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Mobilità n. 11 - novembre 2000

Commercio elettronico

Il diritto di recesso

 Negli ultimi numeri di Mobilità in più occasioni abbiamo parlato di commercio elettronico e di ausili, piccoli o grandi, acquistabili attraverso internet, possibilità sempre più estesa.

Da alcune lettere e messaggi giunti in redazione sembra essere diffuso un timore di fondo, a nostro avviso comprensibile. La paura non è tanto nei confronti del "nuovo" modo di acquistare, anche perché questo è ampiamente ed esageratamente esaltato, quanto nei confronti di chi vende che diventerebbe grazie al commercio elettronico ancora più sfuggente.

Alcune direttive europee e norme italiane prevedono, in modo molto preciso, strumenti di tutela del consumatore che decida di acquistare attraverso modalità "non convenzionali" e cioè per esempio per corrispondenza oppure attraverso internet quindi con contratti stipulati a distanza.

In questi casi può essere fatto valere il diritto di recesso, cioè l'opportunità di annullare l'acquisto effettuato. La norma italiana principale che tratta questa materia è il decreto legislativo 22 maggio 1999, n. 185.

Prima di acquistare

Ma facciamo un passo indietro tornando alla fase precedente all'acquisto. Il venditore deve rispettare alcune condizioni piuttosto rigide a tutela dell'acquirente.

Prima della conclusione di qualsiasi contratto a distanza, il consumatore deve ricevere, in modo chiaro e comprensibile, le seguenti informazioni:

  • l'identità del fornitore e, in caso di contratti che prevedono il pagamento anticipato, l'indirizzo del fornitore;
  • le caratteristiche essenziali del bene o del servizio e il relativo prezzo comprese tutte le tasse o le imposte e le spese di consegna;
  • le modalità del pagamento, della consegna del bene o della prestazione del servizio e di ogni altra forma di esecuzione del contratto;
  • durata minima del contratto in caso di contratti per la fornitura di prodotti o la prestazione di servizi ad esecuzione continuata o periodica.

Ma soprattutto il venditore deve informarvi se su quanto state per acquistare può essere fatto valere il diritto di recesso, con quali tempi e modalità e a che indirizzo restituire la merce ed inviare comunicazioni ufficiali.

Riteniamo che il fatto che queste informazioni vengano fornite in modo completo e chiaro sia un già un elemento - pur non esaustivo - per giudicare la potenziale correttezza di chi vende. Se avete dubbi non abbiate timore di chiedere chiarimenti.

Quando è possibile ripensarci

Va detto che il diritto di recesso è applicabile a:

- vendite per corrispondenza oppure attraverso il commercio elettronico, cioè in quelle situazioni in cui non sia presente fisicamente il venditore;

  • vendite a domicilio oppure presso il posto di lavoro, lo studio professionale ecc.
  • vendite nel corso di escursioni o viaggi organizzati da un'azienda al di fuori dei propri locali commerciali;
  • vendite in area pubblica o aperta al pubblico, mediante sottoscrizione di una nota d'ordine;
  • televendite, quando l'acquirente contatta telefonicamente la stazione televisiva o un servizio preposto alla televendita per prenotare l'acquisto.

Il diritto di recesso non si applica invece per:

  • i contratti per la costruzione, vendita e locazione di beni immobili;
  • i contratti per la fornitura di prodotti alimentari, bevande o altri prodotti a uso domestico corrente consegnati a scadenze regolari e frequenti;
  • i contratti di assicurazione;
  • i contratti relativi ai valori immobiliari.
  • i contratti di fornitura di beni confezionati su misura o chiaramente personalizzati o che, per loro natura, non possono essere rispediti o rischiano di deteriorarsi o alterarsi rapidamente;
  • i contratti di fornitura di prodotti audiovisivi o di software informatici sigillati, aperti dal consumatore;
  • i contratti di fornitura di giornali, periodici e riviste;
  • i contratti di servizi di scommesse e lotterie.

Non è applicabile inoltre per acquisti di valore inferiore alle 50 mila lire.

Come fare

Il diritto di recesso può essere esercitato, senza alcuna penalità, entro 10 giorni lavorativi che decorrono dal momento del ricevimento della merce. Se però il venditore ha omesso di informare in modo chiaro e completo l'opportunità e le modalità (ad esempio a che indirizzo restituire la merce) per esercitare il diritto di recesso, il termine di 10 giorni si allunga a 90.

La comunicazione scritta che comunica il recesso va inviata mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento. La comunicazione può essere inviata, anche mediante telegramma, telex e fax, a condizione che sia confermata mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento entro le 48 ore successive. Nella comunicazione non è assolutamente necessario specificarne il motivo del ripensamento.

Il testo della comunicazione è molto semplice. Eccone una proposta:

"Il sottoscritto (..)in forza dell'articolo 5 del Decreto Legislativo 22 maggio 1999 n. 185, intende avvalersi del diritto di recesso in merito alla nota d'ordine (oppure al contratto) n. (...) sottoscritto in data (...)". (data e firma)

Il consumatore ha poi, ovviamente, l'obbligo di restituire la merce. Chi recede deve farsi carico delle spese accessorie che la rinuncia provoca al fornitore. Attenzione però, queste spese devono essere specificatamente indicate nella nota d'ordine. Va anche detto che questi oneri non devono essere pagati qualora si tratti di una somma considerevole, in quanto la richiesta di una cifra particolarmente onerosa vanifica l'essenza stessa del diritto di recesso.

Se l'acquirente ha versato acconti o caparre, il venditore deve restituirli nel minore tempo possibile e comunque entro 30 giorni.

Le "armi" per difenderci o ripensarci ci sono, ma l'attenzione è meglio prestarla prima dell'acquisto: nessuna fretta, quindi, e soprattutto occhi aperti.

Le associazioni

E se il consumatore non ce la fa a spuntarla? Nel nostro Paese di sta rafforzando il ruolo, la presenza e la capacità organizzativa delle associazioni dei consumatori. Ne elenchiamo solo alcune; l'elenco è limitato solo per problemi di spazio.

ADICONSUM
Via G. M. Lancisi, 25 - 00161 Roma - Tel. 06.4417021 - Fax 06.44170230

ADUSBEF
Via Farini, 62 - 00187 Roma - Tel. 06.4818633 - Fax 06.4818632

Associazione Consumatori Utenti
Via Bazzini, 4 - 20131 Milano - Tel. 02.70630668 - Fax 02.26680664

CODACONS
Viale Mazzini, 73 - 00195 Roma - Tel. 06.3725809 - Fax 06.37352450

Comitato Consumatori Altroconsumo
Via Valassina, 22 - 20157 Milano - Tel. 02.668901 - Fax 02.66890288

Lega Consumatori Acli
Via Delle Orchidee, 4/9 - 20147 Milano - Tel. 02.48303659 - Fax 02.48302611

Movimento Consumatori
Via Adige, 11 - 20135 Milano - Tel. 02.541781 - Fax 02.254178222

 

 

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