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Mobilità n. 16 - Anno 3
Ausili
Uno sport per ognuno
di Antonio Caracciolo *
I
luoghi dove si "pratica" maggiormente sport sono
solitamente i bar, gli uffici, le aule scolastiche. Ma in
Italia la pratica di uno sport si riduce spesso ai commenti
di quello che è avvenuto sui campi da gioco. Anche
se vi sono segnali di maggior coinvolgimento nella pratica
sportiva vera e propria crediamo che la cultura dello sport
non sia ancora radicata nel nostro Paese. Questo avviene nel
quotidiano per la persona "normodotata". Immaginiamo
se chi volesse iniziare una attività sportiva fosse
una persona con disabilità. Cosa fare? A chi rivolgersi?
Quali attività è possibile praticare e come?
Negli ultimi anni si è assistito in Italia ad un costante
aumento delle persone con disabilità che si sono avvicinate
alla pratica sportiva sia amatoriale che agonistica. Il numero
degli sportivi disabili è comunque ancora molto al
di sotto di quelle che sono le percentuali del resto del Nord
Europa e dell'America del Nord.
I motivi credo siano legati alla mancanza di cultura sportiva.
Non vengono ancora riconosciuti i vantaggi psico-fisici
della pratica sportiva costante e sono carenti poi le informazioni
di base su come, con chi e dove praticare sport.
Estero e Italia
Nella maggior parte dei centri di riabilitazione esteri,
alla persona con disabilità, fin dalle prime fasi del
percorso riabilitativo, viene suggerito l'inserimento in attività
di sport-terapia.
Questi momenti sono parte integrante del protocollo riabilitativo
in vista sia di un recupero motorio che psicosociale e motivazionale.
In Italia questo non avviene ancora: solo in pochissimi
centri vengono proposte informazioni sulle opportunità
di praticare sport e ancora meno sono quelli che offrono attività
di sport-terapia. Non è forse questa la sede per ribadire
come in Italia siano ancora carenti i centri specializzati
per la cura e la riabilitazione di persone con lesione
midollare (Unità Spinali), ma è sicuramente
un punto da tenere in considerazione quando ci si chiede come
mai non raggiungiamo i livelli di altri Paesi nemmeno per
quanto riguarda lo sport.
La FISD
Per agevolare e promuovere all'avvicinamento allo sport da
parte delle persone disabili è attiva nel nostro Paese
la FISD (Federazione Italiana Sport Disabili) che aderisce
al CONI ed è presente in tutte le regioni con un Comitato
Regionale e vari Comitati Provinciali. La FISD conta circa
15.000 tesserati e 500 società sportive
affiliate.
Gli sport praticati sono tutti quelli riconosciuti dal CIO,
dall'atletica leggera al nuoto, dal ciclismo agli sport invernali
insomma, tutti possono trovare lo sport che meglio si addice
alle proprie caratteristiche psico-fisiche e ai propri interessi.
Come si diceva in ogni Regione vi è un Comitato FISD
formato dalle società sportive solitamente suddivise
per tipologia di disabilità: para-tetraplegici,
amputati, cerebrolesi, psichici, non vedenti ed ipovedenti,
e les autres (cioè tutte le disabilità non comprese).
Resta distaccato e a sé stante il Settore degli Sportivi
Silenziosi (non udenti).
Chi è interessato ad avvicinarsi ad una qualsiasi
attività sportiva può far riferimento a questi
Comitati o direttamente alla Sede FISD Nazionale.
Gli sport
Per poter praticare una certa disciplina è importante
utilizzare degli strumenti (ausili) idonei ad ottenere risultati
proporzionati allo sforzo e che garantiscano il massimo
di sicurezza all'atleta.
Non sempre questi ausili sono necessari: vanno individuati
in base allo sport ed alla tipologia di disabilità.
È importante procedere ad un'attenta valutazione al
fine di creare la massima sinergia tra la persona e l'attrezzo.
Un altro requisito importante è una corretta ed adeguata
preparazione fisica. Ogni società sportiva dovrebbe
contare su preparatori specializzati, in grado, oltre che
di consigliare la disciplina più idonea, anche di impostare
la preparazione atletica.
