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Mobilità n. 29 - Anno 5
Un "bus" dentro casa
di Giovanni Del Zanna, HBgroup
La nuova frontiera della "domotica" è rappresentata da tecnologie relativamente semplici, e soprattutto personalizzabili a seconda delle effettive esigenze e capacità di chi deve utilizzarle. Una centralina computerizzata risolve - a costi contenuti - alcune funzioni essenziali per la sicurezza e l'autonomia. Ma occorre avere una buona dimestichezza con i personal computer.
FIG.1 - La possibilità di connettersi da
remoto
può servire
per: A) all’installatore
per verificare il
funzionamento dell’impianto
e intervenire, in caso
di bisogno;
B) all’utente che può ricevere
informazioni
o
impartire alcuni comandi da telefono;
C) all’utente
che, collegandosi con un
computer,
può interagire con il sistema |
Si parla molto di domotica: innovazioni, possibilità strabilianti, prodotti tecnologici... tutte soluzioni che, viene detto, possono servire ad aiutare anziani e disabili.
Anzitutto sarebbe interessante comprendere, nello specifico, chi sono esattamente i cosiddetti "anziani e disabili", conoscere a fondo le diversità delle disabilità, gli effettivi bisogni e capire in quale modo - concreto e praticabile - la tecnologia può effettivamente aumentare l'autonomia e migliorare la loro qualità della vita.
In secondo luogo ci si potrebbe chiedere se oggi la "tecnologia domotica" è già pronta per essere impiegata in ambiente domestico, se al di là dei comunicati promozionali è possibile, da un punto di vista tecnico ed economico, utilizzarla in una comune abitazione.
I dubbi di oggi
Le persone che si occupano di domotica sono concordi almeno su due aspetti: che nel giro di qualche hanno la domotica avrà un grande sviluppo e che c'è bisogno di una maggiore diffusione della domotica, per aumentare il numero dei pezzi venduti con conseguente riduzione dei costi.
Oggi la tecnologia domotica è solo agli inizi e probabilmente, fra qualche anno, sorrideremo delle considerazioni che proponiamo oggi.
Al di là di tutto non solo cresce l'interesse per l'argomento, e aumentano il numero delle sperimentazioni (come il progetto Abrì di cui già si è parlato), ma iniziano anche ad esserci delle realizzazioni concrete: privati che installano sistemi domotici in casa propria. Non solo per ville di ricchi signori amanti della tecnologia, ma anche per abitazioni di persone con disabilità che vogliono aumentare la loro autonomia in casa.
Un esempio
FIG.2 - L’apertura del cancello
esterno
avviene
per mezzo
del sensore
di prossimità |
È il caso dell'esempio che illustreremo in questo articolo e, per meglio capire l'intervento, è necessario
fare alcune importanti precisazioni.
L'intervento è stato realizzato a Milano, grazie anche ad un contributo regionale per
gli "ausili tecnologici" (Legge Regionale 23/99) che ha coperto
l'80% della spesa dell'impianto, cosa che ha permesso alla famiglia di poter
affrontare i costi dell'intervento (circa 30 milioni di lire, 15.000,00 euro).
L'appartamento è collocato in un edificio residenziale plurifamiliare
- il tipico condominio su più piani - di recente costruzione. Il sistema domotico è stato
installato durante la fase di costruzione dell'edificio, in questo
modo è stato possibile effettuare tutte le predisposizioni necessarie
e coordinare la domotica con le altre reti impiantistiche. In aggiunta l'applicazione delle normative per l'abbattimento delle barriere architettoniche, finalmente recepite, ha portato alla costruzione di un edificio in cui le parti comuni risultano adeguatamente accessibili.
Le tecnologie
La tecnologia impiegata è quella del sistema "bus", secondo lo standard Lonwork, delle cui caratteristiche parleremo in seguito. Il progetto è stato curato dall'HBgroup, per ciò che riguarda l'accessibilità dell'alloggio e le specifiche del sistema domotico, mentre la progettazione impiantistica e l'installazione è stata curata da un'azienda specializzata (Plantronic - www.plantronic.it) che solitamente realizza grandi impianti - per la sicurezza antintrusione o antincendio - e che ha saputo, in questo e in altri interventi, mettere a frutto la propria competenza e professionalità per realizzare impianti domotici per persone con disabilità.
L'analisi dei bisogni
Veniamo quindi agli "abitanti", ovvero agli utenti, come genericamente diciamo di solito, ma che in questo caso sono persone concrete, definite e che possiamo delineare con maggiore precisione. Si tratta di un giovane, di circa trent'anni, che vive con i genitori. Utilizza una carrozzina (è tetraplegico), ma ha molta autonomia: si muove in modo rapido e preciso, guida l'auto, da cui sale e scende da solo, e, quotidianamente, va al lavoro.
