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Mobilità n. 14 - Anno 3
Software didattico
Tesori nascosti
di Lina Bertini
Insegnare
non mai stata un'attività semplice: il docente deve
aggiornasi continuamente, mettere in discussione il proprio
operato. Porsi degli obiettivi minimi ma pensare in grande
e, oggi più che mai, sfruttare le potenzialità
che la tecnologia offre. Avremmo potuto proporre una semplice
recensione di un programma, ma così facendo avremmo
perso di vista l'aspetto più importante: il software
didattico è uno strumento che va maneggiato con cura
e con attenzione al contesto. Ecco perché abbiamo voluto
proporre un'esperienza diretta.
Insegno presso un Circolo didattico della provincia di Treviso.
Sono responsabile del laboratorio di informatica e il mio
incarico è quello di proporre e coordinare, in collaborazione
con gli altri insegnanti, la realizzazione di progetti interdisciplinari
che possano avvalersi di un uso sistematico del computer.
Per fare questo è disponibile un laboratorio di informatica
dotato di tredici postazioni di lavoro, tre stampanti, lo
scanner, il masterizzatore e il videoproiettore.
Alle attività di laboratorio, che si svolge con cadenza
settimanale e alle quali sono per la maggior parte interessati
gli alunni del secondo ciclo, partecipa l'intera classe, compresi
gli alunni portatori di handicap, seguiti dall'insegnante
di sostegno.
Da soli o con gli altri
Nel mio circolo, gli alunni con handicap e quelli bisognosi
di recupero e di sostegno, utilizzano già il computer,
in una situazione che però inibisce la socializzazione
dell'allievo in quanto il lavoro viene svolto in luoghi
e tempi diversi da quelli di una normale lezione che si
tiene in classe.
Le insegnanti di sostegno riferiscono che spesso, dopo un
breve periodo di entusiasmo iniziale dovuto alla novità,
agli alunni viene a noia l'uso solitario di certi software
impostati in maniera troppo rigida e ripetitiva che rischiano
oltretutto di produrre un apprendimento meccanico o per nulla
significativo.
L'esperienza del laboratorio di informatica con tutta la
classe diventa invece estremamente motivante perché
li pone in una situazione paritetica nei confronti dei compagni
di classe, con i quali possono condividere un'esperienza chiaramente
nei limiti delle loro possibilità.
Imparare giocando
A questo riguardo vorrei raccontare un'esperienza, a mio
vedere molto significativa, riguardante l'utilizzo del software
"Caccia al tesoro" di Alberto Aquilani. E'
un programma freeware, cioè di pubblico domino,
messo a disposizione dal Centro Documentazione del
Provveditorato agli studi di Treviso. E' stato proposto verso
la fine dell'anno scolastico ad una classe quarta come verifica
delle abilità acquisite su alcuni argomenti del programma
di matematica. Nella classe è inserito un alunno
con notevole ritardo nell'apprendimento logico-matematico,
che segue una programmazione differenziata e che svolge attività
di recupero individuale tre volte alla settimana.
Il progamma
Il software, progettato per l'area logico matematica e l'educazione
al suono e alla musica, si presenta come una caccia al tesoro
suddivisa in cinque livelli di difficoltà, superati
i quali si conquista finalmente il tesoro. Per accedere ai
vari livelli i bambini devono entrare in possesso delle rispettive
chiavi di accesso ottenute superando delle prove che
prevedono abilità normalmente acquisite alla fine della
terza classe elementare.
La grafica del programma (costruito su piattaforma
Ms-Dos) è molto povera, manca completamente l'animazione,
ed il commento di introduzione alle varie prove, nonché
quello di gratificazione per il risultato positivo ottenuto,
è affidato ad alcuni pupazzi disegnati che parlano
attraverso dei fumetti.
C'è da dire inoltre che, al lavoro sul computer, deve
essere affiancato quello con carta sulla quale vanno riportati
i vari risultati ottenuti negli esercizi che costituiscono
ognuno dei cinque livelli.
I tempi
Si decide che la caccia al tesoro si svolga negli ultimi
quindici minuti delle due ore settimanalmente riservate
alle attività in laboratorio. La classe viene suddivisa
in gruppi di due alunni ciascuno e ad ogni gruppo viene
lasciata la libertà di gestire il tempo come meglio
vuole, l'importante è raggiungere l'ultimo livello.
All'alunno in difficoltà, che chiamerò convenzionalmente
M., viene affiancato un compagno con il quale ha instaurato
un buon rapporto di amicizia. M. non possiede ancora gli automatismi
del calcolo relativi alla moltiplicazione e alla divisione
con numeri interi, non ha interiorizzato il valore posizionale
delle cifre, non è in grado di riconoscere il linguaggio
delle operazioni nei vari enunciati problematici.
La prova
Davanti alla prima prova M. si dimostra subito estremamente
motivato e chiede all'insegnante di leggergli lentamente
le consegne. Non incontra nessuna difficoltà a ricordare
i numeri pari e dispari, è in grado di sottrarre e
dividere (i calcoli sono ad una cifra,) ma non ricorda il
significato dei termini "differenza" e "quoziente"
e chiede il sussidiario per poterli rivedere.
