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Mobilità numero 19

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Mobilità n. 19 - Anno 4

Ausili

Le carrozzine superleggere

di Antonio Caracciolo*

Carrozzina pieghevoleLa carrozzina finisce spesso per rappresentare il simbolo della disabilità, tanto da essere considerata, da superficiali ed improvvisati analisti, come il marchio di una sventura. E invece è lo strumento per riprendersi una buona parte di quell'autonomia che si pensava perduta. Per questo è importante sceglierla bene e l'unico modo per farlo è informarsi e provarla. In questo numero, con l'aiuto di Antonio Caracciolo, parliamo di una famiglia particolare di carrozzine, quelle superleggere.

Spesso quando si parla di carrozzine la prima richiesta che viene rivolta a chi deve consigliare il modello più idoneo, è che sia leggera, anzi "molto leggera" e maneggevole, sia per l'utente che per gli eventuali accompagnatori. Naturalmente oltre che leggera la carrozzina dovrebbe essere anche resistente, comoda da caricare in auto e facilmente gestibile in tutte le situazioni della quotidianità.

Altro fattore, spesso il più importante per chi avanza queste richieste, è che il costo sia contenuto o che sia il più vicino possibile a quello rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale.

Ora mettere insieme tutte queste richieste non sempre è possibile.

Leggerezza

Iniziamo dal peso e utilizziamo quale parametro ciò che viene indicato dal Nomenclatore Tariffario delle Protesi: "(...) peso massimo in assetto 13 Kg".

In primo luogo si deve considerare che una carrozzina, per essere utilizzabile, deve disporre di un telaio, un sedile, uno schienale, tre o quattro ruote, un sistema di protezione degli abiti ed una pedana poggiapiedi. Poiché tutto ciò ha un peso quello che farà la differenza, tra un modello ed un altro, saranno i materiali con cui è realizzato il telaio ed il tipo stesso di telaio.

Per quel che riguarda i materiali questi possono essere più o meno "nobili" e di conseguenza più o meno leggeri e robusti. Direttamente proporzionale in questo caso è il costo finale della carrozzina in riferimento ai materiali con cui è realizzato il telaio.

Il telaio

Spondina salva abitiUn altro fattore che determina il peso di una carrozzina è il tipo di telaio.

Le due grandi famiglie si differenziano fra telaio pieghevole e telaio rigido. In questo caso la diminuzione del peso è data dal minor impiego di materiali nelle carrozzine a telaio rigido a fronte di un utilizzo di materiali più sofisticati.

Altri fattori che determinano l'aumento o la diminuzione del peso complessivo di una carrozzina sono: le spondine, che possono essere o dei semplici proteggi abiti, a volte in plastica o alluminio, o i classici braccioli magari regolabili in altezza ed estraibili e le pedane poggiapiedi che possono essere uniche fisse o doppie estraibili. A seconda di ciò che si vorrà o dovrà scegliere il peso complessivo potrà variare anche di molto.

Altri supporti

Stiamo ovviamente parlando di carrozzine "nude" cioè senza quegli ausili utili per il mantenimento di una postura corretta e per evitare l'insorgenza di danni secondari (schienali posturali, cuscini antidecubito). Anche altri ausili hanno un loro peso che andrà comunque considerato quando si valuterà il peso complessivo della carrozzina.

Tornando però alla carrozzina l'incidenza sul peso dei materiali utilizzati è a volte notevole: si passa dagli 8 Kg di una carrozzina a telaio rigido al titanio ai 12 Kg di una pieghevole in lega di alluminio. All'interno di questo range vi sono varie possibilità di scelta a seconda delle varie tipologie di utenza e di necessità. Come diversificati sono i pesi altrettanto lo sono i prezzi che vanno dai 4.500.000 ai 2.800.000 di Lire.

Attenzione però che spesso ciò che determina la minore o maggiore maneggevolezza di una carrozzina non è tanto il peso quanto altri fattori che sovente non vengono considerati oppure a cui non si presta particolare attenzione. Vediamoli.

L'assetto

L'impostazione dell'assetto: una maggiore o minore inclinazione della carrozzina è un fattore determinante per renderla più o meno maneggevole sia per chi si autospinge sia per l'eventuale accompagnatore. Il grado di inclinazione si può variare agendo sia sulle ruote posteriori, alzandole o abbassandole, sia su quelle anteriori anche in questo caso variandone l'altezza.

