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Mobilità n. 17 - Anno 3
Abitare
Padroni in casa propria
di Fabrizio Mezzalana
Qualcuno
ci dirà che ne parliamo troppo; altri, molti di più,
ci diranno che ne parliamo troppo poco. Affrontiamo ancora
una volta il tema che i tecnici chiamano "impianti di
sollevamento", più banalmente: come riuscire passare
da un piano all'altro se si è disabili o anziani. Come
sempre l'Autore, non presenta solo le soluzioni progettuali,
ma anche e soprattutto il percorso decisionale che non riguarda
solo questioni tecniche. L'obiettivo è come sempre
l'autonomia ed essere realmente padroni della propria casa.
Nei numeri precedenti abbiamo illustrato tre progetti personalizzati
che riguardavano aspetti critici dell'accessibilità
domestica: il bagno e la cucina. Che fare invece quando il
primo problema è entrare e raggiungere tutti gli ambienti
della casa? Le abitazioni raggiungibili direttamente dal piano
terreno sono oggettivamente poche. Gradini, rampe di scale,
mancanza di ascensori o cabine troppo piccole sono gli ostacoli
più comuni che si incontrano quotidianamente. Inoltre,
dagli anni '80 in poi, sono sempre di più le famiglie
che vivono in abitazioni che si sviluppano su più piani:
villette a schiera, bifamiliari ecc.
Ricercare le soluzioni
Anche Cinzia, insegnante, madre di due figli adolescenti
vive in una casa su tre piani senza ascensore.
Cinzia è affetta da sclerosi multipla e, alcuni mesi
fa, si rivolse al Centro per l'Autonomia per risolvere i problemi
di accessibilità in casa.
Cominciammo come al solito dal rilievo che ci confermò
le prime impressioni avute "leggendo" la planimetria:
anche in questo caso non esisteva "la soluzione"
ma "le soluzioni". L'ampiezza e la conformazione
delle scale, il loro posizionamento rispetto allo schema distributivo
dell'abitazione, lo spazio a disposizione nel giardino, permettevano
diverse soluzioni tecniche con differenti costi
e sensibili differenze nella facilità di fruizione.
Decidemmo di prenderci il tempo necessario per analizzarle
tutte comparandone costi e benefici.
Dopo aver redatto un progetto che prevedeva diverse soluzioni
passammo ad analizzare le alternative.
Le ipotesi tecnicamente possibili erano: il montascale, la
piattaforma elevatrice, l'ascensore.
Vagliare le ipotesi
Per la prima ipotesi vennero richiesti due o tre preventivi
a diverse ditte specializzate alle quali venne chiesto di
specificare in forma scritta, oltre al costo e al modello,
le dimensioni massime della pedana e la luce libera di passaggio
che sarebbe rimasta lungo le scale a dispositivo inattivo.
Il montascale infatti si muove lungo un binario che segue
la conformazione della scala e che, per usarlo, occorre aprire
la pedana sulla quale sale la carrozzina. Le dimensioni specificate
sui preventivi furono messe a confronto con gli ingombri della
carrozzina.
Sottolineo l'importanza di conoscere le dimensioni della
pedana prima di assumere qualsiasi decisione perché
non sono pochi i casi in cui, dopo aver installato un montascale,
ci si è accorti che la pedana era troppo piccola per
la carrozzina!
Al contempo bisogna valutare anche l'ingombro del montascale
a "riposo": potrebbe infatti, in caso di guasto,
impedire di transitare con la propria carrozzina (aiutati
da terzi).
Cinzia fece preparare anche alcuni preventivi per l'installazione
di una piattaforma elevatrice: in questo caso le indicazioni
sulle dimensioni e sulla collocazione della piattaforma elevatrice
le abbiamo fornite noi alle ditte interpellate, calcolando
le dimensioni della carrozzina e quelle di un eventuale accompagnatore.
Le stesse dimensioni sono state fornite per il preventivo
dell'ascensore. Per quest'ultimo ci siamo orientati per un
impianto oleodinamico, porte scorrevoli automatiche
e pulsantiera a "sfioramento".
A questo punto tutte le carte erano sul tavolo e procedemmo
all'analisi costi/benefici (si veda il box di sintesi).
Costi, iter amministrativi, plusvalore
I costi maggiori sono quelli dell'ascensore. Il montascale,
oltre a risultare il più economico dei tre dispositivi,
non necessita di autorizzazioni edilizie obbligatorie come
per gli altri due che possono aumentare la cubatura - sia
pure tecnica - della casa. Con ascensore e piattaforma elevatrice
aumentano i lavori edili o di carpenteria, mentre il
montascale viene più semplicemente montato negli spazi
già esistenti delle scale. Nel nostro caso per i primi
due sistemi - ascensore e piattaforma è necessario
ampliare i pianerottoli di "sbarco" ai piani, mentre
per il montascale è sufficiente garantire lo spazio
per la rotazione della pedana nelle curve (si veda l'illustrazione).
Sul lungo periodo però la spesa per il montascale
risulta "a fondo perduto" mentre quella sostenuta
per gli altri due dispositivi aumenta il valore dell'immobile.
