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Mobilità n. 14 - Anno 3
Taccuino di viaggio
Dagli Appennini alle piramidi
di Anna Grazia Giulianelli
Per
coronare un sogno si affronta anche qualche difficoltà
specialmente se c'è un gruppo di amici pronti a darci
una mano. Ce lo dimostra, con il suo taccuino di viaggio,
Anna Grazia Giulianelli. Il primo sentimento che ci ispira
è una sana invidia. Il secondo, la voglia di emularla.
Ogni anno un piccolo paese dell'Appennino Tosco-Romagnolo,
Verghereto, si svuota perché un nutrito gruppo
di abitanti va per il mondo. Curiosa abitudine questa: a Parigi,
Londra, Vienna, Siviglia, par d'essere a casa, fra i soliti,
tra vino e salsicce. Il sentimento di familiarità e
sicurezza porta in viaggio anche i più timorosi. Quest'anno
Fiorella ha commentato: "ho sempre detto che non avrei
mai preso l'aereo né la nave ed invece eccomi qua,
un volo di 4 ore per finire su una barca!"
Viaggiare in amicizia
La prima volta sono partita con loro perché il viaggio
a Vienna era economicamente interessante e la città
mi incuriosiva. Insieme facemmo, quella prima volta, un'esperienza
incredibile. Il programma prevedeva una cena nel ristorante
girevole, una specie di ciambellone in cima ad un enorme palo
di cemento al quale si accedeva con un grande ascensore. Scontata
l'accessibilità, non per i disabili ma per tutti,
arrampicarsi fin lassù per normali scale era evidentemente
impossibile. Ci fermò l'addetto austriaco sentenziando
che la persona disabile non poteva salire per ragioni di sicurezza
(come se , in caso di incendio o terremoto le gambe potessero
salvare). Iniziò una contrattazione grottesca così
risolta: la carrozzina restava giù così la coscienza
del teutone era a posto, la sottoscritta saliva abbrancata
a due volenterosi e sembrava "normale".
Da allora i vergheretini mi hanno adottata: sono coccolata,
protetta, aiutata da una schiera di volontari che mi "trascinano"
ovunque con mia grande soddisfazione e divertimento e tanta
pazienza e fatica per gli altri.
Il sogno
Quest'anno destinazione Egitto: 4 giorni di crociera sul
Nilo, da Luxor ad Assuan fino ad Abu
Simbel e poi 3 giorni al Cairo.
Un sogno accarezzato da anni ma immaginato con scarse probabilità
di realizzazione. Dai racconti di chi c'era già stato,
il viaggio presentava troppe incognite anche per me che sono
in condizioni tali da disporre di una grande libertà,
quella di potermi muovere senza preoccuparmi a priori delle
possibili barriere architettoniche e limitandomi ad organizzare
sul "campo" eventuali aiuti.
Si parte
Partiamo in 37 il 26 Marzo.
Caterina e Fedele, oggi lui è il sindaco di Verghereto
e lei, naturalmente, la first lady, sono da almeno15 anni
gli instancabili organizzatori e ogni anno mettono
insieme un bel gruppo, dai 10 agli 80 anni, senza distinzione
di classi , di ceto sociale, di religione e politicamente
"trasversale" , ma questa è la prima volta
che il viaggio supera i confini europei.
Voliamo con Egipt Air. Ho sempre i primi posti, salgo
e scendo per prima. Temo però che la gentilezza e la
disponibilità siano gli unici ausili per salire in
aereo, non ho mai visto altri strumenti tecnici.
Gamal Moussa, la nostra guida egiziana, si rivela
prezioso per valutare le difficoltà nei vari spostamenti,
ma soprattutto è una guida nel senso più autentico
del termine. L'Egitto che ci fa conoscere è un paese
fiero della sua storia, antica e moderna, un paese in
cui convivono magicamente aerei e carretti, un paese capace
di organizzare quotidianamente un numero spaventoso di turisti
con efficienza, cortesia e rigore.
Vediamo una nazione civile, un popolo allegro, ospitale,
che ha fatto del sole e dell'acqua le sue divinità
un tempo, la sua ricchezza di oggi.
Noi, culturalmente condizionati dall'età classica,
scopriamo una civiltà molto più antica e raffinatissima.
Sveglia all'alba
L'impatto alle 6 del primo giorno è con la luce, una
luce abbacinante, calda , con i toni dell'azzurro e dell'ocra
sempre negli occhi fino al tramonto.
Indescrivibili i siti archeologici, ritorna ancora oggi nei
miei sogni il tempio di Hatshepsut, nella Valle
delle Regine, il monumento, finito sui giornali per l'attentato
ai turisti , dovrebbe essere un tempio funebre ed è
invece un monumento alla vita e alla bellezza.
Resto senza parole nella Valle dei Re: dentro alla tomba
di Ramsete VI, davanti ai dipinti che affrescano pareti
e soffitto, testimonianze di una grandissima arte, chiedo
di essere lasciata lì, ho paura di non avere il tempo
sufficiente per fissare nella memoria tanta bellezza. Esco
pensando che dovrò tornare.
Mi ero documentata per questo viaggio ma illustrazioni, filmati,
resoconti non danno che una modesta idea di quello che vado
incontrando.
