|
Mobilità n. 29 - Anno 5
Cinema
Figli di un dio minore
di Antonio Tripodi
Anche in questo numero la scelta di ripensare ad un film datato offre l'opportunità per riflettere su alcuni luoghi diffusi comuni sulla sordità, ma anche di approfondire ancora una volta la questione del linguaggio dei segni. Scopriamo assieme alcune particolarità non sempre note se non si è un
addetto ai lavori o una persona sorda.
Children of a Lesser God (USA, 1986)
Titolo italiano: Figli di un dio minore
Regia di Randa Haines
Scritto da Mark Medoff e Hesper Anderson
Genere commedia drammatica
Attori
William Hurt (James Leeds), Marlee Matlin (Sarah Norman), Piper Laurie (la madre di Sarah), Philip Bosco (Curtis Franklin), Allison Gompf (Lydia), John F. Cleary (Johnny), Philip Holmes (Glen), Georgia Ann Cline (Cheryl), William D. Byrd (Danny), Frank Carter Jr (Tony), John Limnidis (William), Bob Hiltermann (Orin), E. Katherine Kerr (Mary Lee Ochs), John Basinger (Alan Jones), Barry Magnani (Tom Schuyler).
Trama
James, insegnante di lingua in una scuola americana per ragazzi sordi, interpreta
il suo ruolo con uno spirito alternativo, che ricorda il professor Keating
(Robin Williams) de "L'attimo fuggente" (Deads Poets Society). Sennonché ci
troviamo alla fine degli anni Ottanta nell'America "liberal" e non alla soglia dei fatidici anni Sessanta nel Vermont conservatore. Dunque, l'atteggiamento del direttore della scuola nei confronti del bizzarro docente è molto più tollerante di quello tenuto dal suo omologo con il povero Keating, anche quando James si innamora di Sarah, sorda che ha deciso di rimanere all'interno della scuola, come donna delle pulizie, per paura di dovere affrontare il mondo esterno. L'amore è pero
contrastato dal rifiuto di Sarah ad accostarsi al mondo degli udenti e dal suo rifiuto di imparare a leggere dalle labbra e di esprimersi anche con la voce.
La frase: "Solo gli udenti stupidi pensano che i sordi siano stupidi".
Critica
Un film che ci conduce per mano nel mondo dei sordi, ma poi ci abbandona
nel bel mezzo del percorso, quando quel mondo comincia ad incuriosirci
ed intrigarci, e lascia emergere solo una tormentata storia d'amore ad
uso e consumo dei cuori teneri e dei fruitori superficiali. Ma questo non è un film di cui si può parlare male. È infatti solo per merito di opere come queste ("Figli
di un dio minore" prima di divenire film è stato un
lavoro teatrale di grande successo di Mark Medoff) che le problematiche dei sordi hanno raggiunto (negli anni Settanta e Ottanta) il vasto pubblico. Certo, dopo una visione approfondita, infastidisce vedere il protagonista rivolgersi ai sordi quando questi gli voltano le spalle (ma cosa potranno capire mai?) o ripetere pedissequamente ad alta voce le frasi in Segni dei protagonisti sordi.
Terribile è la versione doppiata in italiano. A parte le traduzioni ridicole, se non offensive, per
la lingua dei Segni (il verbo "to sign", segnare, è tradotto
con gesticolare), è particolarmente irritante il doppiaggio
di Hurt, in cui le parole, tradotte in italiano, vengono ripetute lentamente,
ovviamente in asincrono con le labbra dell'attore, che scandisce in inglese.
Se si ha la fortuna di possedere la versione in DVD (e si conosce un po'
di inglese) è oltremodo consigliato selezionare la lingua originale
del film.
Il parere dell'esperto
Ma in che lingua si parla veramente nel film? Sentiamo il parere di Daniela Balzi, interprete
LIS (lingua italiana dei segni) che collabora con la Sezione Diritto allo Studio
dell'Università Ca' Foscari di Venezia
Lingue dei Segni e Lingue Segnate
Le Lingue dei Segni, o lingue visivo gestuali, sono lingue umane naturali
poiché presentano tutte le caratteristiche strutturali ed evolutive delle
lingue parlate, uditivo - vocali. Sia dal punto di vista diacronico che diatopico,
esse si sono evolute indipendentemente dalle lingue parlate: se in paesi come
gli Stati Uniti e la Gran Bretagna si parlano due varietà di inglese
reciprocamente comprensibili, lingue dei segni come ASL (American Sign Language)
e BSL (British Sign Language) sono mutuamente incomprensibili. Diverse invece
le lingue segnate come ad esempio l'Italiano Segnato, che non sono lingue
naturali, bensì glossature in segni di una lingua vocale, nel nostro esempio segni sovrapposti alla struttura frasale dell'Italiano.
La lingua di Marlee Matlin
La protagonista principale, sorda dall'età di 18 mesi, è segnante
nativa di American Sign Language (ASL). Durante la recitazione si
può osservare come nelle conversazioni "ascolti" attraverso la lettura labiale e parli usando in modo particolarmente fluente la Lingua Americana dei Segni, prerogativa, difficilmente imitabile, dei sordi madre lingua segnanti. Ė esperienza quotidiana della persona sorda la conversazione con persone udenti il cui parlato non può che essere interpretato attraverso la lettura dei movimenti delle labbra ed attraverso vari elementi del contesto comunicativo. Nell'esprimersi, invece, il sordo segnante può scegliere di comunicare nella propria varietà di
Lingua dei segni oppure di usare la voce per produrre la lingua o le lingue
vocali che conosce.
La lingua di William Hurt
L'attore, nel suo ruolo di insegnante in una scuola di sordi, di fatto "usa" segni probabilmente appartenenti alla ASL, ma non per questo si può dire che parli ASL. Questo è osservabile anche da chi, come chi scrive, non conosce la Lingua Americana dei Segni né conosce particolarmente la biografia di Hurt. Durante il film, infatti, l'attore segna e contemporaneamente parla rispettando la sintassi dell'inglese. Sembrerebbe quindi produrre simultaneamente due lingue: la lingua dei segni con le mani e l'inglese con l'apparato fonoarticolatorio. Questo, se da una parte è fisicamente
fattibile (possiamo parlare e contemporaneamente muovere le mani) dall'altra è neurologicamente impossibile.
Data la fisiologia della parte del cervello umano che, ben prima delle mani
e della voce, produce la "lingua" propriamente detta, non si può verificare che una persona produca strutture fonologiche, morfologiche e, soprattutto, sintattiche contemporaneamente in due lingue diverse. Si può invece ascoltare una lingua e contemporaneamente produrne un'altra: questo è il lavoro degli interpreti sia di lingue vocali che di lingue dei segni. Dal momento che Hurt, probabilmente per esigenze di copione, parla un perfetto inglese accompagnato da segni, ne deduciamo che il segnato necessariamente non sia ASL, bensì una qualche varietà di
Inglese segnato.
Il presente articolo è di
esclusiva proprietà di Mobilità Servizi sas.
Ogni riproduzione, su qualsiasi supporto, senza preventiva autorizzazione dell'Editore, è vietata.

|
|