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Mobilità n. 27 - Anno 5

Vela

Piccolo yacht dal grande cuore

di Barbara Favaron

C'è uno sport che permette di sentirsi liberi da tutto e da tutti. Che praticato a livello agonistico consente di dire, del risultato ottenuto, "è dipeso solo da me". Che si può praticare quasi tutto l'anno (inverno compreso) e che aiuta a staccare completamente dalla vita di tutti i giorni, dallo stress della città e del lavoro. Che permette agli atleti disabili di gareggiare in condizioni di perfetta parità con tutti gli altri, dato che accomuna tutti - uomini e donne, giovani e meno giovani - in una classifica unica.

un'imbarcazione 2.4 in mareParliamo di vela. E la barca in questione, piccola e potente, si chiama 2.4 mR: in Italia è ancora poco conosciuta ma chi l'ha provata almeno una volta non esita a definirla quantomeno emozionante.

"Quello che ha reso famose queste piccole imbarcazioni - spiega Francesca Spedicato, segretario della Classe 2.4 della Federazione italiana vela - è la possibilità di veder regatare atleti normodotati e atleti disabili alla pari, senza speciali classifiche che rilevino tale "differenza" perché, proprio per le sue caratteristiche, persone con disabilità motorie possono accedere a tale sport con le stesse possibilità degli altri atleti".

Ciò non toglie, ovviamente, un'adeguata preparazione fisica come in tutti gli sport agonistici ma, prevalenti, risultano infatti essere intuizione e conoscenza della tecnica.

"Il 2.4 - precisa però la Spedicato - non è una imbarcazione per disabili e classificarla come tale porta un danno agli atleti, normodotati e non, che con grandi sacrifici hanno scelto questa imbarcazione proprio perché annulla ogni "etichetta" e lascia a terra, sulla banchina, le differenze e rende in mare giustizia all'intelligenza e alla genialità del singolo, esaltandone le doti individuali. Questa è la vela. Questo è lo sport. Non mi stancherò mai di ripeterlo...".

La barca

Il 2.4 mR è stato introdotto in Italia da Marco Turbiglio, velista famoso per genialità e tecnica, ed oggi è composta da 80 imbarcazioni dislocate in ogni parte d'Italia. L'equipaggio è composto da una sola persona e il timoniere non è seduto sui bordi dell'imbarcazione, ma su un apposito sedile fissato nel pozzetto e rivolto verso prua. Il timone è comandato da una pedaliera oppure da una leva che lavora orizzontalmente. Il timoniere, quindi, non deve spostarsi fuori bordo per bilanciare la barca sotto raffica, perché lo sbandamento viene compensato dalla zavorra (di circa 180 kg.) posta nella chiglia della barca. Quindi ... una volta a bordo, non ci sono problemi nemmeno per persone con disabilità gravi. E nemmeno salire a bordo è un problema.

Armata "a sloop" con randa e fiocco, ha l'albero regolato da sartie con un ordine di crocette che lavorano su un piano trasversale, strallo di prua e paterazzo di poppa.

L'attrezzatura è composta da rotaie e barber per il punto di scotta del fiocco, carrello di scotta per la randa, regolazioni per drizza e cunningham del fiocco, tesa-base della randa, vang e caricabasso. È possibile effettuare regolazioni di estrema finezza nella massima tranquillità e l'imbarcazione reagisce con molta sensibilità in tutte le andature. Una vela modernissima, insomma, dalle prestazioni tecniche notevoli, inaffondabile grazie a una massa di polistirolo nascosta attorno al pozzetto, facile da trasportare (basta un carrello) e da mettere in acqua (con una gru di cui sono dotate tutte le darsene).