Gare in linea
Le varie discipline dell'atletica leggera vengono praticate
in campi con caratteristiche tecniche regolamentari come da
regolamento FIDAL (Federazione Italiana di Atletica Leggera).
Le gare in linea vanno dai 100 metri sino alla maratona.
Per queste discipline è fondamentale l'utilizzo di
particolari carrozzine che consentano a persone con disabilità
agli arti inferiori (para/tetraplegia, amputazione, poliomielite
ecc.) di praticarle. Solitamente le carrozzine impiegate
sono a tre ruote, due più grandi posteriori
(26"- 27"- 28") ed una anteriore (16"-18"-20").
Il telaio, particolarmente allungato, è costituito
da materiali quali titanio, carbonio e leghe composite che
garantiscono caratteristiche di leggerezza (attorno
agli 8 Kg) ed allo stesso tempo di notevole robustezza.
Le misure della carrozzina dovranno essere proporzionate a
quelle dell'atleta che la utilizzerà.
La posizione di spinta è molto raccolta con
le ginocchia molto vicine al tronco e le gambe flesse sotto
il sedile.
Al telaio è abbinato un piccolo manubrio che
permette di regolare l'angolo di sterzata a seconda del tipo
di gara che si sta effettuando (in pista o su strada).
La tecnica di spinta è molto particolare e per garantire
il massimo del rapporto spinta potenza sviluppata si
utilizzano guanti e corrimani di spinta con coefficienti di
attrito molto elevati (gomma, resine ecc.). I guanti di
spinta sono spesso "confezionati" artigianalmente
e direttamente sulla mano dell'atleta per garantire il massimo
della personalizzazione.
I lanci
Anche per questa specialità vi è la necessità,
per chi non riesce a sostenersi sulle proprie gambe di utilizzare
delle sedute che garantiscano stabilità e il
massimo della potenza sviluppata nella fase di lancio.
In questo caso il tipo di seduta viene solitamente personalizzato
da chi effettua il lancio in base alle sue caratteristiche
fisiche. La seduta verrà poi fissata saldamente alla
piattaforma di lancio tramite appositi tiranti.
Nuoto
Questo sport è forse l'unico in cui non vi è
necessità di usare ausili nemmeno da parte di persone
con grave disabilità. Importante, anche in questo caso,
un adeguato avviamento ed una idonea preparazione atletica
per poterlo praticare in assoluta sicurezza e per ottenere
risultati soddisfacenti.
Spesso il nuoto è limitato non tanto dalle difficoltà
dell'atleta, ma dalla inadeguatezza degli impianti:
la presenza di barriere architettoniche che impediscono o
ne rendono difficoltosa o impossibile una loro fruizione.
Sci nautico
Un particolare ausilio, costituito da un piccolo sedile
montato su uno sci d'acqua, consente anche alle persone con
una disabilità che non consente un valido sostegno
da parte degli arti inferiori di dedicarsi allo sci nautico.
Vela
In questo caso la necessità non è tanto quella
di utilizzare ausili particolari ma di rendere l'imbarcazione
accessibile sia per quel che riguarda la fruizione
della cabina che della accessibilità del ponte di manovra.
Alcune imbarcazioni sono state rese fruibili installando a
bordo sollevatori per l'accesso in coperta e sedili scorrevoli
per poter effettuare le manovre sopra coperta.
Canoa
La difficoltà nell'approcciarsi a questo sport è
soprattutto per persone con disabilità che compromettono
anche il controllo del tronco e l'uso degli arti superiori.
In questo caso vi sarà la necessità di apportare
modifiche al sedile tali da consentire una adeguata stabilizzazione
del tronco e un adattamento della pagaia per permettere una
valida impugnatura anche da parte di chi non ha una presa
valida a livello delle mani. Naturalmente in questi casi si
dovranno individuare specchi d'acqua particolarmente tranquilli
per garantire la massima sicurezza.
