "bisogni" abbiamo recuperato un'indagine svolta, in Italia, all'interno di un progetto europeo; è forse un po' datata (1995) ma ci permette di continuare la nostra riflessione.

Dal campione eterogeneo, tralasciando le differenze relative al tipo di disabilità, emerge una categoria che viaggia per lo più per motivi di turismo e svago, con una forte prevalenza di richieste per vacanze stanziali in località di villeggiatura che per le persone con disabilità motoria significa soprattutto "mare". Tra gli altri tipi di motivazione, risulta primo il viaggio per visite a parenti e amici.

Si viaggia più di una volta all'anno e si privilegiano destinazioni turistiche all'interno della propria nazione. Il viaggio viene generalmente effettuato con familiari o parenti e, in secondo luogo, con amici.

La maggioranza degli intervistati ricerca l'informazione necessaria ad organizzare il viaggio principalmente per mezzo di conoscenti e, secondariamente, rivolgendosi alle agenzie di viaggio o alle associazioni di appartenenza. Queste dati evidenziano l'importanza che il disabile attribuisce all'interazione con persone di fiducia.

I problemi riscontrati più frequentemente nella ricerca di informazione sono relativi, per lo più, ad una scarsa preparazione degli operatori turistici e degli enti pubblici, come pure alla mancanza di adeguate e sufficienti guide turistiche per l'accessibilità. Attualmente sul territorio nazionale se ne possono contare circa 80. Le informazioni ricevute risultano sufficienti, ma soltanto parzialmente corrispondenti al vero.

Emerge infine un altro disagio: il supporto delle strutture sia in termini di personale che di risorse viene giudicato insufficiente e inadeguato.

Bisogni informativi

Dalla lettura di quell'indagine si definisce lo schema generale delle esigenze informative, schema che possiamo tuttora ritenere valido anche perché esprime chiaramente una serie di priorità

Al primo posto viene posta la domanda di informazione sull'accessibilità delle strutture alberghiere, delle aree verdi e naturalistiche, dei luoghi di interesse artistico e culturale.

Una forte domanda viene espressa anche per la fruibilità dei mezzi di trasporto che non significa solo informazioni sull'accessibilità dei mezzi di trasporto, ma più in generale di tutto il sistema: fermate, biglietterie, sale d'attesa orari, itinerari ecc.

Al terzo posto troviamo il bisogno di informazione sui percorsi urbani: per muoversi in una città che non si conosce è necessario disporre almeno delle informazioni essenziali: i parcheggi, i percorsi preferenziali, le toilette accessibili.

Con una minore priorità vengono poi richiesti dettagli sulle strutture ricettive, sugli enti di accoglienza turistica, sulle strutture sanitarie, e tutti i dati necessari per programmare in modo più soddisfacente la permanenza nel luogo di visita o di vacanza.

L'analisi statistica ha evidenziato delle importanti e consistenti differenze in funzione del tipo di disabilità. In particolare le differenze riguardano le disabilità visiva e motoria. La terza classe di disabilità presenta una variabilità interna troppo alta che ha indotto una serie di risultati o non significativi o non omogenei.

Il confronto fra disabili motori e visivi ha evidenziato l'esistenza di due mondi completamente diversi dove i disabili motori risultano molto più coinvolti nell'attività di viaggio rispetto ai disabili visivi e costanti differenze emerse nel questionario sembrano indicare che i disabili visivi non siano particolarmente attratti dal viaggio.

Una più attenta lettura fa però emergere come la fruizione del viaggio sia per entrambe le categorie fortemente vincolata dalla possibilità di avere supporto, ma mentre per il disabile motorio la presenza di compagni di viaggio permette di compensare parzialmente agli ostacoli nella fruizione del bene viaggio, per il disabile visivo a meno che non vi siano delle condizioni particolarmente favorevoli è veramente difficile fruire di tale bene.

E solo conoscendo le diverse esigenze si può fornire un prodotto gradito: nel turismo come in ogni altro settore.

*presidente del CERPA, Centro Europeo di Ricerca e Promozione dell'Accessibilità

 

Il CERPA

CERPA è la sigla del "Centro Europeo di Ricerca e Promozione dell'Accessibilità", un'associazione che raggruppa progettisti e operatori di diversa formazione e professionalità uniti da comuni obiettivi che superano gli stessi confini nazionali.

II CERPA Italia ha lo scopo principale di contribuire alla promozione di una migliore qualità della vita, una maggiore accessibilità e fruibilità edilizia e urbanistica da parte di tutti gli individui, con particolare attenzione alle fasce ritenute più deboli.

Il CERPA si è distinto in questi anni in attività promozionali e di elaborazione di progetti, strategie, documenti informativi e momenti di consulenza qualificata ad enti pubblici. Notevole è stato poi l'impegno nel settore della formazione dei progettisti e degli operatori attraverso corsi seminari e convegni, attività che il CERPA è in grado di supportare attraverso l'esperienza dei propri associati.

CERPA Italia, via Milano, 41 38100 Trento - Tel. 0461.915564 - Fax 0461.935787 - e-mail cerpa@cerpa.org - In internet: www.cerpa.org

 

 

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