Neofiti

Veleggiare con un 2.4, anche se si è alle prime armi, è un'esperienza da provare. Le difficoltà iniziali si superano rapidamente, con un po' di applicazione e tanto allenamento. Sergio Mistrorigo, l'ultimo acquisto della Classe e allievo del Centro Federale 2.4 del Portodimare a Chioggia, nel veneziano, racconta così la sua prima esperienza: "Dopo un briefing iniziale dove mi veniva spiegata dettagliatamente la barca in tutte le sue parti, duemila termini di cui ne ho assorbito si e no l'uno per cento, siamo andati a visionare le barche e lì ho avuto un primo trauma, c'erano un milione di drizze (corde) fissate tramite dei grilletti. - Non capirò mai! - mi sono detto. Ma una volta salito in barca l'istruttore mi dava istruzioni tipo - cazza il fiocco - e io cazzavo, - cazza la randa - e io cazzavo la randa, - lasca un po' il paterazzo -... Una volta imparato a dirimere i litigi tra fiocco e timone è stato divertimento allo stato puro, due e forse più ore di navigazione in piena libertà e con rare difficoltà a comprendere da che parte mettere il fiocco (la randa decide "da sola" dove andare) a seconda del vento... Scoprire che anch'io, come Giovanni Soldini, sono in grado - nonostante la mancanza di "qualche pezzo", di portare una barca a vela è stata un'esperienza entusiasmante... ed ora eccomi a regatare, dopo solo una stagione e a contendermi l'acqua con velisti che vantano dieci e più anni di esperienza".

Uguali nel vento

Più prudente Eugenio Boldrin, team manager della squadra agonistica "Uguali nel vento" e allenatore del modenese Fabio Vignudini, il più regolare e vincente tra i velisti della Classe 2.4. "A chi vuole cominciare - consiglia Boldrin - dico di andare in barca il più possibile, magari iniziando ad apprendere le regolazioni delle vele e a capire la direzione del vento su una barca d'altura. Va anche detto, però, che sul 2.4 anche un neofita non corre mai pericolo, visto che la barca non scuffia neppure quand'è invasa d'acqua... va comunque tenuto conto che il processo d'apprendimento è più lungo che nelle altre imbarcazioni".

A scuola di vela

In linea con le affermazioni di Boldrin, è l'impostazione della scuola vela promossa a Dervio, sul lago di Como, da Carlo Annoni, pluricampione nazionale e tuttora uno dei velisti del 2.4 con maggior esperienza in Italia, di recente nominato tecnico FISD di specialità dopo l'accordo tra la Federazione sport disabili e la Federazione vela in vista della Paraolimpiadi. Nella base nautica della Lega navale italiana - sezione di Milano, Annoni propone settimane "full immersion" per chi si vuole avvicinare alla vela e corsi di perfezionamento per chi punta all'attività agonistica. "Il corso è residenziale - spiega Annoni - e dura dal lunedì al venerdì. L'ospitalità per i velisti è nei bungalow della darsena, accessibili e completamente attrezzati. Si mangia tutti insieme e si passano cinque giorni all'insegna della vela "vera". È richiesto un contributo spese di 130 euro e l'iscrizione alla Federazione italiana vela (altri 55 euro, compresa l'assicurazione Sportass)".

Va detto, inoltre, che le altre strutture italiane che tengono corsi di avviamento alla Classe 2.4, geograficamente concentrate al nord e al centro, offrono nei fine settimana lezioni gratuite agli atleti con disabilità, grazie a finanziamenti pubblici e privati. Con barche che vengono concesse "in prestito" ai velisti. Spesso pure per le regate agonistiche.

Quanto costa

Anche la Classe 2.4, infatti, è "vittima" dell'unico difetto dello sport velico: il costo delle imbarcazioni.

Un 2.4mR nuovo, infatti, costa circa 7.500 euro (si ordina in Finlandia, nell'unico cantiere europeo che ne produce), usato intorno ai 2.500 euro. A ciò vanno aggiunti 1.500 euro per il set di vele e circa 3.000 per il carrello da trasporto. Una spesa che i velisti più accreditati riescono ad abbattere grazie agli sponsor, molto attenti a questa originale e appassionante specialità. Per la quale, garantiscono all'unisono gli appassionati, vale la pena di fare qualche sacrificio... Provare per credere!

Indirizzi utili

  • Centro Federale 2.4
    Sede a Padova e base a mare alla Darsena Le Saline di Chioggia
    Referente: Emilia Barbieri, istruttori: Piergiorgio Garelli e Piero Biasi
    cell. 329.9177562
    Email: pdm@gpnet.it
    In internet: www.federvela.it/portodimare
  • Scuola vela della Lni Milano
    Sede a Milano e base nautica a Dervio (Lecco)
    Referente Carlo Annoni
    cell. 031.670836
  • Gruppo agonistico Uguali nel Vento
    Sede a mare a Jesolo (Venezia)
    Referente: Eugenio Boldrin
    cell. 335.8414990
    In internet: www.ugualinelvento.org
  • Assonautica Livorno
    Referente: Beppe Fissore
    Tel. 0586.889100

 

 

 

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