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Mobilità n. 24 - Anno 4

Taccuino di viaggio

Borgogna, tra spirito e vino

di Maria Emilia Bagnatori

bottiglie di vino invecchiateBorgogna, terra di chiese, rocche, castelli, vigneti e grandi vini. Tra i piaceri dell'arte e quelli del palato una nostra Lettrice ci racconta una sua breve ma intensa vacanza in una delle regioni francesi più rinomate dal punto di vista enogastronomico, ma non solo .

Nel mese di agosto ho deciso di trascorrere una settimana nel mare "di vino" della Borgogna.

Sono partita in automobile con mio marito il giorno 10. Purtroppo il maltempo ci ha accompagnato per tutto il viaggio fino alla città di Beaune, nel cuore della Borgogna.

Ospizio per il Paradiso

La prima meta infatti, è stata proprio Beaune, situata a sud di Digione, per visitare l'Hôtel-Dieu e la cattedrale.

L'Hôtel-Dieu, un ospizio dedicato ai poveri fondato nel 1443 da Nicolas Rolin, cancelliere del duca di Borgogna Filippo il Buono, è un gioiello di architettura fiamminga che è rimasto attivo fino al 1971. Incanta per il superbo tetto policromo ricoperto di tegole di vari colori su cui si innalzano abbaini, guglie e pinnacoli di rara bellezza. Il cortile interno, più che l'accesso a un ospizio, sembra la sala d'attesa della dimora di un principe. L'edificio coniuga la propria bellezza con una storia di fede e carità. Alla fine della Guerra dei Cent'Anni, Beaune è in preda alla carestia. Tre quarti dei suoi abitanti sono privi di risorse. Per guadagnarsi il Paradiso il cancelliere e sua moglie decidono di creare un ospedale per i poveri che si manterrà grazie ad una rendita annuale fornita dai vicini vigneti.

Con il passare degli anni l'ospedale ha accumulato numerosi lasciti quasi tutti in vigneti, tanto che oggi è il secondo produttore di vino della Borgogna. I ricavati delle prestigiose vendite hanno consentito alle strutture sanitarie una solida economia.

Si possono visitare, senza problemi di barriere, le corsie arredate esattamente come cinquecento anni fa e le cucine.

L'Hôtel-Dieu ospita anche una celebre opera pittorica: il Giudizio Universale del fiammingo Roger Van Der Weyden. Un'enorme lente di ingrandimento, posta però all'altezza di un visitatore in piedi, e quindi chi si trova su una carrozzina non può utilizzarla, consente di esaminare con cura i minimi dettagli. Interessante è anche la farmacia che, oltre ad una stupenda collezione di maioliche del settecento, allinea in bell'ordine brocche di cristallo contenenti medicamenti rari, dalla "polvere di onisco" agli "occhi di gambero". Una bellissima sala espone i letti in uso alla fine del XIX secolo e, tra un capezzale e l'altro, manichini in severo abbigliamento monacale ci illudono per un momento di aver fatto un balzo a ritroso nel tempo.

Chiese non per tutti

A poche centinaia di metri visitiamo Notre-Dame, chiesa preceduta da un ampio portico del '300 ma non è accessibile per la presenza di alcuni gradini all'ingresso. Manca uno scivolo e per entrare lascio la carrozzina che poi andrà a riprendere mio marito e con il suo aiuto salgo i gradini. Mi chiedo spesso come mai una delle più grandi difficoltà per un turista disabile sia quella di entrare nei luoghi di culto. Negli otto giorni passati in Borgogna ho visitato anche altre località che hanno chiese, veri capolavori romanici e gotici, che però non sono accessibili. Nessuno tiene in considerazione il fatto che oltre che visitarle un disabile possa voler pregare? Solo a Digione, mentre stavamo guardando da quale parte entrare nella cattedrale, si è avvicinata una persona che mi ha indicato e aperto una porta laterale.

In questa città ho visitato anche il Palazzo dei Duchi di Borgogna e il Museo delle Belle Arti. Tutto è accessibile, all'ingresso ci sono gli scivoli e un ascensore porta ai piani più alti. Un problema invece è stato lo sballottamento della carrozzina quando passava sul pavé dei vari cortili.

La strada dei vini

Nei dintorni di Beaune e Digione vi è la Route des grands crus, la famosa strada dei grandi vini di Borgogna che corre ai piedi delle colline viticole della Côte d'or. La Borgogna infatti è caratterizzata da due primati antitetici. Da un lato è uno dei luoghi in Europa in cui si sono toccate le più alte vette dello spirito; dall'altro è la terra in cui regnano sovrani i piaceri del palato come la degustazione dei "grands crus". Inoltre, suddivisa in una moltitudine di piccole e grandi proprietà la zona presenta un aspetto originale: ettari ed ettari di vigneti, castelli solitari e muri di pietre trattengono la terra sui declivi. Dappertutto, girando per le strade, si vedono indicazioni come "degustazione vino", "cantine aperte", "vendita vini". Dai suoi vigneti si ricavano vini di fama mondiale, rossi da vitigno Pinot nero e bianchi da vitigno Chardonnay.

Di cantina in cantina

Naturalmente anche noi non potevamo rimanere insensibili al fascino del vino e abbiamo visitato diverse cantine non senza difficoltà perché situate in scantinati. Qui si svolge un vero e proprio rito. L'ospite viene fatto sedere intorno ad antichi tavoli e invitato ad una accurata degustazione dei vari prodotti da cantinieri che disquisiscono di vino con la pacata serenità di un filosofo.

Così sono trascorsi i primi quattro giorni, gli altri sono stati dedicati alla visita delle città di Vézelay, Auxerre, Nevers e Cluny.

Vézelay, dichiarata patrimonio mondiale dall'Unesco, si trova in una posizione panoramica sopra un colle isolato. Famosa per la sua chiesa abbaziale, è uno dei più bei monumenti medievali della Francia e antico centro di pellegrinaggi.

Auxerre, adagiata sulla riva sinistra del fiume Yonne, è circondata dai rinomati vigneti che producono vini Chablis.

La Borgogna è ricca anche di canali, nati per il commercio, e da Auxerre si può arrivare fino a Parigi. Così abbiamo fatto una mini crociera: siamo partiti con un battello da Auxerre e abbiamo navigato lungo il canal nivernais attraverso chiuse leonardiane.

Nevers, famosa per le maioliche, la cui lavorazione fu introdotta nel '500 dai Gonzaga importandola dall'Italia e Cluny, tranquilla cittadina tra boschi e vigneti celebre per la sua abbazia, sono state le ultime mete del viaggio.

Pro e contro

Abbiamo pernottato negli alberghi della catena "Mercure", strutture prive di barriere architettoniche con camere ampie e bagni abbastanza comodi. Difficoltoso invece è stato camminare sui marciapiedi quasi mai raccordati, e l'accesso ai servizi igienici dei vari restaurant e brasserie nei quali abbiamo mangiato. Anche i locali più prestigiosi avevano la toilette non accessibile!

A parte questo è stato un bel viaggio: paesaggio rilassante, niente problemi di traffico, parcheggi riservati sempre liberi. Il tempo ha fatto i capricci i primi due giorni, ma noi li abbiamo affrontati tra una degustazione e l'altra. Naturalmente c'è stato l'abbinamento degustazione - cucina con l'assaggio delle specialità della regione, ad eccezione delle chiocciole. Quelle proprio non andavano giù.

 

 

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