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Mobilità n. 20 - Anno 4
Ondontostomatologia
Un salutare sorriso
Molti
disabili, non senza imbarazzo, ci segnalano difficoltà
nel trovare dentisti in grado di affrontare magari una banale
carie. Motivo: la loro disabilità. Altrettanti genitori
di disabili intellettivi, ci chiedono se esistano tecniche
particolari per convincere i loro figli a sedersi sulla poltrona
del dentista. Abbiamo curiosato in giro e qualcosa di serio
l'abbiamo trovato.
"Ma come fate avere questi denti così bianchi
e splindenti?" Gigioneggiava negli anni '60 Carlo Dapporto
affabilmente contornato da bellezze sorridenti. Nella pubblicità
e nell'immaginario collettivo un bel sorriso e una dentatura
curata sono uno dei simboli della bellezza se non
addirittura di un'angelica bontà. Insomma i denti bianchi
e sani sono abbinati a tutto ciò che può esservi
di positivo: felicità, sensualità, salute, fascino.
Al contempo sono connessi a vissuti negativi dentature rovinate,
mancanti o sporche (la strega cattiva, il mostro, l'assassino
da strada).
La realtà - per fortuna - non è così
banale, e questa enfasi sulla bellezza estrema rischia
di far dimenticare che l'aspetto più rilevante non
è certo quello dell'estetica, pur importante, ma quello
della salute che nella maggioranza dei casi potrebbe
essere garantita con una attenta prevenzione. Dover ricorrere,
perché è oramai troppo tardi, ad una bonifica,
magari in sala operatoria, non è certo una passeggiata
piacevole. Per nessuno.
Disabili
Ancora una volta, anche nell'ambito delle patologie del cavo
orale, le persone disabili sono spesso portatrici di particolari
problemi che sono molto diversi a seconda del tipo di
disabilità.
Ancora troppo spesso accade che si curi troppo poco la prevenzione
primaria (educazione all'igiene orale) e secondaria (intervenire
per tempo su placca, tartaro, carie ecc.) nelle persone con
disabilità. Perché accade questo? I motivi,
quelli noti almeno, sono i più diversi. Si ritiene
che il disabile abbia problemi ben più gravi di una
carie e che sia già fin troppo "tartassato"
dai medici per passare altre ore su una poltrona da dentista.
Oppure, soprattutto in molte persone con disabilità
intellettiva, può esservi un timore parossistico
di quella poltrona e di quegli attrezzi che il dentista ci
agita davanti. Si tratta di autentico terrore, tanto da costringere
ad intervenire, quando non se ne possa fare a meno, con anestesia
totale. I costi, i rischi e i risvolti di un intervento in
sala operatoria sono ovviamente più pesanti di un intervento
ambulatoriale.
Si sono mai interrogati i Dipartimenti di prevenzione
delle Aziende USL italiane sull'incidenza delle malattie del
cavo orale nelle persone con disabilità? E su quanti
interventi in sala operatoria siano sottoposti i disabili?
E su quali siano i costi, finanziari e umani, di tali interventi?
Un'esperienza
Una rilevazione, pur parziale ma di riferimento, l'ha svolta
l'Unità operativa di Odontostomatologia dell'Ospedale
di Montebelluna (Treviso), coordinata dall'ottimo primario
Giuliano De Polo.
La rilevazione non è mero esercizio statistico, ma
è parte di un progetto ben più ampio
e che dura da oltre quattro anni. Sono stati visitati poco
meno di 300 persone fra i 576 noti all'interno dell'Azienda
USL di riferimento (n. 8 del Veneto).
Successivamente è iniziata la prima fase che
prevedeva visite di controllo periodiche, motivazione ed educazione
all'igiene orale, e successiva programmazione di eventuali
terapie ambulatoriali. Nell'ultimo anno sono state eseguite
324 prime visite e 288 terapie ambulatoriali. Il dato più
eclatante riguarda proprio gli interventi demolitivi in sala
operatoria che sono scesi dai 37 nel 1997 agli 8 nel 2001.
Prevenzione extramoenia
Parlavamo dell'educazione all'igiene orale: l'équipe
di Montebelluna cura in modo attento l'aspetto motivazionale
cercando la collaborazione del paziente, che vedrà
poi come un amico l'igienista orale o il dentista, e della
famiglia.
Ma quell'équipe ha fatto anche qualcosa di più.
Visto che molti disabili, e perché no? anche anziani,
hanno timore nell'avvicinarsi alla struttura ospedaliera,
l'équipe ha attivato anche momenti di visita all'esterno,
presso istituti, cooperative, centri diurni frequentati dai
potenziali utenti. Nell'ambiente in cui le persone con disabilità
si sentono più protette è più facile
avvicinarle, proporre una prima prevenzione (come lavarsi
correttamente i denti), effettuare i primi controlli, diminuire
le paure e le ansie.
In seno al progetto è da segnalare un accattivante
manualetto, rivolto ai bambini, ma non solo, che spiega
con ampio corredo di immagini colorate perché e come
pulire i denti.
Un'altra esperienza simile è quella dell'Azienda Asl
di Bologna che, in collaborazione con la Società italiana
di Odontostomatologia per Handicappati (SIOH), ha istituito
un'unità odontoiatrica mobile che si reca periodicamente
presso le strutture frequentate da persone con disabilità
per visite e attività di prevenzione.
Disabilità motorie
Se gran parte degli aspetti di cui abbiamo fin qui parlato
riguardano in particolare le persone con disabilità
intellettiva, ve ne sono altre, altrettanto delicate, che
investono persone con patologie di altro ambito. Pensiamo,
solo a titolo di esempio, a persone con gravi forme di distrofia
muscolare, di sclerosi multipla o patologie che interessino
indirettamente anche l'apparato masticatorio. O, ancora, persone
con spasticità grave per le quali frequentissimamente
ci vengono segnalate patologie del cavo orale e altrettante
difficoltà nel trovare un dentista che, oltre ad avere
uno studio accessibile, sia anche in grado di gestire il paziente
con la sua disabilità.
Che fare ad esempio se una patologia non consente una buona
apertura delle mandibole?
La SIOH
Forse non tutti, nemmeno molti dentisti, sanno che esiste
ed è attiva una Società Italiana di Odontostomatologia
per Handicappati (SIOH) con propri coordinatori in molte
regioni italiane.
L'associazione contribuisce non poco a diffondere la conoscenza,
soprattutto fra i medici, non tanto di particolari tecniche
odontoiatriche, quanto di approcci terapeutici diversi a pazienti
con necessità particolari, soprattutto se non collaboranti.
La salute è un diritto anche quando per mantenerla
e conservarla è necessario un approccio non convenzionale
e non standardizzato.
Per informazioni
La SIOH, Società Italiana di Odontostomatologia per
Handicappati ha sede in Via S. Lorenzo, 22 -40122 Bologna
Telefono e Fax 051.264849
E-mail: socitoh@iperbole.bologna.it
Aprile 2002
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