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Mobilità n.13 - Anno 3
Internet per tutti
Amministrazioni pubbliche e accessibili
Due anni fa, alzando l'indice accusatore contro siti istituzionali
non accessibili alle persone con disabilità, siamo
stati forse troppo pessimisti nell'ipotizzare che le soluzioni
e le vie d'uscita non sarebbero state né semplici né
veloci. La questione invece è finita addirittura nelle
pagine della Gazzetta Ufficiale. Una recente circolare del
Ministero della Funzione Pubblica fornisce le prime indicazioni
alle proprie Amministrazioni che offrono - e sono la quasi
totalità - informazioni in internet.
Sentenziava
qualcuno che realizzare un sito internet non accessibile,
anche ad un sola parte dei potenziali utenti, è come
costruire un grattacielo senza ascensore. Chi, come noi, si
è occupato di barriere architettoniche e ne ha viste
realizzare anche in edifici di recentissima edificazione,
non rimane virginalmente sorpreso di fronte a questi ostacoli
nelle nuove frontiere telematiche. La più recente edizione
del Futurshow ha scelto come accattivante motto "Abbattere
tutte le barriere". Abbiamo però ragione di ritenere
che gli organizzatori, nel coniare questo slogan, non abbiano
prioritariamente pensato all'utenza anziana o con disabilità,
né alle barriere di cui qui stiamo parlando.
Moda o esigenza?
Ma torniamo al tema dell'accessibilità ad internet,
tema attorno al quale si è allargato un dibattito tanto
frequente da assumere talvolta i petulanti lineamenti di una
"moda buonista", talvolta le caratteristiche
della diatriba fra informatici, talaltra da apparire
quasi una querula rivendicazione dei non vedenti contro il
progresso telematico. E non mancano i luoghi comuni.
Cominciamo ad eliminarne qualcuno: l'accessibilità
e la fruibilità delle pagine Web non è una questione
che riguarda solo i ciechi, ma interessa una categoria ben
più vasta di navigatori. Ad incontrare difficoltà
potrebbero essere gli ipovedenti e i non udenti. Gli utenti
potrebbero avere delle gravi menomazioni agli arti superiori
e non essere in grado di usare una tastiera o il mouse, non
essere in grado di elaborare il testo. Ancora: l'utente potrebbe
avere difficoltà di lettura o di comprensione del
testo, disporre di un monitor particolare (piccolo, o
solo testo) o una connessione lenta ad internet. Potrebbe
non parlare correntemente o, più banalmente, non comprendere
la lingua in cui è scritto il documento.
I navigatori potenziali potrebbero disporre di una versione
"vecchia" di browser o utilizzare un browser
vocale o un sistema operativo diverso da chi ha realizzato
le pagine. Siete ancora convinti che sia solo un problema
dei disabili?
Cittadinanza Web
Il Ministero della Funzione Pubblica, il 13 marzo 2001 (in
Gazzetta Ufficiale 19 marzo 2001, n. 65), ha diramato
la circolare 3 che ha un ambizioso titolo: "Linee
guida per l'organizzazione, l'usabilità e l'accessibilità
dei siti Web delle Pubbliche Amministrazioni". Alcuni
commentatori, forse a causa di una lettura troppo frettolosa,
hanno catalogato il provvedimento fra quelli specificamente
a favore delle persone con disabilità. Così
non è: lo spirito e le indicazioni sono ben più
ampie e investono le radici stesse di quello che ormai viene
comunemente definito Governo elettronico, e cioè
quell'assieme di servizi, informazioni e offerte che investono
direttamente il diritto di cittadinanza. E su questo il Ministero
è molto chiaro: "L'utilizzo ottimale delle tecnologie
di comunicazione e, in particolare, di Internet, costituisce
una esigenza strategica per le Pubbliche Amministrazioni.
La Rete è infatti un mezzo importante, sia per accrescere
la produttività del lavoro all'interno degli uffici
pubblici, sia per migliorare la qualità dei servizi
che essi devono offrire ai cittadini, sia, infine, per promuovere
una migliore informazione sulle attività delle Amministrazioni
Pubbliche e una maggiore partecipazione dei cittadini alle
scelte delle medesime amministrazioni."
Le raccomandazioni
La circolare ricorda che la progettazione e lo sviluppo del
sito devono essere strettamente correlati con il contesto
organizzativo. Internet dovrebbe essere sfruttato per pubblicare
tutta l'informazione di rilevanza pubblica relativa alle attività
generate dall'amministrazione. Questa dovrebbe prestare particolare
attenzione al regolare aggiornamento delle informazioni.
"Le informazioni obsolete sono inutili e danneggiano
la reputazione e l'affidabilità del sito Web, oltre
che dell'amministrazione che lo gestisce". Nei siti internet
dovrebbe poi essere garantita la possibilità di interazione
con i cittadini.
