Mobilità Mobilità numero 23

Home Page
Questo numero
Numeri precedenti
Richiedi Mobilità
Benvenuto
Scheda tecnica
Scrivi a Mobilità
Collegamenti

Mobilità n. 23 - Anno 4

Sicurezza e lavoro

Verso la sicurezza

di Fabrizio Mezzalana

Disegno di Silvia FabrisIl numero dei lavoratori con disabilità è in aumento, troppo lento secondo noi, ma comunque costante e tanto da rendere significativa la presenza nei luoghi di lavoro di persone con difficoltà motorie o percettive. La sicurezza è quindi un'esigenza che diviene impellente per migliaia di aziende. Una novità normativa, recente e rimarchevole, ci porta ad affrontare nuovamente il tema e ad illustrare le nuove indicazioni.

È stata emanata dal Ministero dell'Interno la Circolare n. 4 del 1 Marzo 2002 contenente le "Linee guida per la valutazione della sicurezza antincendio nei luoghi di lavoro ove siano presenti persone disabili". Come accennato in un precedente articolo (Mobilità n. 19), il D. Lgs. 626/94 e successive integrazioni e modifiche, impone al datore di lavoro di elaborare un documento per la valutazione dei rischi al fine di predisporre il piano per la sicurezza.

Collaborazione proficua

Le linee guida emanate dal ministero hanno come obiettivo quello di fornire ai datori di lavoro, ai professionisti e ai responsabili della sicurezza uno strumento che permetta di tenere conto, nella valutazione del rischio d'incendio, della presenza di persone con ridotte o impedite capacità motorie, sensoriali o mentali.

È opportuno dire subito che la Circolare è il frutto del lavoro congiunto tra il Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile e la Consulta Nazionale delle Persone Disabili e delle loro Famiglie per sottolineare come la complessità delle tematiche della sicurezza connesse a quelle della disabilità possono trovare risposta soltanto avvicinando le diverse componenti, permettendo a ciascuna di acquisire le necessarie conoscenze dell'altra per ottenere insieme un risultato efficiente.

E in effetti, già nel titolo, si nota come il problema della sicurezza nei luoghi di lavoro non sia limitato ai lavoratori con disabilità, ma anche alle persone con disabilità che, pur non essendo lavoratori, possono essere presenti in quei luoghi.

Principi generali

Il documento è ispirato ad alcuni principi generali, esplicitamente citati nell'introduzione, di grande interesse. Coinvolgimento attivo degli interessati in tutte le fasi del processo (per esempio ove siano già presenti lavoratori con disabilità). Attenzione alle esigenze delle persone estranee al luogo di lavoro. Conseguire standard di sicurezza per tutti senza alcuna discriminazione tra i lavoratori (esplicito richiamo alla tendenza già denunciata di limitare il raggio d'azione del lavoratore disabile ad alcune aree cosiddette sicure) e progettare la sicurezza per i lavoratori con disabilità in un piano organico e non speciale. Il contenuto delle linee guida non intende essere esaustivo dell'argomento: esso fornisce infatti le indicazioni necessarie per svolgere la specifica analisi del rischio di incendio, indicando, a titolo di esempio, alcune misure di tipo edilizio, impiantistico e gestionale che possono essere adottate per compensare i rischi individuati. Per quanto riguarda i principi da considerare nella valutazione, i requisiti specifici di alcune misure indicate, la circolare rimanda ad un successivo documento attualmente in fase di elaborazione. Aspettando l'emanazione di questo nuovo e più esaustivo provvedimento, analizziamo nel dettaglio la Circolare n. 4/2002.

Il documento è composto di tre sezioni principali: la valutazione del rischio, le misure edilizie ed impiantistiche, le misure organizzative e gestionali.

Valutazione del rischio

Nella prima sezione vengono identificate quattro aree di analisi utili all'identificazione dei rischi connessi alle caratteristiche ambientali dei luoghi. Si suggerisce cioè di individuare tutti quei fattori che possano impedire od ostacolare, durante l'emergenza, la mobilità, l'orientamento, la percezione del pericolo e/o dell'allarme e l'individuazione delle azioni da compiere. Per ciascuno di questi argomenti vengono poi esemplificati alcuni elementi di tipo edilizio, impiantistico o gestionale che possono essere rilevanti per le funzioni sopra citate.

Per la mobilità vengono indicati come ostacoli la presenza di gradini, i passaggi di larghezza inadeguata, le porte a molla che richiedano uno sforzo eccessivo o prive di ritardo nella chiusura ecc. In questo modo si conferma, sia pure non esplicitamente, l'equazione barriera architettonica uguale rischio.

