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Mobilità n. 26 - Anno 5
Domotica
Effetti speciali e bisogni reali
di Giovanni Del Zanna
Domotica... che significa? Cos'è? Quali risorse può offrire davvero oggi? L'architetto Del Zanna da alcuni anni si occupa anche di domotica quale risorsa aggiuntiva per l'autonomia delle persone anziane e disabili. Ci guida alla scoperta delle opportunità offerte dalla domotica, chiarendo concetti, eliminando preconcetti e fornendoci qualche esempio. Questo articolo introduttivo è il primo di una serie.
Domotica, forse non la conosciamo bene, però ci piace. È qualcosa di nuovo, innovativo, che ci incanta con il fascino della tecnologia e la seduzione dell'elettronica.
Cerchiamo anzitutto di chiarirci sui termini. Il termine "domotica" è un neologismo e arriva dalla Francia dove è stato coniato il termine "domotique": una fusione tra domus ("casa" in latino) e "automatic" o "informatique".
Stiamo quindi parlano di casa automatica: una casa dotata di automatismi (ovvero meccanismi automatici) in grado di svolgere delle azioni. Alcuni parlano di casa intelligente, ma può una casa essere intelligente? Può ragionare?
La casa automatica può essere intelligente se messa a servizio dell'uomo, se riesce davvero a migliorare la qualità della vita, se il costo che dobbiamo sostenere per la realizzazione (e gestione) ci offre per contro delle soluzioni effettivamente utili.
Dobbiamo quindi mettere da parte la seduzione tecnologica e il fascino della moda per capire quali sono realmente le potenzialità che oggi la tecnologia ci può dare e per capire quali sono le possibilità di impiego intelligenti.
Cerchiamo di chiarire alcuni aspetti basilari che ci permettono di inquadrare meglio il discorso sulla domotica.
Domotica e automazione
Va chiarita subito la differenza fra due concetti che spesso si confondono: la domotica e l'automazione.
Un'automazione (figura 1) è un dispositivo (come ad esempio il motore per l'apertura della porta) che compie una determinata azione quando riceve il comando (input), l'utente ottiene il risultato voluto (l'apertura della porta) senza svolgere l'azione in prima persona.
La domotica (figura 2) è una tecnologica che permette di integrare in un unico sistema il controllo e la gestione dei diversi impianti/automazioni presenti all'interno della casa. Il sistema domotico - composto da componenti elettronici e gestito a livello informatico - offre all'utente la possibilità di controllare i diversi elementi presenti all'interno dell'alloggio attraverso un'unica interfaccia, allo stesso modo offre possibilità di controllo e di gestione automatica.
Nascita della domotica
Stiamo assistendo ad uno sviluppo tecnologico sempre più accelerato. Con l'elettronica e l'informatica abbiamo assistito alla nascita di nuove tecnologie e nuovi dispositivi: dai computer ai telefonini. Solo vent'anni fa, negli anni '80, chi poteva immaginare queste apparecchiature (un telefono senza fili con cui si può parlare da un capo all'altro del mondo!)?
Anche la domotica è frutto di questo sviluppo tecnologico. Il modo produttivo, quello delle fabbriche, ha effettuato un primo significativo salto in avanti quando è passato - nella rivoluzione industriale - dalle macchine azionate dalla forza dell'uomo (o dell'animale) a quelle azionate dal vapore o dall'energia elettrica. Il secondo balzo lo ha spiccato con la rivoluzione informatica (Information Technology) dove i robot controllati dal computer sono in grado di gestire interamente i processi produttivi.
Lo sviluppo di queste tecnologie si sta riversando anche in altri ambiti, come quello domestico. Così il motore che è stato messo a punto per muovere il rullo trasportatore, può essere adattato per sollevare la tapparella della finestra di casa. La domotica, quindi, non è che l'ultima arrivata nel campo dell'automazione, ma è forse più visibile perché non rimane racchiusa nei capannoni industriali, ma entra nelle nostre case.
