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Mobilità n. 12 - dicembre 2000
Città d'arte
Roma, città aperta?
di Roberto Vitali
Il nostro gourmet ha avuto un momento di misticismo, stimolato
dagli ultimi effetti del Giubileo, e ha percorso, senza l'onore
delle telecamere, alcuni itinerari giustamente assai famosi.
La sua proverbiale disponibilità ad affrontare ostacoli
e piccole barriere, come si vedrà, è stata messa
a dura prova: ma il viaggio ha riservato anche sorprese positive.
Dopo
tanto sentir parlare di Giubileo (almeno negli ultimi due
anni) mi sono convinto che c'era un viaggio da fare a Roma.
I grandi eventi come le Olimpiadi, Mondiali di Calcio e il
Giubileo investono in modo significativo le città che
li ospitano e quando si parla di riorganizzazione dei servizi
della mobilità e della logistica sento una vocina che
mi chiede: "Sarà migliorato o peggiorato ciò
che avevamo?"
Spesso abbiamo malauguratamente assistito a interventi di
rinnovamento che hanno reso inaccessibile ciò che prima
magari lo era. Andiamo allora a vedere cosa è successo
nella Capitale.
In treno
Quale mezzo migliore per andare a Roma del treno?
Certo però che il viaggio è affrontabile solo
utilizzando gli Intercity o gli Eurostar. Per
gli interregionali ci sono ancora problemi di accessibilità
alla carrozza e ai servizi igienici che rendono problematici
i lunghi viaggi.
Non so cosa ne pensate, ma rispetto ad alcuni anni fa il servizio
di assistenza delle FS mi sembra migliorato anche se molta
strada resta ancora da percorrere. Ad esempio, non riesco
a spiegarmi come nell'epoca dei servizi tagliati sulle necessità
delle persone (customer profiling), tutte le volte che devo
prenotare un treno perdo dai 40 ai 60 minuti per ripetere
che la carrozzina è mia, che è pieghevole, che
viaggio da solo ecc.
Dormire
Per dormire ho scelto una struttura economica di quelle create
per il Giubileo: Residenza Santa Maria. La Residenza
è formata da 5 stabili (lodges) immersi in un parco
secolare di 30 ettari!
E' un ex manicomio ristrutturato e reso molto gradevole. Dispone
di circa 370 posti letto di cui una gran parte accessibile.
La mia camera era la 11106, matrimoniale e accessibile. Grandi
spazi, niente scalini e senza maniglioni (su mia richiesta)
in bagno.
Costo: 130.000 la doppia 85.000 la singola (prezzi 2000).
Residenza Santa Maria, Piazza Santa Maria della Pietà,
5 - 00135 Roma
Tel. 06.30683586 - fax 06.30683467
Spostarsi
Il
mezzo di trasporto migliore per raggiungere il centro è
costituito dal treno ad alta frequentazione (li chiamano
TAF) FM3 Roma - Cesano.
La fermata Monte Mario si trova di fronte alla Residenza.
Si devono percorrere circa 300 metri: l'ingresso che porta
alla pensilina in direzione di Roma è sul lato sinistro.
In stazione si può acquistare il biglietto al bar.
Questo trenino è dotato di una carrozza accessibile
che solitamente è posizionata in testa o in coda al
convoglio. A fianco della porta è presente un tasto
per l'uscita dello scivolo (stile autobus). Io in due giorni
non ne ho trovato uno che funzionasse! All'interno sono previsti
due posti per carrozzine ed è anche disponibile un
bagno accessibile.
Arrivo in San Pietro sulla pensilina 2; peccato che
gli ascensori non funzionino. Ho dovuto attendere l'intervento
del personale di servizio (molto veloce) che mi ha fatto attraversare
a raso i binari. Il personale, lo devo dire, è molto
disponibile; tra l'altro mi ha fatto presente che ad oggi
gli ascensori non hanno funzionato un solo giorno. Sono presenti
percorsi tattili per i ciechi e le mappe in rilievo e Braille.
L'itinerario
Dalla stazione San Pietro procediamo verso Porta Cavalleggeri
passando per via di San Pietro. Attenzione alla strada abbastanza
ripida. Scendiamo fino alla Porta passando di fianco al Colonnato.
Si entra nel centro del territorio pontificio fiancheggiando
San Pietro fino a Piazza Santa Marta dove troviamo l'entrata
accessibile.
Si sbuca all'interno della Basilica sul lato sinistro
e, una volta all'interno, tutto è accessibile, salvo
non vi venga in mente di passare la Porta Santa davanti alla
quale fanno bella mostra di sé tre scalini! (Uno scivolo
di legno non sarebbe stato più ecumenico?)
Appena dentro sulla destra si trova la Pietà di Michelangelo,
che non ha certo bisogno di presentazioni. Sulla sinistra
c'è l'ascensore che porta diritto verso la Cupola.
Un giro panoramico sui tetti della basilica vale sicuramente
lo sforzo anche se le pendenze, dirette e trasversali, sono
veramente forti e, sorpresa, ci sono i bagni accessibili sul
tetto, solo nel reparto femminile. Il panorama è veramente
notevole!
Per chi riesce a salire i 30 scalini con ringhiera è
possibile arrivare al primo giro della Cupola centrale di
San Pietro.