Gli ostacoli non sono però solo quelli alla mobilità. Nel paragrafo dedicato all'orientamento si sottolinea come sia determinante individuare tempestivamente percorsi, vie d'esodo e porte d'uscita, valutando anche la mancanza di misure alternative rispetto alla cartellonistica utilizzata spesso come unico strumento di orientamento e non fruibile da persone ipo o non vedenti. Non solo. È decisamente poco utile per tutti quando ad esempio ci si trova in un corridoio invaso dal fumo. Questo concetto che considera la mancanza di varietà (sonora, visuale ecc.) un potenziale rischio, viene ribadito nei paragrafi sulla percezione dell'allarme e del pericolo e sull'individuazione delle azioni da compiere.

Misure edilizie ed impiantistiche

La seconda sezione, misure edilizie ed impiantistiche, fornisce indicazioni, sempre di carattere esemplificativo, che possano compensare i rischi individuati: complanarità della pavimentazione, eliminazione di gradini e/o soglie, riduzione dei corridoi d'esodo, ampliamento dei passaggi, installazione di corrimano, realizzazione di spazi calmi, realizzazione di ascensori evacuazione (utilizzabili in sicurezza anche durante l'emergenza) ecc.

Per facilitare l'orientamento e la percezione dell'allarme si suggerisce di adottare sistemi di comunicazione sonora, superfici con riferimenti tattili, adeguato contrasto cromatico delle segnalazioni sul piano di calpestio, segnaletica luminosa o lampeggiante oltre ad impianti di segnalazione plurisensoriale - sonori, ottici a vibrazione (nel caso di persone che dormono o che possono non percepire i segnali acustici o ottici).

Misure organizzative e gestionali

Nella terza ed ultima sezione vengono fornite soltanto indicazioni di carattere generale. Infatti, la scelta delle misure organizzative e gestionale, dipende dalla valutazione dei rischi compiuta e dalle misure impiantistiche ed edilizie esistenti in ciascun luogo di lavoro. Queste indicazioni, pur essendo di carattere generale, sono comunque di grande interesse. Da un lato ribadiscono il principio della consultazione e collaborazione nella definizione delle misure dei diretti interessati abitualmente presenti e dall'altro obbligano il datore di lavoro a predisporre un opportuno addestramento per le persone che vengono organicamente individuate per porgere assistenza ai lavoratori e non con disabilità.

Strada lunga

Rispetto alla normativa fin qui vigente, l'apporto della Circolare 4 può essere considerato un buon primo passo verso una reale comprensione da parte di datori di lavoro e professionisti della sicurezza delle esigenze delle persone con disabilità anche in condizioni di emergenza. Si comincia cioè ad affrontare direttamente il problema fornendo dei parametri di valutazione comprensibili anche per chi non è esperto di disabilità. Ma c'è ancora molto da fare: occorre uno sforzo ulteriore e comune per avvicinare ancora i due mondi. Dal D. Lgs. 626/94 in poi, anche in Italia è stato introdotto il metodo di rispettare poche regole uguali per tutti per poi procedere allo studio specifico caso per caso, tenendo in considerazione le specifiche caratteristiche ambientali. Ciò comporta una certa rigidità nei principi generali e una notevole relativizzazione nella loro applicazione essendo ogni luogo, ogni contesto, ogni organizzazione diversi dagli altri. Di conseguenza, soprattutto i professionisti della sicurezza dovranno necessariamente avere un bagaglio minimo di conoscenze sulle funzionalità di alcune disabilità, sugli ausili utilizzati per la mobilità personale e per l'orientamento oltre che sugli ausili specifici per l'emergenza che, soprattutto nelle grandi realtà lavorative e a causa della perdurante inaccessibilità dei luoghi, dovrebbero essere parte integrante del piano di sicurezza.

Il Centro per l'Autonomia

L'autore dell'articolo è il responsabile del Servizio di Progettazione Accessibile del Centro per l'Autonomia, un servizio territoriale ideato e gestito dall'Associazione Paraplegici di Roma e del Lazio in convenzione con la Asl Rm C di Roma - Regione Lazio. Si occupa del reinserimento dei lesionati midollari ricoverati presso l'Unità Spinale Unipolare del CTO di Roma ed estende i propri servizi a tutti gli utenti con disabilità che si rivolgono ad esso.

La finalità del Centro è il raggiungimento del massimo grado di autonomia attraverso la pianificazione di un percorso personalizzato che analizzi e tenga presente tutti gli aspetti della persona.

Il Servizio di Progettazione Accessibile

In particolare il Servizio di Progettazione Accessibile del Centro per l'Autonomia ha come obiettivo principale il raggiungimento del massimo livello di autonomia nella comoda e sicura utilizzazione degli spazi domestici o lavorativi delle persone con disabilità.

Il Centro per l'Autonomia è in Via G. Cerbara, 20 a Roma (00147).
Telefono e fax 06.51604253
In internet: www.centroperlautonomia.it
Email: f.mezzalana@centroperlautonomia.it

 

 

 

Il presente articolo è di esclusiva proprietà di Mobilità Servizi sas.
Ogni riproduzione, su qualsiasi supporto, senza preventiva autorizzazione dell'Editore, è vietata.

 

Indice numero 23