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Mobilità n. 15 - Anno 3
Sul lago
Cuore verde d'Italia
di Roberto Vitali
Verde,
acqua, città d'arte, prelibatezze gastronomiche: che
cosa si può desiderare di più? L'itinerario
che questa volta Roberto Vitali propone ci offre tutto questo
assieme ad alcuni utili consigli per passeggiate attorno ad
un lago che può offrire qualche ora di serenità.
E allora conviene salire in auto e provare a seguirne le tracce
portando ovviamente con sé questo numero di Mobilità.
2500 anni fa sulle rive del Lago Trasimeno si è svolta
una delle più drammatiche battaglie della storia. Si
scontravano le due potenze mondiali dell'epoca: i Cartaginesi
e i Romani. [Per la cronaca: i Romani di Caio Flaminio vennero
sconfitti da Annibale. Era il 217 a. C., N.d.R.]
Potremmo cominciare con questa prima (e ultima) reminiscenza
storica dei tempi di scuola a cui nella mia memoria è
legato il nome del Lago Trasimeno. Oltre a questo non c'è
dubbio che ci troviamo ad aver varcato la soglia dell'Umbria
in quello che viene definito il "cuore verde d'Italia".
Un centro ameno
Partiamo dalla cittadina più nota, Castiglione
del Lago, dalla quale si può godere una vista dall'alto
di tutto il territorio. Infatti, l'antica cittadina è
collocata su una specie di promontorio penisola.
Il centro storico è veramente suggestivo. Potete parcheggiare
la vostra auto vicino alla porta Fiorentina (esistono
3 posti auto riservati ai disabili). Di qui una strada risale
fino alla piazza centrale. La pendenza è notevole ma
il fondo stradale è regolare, in alternativa, girando
alla vostra destra arriverete alla porta Senese che
si presenta con una strada meno ripida ma molto più
sconnessa.
In queste stradine troverete una quantità incredibile
di botteghe dove si vendono tutte le specialità enogastronomiche
della zona, quali ad esempio il salame di cinghiale,
i cojoni di mulo (si tratta di un salame insaccato
la cui forma ricorda appunto attributi equini, ma il cui ingrediente
è rigorosamente la sola carne di prosciutto di maiale),
il pecorino di Pienza, la pizza al testo (una
specie di piadina cotta sulla lastra di pietra, chiamata appunto
testo), e altro ancora.
Vi consiglio di effettuare un accurato giro di ricognizione,
dopodiché potrete lanciarvi in gustose spese con maggior
cognizione di tutta l'offerta locale.
Il mercoledì, inoltre, è la giornata in cui
si svolge il mercato del paese e potrete così
trovarvi tra tante bancarelle interessanti, comprese quelle
della gastronomia oltre a quelle di tessuti e oggetti
vari.
Sul lago
Percorrendo poi tutto il lungolago arriverete a San Feliciano,
paese da dove parte regolarmente il traghetto per l'isola
di Polvese. Si tratta di una delle tre isole, la più
importante turisticamente. Questa è infatti parte del
Parco Regionale del Trasimeno ed offre ai suoi visitatori
la flora e la fauna lacustre che qui viene protetta e studiata
su una superficie di ben 70 ettari.
Per il traghetto che collega l'isola dovrete superare uno
scalino di circa 20 centimetri per arrivare alla banchina
dell'imbarco. Vengono utilizzati due tipi di barca:
quella più piccola durante la settimana, in
particolare nei mesi invernali. Ha due gradini dallo scivolo
per accedere al ponte ed altri 5 per scendere in coperta,
il personale in servizio si è dimostrato molto disponibile
e competente nell'aiutarmi in questo imbarco.
Durante i fine settimana e di solito nei mesi estivi viene
invece utilizzata una barca più grande che il
personale di servizio mi garantisce essere accessibile. All'arrivo
oltre ai due scalini della barca non troverete altri ostacoli.
Vicino al pontile troverete un piccolo bar al quale potrete
arrivare senza particolari problemi. Sono circa 3 i km percorribili
sull'isola che si snodano su terreni generalmente compatti
ma anche in alcuni casi con salite molto ripide e sconnesse.
Consiglio il giro a bordo lago partendo dalla vostra
sinistra, rispetto al molo che lasciate alle spalle. Passerete
così a fianco del vecchio castello ristrutturato. Questo
itinerario, come del resto tutta la zona del lungolago, sia
sull'isola che sulla terraferma, si presta particolarmente
per gli amanti della bicicletta e dell'handybike.
Il locale
Questo ristorante rappresenta un pezzo di storia dello stesso
lago. Sono quattro le generazioni che si sono avvicendate
alla guida di questo locale e attualmente è gestito
da Giuseppe, figlio di Settimio, il quale negli Anni '30 ha
dato una svolta alla piccola osteria del borgo lacustre.
Alle pareti della sala da pranzo sono appese le testimonianze
di questo cammino, oltre ai trofei di caccia delle molte battute
di Settimio il quale ha cacciato anche rinoceronti in Africa
ed ovviamente i locali animali selvatici. Per questo motivo
mi sento di dire che il locale forse non è troppo indicato
per gli animalisti convinti. Oltre a questi trofei troverete
una interessante raccolta di vecchi motori fuoribordo, tutti
funzionanti come ci spiega uno dei camerieri. Sono inoltre
due gli acquari di grandi dimensioni con pesci di lago.
L'accessibilità
È situato fronte lago ed ha due scalini per entrare,
ma troverete anche uno scivolo, molto ripido, che può
condurvi direttamente in sala da pranzo ed è situato
a fianco dell'entrata principale.
Per accedere al bagno dovete superare uno scalino
di circa 15 centimetri ed una immediata svolta a destra di
90 gradi, i lavandini hanno la colonna e al wc è possibile
il solo accostamento frontale, senza peraltro avere lo spazio
per chiudere la porta.
Il personale ha dimostrato una disponibilità puntuale
nel far superare gli scalini all'ingresso ed a soddisfare
tutte le altre esigenze presentate
Il menu
Per iniziare ci portano il pane locale e la pizza al testo.
Gli antipasti sono crostini di tinca affumicata,
crostini di uova di tinca, latterini fritti, insalatina di
black bass (o boccalone). E' un antipasto abbondante ma che
non ci impedisce di proseguire di buona lena con il primo
piatto. Scegliamo le tagliatelle al pesce in terracotta.
Proseguiamo con i secondi piatti sempre a base di
pesce di lago. Ci viene consigliato infatti il tegamaccio
di pesce di lago e anguilla (tipo caciucco). Seguono i filetti
di persico e anguilla con pane arrostito.
In chiusura, anche per aiutare la digestione, ci viene servito
un sorbetto di limoncello (leggermente alcolico).
Il pranzo è stato accompagnato con del Greco di
Tufo di Mastroberardino DOC 1999 e visto che un buon
superalcolico è sempre gradito lasciamo i lidi
nostrani per un Highland Malt Whiskies Longmorn, un "torbato"
di 15 anni di notevole qualità.
Al pranzo eravamo in 5 persone e il conto procapite è
stato di 52.000 lire.
Giudizio complessivo: ottimo
Il ristorante
Da Settimio
Via Lungolago, 1 - San Feliciano sul Trasimeno
Telefono 075.8476000
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