Archeologia
Scopro che i siti archeologici sono la parte più visitabile
anche in carrozzina, le tombe hanno rampe, ripide ma
pur sempre rampe, i templi hanno pochi gradini e molte pedane
in legno, Karnak e Luxor hanno pochi passaggi
con dislivelli di qualche gradino; solo Kom Ombo sorge
su un'altura con una lunga scalinata per accedervi; Edfu
presenta qualche tratto del percorso su una sabbia in alcuni
punti poco battuta; File ha l'inconveniente che deve
essere raggiunto in barca ma bisogna assolutamente vederlo
considerando che dovunque gli arabi sono pronti a darti una
mano e con una buona guida e qualche mancia si possono avere
tutti gli aiuti del caso. Le piramidi si raggiungono in auto
e così Menfi e Saqqara, la sabbia non
impedisce di avvicinarsi alla sfinge abbastanza da sentirsi
"stupiti e stupidi per l'eccesso di stupore".
Gamal sconsiglia di visitare l'interno della piramide
di Cheope perché non riveste particolare interesse
e l'accessibilità è veramente difficile ma una
suggestiva tempesta di sabbia fa desistere anche i più
curiosi.
Accessibilità
Sulle strade del Cairo passano tutti, pedoni, auto,
autobus, camioncini, somarelli e cammelli, la carrozzina si
inserisce tranquillamente nel panorama e tutti vanno in un
caleidoscopico caos ordinato.
Sono invece drammaticamente assenti le infrastrutture
accessibili: la nave è su scale e scalette molto strette,
nel bagno non ci si entra, nella cabina non si gira, gli approdi
sono imprevedibili, quando va bene c'è una lunga scala
con il corrimano, quando va male scalinate sconnesse senza
corrimano, bagni per disabili non esistono (esistono dappertutto
e anche in buone condizioni per i cosiddetti normali), il
Museo del Cairo ha un ascensore che non funziona e i bagni
sono impraticabili.
L'albergo del Cairo invece risulta accessibile, con
rampa di accesso (nata per le valigie ma sempre rampa) e bagno
utilizzabile con una vasca dove sono riuscita a farmi la prima
doccia confortevole.
Gamal racconta che negli ultimi anni stanno lavorando molto
per l'accessibilità (effettivamente ho visto scivoli
davanti alle moschee e il Museo ha una bella rampa alternativa
alla scalinata dell'ingresso) ma ci vorrà ancora del
tempo perché in una metropoli come il Cairo le infrastrutture
diventino a misura di carrozzina.
Sono andata anche nel deserto, con visita ad un villaggio
nubiano: non devono averne visti molti di tipi come noi
se una ragazzina ha voluto regalarmi una bambola di legno!
Ha seguito quasi tutto il tragitto, dal villaggio alla barca
con la carrozzina trainata `a carriola' da tre volenterosi,
chiedendo informazioni su di me in uno stentato italiano.
Il suo regalo mi ha commossa.
Turismo solidale
Se ripenso al sentimento che ha accompagnato il viaggio,
emerge il senso della vacanza e della libertà e questo
lo devo ai vergheretini: ogni barriera valutata
insieme e affrontata sempre all'insegna della rapidità
e della sicurezza.
Fedele è proprio un fedele angelo custode. Presente
nei passaggi difficili per me, attento alle difficoltà
di tutti, pronto a cogliere segnali di stanchezza e a dare
il proprio sostegno senza cedimenti.
Quando i passaggi erano difficili Pino mi prendeva a cavalluccio:
così sono salita sulla feluca, ho visitato il villaggio
nel deserto, sono rientrata sulla nave in approdi particolarmente
scoscesi.
C'è da dire che Fedele e Pino sono generosi di sé
sempre e con tutti.
Va detto che spingere la carrozza è un esercizio nel
quale ogni anno i partecipanti si cimentano con entusiasmo!
Ironia
L'ironia è l'arma di difesa più utilizzata
nel gruppo e le battute vanno a 360 gradi senza sconti per
nessuno.
All'aeroporto di Bologna, appena sbarcati per il ritorno,
la Marna, 80 anni, vergheretina doc, con il suo tono affettuoso
mi ha detto : "hai visto Grazia, anche questa volta ce
l'abbiamo fatta".
Clima terapeutico
Ho scoperto che il clima egiziano ha un bell'effetto sulle
mie funzioni fisiologiche: crampi muscolari scomparsi, nessuna
emergenza idraulica, la costante abitudine a fare attenzione
al cibo mi ha salvato da inconvenienti intestinali che hanno
colpito la metà del gruppo. Ho comunque fumato il narghilè
, bevuto thè alla menta e caffè arabo senza
conseguenze.
Logistica
Organizzare un viaggio in Egitto spostandosi in carrozzina
significa prevedere soste nelle città più importanti,
Il Cairo, Luxor, Assuan e da lì fare escursioni nei
siti archeologici, disposti ad affrontare qualche disagio
e provvisti di auto e guida capace di muoversi in zone presidiate
dall'esercito, dopo l'attentato ai turisti tedeschi.
D'obbligo arrivare, meglio in aereo, fino ad Abu Simbel.
In auto ci sono circa 300 chilometri di Sahara (termine arabo
che significa "deserto occidentale").
Certo il viaggio sul Nilo, magari fino ad Abu Simbel, ha
una magia tutta speciale ma, per nostra fortuna, la magia
egiziana si incontra dovunque.
La prossima volta ho deciso : vado qualche giorno al Cairo
dove voglio tornare a visitare il Museo Egizio poi mi trasferisco
per una settimana a Sharm El Sheikh , località
balneare provvista di tutti i comforts (anche il Mar Rosso
"pare" interessante) e da qui faccio escursioni
di una giornata.
Chi viene con me?
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