Da allora, mi ha riferito l'insegnante, non ha più
dimenticato il significato di differenza. E' in grado
di impossessarsi della chiave di accesso alla seconda prova
ma dopo alcuni facili esercizi, si trova davanti ad un problema
della moltiplicazione che lo mette è in difficoltà;
l'insegnante gli suggerisce di rappresentare graficamente
la situazione e in questo modo M. arriva al risultato utilizzando
l'addizione ripetuta. L'insegnante gli fa notare che potrebbe
semplificare il tutto usando una sola operazione, la moltiplicazione,
e gli richiama altre situazioni, prese dalla vita reale, che
si prestano a questo modo più economico e quindi più
"matematico" di operare.
L'esercizio successivo, che riguarda semplici operazioni
fra centinaia, decine ed unità richiedono la sospensione
del gioco. M. riconosce i simboli in uso nel sistema posizionale
delle cifre ma non è in grado di rappresentare correttamente
le cifre. Gli viene proposto l'uso dell'abaco, per svolgere,
prima con l'aiuto dell'insegnante e poi da solo, a casa, alcune
esercitazioni sull'argomento proposto dal computer. Alla lezione
successiva M. è in grado di superare il secondo livello.
A questo punto vorrei aprire una parentesi di commento per
dire che, particolarmente in questa fase e in quella successiva,
complice la forte motivazione dell'alunno, la situazione
ha permesso l'attuazione di una efficace didattica costruttivista
in quanto, sfruttando un ambito in cui l'alunno è indipendente,
in questo caso la padronanza del concetto di migliaia, centinaia,
decine, unità, gli si è proposto un nuovo obiettivo
da raggiungere e cioè la capacità di sapersi
organizzare per eseguire correttamente dei calcoli. Tutto
questo attraverso un'interazione con l'insegnante che ha incoraggiato
la riflessione, il feedback e la promozione della generalizzazione
.
Le fasi successive
La prima prova del terzo livello funziona da verifica alle
abilità di calcolo apprese: si tratta di eseguire dei
calcoli mentali nel tempo di due minuti. M. ha la necessità
di eseguire i calcoli per iscritto ma dimostra di sapersi
organizzare. Questa capacità di autogestione
aumenta la motivazione a proseguire anche se davanti alla
prova successiva si trova in grosse difficoltà: si
tratta di una prova di logica costituita da alcuni esercizi
nei quali c'è da completare una breve sequenza di oggetti
scegliendo fra una serie di pezzi sparsi e numerati. La grafica
non è di molto aiuto per cui l'insegnante suggerisce
a M. di riportare gli oggetti disegnati su un foglio, cosa
che egli esegue volentieri, ritagliare le figure e, operando
manualmente, cercare di scoprire la logica sequenziale che
soggiace alle figure proposte. Gli viene in aiuto il compagno
con cui sta lavorando che lo fa riflettere sul perché
è opportuno fare una scelta invece di un'altra. M.
segue attentamente le spiegazioni del compagno, esegue autonomamente
il secondo esercizio, ma al terzo chiede l'aiuto dell'insegnante
perché il simbolismo utilizzato risulta per lui troppo
astratto. L'aspetto più positivo di questa fase è
stata la capacità di riflessione che M. ha messo
in atto quando gli è stato chiesto di commentare a
voce alta il perché delle sue scelte dimostrando di
saper analizzare il compito richiesto, di saper valutare e
rivedere le strategie utilizzate nel problem solving.
Risultati insperati
All'inizio della prova, l'insegnante aveva osservato che
forse l'esercizio era troppo difficile per M. perché
richiedeva una capacità logica che lui non possiede,
ma alla fine i risultati positivi hanno messo in evidenza,
come risulta da alcune ricerche, che forse gli insegnanti
tendono a fissare per gli studenti con difficoltà di
apprendimento matematico, obiettivi troppo facili mentre è
stato dimostrato che quest'ultimi hanno bisogno di sfide
più che di troppi facili successi . Il fatto di fissare
obiettivi faticosi, ma possibili, porta ad un maggiore impegno
e a rendimenti migliori rispetto agli obiettivi più
facili, tenendo però presente che l'ambiente di apprendimento
dovrebbe essere tollerante verso gli errori e premiarne la
correzione.
A caccia del diploma
A questo punto la "Caccia al tesoro" prevede delle
prove riguardanti l'educazione musicale che le insegnanti
decidono di non far svolgere in quanto vertono su argomenti
che non sono stati trattati in classe. A tutti gli alunni
viene quindi fornita la chiave di accesso per il livello successivo
che è anche l'ultimo. Sullo schermo del computer viene
visualizzata una mappa in scala 1:100 con un percorso tracciato.
I bambini, muniti di un metro, dovranno andare in cerca del
tesoro che le insegnanti hanno nascosto nel giardino della
scuola. Assieme al tesoro ci sarà anche il codice che
gli alunni dovranno immettere nel programma per aver stampato
il "Diploma di scopritore di tesori" firmato
da Indiana Jones. Naturalmente è già stata precedentemente
preparata per tutti una mappa adatta alla situazione logistica
della scuola. In quanto molto operativa, questa è stata
la fase che M. ha apprezzato maggiormente e dove si è
particolarmente evidenziato l'aspetto collaborativo con il
compagno.
