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Mobilità n.13 - Anno 3
Una mostra
Quando la pellicola è sensibile
di Carlo Giacobini
Non
è facile affrontare il tema della disabilità.
Ed è ancora meno semplice trattarlo sotto il profilo
artistico o della comunicazione senza cadere nel pietismo,
nella banalità, nel fatalismo o peggio nell'ipocrisia.
Narrare, dipingere o fotografare la disabilità è
un modo decisamente molto duro di mettere alla prova la propria
creatività. Non sempre i risultati sono dei più
esaltanti, ma ci sono anche delle gradite eccezioni.
Annalisa Mazzoli proviene dal mondo della grafica ed ha un
forte interesse per la fotografia per la quale dimostra di
"avere il mestiere". Ma il mestiere si impara, la
sensibilità no. E Annalisa dà prova di avere
anche quella.
Fabrica
Ha la fortuna di frequentare uno stage presso Fabrica,
il Centro di ricerca sulla comunicazione del Gruppo Benetton.
Si tratta di una palestra di eccellenza dove giovani talenti
mettono alla prova le loro capacità artistiche e creative
nel campo della fotografia, della multimedialità, della
grafica e della comunicazione. E' un'esperienza innovativa
che conta ancora troppo pochi emuli fra i grandi gruppi industriali
italiani ed europei.
In questo alveo si muove Annalisa Mazzoli, ma il suo
sguardo si sposta su un argomento meno convenzionale (il che
è tutto dire) per Fabrica: il sociale visto dalla parte
delle persone con disabilità. In verità nel
"pianeta" Benetton qualche traccia la troviamo:
appena un paio di anni fa un catalogo era stato realizzato
con il supporto fotografico realizzato con persone disabili
come protagonisti. Ora per c'è un'essenza di vita da
catturare con un obiettivo e la voglia di illustrarla in una
mostra fotografica.
Vite parallele
"Come probabilmente la maggioranza delle persone, non
conoscevo da vicino queste realtà che correvano parallele
alla mia vita senza mai incrociarla". Annalisa non ha
quindi esperienze precedenti di volontariato né di
contatti prolungati con persone disabili. "Sono realtà
che spesso intimoriscono, perché non è sempre
facile accettare la diversità degli altri, né
tantomeno scoprirne il valore ed apprezzarne la ricchezza."
Ad Annalisa basta mettere il naso fuori da Fabrica, guardarsi
intorno nel trevigiano, per incontrare un territorio
fertile di iniziative, attività, momenti di aggregazione
che quasi sempre sono il frutto di un privato sociale e di
un associazionismo che affondano saldamente le loro radici
in una solidarietà diffusa e nella voglia, innata in
queste genti, di "auto-aiutarsi" senza attendere
fatalisticamente il soccorso dall'alto.
I Magnifici Quattro
I primi che incontra sono quelli della compagnia teatrale
"I Magnifici Quattro", un gruppo diretto dal regista
(eccezionale!) Mirko Artuso. Gli attori sono tutti
ragazzi con disabilità che mettono in scena
se stessi, le proprie storie e il proprio sentire. Ne esce
quasi sempre una pièce che cattura e diverte il pubblico,
lasciando in dono materiale virtuale su cui ragionare.
"Sono entrata in sala durante le prove - racconta Annalisa
- ed era la prima volta che li incontravo. Mi hanno preso
per mano e dal quel giorno mi hanno portato nel loro mondo.
In quei momenti esistevamo solo noi e le nostre emozioni.
I loro gesti, la loro mimica e l'affetto
che mi facevano giungere dal palco, mi hanno completamente
avvolto."
Cosa può essere più stimolante per un fotografo
se non fissare questi momenti su una pellicola? Una parte
di immagini della rassegna sono proprio riprese da quel palcoscenico
e chissà se i visitatori della mostra avranno le stesse
nostre sensazioni?
Non solo teatro
Annalisa è entrata in contatto anche con altre realtà.
Da segnalare l'incontro con Francesca Baldasso, trascinante
operatrice presso il locale coordinamento delle associazioni;
grazie a questo aggancio, Annalisa Mazzoli ha potuto incontrare
altre associazioni, frequentare altre iniziative e proseguire
le suo percorso prima umano e poi professionale.
Eccola all'AREP, un centro di riabilitazione nell'hinterland
trevigiano. Eccola in piscina con i ragazzi e gli operatori
della dinamica Sportlife, associazione che favorisce
la pratica sportiva per le persone con disabilità.
Carlo De Noni, l'attivo presidente, capendo il senso
profondo dell'iniziativa aiuta Annalisa e coinvolge ragazzi
e famiglie.
Anche qui Annalisa riesce a catturare naturalezza, serenità,
ilarità, ma anche malinconia, nei gesti semplici e
nell'intensità degli sguardi dei tanti ragazzi che
incontra.
Pensieri
Riflette
Annalisa: "E' un mondo dove le parole spesso non
servono o non bastano. Sono i gesti, le azioni,
le espressioni che raccontano senza ipocrisia".
Ma tutto questo rappresenta anche un messaggio chiaro contro
ogni finzione, incrostazione, tabù:
La lezione quindi - per una volta - viene dai disabili ed
è rivolta, per usare ancora le parole di Annalisa,
"contro tutto ciò che vorrebbe essere perfezione,
ma non lo è".
Quando e dove
La mostra, al momento di andare in stampa non ha ancora un
titolo, o meglio ne ha troppi attorno ai quali c'è
un ampio dibattito.
Dopo la "prima", a Civitas, presso la Fiera di
Padova dal 4 al 6 maggio, verrà fissato un calendario
di uscite proposte dopo aver raccolto la disponibilità
e l'interesse di associazioni ad ospitare la mostra e a curarne
gli aspetti logistici e organizzativi.
Per ulteriori informazioni: Coordinamento Provinciale Associazioni
Handicappati - Via Montello, 4b - 31100 Treviso. Telefono
0422.421643 - email: cpahtv@tin.it
Annalisa Mazzoli, email: mazzolia@hotmail.com
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