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Mobilità n. 19 - Anno 4
Tutela legale e patrimoniale
Un sereno futuro
Presentiamo un servizio - innovativo nel panorama italiano - di tutela legale e patrimoniale. Ai profani possono apparire come oscure pratiche che si consumano negli studi notarili o di qualche consulente finanziario. Altri ancora possono vivere con ansia termini quali: "interdizione", "inabilitazione", " sostituzione fidecommissaria". Ma, come abbiamo sottolineato più volte, solo le cose che non conosciamo ci spaventano, e solo quelle che conosciamo possono diventare una risorsa. Dal prossimo numero di Mobilità affronteremo questi aspetti nella loro concretezza proprio grazie alla collaborazione con il servizio che presentiamo in questo articolo.
I progressi della scienza medica ed una maggiore attenzione alla prevenzione hanno contribuito ad elevare notevolmente l'età media delle persone con disabilità. Anche l'evoluzione culturale e sociale hanno migliorato la qualità della vita delle persone con disabilità, ma al contempo si sono evidenziati problemi fino a qualche decennio fa ignoti.
Fra questi è particolarmente motivo di ansie e preoccupazioni il cosiddetto "dopo di noi". "Che ne sarà di nostro figlio quando noi non ci saremo più?" "Come posso tutelare il futuro di mio figlio"?
La domanda di un servizio di tutela legale nasce per rispondere a queste esigenze sempre più definite e crescenti: avere indicazioni serie, affidabili e certe, relative alle problematiche di tipo legale, economico e finanziario.
Vi parliamo di un progetto che nasce da una collaborazione fra organizzazioni di volontariato e ONLUS che già da anni si avvalgono dell'apporto di volontari con specifica competenza professionale (operatori sociali, notai, magistrati, commercialisti, avvocati, psicopedagogisti). Si tratta quindi di soggetti che hanno ben chiaro, per il loro quotidiano operare, quale sia la domanda e come questa si connoti.
Il servizio
Strutturare un servizio di tutela legale e patrimoniale non è così semplice, poiché non si tratta solo di assistere le famiglie nei procedimenti di interdizione o inabilitazione. Per questo basterebbe un buon notaio. L'informazione quotidiana, le consulenze, la formazione e la promozione culturali risultano invece armi vincenti e qualificanti del servizio.
Il progetto è stato varato con il patrocinio del Coordinamento Provinciale Associazioni Handicappati di Treviso e la segreteria scientifica ed organizzativa sarà mantenuta dalla Cooperativa Picos. Vista la rilevanza dell'iniziativa, il servizio ha incontrato l'approvazione della ASL del territorio, del Comune e della Provincia di Treviso che lo ritengono fondamentale integrazione dei loro servizi.
Ma vediamo nel concreto come funzionerà il servizio.
Segretariato sociale
Lo scopo del segretariato sociale è quello di favorire un percorso di consapevolezza del bisogno di tutela e fornire le prime indicazioni.
Si rivolge principalmente ai genitori, ma anche alle associazioni e agli operatori interessati al tema e fornisce uno sportello di ascolto e di consulenza direttamente o tramite esperti. Obiettivo: la progettazione di soluzioni ottimali per la tutela "oltre la famiglia" del disabile grave non autosufficiente.
Ha inoltre il compito di gestire con professionalità la comunicazione attraverso pubblicazioni, un sito internet, interviste, spazio sui media e altro, per ottenere visibilità, consenso, sostegno e per promuovere una nuova cultura della tutela.
Le consulenze
Le consulenze afferiscono a tre ambiti: quello legale, quello economico-finanziario ed infine quello prettamente notarile.
Su ciascuno dei tre ambiti operano altrettante commissioni che si avvalgono di specifiche professionalità: operatori sociali, notai, magistrati, commercialisti, avvocati, psicologi).
Le commissioni si riuniscono una volta al mese per la valutazione dei singoli casi e per l'analisi del prosieguo dell'iniziativa.
L'analisi dei singoli casi da parte dei professionisti avverrà anche attraverso la creazione di un forum telematico interno cui si accederà esclusivamente con una password, tutelando in tal modo la privacy dei diretti interessati. In sostanza gli esperti potranno lavorare e confrontarsi anche in remoto.
La presa in carico di singole pratiche di interdizione o inabilitazione da parte di legali, invece, non può, per legge, essere gratuita. Il Consiglio Nazionale Forense è perentorio: "è severamente vietato applicare la gratuità nelle prestazioni da parte dei professionisti, pena la radiazione dall'albo".
Saranno comunque applicate le tariffe più basse possibili.
Diventare tutori
Non è difficile essere tutori di persone disabili, ma non si può esserlo in modo superficiale ed improvvisato. Bisogna sapere come rapportarsi con la persona interdetta o inabilitata, conoscere le norme da rispettare e adottare buone prassi.
Il servizio propone quindi corsi specifici per tutori. Si tratta di percorsi formativi rivolti a genitori, parenti, volontari che si preparano a diventare tutori di un familiare, di un amico o si mettono a disposizione per gestire la tutela di persone segnalate dai Giudici Tutelari. Questi momenti formativi possono essere frequentati anche da operatori sociali per propria personale formazione. Il primo corso, articolato in tre giornate, inizierà ad aprile e sarà coordinato dall'avvocato Maria Carla Barbarito.
Ecco una sintetica traccia degli argomenti trattati: procedure per il riconoscimenti dell'invalidità e dell'handicap; le provvidenze economiche a favore degli invalidi civili; l'istituto dell'interdizione e dell'inabilitazione; la tutela patrimoniale; il testamento e la sostituzione fidecommissaria; il trust; l'amministratore di sostegno.
Auto-mutuo-aiuto
Come abbiamo detto, quello della tutela legale e patrimoniale è un aspetto importante, ma particolare. Risolverlo non significa cancellare altri problemi di relazione familiare, di autonomia e di serenità.
Una prassi dimostratasi utile negli anni, e ripetuta anche da questo servizio, è quella di raccogliere persone con problemi simili e farle confrontare con la mediazione di un moderatore. Ogni gruppo ha caratteristiche ed obbiettivi a se stanti. I gruppi di auto-mutuo-aiuto dei genitori, ad esempio, hanno lo scopo di promuovere un reciproco sostegno in situazioni concrete e di supporto, anche psicologico, nei percorsi di emancipazione dei figli.
Ci sono anche gruppi di auto-mutuo-aiuto per giovani persone con disabilità che tentano di far emergere le esperienze - positive e negative - e promuovere l'emancipazione e l'autonomia.
Sensibilizzare
La sensibilizzazione viaggia assieme all'informazione. È importante che operatori sociali, gruppi spontanei di famiglie, associazioni ed enti locali conoscano i risvolti giuridici, economici ma anche umani ed esistenziali che sottostanno all'interdizione, all'inabilitazione, alle questioni testamentarie, alla tutela patrimoniale.
Questa opera viene svolta attraverso incontri pubblici, la diffusione di un periodico di informazione, e con un impegno di comunicazione che coinvolgerà i mass-media. E dal prossimo numero, anche attraverso Mobilità.
Per informazioni
PICOS - Progetti Idee Consulenze Organizzazione Servizi - Piccola Cooperativa
arl
c/o Coordinamento Provinciale Associazioni Handicappati, Via Montello 4/b 31100
Treviso - Telefono e fax 0422.421643
Email: picostv@virgilio.it
In internet: www.picostv.it
Marzo 2002
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