Quando si imposta l'assetto della carrozzina si dovrà prestare molta attenzione al grado di inclinazione che si andrà a realizzare: maggiore è l'inclinazione più il baricentro è spostato posteriormente, di conseguenza la carrozzina diventa molto maneggevole ma perde molto in stabilità. È molto più facile ribaltarsi cioè cadere posteriormente. Altro parametro da considerare è la distanza tra il centro della ruota posteriore e la ruota anteriore "passo"; in questo caso maggiore è la distanza tra le ruote più l'assetto della carrozzina è stabile ma per contro risulterà meno maneggevole da condurre.

Le ruote

Questo è un altro fattore che determina le maggiore o minore maneggevolezza: a seconda del tipo di ruote e copertoni che si utilizzeranno la carrozzina scorrerà sul terreno meglio o peggio.

Per quel che riguarda le ruote anteriori più sono piccole e piene e maggiore sarà la facilità di manovra, in particolare su terreni lisci e senza asperità. Per contro potrebbe esserci il rischio, se non si presta attenzione, che in caso di uso su terreni accidentati o con ostacoli, che le ruotine si "piantino" con relativo rischio di cadute anteriori.

Anche per le ruote posteriori si potrebbero utilizzare ruote piene, in questo caso la scorrevolezza sarebbe buona ma la carrozzina, nel suo complesso, diventerebbe molto "rigida" non essendoci più la camera d'aria che ammortizza.

Questa soluzione non è quindi sempre consigliabile mentre potrebbe essere opportuno utilizzare copertoni lisci o con poco battistrada e camere d'aria ad alta pressione di gonfiaggio; così facendo si mantiene una buona scorrevolezza senza che la carrozzina diventi troppo "dura".

La manutenzione

Tutte le parti che permettono lo scorrimento delle ruote devono essere costantemente mantenute in buono stato onde evitare sia attriti eccessivi che rotture.

In particolare si dovranno tenere ben puliti i cuscinetti sia delle ruote anteriori che di quelle posteriori ed i relativi mozzi. Anche la pressione delle camere d'aria dovrà essere sempre controllata ed essere quella indicata dal produttore.

Queste sono solo alcune indicazioni "tecniche" a cui prestare attenzione quando si andrà a scegliere una carrozzina "superleggera". Da qui a definire quale dovrà o potrà essere il modello più idoneo per una certa persona o situazione non è cosa che si può risolvere né consultando un catalogo né leggendo questo articolo.

Come già detto in altre occasioni, e forse per questo ausilio ancor di più, fondamentale dovrà essere una prova utilizzando possibilmente più modelli già con caratteristiche il più vicino possibile a quelle che saranno poi le definitive. In questo caso si potrà vedere e provare se la leggerezza e la maneggevolezza sono quelle desiderate e non solo immaginate.

La fornitura

Il Nomenclatore Tariffario propone una definizione per la "carrozzina ad autospinta con due mani sulle ruote posteriori pieghevole o a telaio rigido riducibile superleggera".

"Caratteristiche: struttura in materiali compositi (carbonio e/o kevlar) o leghe superleggere ad altissima resistenza; schienale e braccioli estraibili o pieghevoli; pedana unica o doppia estraibile; due ruote grandi a gommatura pneumatica diametro massimo 650 mm ad estrazione rapida con anello corrimano in alluminio o nylon e due ruote piroettanti diametro massimo 200 mm; forcelle anteriori con inclinazione regolabile; sedile con larghezza tra 34 e 45 cm; peso massimo in assetto di uso Kg 13; garanzia non inferiore a 24 mesi."

Lo stesso Nomenclatore precisa anche a chi può essere erogata la carrozzina superleggera.
"È indicata per adulti invalidi e minori di anni 18 non deambulanti che svolgono una intensa attività esterna (è alternativa alle altre 12.21.06)."

 

*Terapista della Riabilitazione del Servizio Consulenza Ausili del SIVA (Servizio Informazione Valutazione Ausili). Fondazione Don C.Gnocchi -ONLUS- Milano

Marzo 2002

 

 

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