Tiro con l'arco
È l'unico sport in cui le persone disabili possono
gareggiare insieme a quelle normodotate. Per la pratica
di questa attività sportiva valgono i regolamenti della
FITARCO (Federazione Italiana Tiro con l'Arco). Le persone
con disabilità possono utilizzare un sistema di seduta
(carrozzina) nel caso in cui non riescano a mantenere autonomamente
la stazione eretta ed ausili che permettono di tenere l'arco
nella posizione di puntamento e di lancio della freccia.
Anche questi sono ausili che l'atleta si confeziona su misura
in base alla sua disabilità, alle sue potenzialità
motorie residue e al suo modo di tirare.
Quello che viene maggiormente utilizzato da persone con difficoltà
anche agli arti superiori (tetraplegia) è un fissaggio
dell'arco alla mano di sostegno ed un sistema di tiraggio
e rilasciamento della corda per permettere il lancio della
freccia nella direzione ed al momento voluti. Questa soluzione
può essere costituita da un manicotto in cuoio o altro
materiale infilato nel braccio che tenderà la corda.
Questo manicotto, applicato sulla parte palmare, dovrà
disporre di un uncino in metallo che svolgerà la funzione
di presa e rilasciamento della corda. Il tipo di arco, la
potenza di tiro ed altre caratteristiche proprie dell'attrezzo
verranno scelte dall'atleta in base alle sue modalità
di tiro.
Tennis tavolo
Persone con disabilità agli arti inferiori (paraplegia,
amputazione, poliomielite ecc.) possono praticare questo sport
utilizzando delle carrozzine. Il regolamento di gioco, salvo
qualche piccola variazione, ed i campi da gioco devono rispettare
le normative FITeT (Federazione Italiana Tennis Tavolo).
Qualche difficoltà potrebbe porsi se l'atleta ha anche
difficoltà di presa, vista l'importanza durante
le fasi di gioco di avere sempre ben salda la racchetta in
mano. In questi casi si dovranno adottare ausili che sostituiscano
la presa non valida. Questi possono variare anche di molto
a seconda di come la persona preferisce impugnare la racchetta.
Alcune persone utilizzano un guanto con applicate delle strisce
di velcro che vanno a contatto con altre strisce applicate
al manico della racchetta, altre utilizzando del materiale
termoplastico, modificano l'impugnatura adattandola alla propria
mano. Questi sono solo due esempi ma vi sono anche altri sistemi
per garantire una presa valida della racchetta.
Scherma
Per tirare di scherma è necessario utilizzare tutta
l'attrezzatura e gli strumenti previsti dalla
Federazione Scherma al fine di garantire la massima sicurezza
degli atleti i quali si fronteggiano seduti su delle carrozzine
ben ancorate ad una apposita piattaforma.
Tennis
I regolamenti applicati nel tennis per disabili sono quelli
della FIT (Federazione Italiana Tennis) con l'unica differenza
che i giocatori in carrozzina possono prendere la pallina
anche dopo il secondo rimbalzo nel proprio campo.
Le carrozzine utilizzate sono modelli molto "tecnici"
con caratteristiche del telaio particolari. Oltre ad essere
di peso molto contenuto, dai 6/8 Kg, il telaio è solitamente
caricato su due ruote grandi posteriori ed una anteriore molto
piccola per garantire il massimo della maneggevolezza nella
fase di spinta. Sempre per assicurare la massima scorrevolezza
e sicurezza le ruote posteriori hanno un angolo di campanatura
accentuato tale da garantire una buona stabilità anche
quando vengono fatti rapidi movimenti laterali.
Sci nordico
L'utilizzo di ausili per praticare questo sport è
fondamentale nei casi in cui non vi è un sufficiente
sostegno degli arti inferiori. Vengono utilizzati particolari
sedili sotto cui vengono fissati dei normali sci da fondo.
Il tipo di sedile varia a seconda del tipo di sciata e di
caratteristiche fisiche dell'atleta e dovrà essere
a misura dello sciatore. Per potersi spingere si utilizzano
dei bastoncini del tutto simili a quelli di chi scia in piedi
e grazie alla forza delle braccia si possono percorrere tutti
i tipi di pista possibilmente dotate di binari (tecnica
classica) con pendenze non elevate e senza contro pendenze
laterali. Poiché la spinta per avanzare è esclusivamente
a carico degli arti superiori e del tronco sarà importante
che l'atleta abbia una discreta forza muscolare ed
un buon allenamento onde evitare di trasformare una
attività rilassante e piacevole in una inutile sofferenza.
