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Mobilità n.13 - Anno 3
Abitare
Una casa per prova
di Fabrizio Mezzalana
Costruire l'autonomia, non è solo lo slogan della
nostra rivista, ma anche l'obiettivo primario che anima molte
associazioni, cooperative, professionisti che quotidianamente
e lontano dai clamori di pietistiche pubblicità, operano
per consentire alle persone anziane o con disabilità
di ricavarsi degli spazi di indipendenza o di riappropriarsene.
Inizia con questo numero una collaborazione con il Servizio
di Progettazione Accessibile del Centro per l'autonomia di
Roma. Il Servizio in pochissimi anni ha maturato una notevole
esperienza (e casistica) soprattutto nella ristrutturazione
di abitazioni trasformandole in modo da rispondere alle esigenze
delle singole persone con disabilità. Vediamo un primo
caso.
Il
destinatario del progetto che presentiamo si chiama Marco.
Ha 28 anni e ha subito una lesione midollare (livello C6/C7)
a causa della quale è diventato tetraplegico.
L'incidente è avvenuto alcuni mesi prima del matrimonio
che Marco aveva programmato con Paola e, fino a quel momento,
i due avevano vissuto assieme alle rispettive famiglie. In
casa con Marco vivono i genitori, il fratello e la nonna.
D'accordo tra loro e con le proprie famiglie, i due ragazzi
decidono di sistemarsi entrambi in casa di Marco. In modo
chiaro e condiviso da tutti, questa è considerata una
soluzione temporanea e di passaggio in attesa di acquistare
una casa per la nuova coppia.
Questa sistemazione "ponte" permette a Marco di
affrontare più serenamente il complesso processo di
reinserimento nella vita di tutti i giorni. Consente a Paola
di sperimentare la vita di coppia avendo il supporto - materiale
ma anche psicologico - della rete familiare.
Capacità residue e ausili
Marco è un ragazzo di media corporatura che usa, come
ausilio per la mobilità, una carrozzina superleggera
a telaio fisso. E' in grado di spingersi autonomamente su
percorsi piani e con fondo liscio e dispone di un buon
controllo negli spostamenti, nei cambi di direzione e nelle
manovre in spazi contenuti. Riesce a superare autonomamente
gradini bassissimi (max 2 cm) e dislivelli solo se estremamente
contenuti sia come pendenza (max 3%) che come lunghezza (max
2 mt).
Non è in grado di effettuare trasferimenti da
solo come, ad esempio, passare dalla carrozzina al letto:
durante queste manovre perciò deve essere aiutato.
Per l'igiene personale preferisce utilizzare una "sedia
comoda" con ruote di spinta. Usa degli splint,
una specie di guanti appositamente realizzati per sopperire
alla mancanza di prensilità delle mani; questi lo rendono
autonomo nell'uso del rasoio, dello spazzolino da denti, del
pettine. In sostanza, aiutato nel trasferimento dal letto
alla sedia comoda, Marco non ha bisogno di molto aiuto per
l'igiene personale.
Le scelte
L'abitazione in questione è un appartamento di proprietà
al terzo piano di un fabbricato con ascensore e non presenta
problemi di barriere architettoniche per raggiungerlo.
All'interno ci sono due bagni: quello più grande è
vicino alle stanze da letto dei genitori e della nonna, quello
più piccolo si trova accanto alla stanza dell'interessato.
Oltre ai servizi igienici e ad una cabina doccia, il secondo
bagno ospita la lavatrice.
E' quest'ultimo che si è pensato di modificare considerando
la sua vicinanza con la stanza da letto e la possibilità
di trasferire la lavatrice nell'adiacente balcone coperto.
Il bagno dovrebbe comunque essere ristrutturato a causa
di una perdita nell'impianto idraulico della doccia rilevata
durante il sopralluogo.
Nonostante le ridotte dimensioni della stanza da bagno questa
soluzione è sembrata la più adatta: è
quella che incide meno dal punto di vista tecnico-economico
poiché, come abbiamo detto, il bagno è comunque
da ristrutturare e gli spazi, sia pur ridotti, sono risultati
sufficienti alle necessità.
Inoltre questa ipotesi è la preferibile anche sotto
il profilo dell'impatto sulle dinamiche familiari quotidiane.
La modifica proposta è limitata ad una singola zona
della casa, mantiene inalterate le modalità di utilizzo
del bagno "padronale" per tutti gli altri membri
della famiglia e permette una ragionevole intimità
ai due ragazzi.
In prospettiva, inoltre, questa ristrutturazione permette
di disporre di una stanza da letto con bagno accessibile che
potrebbe tornare utile anche alla nonna, una volta che Marco
uscirà dalla famiglia di origine.
Si sottolinea come queste considerazioni non sono frutto
dell'imposizione del progettista ma di un lento e proficuo
processo di elaborazione e di scelta che ha visto protagonisti
tutti i membri della famiglia, nonna compresa. Compito del
consulente è stato quello di prospettare le varie soluzioni
sulla base di un livello accettabile di opportunità
di fruizione degli spazi domestici in relazione alle effettive
capacità di autonomia di Marco.