È ragionevole pensare di pagare di più una casa
su tre piani con ascensore o piattaforma elevatrice anche
per chi non ha alcuna disabilità motoria. Non così
per il montascale che può essere apprezzato solo da
un eventuale acquirente con disabilità o difficoltà
motoria.
Capacità e facilità di utilizzo
Fin qui le considerazioni economiche. Passammo quindi a mettere
in relazione le modalità di utilizzo dei tre
sistemi con le capacità attuali e, su un periodo più
lungo, potenziali di Cinzia.
Ad oggi Cinzia sarebbe in grado di utilizzare autonomamente
tutti i sistemi considerati. Ricordiamo brevemente che per
utilizzare l'ascensore basta entrare e sfiorare il pulsante
del piano prescelto, visto che le porte sono automatiche.
Con la piattaforma elevatrice occorre essere in grado di aprire
la porta al piano, entrare e schiacciare il pulsante del piano
scelto per tutta la durata della corsa. Anche il montascale
è ad "omopresenza" (occorre cioè tenere
pigiato un pulsante o una leva per tutto il tragitto) ed inoltre
deve essere aperto - abbassata la pedana e i maniglioni -
e richiuso per lasciare la scala sgombra.
Cinzia considerò i tre sistemi non più sotto
l'esclusivo ambito economico, peraltro importantissimo, ma
anche riflettendo che, sul medio-lungo periodo, non
aveva la certezza di essere in grado di fare ciò che
oggi riusciva a compiere in piena autonomia.
Nel caso di un deterioramento del suo stato di salute, la
soluzione del montascale avrebbe comportato l'utilizzo con
l'aiuto di una seconda persona e anche questo è un
"costo" che è opportuno considerare prima
di scegliere.
La scelta
Alla fine di questo attento processo di analisi Cinzia ha
fatto la sua scelta: ha fatto istallare una piattaforma
elevatrice dopo una lunga ed attenta riflessione alla
quale hanno partecipato tutti i membri della sua famiglia.
Questo non significa che la scelta di Cinzia sia valida per
tutti, in quanto, come abbiamo visto, l'aspetto tecnico è
solo un tassello della risoluzione del problema.
Ciò che dovrebbe valere per tutti è il metodo:
analizzare tutti i possibili aspetti (tecnico, economico,
funzionale ecc) metterli in relazione con le proprie esigenze
e peculiarità (la patologia, il tipo di ausilio, la
rete assistenziale, la situazione economica e quella familiare)
ed infine scegliere, ma almeno in modo consapevole.
Per chiudere accenniamo brevemente ad un aspetto di non secondaria
importanza per chi affida la propria autonomia ad un meccanismo:
l'assistenza tecnica.
I montascale e le piattaforme elevatrici, come tutte le macchine,
possono guastarsi; a quel punto si perde temporaneamente l'autonomia
raggiunta negli spazi domestici e nell'entrare ed uscire di
casa. Quanto "temporaneamente"? Questo dipende dalla
rete di assistenza clienti della ditta che ha istallato
il dispositivo e dal vostro contratto di assistenza e manutenzione.
È consigliabile sempre conoscere i termini di assistenza
(costi e tempi) in fase di analisi dei vari dispositivi e
delle ditte interpellate: la capacità del mercato di
offrire prodotti e servizi all'altezza delle aspettative dipende
anche dalle richieste del cliente e dalla sua capacità
di scelta.
Una sintesi poco molto
| |
Ascensore |
Piattaforma Elevatrice |
Montascale |
| Facilità d'utilizzo |
· · · · |
· · |
· |
| Facilità e velocità d'istallazione
|
· |
· · |
· · · · |
| Costo |
· · · · |
· · · |
· · |
| Autorizzazione edilizia |
Sì |
Sì |
No |
| Incremento del valore della casa |
Sì |
Sì |
No |
Il Centro per l'Autonomia
Il Centro per l'Autonomia è un servizio territoriale
ideato e gestito dall'Associazione Paraplegici di Roma e del
Lazio in convenzione con la Asl Rm C di Roma - Regione Lazio.
Si occupa del reinserimento dei lesionati midollari ricoverati
presso l'Unità Spinale Unipolare del CTO di Roma ed
estende i propri servizi a tutti gli utenti con disabilità
che si rivolgono ad esso.
La finalità del Centro è il raggiungimento
del massimo grado di autonomia attraverso la pianificazione
di un percorso personalizzato che analizzi e tenga presente
tutti gli aspetti della persona.
Il Servizio di Progettazione Accessibile
In particolare il Servizio di Progettazione Accessibile del
Centro per l'Autonomia ha come obiettivo principale il raggiungimento
del massimo livello di autonomia nella comoda e sicura utilizzazione
degli spazi domestici o lavorativi delle persone con disabilità.
Il Centro per l'Autonomia è in Via G. Cerbara, 20
a Roma (00147).
Telefono e fax 06.51604253
In internet: www.centroperlautonomia.it
Email: f.mezzalana@centroperlautonomia.it
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