Sci alpino
Questo sport, molto diffuso nei paesi d'Oltrealpe, da qualche
anno ha iniziato a diffondersi anche in Italia. Come per lo
sci nordico è necessario, per chi non può utilizzare
gli arti inferiori, dotarsi di un apposito ausilio, il mono-ski.
Questo ausilio è composto da un guscio con ammortizzatore
che viene agganciato ad un normale sci e da due stabilizzatori
che consentono di mantenere la posizione durante la discesa
facendo le funzioni che fanno i bastoncini nella persona in
piedi.
Il guscio dovrà essere delle misure dello sciatore;
assicura la stessa funzione dello scarpone nella persona deambulante:
trasmettere cioè, il movimento direttamente allo sci
senza nessun tipo di dispersione. Come per lo sci nordico,
il carico di lavoro è concentrato sugli arti superiori
e sul tronco ed è pertanto importante che queste due
parti siano valide sia da un punto di vista della motilità
che della forza.
Con questi ausili e con un adeguato addestramento, è
possibile percorrere qualsiasi tipo di pista e utilizzare
tutti gli impianti di risalita: ski-lift, seggiovie, funivie.
Nel caso in cui lo sciatore avesse difficoltà nell'uso
degli arti superiori si può utilizzare un ausilio,
il bi-ski, che essendo dotato di due sci garantisce
una maggior stabilità durante la discesa diminuendo
il carico di lavoro degli arti superiori e del tronco. Con
questo ausilio si dovranno però valutare con maggiore
attenzione quali piste percorrere non avendo la stessa praticità
di utilizzo del mono-ski.
Basket
E' sicuramente uno tra gli sport più spettacolari
sia per chi lo pratica che per chi vi assiste. Anche in questo
caso è necessario l'utilizzo di carrozzine con caratteristiche
tecniche tali da abbinare alla maneggevolezza, per consentire
spostamenti rapidi, la stabilità, per evitare, per
quanto possibile, cadute e la robustezza visti i frequenti
contatti, anche violenti, durante le concitate fasi di gioco.
Le carrozzine solitamente utilizzate sono a telaio rigido,
con ruote posteriori con un angolo di campanatura molto accentuato,
con protezione dei raggi e con ruote posteriori antiribaltamento.
Hockey
Questo sport può essere praticato sia su ghiaccio
che su campi di gioco. Sul ghiaccio vengono utilizzati appositi
seggiolini sotto cui sono applicate delle lame per scivolare
e che vengono mossi grazie a due bastoncini che l'atleta impugna,
il piattello viene lanciato utilizzando gli stessi bastoncini.
L'hockey può essere praticato anche da persone con
gravi disabilità utilizzando carrozzine elettriche
a cui sono apportate apposite modifiche per permettere il
movimento del piattello. I campi da gioco utilizzati sono
solitamente quelli da basket.
Rugby
Molto diffuso all'estero, viene praticato da persone con
tetraplegia utilizzando carrozzine manuali molto leggere e
robuste. Per facilitare la presa alcuni atleti utilizzano
dei guanti personalizzati e per garantire una buona stabilità
del tronco, delle fasce che permettono di fare corpo unico
con lo schienale della carrozzina.
Easy bike
Il cicloturismo, anche questo molto praticato all'estero,
ha spinto persone con disabilità a richiedere e inventare
ausili che permettono di svolgere questa attività che
di fatto si avvicina molto al ciclismo.
I modelli di easy bike utilizzati sono molto vari
tra loro ma il principio comune a tutti è quello che
permette di trasmettere il movimento alle ruote utilizzando
la forza delle braccia e non quella delle gambe.
