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Mobilità n. 27 - Anno 5

Domotica

La domotica viaggia sul "bus"

di Giovanni Del Zanna

Nel numero precedente abbiamo evidenziato le differenze fra l'automazione e la domotica, tentando di evidenziare potenzialità ma anche di sfatare luoghi comuni e miti sulla tecnologia che entra nelle nostre case. Con questo articolo Del Zanna entra nel vivo, illustrando uno dei sistemi più utilizzati dalle applicazioni domotiche: il bus (che non trasporta persone, ma dati).

sistema tradizionale e sistema busQuando parliamo di domotica non consideriamo solo l'automazione, cioè il funzionamento automatico di alcuni dispositivi, ma pensiamo ad un sistema, ovvero un impianto articolato, in grado di gestire e controllare le diverse automazioni.

Possiamo prendere in considerazione tre diversi livelli, in ordine di complessità, che ci permettono di inquadrare meglio ciò che genericamente chiamiamo "domotica".

I dispositivi singoli

Un primo livello è rappresentato dai "dispositivi singoli": piccole apparecchiature che possono essere acquistate e installate direttamente dall'utente e che possono servire, ad esempio per comandare a distanza, con un telecomando, una presa a cui collegare la radio, un ventilatore o un altro apparecchio. Potrebbe anche essere un motore per far aprire una porta (o una finestra) o un sensore che ci segnala il rischio di incendio o una fuga di gas.

Questi dispositivi, dotati di alto contenuto tecnologico, portano all'interno della casa soluzioni innovative con funzioni di automazione o controllo che, anche se non sono inseriti in un sistema, possono essere considerati, in un certo senso, come un primo passo verso la domotica.

Piccoli impianti

Quando una serie di dispositivi vengono collegati tra loro e vengono gestiti da un unico sistema di controllo (telecomando, centralina o computer) costituiscono già un piccolo impianto domotico. In questo caso non è necessario che l'impianto sia diffuso in tutta la casa: può servire per gestire una specifica funzione (l'apertura delle porte) oppure per assicurare la gestione completa delle funzioni di un locale come, ad esempio, il "controllo ambiente" di una camera per gestire luci, tapparelle, tv, ventilatore ecc.

Sistemi domotici

Il terzo livello, quello in cui la domotica si esprime al massimo potenziale, è costituito dal sistema, ovvero dalla piena integrazione degli impianti (elettrico, idrico, riscaldamento, automazioni, sicurezza ecc.). La gestione dei diversi impianti viene affidata ad un sistema di controllo che ne ha la supervisione. L'utente si "interfaccia" al sistema (ovvero usa delle interfacce come tastiere, telecomandi, computer) per controllare il funzionamento dei dispositivi presenti all'interno della casa.

Non è possibile dire quale di questi tre livelli sia il migliore, il più funzionale. La scelta dipende dalla situazione e dal contesto: ci possono essere casi in cui l'inserimento anche di un solo dispositivo può offrire all'utente delle prestazioni significative. In altre situazioni - ad esempio in occasione di una completa ristrutturazione dell'alloggio - si può pensare alla realizzazione di un sistema che sia in grado di gestire la casa in modo globale.

I sistemi bus

Sistema bus: un comando attivabile attraverso diversi dispositiviLa tecnologia che oggi permette la realizzazione di un sistema domotico completo è costituita dai "sistemi bus".

Per bus si intende una linea dati che collega i diversi dispositivi del sistema domotico e che trasmette tutte le informazioni di controllo. Possiamo pensare al sistema domotico come ad una rete di computer: i diversi dispositivi presenti nella casa sono come i nodi (i computer) della rete, il bus è il cavo che li collega e che permette la circolazione dell'informazione nel sistema.

Nei sistemi bus il comando di attivazione di un componente, ad esempio l'accensione della luce (v. fig.1), non avviene in modo diretto, attraverso un filo elettrico che collega l'interruttore con la lampada, ma è controllato dal bus: il dispositivo di input (l'interruttore) invia un segnale nella rete, cioè nella linea dati del bus, che lo ritrasmette al dispositivo di output (la lampada).

Solo a prima vista il risultato non cambia: "premo l'interruttore e la lampada si accende". La differenza fondamentale, però, è legata al fatto che in questo modo il sistema domotico è informato di tutto quello che avviene nella casa e può comandare i diversi dispositivi.

L'informatica - ovvero una gestione di tipo software - si inserisce all'interno degli impianti e, come sappiamo, grazie alla versatilità e la flessibilità della programmazione è possibile potenziare le possibilità di controllo e di gestione di tutti i dispositivi che vengono installati nell'alloggio e che sono connessi al bus.

I vantaggi del bus

Il bus permette, ad esempio, di impartire comandi in modo automatico: se avviene un determinato evento, allora si aziona quel dispositivo. Oppure può effettuare delle programmazioni temporali o legate ad eventi (accensione dell'illuminazione ad una determinata ora o quando la luce diminuisce, attivazione dell'impianto di irrigazione ogni due giorni o a seconda dell'umidità del terreno).

Una caratteristica particolarmente interessante dei sistemi bus è la possibilità di poter immettere un comando (input) nel sistema attraverso dispositivi differenti: poiché non esiste una relazione diretta tra comando e automazione (in quanto il collegamento tra i due dispositivi è gestito via software) è possibile collegare al sistema interfacce diverse (fig. 2). In questo modo l'utente, in funzione delle sue capacità, può scegliere il dispositivo di comando che meglio si adatta alle sue esigenze. Questi comandi possono anche essere molto differenti tra loro: dal semplice tasto a parete al telecomando a raggi infrarossi, dal computer al telecomando vocale. E, ovviamente, è possibile utilizzare anche ausili informatici adatti alle differenti condizioni di disabilità.

Inoltre il sistema bus, proprio perché viene programmato via software, può esser facilmente modificato nel tempo. Questo permette al sistema di essere estremamente flessibile e di potersi adattare negli anni alle diverse esigenze dell'utente che cambiano.

D'altronde il passaggio da un impianto controllato da dispositivi "meccanici" ad un sistema che è controllato in modo informatico porta ad un grande cambiamento grazie proprio alla facilità di modifica delle parti "software" e alle potenzialità della programmazione.

Anche la possibilità di connettere il "sistema domotico" della casa con altre reti (internet, rete GSM, cablaggi in fibra ottica ecc.) è resa possibile proprio a livello software, grazie a programmi che "traducono" i linguaggi da una rete all'altra, senza richiedere interventi sulla parte hardware (i componenti fisici installati nella casa).

 

 

 

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