Guardandoci attorno vediamo ancora troppe pagine di Amministrazioni
pubbliche non aggiornate. Ci sono però anche esempi
positivi; due per tutti: il sito del Ministero delle Finanze
e quello dell'INPS, davvero aggiornati e di facile consultazione.
Uso facile
Il Ministero della Funzione Pubblica introduce nel proprio
vocabolario il termine "usabilità", brutta
traduzione di un concetto inglese già ampiamente utilizzato
da chi si occupa di fruibilità del Web.
Le informazioni e i servizi offerti devono essere organizzati
e strutturati in modo da assicurare la massima fruibilità,
avvalendosi anche dei suggerimenti degli utenti. L'informazione
deve essere scritta in modo chiaro e con un linguaggio comune,
e devono essere disponibili motori di ricerca per parole chiave
o per argomento. Una breve guida deve poi offrire risposte
alle difficoltà che più di sovente il navigatore
medio può incontrare.
L'accessibilità
I siti delle pubbliche Amministrazioni devono essere progettati
in modo da garantire la consultazione anche da parte di persone
affette da disabilità fisiche o sensoriali, o condizionati
dall'uso di strumenti con prestazioni limitate o da condizioni
ambientali sfavorevoli.
Il Ministero è molto esplicito: "L'informazione
in formato elettronico per molte persone disabili è
in linea di principio più accessibile rispetto alla
forma tradizionale cartacea, proprio grazie alle nuove tecnologie
che permettono la traduzione in diverse modalità percettive.
L'esclusione causata da barriere di comunicazione risulta
perciò particolarmente grave."
Il Ministero e la Commissione dell'AIPA - Autorità
per l'informatica nella Pubblica Amministrazione - che
ha elaborato il documento divenuto circolare, sono ben consapevoli
che gli standard e le indicazioni tecniche esistono già
e che è sufficiente farle proprie e applicarle coscienziosamente.
Parliamo ovviamente delle linee guida sull'accessibilità
dei siti Web elaborati dal Consorzio Mondiale del Web (W3C).
Cosa accadrà ora? Cosa ne sarà dei "vecchi"
siti inaccessibili? Come verranno ristrutturati? E cosa potrà
fare il navigatore che incontrerà barriere telematiche?
Ed ancora: cosa potrà fare l'utente incontrando violazioni
alle indicazioni fornite dal Ministero della Funzione Pubblica?
Ad esempio: come abbiamo rilevato in passato, il sito del
Ministero degli Affari Sociali era del tutto inaccessibile.
Proprio in questi giorni, quasi contemporaneamente all'emanazione
della circolare della Funzione Pubblica, in Ministero degli
Affari Sociali ha presentato il nuovo sito che è più
inaccessibile di prima. Che fare in questo caso?
Chissà perché questi interrogativi ci sembrano
gli stessi che ci ponevamo all'indomani dell'approvazione
delle norme per l'eliminazione delle barriere architettoniche
negli edifici pubblici.
Le regole dell'accessibilità
Alla circolare 3 del 13 marzo 2001, il Ministro della Funzione
Pubblica ha allegato un breve, forse troppo, elenco di regole
da rispettare nella progettazione di siti della Pubblica Amministrazione.
Si tratta di indicazioni di carattere strettamente tecnico
riprese dalle linee guida elaborate dal World Wide Web
Consortium più noto con la sigla W3C. Scopo
del W3C è quello di promuovere il miglioramento dell'accessibilità
al Web. L'obiettivo viene perseguito proponendo alcune linee-guida
che chi realizza un sito dovrebbe applicare. Queste indicazioni
vengono riviste in continuazione essendo strettamente connesse
ai nuovi standard HTML e allo sviluppo tecnologico dei browser,
del software e dell'hardware.
Al consorzio aderiscono a titolo di partner o sponsor quasi
400 soggetti pubblici, governativi e non, universitari, industriali
e commerciali. Tanto per citare i più noti: il National
Science Foundation (USA), il Ministero dell'istruzione (USA),
il National Institute on Disability and Rehabilitation Research
(USA), il Governo canadese, Microsoft Corporation, IBM, Lotus
Development Corporation , Bell Atlantic, Intel, Compaq, la
Direzione Generale XIII della Commissione Europea (Programma
per la telematica per le persone anziane o con disabilità).
Fra gli italiani segnaliamo Telecom Italia, il CNR e l'Università
di Bologna.
Siti utili per approfondimenti
- AIPA - www.aipa.it
- Autorità per l'Informatica nella Pubblica Amministrazione:
- W3C - www.w3.org
- World Wide Web Consortium
- PO:int - www.point.uni.it
- Professional Operators: internet, network, training: Associazione
che ha fra i suoi obiettivi quello di promuovere l'accessibilità
di internet in particolare presso le Pubbliche Amministrazioni.
Offre la traduzione in italiano delle linee guida W3C.
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