Potenzialità della tecnologia
Il mondo dell'invenzione una volta era incentrato sui desideri dell'uomo: si desiderava di potersi spostare con facilità e qualcuno si dava da fare per inventare la ruota, il carro, l'automobile. Oggi forse non è più così. La tecnologia evolve in modo così rapido da mettere a disposizione soluzioni e possibilità che a volte superano in nostri effettivi bisogni (basti pensare ai recentissimi telefonini che trasmettono le immagini!).
A questo punto il centro del problema si sposta: il nodo centrale non è più la ricerca di nuove tecnologie che risolvano dei problemi, ma diventa l'uomo - il soggetto - da analizzare e capire per individuare quali esigenze possono essere risolte con l'impiego della tecnologia e quali conseguenze questo può comportare.
Uno slogan pubblicitario sul tema parla di una "casa che gira attorno all'uomo", ma la casa non è lo spazio in cui l'uomo è libero di muoversi? La domotica deve essere uno strumento per dare maggiori opportunità di azione all'uomo e non una tecnologia estrema che rende l'uomo passivo anche all'interno dell'ambiente domestico.
Effetti speciali
"Volevamo stupirvi con effetti speciali...", dicevano, e forse ci sono riusciti: domandiamoci, infatti, in che parte l'interesse per la domotica è costituito dagli effetti speciali?
L'integrazione sempre più avanzata tra le diverse tecnologie ha portato a soluzioni davvero impensabili, che ci stupiscono e ci lasciano a bocca aperta: il telefono o internet possono essere collegati con il sistema della casa e accendere luci, regolare la temperatura, attivare elettrodomestici anche a chilometri di distanza o, addirittura dall'altra parte del mondo. Chi ne ha voglia può, attraverso internet, controllare alcune funzioni di una stanza domotica che si trova in California, basta andare all'indirizzo http://demo.echelon.com/layout.htm.
Possibilità inimmaginabili solo pochi anni fa, certamente affascinanti (dal punto di vista tecnologico) ma che utilità possono avere? A cosa mi serve accendere il forno con il telefonino quando nel forno devo mettere l'arrosto? O attivare la lavatrice via internet quando comunque devo caricare la biancheria e il detersivo?
La tecnologia di oggi offre possibilità davvero strabilianti, ma quanti si dedicano a studiare e capire l'effettivo vantaggio in termini di miglioramento della qualità della vita?
Realtà e pregiudizi
Quando la tecnologia non sa cosa e come proporre le soluzioni strabilianti allora tira fuori dal cappello i - cosiddetti - "anziani e disabili": destinatari ottimali per ogni innovativa diavoleria tecnologica. Inoltre ad aiutare i "poveretti" si fa sempre bella figura e l'immagine del prodotto ne guadagna. Ma se vengono investite risorse significative sulla ricerca tecnologica e sulla promozione del prodotto, quanto si investe in ricerca sulle possibilità di utilizzo per l'uomo (anche in condizioni di disabilità) dei nuovi prodotti? Provate a chiedere alle aziende chi sono i "disabili": nello stereotipo dell'immaginario collettivo è la persona in carrozzina (può o meno quella stilizzata del simbolo internazionale) che praticamente non fa nulla, è lì fermo in attesa di avere un telecomando in mano per far tutto.
Dall'altra parte, invece, dalla parte di chi i bisogni dell'uomo li conosce bene davvero - perché ci vive e ci lotta ogni giorno - cresce l'interesse verso questi nuovi prodotti che sembra possano davvero aumentare l'autonomia della persona con disabilità.
È necessario quindi che questi due mondi riescano a trovare un punto di contatto per mettere a punto le soluzioni giuste per le diverse disabilità.
Il tema è ampio e certamente interessante. Chiariti i concetti base sarà possibile approfondire l'argomento sui prossimi numeri. Vedremo quali sono i criteri per la realizzazione di un buon sistema domotico e le possibilità di personalizzazione che permettono di offrire all'utente la giusta soluzione. Cercheremo di illustrare le diverse possibilità della domotica: dal piccolo dispositivo che si può acquistare ed installare da soli fino ad un sofisticato sistema che richiede un'adeguata progettazione e installazione.
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