Sumo
Questo sport, praticato prevalentemente negli Stati Uniti,
dove esiste un circuito di gare con relativo campionato, vede
affrontarsi due atleti, seduti su carrozzine molto particolari,
al centro di un cerchio disegnato a terra da cui devono
cercare di far uscire l'avversario. I due atleti sono posizionati
inizialmente uno di fronte all'altro e solo con la spinta
della carrozzina devono cercare di spostarsi fuori dal campo
di gara.
Subacquea
Come per il nuoto anche in questo sport non è praticamente
necessario utilizzare nessun tipo di ausilio se non, in certi
casi, una maggiorazione della zavorra.
Non vedenti
Questi illustrati sono solo alcuni degli sport, forse i più
diffusi in Italia, che una persona con disabilità motoria
può scegliere.
Alcuni di questi stessi sport possono essere praticati anche
da persone con limitazione della vista: non vedenti
o ipovedenti.
In questi casi saranno necessari altri accorgimenti non più
legati ad una attrezzatura particolare, ma ad una seconda
persona (guida) che dovrà condurre l'atleta durante
le fasi della attività sportiva.
In alcuni sport la guida è fisicamente a contatto
con l'atleta non vedente ad esempio per mezzo di una cordicella
(gare su pista, subacquea), in altri la guida precede l'atleta
e a voce, con indicazioni standard, dà le indicazioni
indispensabili per l'atleta (ad esempio, sci nordico, sci
alpino).
In altri sport si utilizzano invece segnali acustici
per permettere all'atleta di rendersi conto di quello che
sta succedendo intorno a lui (ad esempio vela, sci nautico,
torball).
Anche in questo caso, vista la specificità e la particolarità
delle situazioni è importante che chi svolge la funzione
di guida sia preparato tecnicamente per garantire sia i risultati
agonistici migliori, ma soprattutto la massima sicurezza per
l'atleta ipo o non vedente.
Conclusioni
Come già più volte detto vista la specificità
e la particolarità delle situazioni che si possono
presentare nel momento della scelta di uno sport e poi della
sua pratica, è consigliabile rivolgersi ed "affidarsi"
a tecnici competenti.
La FISD con le sue Federazioni presenti su tutto il territorio
Nazionale è sicuramente il primo referente per poter
avere informazioni su dove, come e con chi intraprendere una
certa attività sportiva. I riferimenti della FISD sono
i seguenti:
Federazione Italiana Sport Disabili
Stadio Olimpico, lato Curva Nord - 00185 - Roma
Centralino 06.36857099 Segreteria Generale 06.36857096 Fax
06.36857778
Sito Internet - www.fisd.it
* Terapista della riabilitazione del Servizio Consulenza
Ausili del SIVA (Servizio Informazione Valutazione Ausili).
Fondazione Don C. Gnocchi - ONLUS - Milano
Corso di sci alpino
Il Centro Informa organizza, ormai da più di
dieci anni, in collaborazione con la Scuola Sci di Cortina
d'Ampezzo, corsi specifici per il perfezionamento e lo sviluppo
degli sport invernali ed in particolare dello sci. Visti i
risultati positivi raggiunti, anche per la prossima stagione
invernale l'associazione propone, nel comprensorio di Cortina
d'Ampezzo, un Corso di sci alpino dall'11 al 16
gennaio 2002. Per iscriversi al corso di primo livello
con monosci per principianti è indispensabile la presenza
di un accompagnatore che abbia dimestichezza con lo sci. La
giornata tipo prevede un'uscita al mattino sulle piste con
esercizi di presciistica per riscaldamento e discesa, una
sosta per il pranzo per proseguire ancora con l'attività
sciistica. Al rientro in albergo, visione delle riprese video
effettuate durante la giornata e "pantagruelica"
cena. Si alloggerà a Cortina d'Ampezzo (BL) presso
l'Hotel Europa (4 stelle) - Corso Italia, 207.
Per informazioni e prenotazioni (che devono pervenire preferibilmente
entro il 20 dicembre 2001) rivolgersi a: Associazione Centro
Informa, responsabile: Lucia Basana, Via Monte Cervino,
11 - 30030 Favaro Veneto (Ve). Telefono cellulare 340.6767439,
fax 041.630310. (a.c.)
Il presente articolo è di
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