M., nonostante le difficoltà di orientamento,
di organizzazione spaziale e di lateralizzazione
si dimostra molto preciso nell'utilizzare il metro, cosciente
che una misurazione errata potrebbe invalidare la ricerca.
A questo proposito l'insegnante mi fa notare che nelle misurazioni
fatte a scuola è sempre molto approssimativo ed inoltre
manifesta difficoltà nell'eseguire equivalenze all'interno
del sistema metrico decimale. La rappresentazione in scala
prevede solo la trasformazione da centimetri in metri ma,
come attività di rinforzo, insieme all'insegnante M.
trascrive la mappa utilizzando tutte le marche che costituiscono
le misure di lunghezza.
E' con grande soddisfazione che, ottenuto finalmente il
numero magico, oltre al premio scoperto in giardino, M.
ha avuto il permesso di stampare il suo diploma di "Scopritore
di tesori" .
L'uso di questo software non ha certamente risolto le difficoltà
matematiche di M. La capacità di risolvere i problemi
non è migliorata ma fra gli obiettivi sicuramente raggiunti
possiamo mettere una padronanza nell'uso dell'abaco e come
conseguenza una maggiore autonomia nel calcolo, un atteggiamento
meno passivo e una quindi migliore ritenzione dei concetti
proposti, una nuova considerazione delle proprie capacità,
un atteggiamento più positivo verso la matematica.
Funzionalità
Si potrebbe obiettare che gli stessi risultati si sarebbero
ottenuti utilizzando una caccia al tesoro su supporto cartaceo
ma il computer, a parere delle insegnanti, ha assolto queste
funzioni altrimenti non realizzabili.
Tutte la fasi del gioco, visualizzate sul monitor, e proiettate
sulla parete col videoproiettore erano visibili contemporaneamente
dall'insegnante e da tutti partecipanti e quindi si prestavano
ad analisi e commenti.Questo ha permesso di non isolare
M., ma ha gli ha dato la sensazione di far parte di un gruppo
e di poter affrontare gli stessi argomenti proposti ai compagni.
Ancora, il processo di feedback attivato dal computer
(sbagliando non si poteva avanzare nel gioco) ha provocato
in M. un processo di riflessione sull'errore ed un'autovalutazione
dei progressi ottenuti.
Infine, pur trovandosi davanti ad una grafica molto scarna
M. ha avuto la sensazione di vivere una fantastica avventura
e, come lui stesso ha riferito, ogni volta che superava un
livello, gli pareva di aprire una porta magica oltre
la quale chissà quali terribili prove lo attendevano.
Il CEDOC
Il CEDOC, Centro di Documentazione Scolastico Provinciale,
del Provveditorato agli Studi di Treviso è attivo da
una decina d'anni. Assicura sul territorio servizi di aggiornamento,
documentazione, consulenza, assistenza tecnica, biblioteca,
banca di risorse tecnologiche, attività di ricerca,
produzione di pubblicazioni multimediali e telematiche, luogo
per riunioni ed incontri.
Il centro ha anche una funzione propositiva nei confronti
delle scuole organizzando attività di educazione ambientale,
di supporto a progetti provinciali nel campo della multimedialità,
della telematica e dell'introduzione delle nuove tecnologie
nella didattica e nella disabilità.
Quest'ultimo settore si propone di contribuire ai processi
di integrazione scolastica degli alunni disabili, per mezzo
della sperimentazione e diffusione di metodologie e tecnologie
informatiche che consentano sia la riduzione di deficit e
minorazioni sensoriali, sia il recupero delle abilità
cognitive e i ritardi negli apprendimenti.
Da segnalare la raccolta di software didattico di
pubblico dominio che ormai ha raggiunto il migliaio di titoli,
con la pubblicazione di quattro Cd. L'ultimo in ordine di
tempo faceva parte del progetto "Costruiamo PRODIGI"
(Programmi Didattici e Giochi). Tale progetto è stato
reso possibile con la collaborazione del Coordinamento Provinciale
Associazioni Handicappati, della Cassamarca e dell'Amministrazione
Provinciale di Treviso.
I programmi presenti in PRODIGI sono suddivisi per aree (handicap,
linguistica, logico-matematica, grafico-artistica, tecnico-scientifica,
spazio-percettiva e programmi vari). Una maschera iniziale
permette di scegliere livello, lingua e area di appartenenza
e di trasferire il file su disco fisso dove viene poi installato
il programma. Gran parte dei programmi sono indicati per un
uso nella scuola elementare e prescolare. Altri invece sono
a livello di scuola media e superiore. Allegato al Cd viene
fornito un manuale a colori, suddiviso per area, nel quale
si trovano tutte le informazioni inerenti ai programmi. Questi
si possono anche scaricare dal sito
Internet insieme a tantissimi altri titoli.
E' in fase avanzata di realizzazione un'ulteriore raccolta
di programmi aggiornati.
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