Le
soluzioni progettuali
Accesso alla stanza da letto e alla stanza da bagno
La proposta progettuale ha comportato lo spostamento della
porta d'accesso alla stanza da letto con la realizzazione
di una porta scorrevole esterna di più semplice installazione
rispetto a quelle che scorrono all'interno del muro che necessitano
dell'abbattimento della porzione del tramezzo che ospita la
"fodera" della porta. Stesso discorso per l'accesso
alla stanza da bagno che è stato spostato all'interno
della camera da letto e realizzato con una "luce"
molto ampia.
Distribuzione dell'arredo
Quella che era una stanza da letto per due fratelli è
ora diventata una stanza matrimoniale. Nella disposizione
dell'arredo si è tenuto conto di predisporre congrui
spazi di manovra per l'uso di tutti gli elementi d'arredo
(armadio, letto, scrivania).
Modifiche nel bagno
Oltre al già citato spostamento della porta e al trasferimento
della lavatrice sul balcone (facilmente collegabile all'impianto
idraulico del bagno per il carico/scarico dell'acqua) si è
provveduto ad ampliare di circa 30 cm la zona doccia.
Quest'ultima è stata delimitata da una griglia con
sottostante canaletta di raccolta e scolo delle acque, tutto
adeguatamente impermeabilizzato. L'utilizzo della griglia
di raccolta è stata resa possibile dalle dimensioni
e conformazione del solaio: non sempre lo spessore del solaio
permette di alloggiare una canaletta con soprastante griglia
mantenendo le pendenze necessarie al deflusso delle acque.
Poter installare la griglia permette di dividere il
bagno in due zone nettamente separate - una "asciutta",
l'altra "bagnata" - facilmente separabili (per es.
con una tenda da doccia che caschi a piombo sulla griglia)
ma, soprattutto, mantenendo completamente in piano il pavimento,
senza alcuna pendenza che potrebbe rappresentare un ostacolo
nell'utilizzo.
Altra modifica sostanziale è stato lo spostamento
dell'asse del wc mantenendolo in prossimità
degli scarichi originari: si è optato per un wc
standard (non quello alto "per disabili" che
è inutilizzabile con la sedia comoda) e per lo scarico
a "zaino"; accanto al wc è stata predisposta
una doccetta.
Lo spostamento del wc ha comportato la rimozione del termosifone
e la sua sostituzione con uno "scaldasciugamani"
a parete, pratico, poco ingombrante e anche di una certa valenza
estetica.
Per
il lavabo, che, date le ridotte dimensioni a disposizione,
doveva essere necessariamente il meno ingombrante possibile,
è stata realizzata una soluzione ad "incasso"
con miscelatore a "leva lunga". Per mantenere
libera la zona sottostante il sifone è stato incassato
a parete. La soluzione del lavabo ad incasso fornisce un'ampia
superficie per la manipolazione degli oggetti e del loro uso
attraverso gli splint di cui parlavamo sopra.
Per la rubinetteria sono stati scelti miscelatori monocomando
a "leva lunga", più facilmente utilizzabili
per un tetraplegico, avendo cura di posizionare "in testa"
all'impianto idraulico un miscelatore termostatico (la temperatura
massima è limitata) in modo da non avere problemi di
scottature e ustioni, non infrequenti nei para-tetraplegici,
che possono avere compromessa la sensibilità.
Quanto illustrato conferma che la barriera architettonica
(e, di conseguenza la soluzione progettuale per superarla)
non è un dato oggettivo: nonostante la possiamo misurare
essa acquisisce un senso compiuto solo se messa in relazione
con la persona che la fronteggia, la persona intesa in senso
ampio considerandone tutti gli aspetti (antropometria, capacità
residue, ausili utilizzati, modalità, rete sociale/familiare,
aspetti psicologici, situazioni contingenti, possibilità
economiche, opportunità ecc.).
Il Centro per l'Autonomia
Il Centro per l'Autonomia è un servizio territoriale
ideato e gestito dall'Associazione Paraplegici di Roma e del
Lazio in convenzione con la Asl Rm C di Roma - Regione Lazio.
Si occupa del reinserimento dei lesionati midollari ricoverati
presso l'Unità Spinale Unipolare del CTO di Roma ed
estende i propri servizi a tutti gli utenti con disabilità
che a questo si rivolgono.
La finalità prima del Centro è il raggiungimento
del massimo grado di autonomia attraverso la pianificazione
di un percorso personalizzato che analizzi e tenga presente
tutti gli aspetti della persona, della sua famiglia e del
contesto cui questa appartiene. In quest'ottica l'accessibilità
e la fruibilità degli spazi domestici e lavorativi
rappresenta una condizione determinante alla conquista o alla
riappropriazione dell'autonomia personale. Su questi ultimi
aspetti il Centro interviene e opera in modo qualificato attraverso
il proprio Servizio di Progettazione Accessibile.
Il Centro per l'Autonomia è a Roma in Via G. Cerbara,20
- 00147. Telefono e fax 06.51604253
In internet: www.centroperlautonomia.it
- email: f.mezzalana@centroperlautonomia.it
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