Castel Sant'Angelo
Usciti da San Pietro procediamo dritto verso Castel Sant'Angelo,
dove possiamo fare il giro del cortile interno (abbastanza
sconnesso ma non impossibile). Nella parte posteriore è
posizionato un wc accessibile, non sorprendetevi trovandovi
secchi e scope all'entrata (anche questo è quasi un
classico, N.d.R.)!
Possiamo salire al piano superiore con l'ascensore di servizio.
Da qui la vista è veramente suggestiva soprattutto
nella parte posteriore dove troviamo un piccolo bar ristorante
con i tavolini all'aperto, purtroppo l'accostamento risulta
molto difficile a causa della posizione di tavoli e della
loro forma. Per quanto riguarda le sale espositive
queste presentano una serie di difficoltà legate
a dislivelli, scalini e passaggi stretti che ne rendono difficile
il percorso anche se piacevole. Purtroppo le sale più
interessanti sono situate al piano superiore e sono totalmente
inaccessibili.
Ancora a zonzo
Uscendo dal Castello attraversiamo il Ponte Sant'Angelo
sul Tevere ed andiamo in via Coronari, Zona Pedonale con
un'interessante serie di negozi di antiquariato e proseguiamo
fino a Piazza Navona. Attraversiamo quindi tutta la piazza
fino a Palazzo Braschi (situato sulla destra della piazza).
In Piazza Pantaleo attraversiamo via Vittorio Emanuele per
Via dei Baullari in direzione di Campo dei Fiori. Oggi questa
storica piazza non vive più dei colori dello storico
mercato dei fiori ma accoglie una serie di bancarelle di frutta,
verdura e pesce che è in grado sicuramente di stuzzicare
la nostra vista e il nostro palato.
Tornando indietro su via Baullari ai numeri 5 e 7 troviamo
un forno pasticceria dove possiamo, tra l'altro, gustare un'ottima
focaccia farcita con la "bologna" (mortadella) ai
pistacchi tagliata con il coltellaccio. Veramente un ottimo
spuntino! Attenzione però perché entrando le
tentazioni cui resistere o cedere saranno veramente tante.
Riprendiamo via Vittorio Emanuele in direzione di Largo Argentina
da cui possiamo risalire per andare in verso il Pantheon,
punto d'arrivo del nostro itinerario.
Volendo ritornare in direzione di San Pietro possiamo prendere,
ad esempio, il bus n. 40 oppure un mezzo della linea "J"
dal caratteristico colore blu. Molti sono attrezzati (i J
tutti) con pedana esterna per facilitare la salita ma, problema
solito che incontriamo, nessuna funziona, salvo rare eccezioni.
Nel mio caso una su otto!
Volendo intraprendere questo viaggio a Roma bisogna mettere
in conto di avere a che fare con una città antica dove
i sampietrini sconnessi (ossia i cubetti porfido) si sprecano.
Devo dire che, in alcune zone, ho trovato migliorata la situazione
degli scivoli, anche se la realizzazione di alcuni
di questi è stata clamorosamente sbagliata.
In compenso ho riscontrato una cordiale disponibilità
da parte di tutte le persone che ho incontrato: ferrovieri,
autisti di bus, personale dei musei ecc.
Il ristorante
Restando nella zona di San Pietro abbiamo voluto provare
un locale - I Quattro Mori - che propone in particolare
cucina sarda.
Iniziamo con gli antipasti: selezione mista di affettati,
funghi al forno, ricotta salata, mozzarelline, fiori di zucca
alla romana (ripieni di mozzarella e acciuga impanati e fritti);
per ognuna di questa portate non hanno preparato delle porzioni
ma hanno lasciato un abbondante piatto da portata sul carrello
al fianco del tavolo il tutto accompagnato con pane romano
e pane carasau
Il primo non poteva che essere spaghetti alla bottarga
di muggine
Ci siamo mantenuti sul pesce anche per il secondo,
scegliendo mazzancolle allo spiedo con contorno patate al
forno.
Il vino: Terre Bianche 1999 di Alghero DOC Torbato Sella &
Mosca.
Come dessert ci è stato consigliato il sebadas
(pasta fritta ripiena di formaggio di capra e ricoperto di
miele). Di seguito, senza averlo richiesto, ci è stato
portato nell'ordine: Limoncello, Mirto "I Nobili di Sardegna"
e Filu Ferru fatto in casa.
Prezzo: 70.000 lire (di cui 18.000 di vino). Il giudizio complessivo:
ottimo.
Giudizio sull'accessibilità al locale: scalino
all'ingresso di 30 cm. La bussola d'entrata rende difficoltoso
l'accesso, ma non impossibile. Tavoli a quattro piedi ma con
traversa bassa. WC irraggiungibile.
Nota: durante il pranzo possiamo divertirci leggendo alcuni
proverbi scritti adattati da uno dei primi clienti in romanesco
dove il locale "I Quattro Mori" è sempre
il protagonista. Un esempio?
"Ar contadino nun fa' sapere, quant'è buono, er
formaggio co' le pere. Ma se mai dovesse d'annà fori,
venga qua a magnà da i Quattro Mori"
I Quattro Mori
Via Santa Maria alle Fornaci, 8/a (in prossimità della
stazione di San Pietro) vicino a Porta Cavalleggeri - Roma
Tel. 06.632609
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