Le difficoltà, in casa, non sono poche, ma l'autonomia e la grinta non mancano e, proprio in un simile contesto la domotica può essere impiegata in modo ragionevole e sensato. Inoltre una buona capacità di utilizzo del computer - che d'altronde utilizza tutti i giorni al lavoro - permette di sfruttare al meglio le potenzialità di questo sistema domotico.
Obiettivo del progetto è stato, ovviamente, quello di assicurare il massimo dell'autonomia, che in concreto significava: poter accedere all'edificio (sia arrivando a piedi che in auto), raggiungere l'appartamento, entrare, e poter gestire la casa nelle funzioni principali.
Lonwork
FIG.3 - In caso di smarrimento
della
chiave è possibile
chiamare la
centralina,
farsi riconoscere con il
codice segreto e attivare il comando
di apertura del cancello |
È importante, a questo punto, descrivere brevemente la tecnologia impiegata:
il sistema Lonwork (www.echelon.com)
utilizza una rete costituita dal cosiddetto cavo "bus"; a differenza
di altri sistemi prevede una centralina (un vero e proprio computer
che però è rinchiuso in un piccolo armadio metallico) che, attraverso la rete, controlla delle "schede" disposte
(dentro scatole ad incasso) nei diversi punti della casa. Le schede ricevono i comandi dai dispositivi di ingresso (input)
e alimentano i dispositivi di uscita (output): così un interruttore attiva il funzionamento del motore della tapparella. Ovviamente il tutto è gestito
dal computer centrale che riceve i segnali in entrata, li elabora ed
invia i comandi ai diversi dispositivi. Inutile dire che la centralina è progettata per garantire la massima affidabilità ed il suo funzionamento è assicurato da un gruppo di continuità.
Non tutte le funzioni dell'impianto elettrico vengono gestite dal sistema
domotico. Ad esempio, si è scelto di non automatizzare l'accensione delle luci (un po' per contenere i costi dell'impianto, ma anche perché non ce n'era un'effettiva necessità:
il sistema tradizionale era sufficientemente accessibile).
Nel sistema domotico adottato sono state attivate le seguenti funzioni: apertura/chiusura tapparelle, automazione tende, apertura/chiusura porte scorrevoli interne (solo predisposizione), comando della serratura della porta di ingresso, comando della serratura del portone condominiale, chiamata di emergenza, sicurezza gas, sicurezza incendio, sicurezza anti-allagamento impianto anti-intrusione.
Alcune funzioni sono tipiche dei sistemi domotici (apertura tapparelle, sicurezze
per gli impianti gas ed acqua, ecc.), può essere utile invece, mettere
in evidenza alcune funzioni che, anche se possono sembrare secondarie, risultano
interessanti e molto utili.
Il sensore di prossimità.
Un sensore di prossimità è un piccolo dispositivo, montato a parete, che rileva la prossimità (ovvero la vicinanza) di una scheda magnetica (la cosiddetta chiave elettronica), grande come una carta di credito, che attraverso un sistema codificato di sicurezza viene riconosciuta (in un certo senso come la serratura "riconosce" la chiave). In questo modo il sensore di prossimità riconosce la presenza del possessore della chiave e può, di conseguenza, attivare diverse funzioni.
Può far aprire una serratura, la porta basculante di un box o predisporre l'alloggio (disattivazione dell'allarme, apertura delle tapparelle, ecc.). Inoltre, poiché il sistema "riconosce" la presenza all'interno della casa dei diversi abitanti (che hanno schede differenti tra loro) è in grado di attivare funzioni diverse a seconda delle situazioni. Facciamo un semplice esempio: il nostro amico aziona il campanello di allarme. Se in casa è presente un altro familiare il sistema può far suonare solo il campanello, se invece in casa non c'è nessuno il sistema può inviare l'allarme ad una chiamata telefonica verso l'esterno.
In questo modo il sensore di prossimità diventa un elemento molto importante per rilevare chi è presente all'interno della casa, dato particolarmente utile per programmare il software a seguire comportamenti differenti a seconda delle situazioni.
Il software di gestione
Il centralino del sistema domotico è un computer che, grazie ad un software programmato in fase di installazione, sorveglia e gestisce il funzionamento di tutto ciò che è collegato.
Un'ulteriore funzionalità è data dalla possibilità di collegare un computer (da tavolo o portatile) al sistema. Per fare questo basta installare una scheda che da un lato si connette al bus e dall'altro è dotata di una presa seriale per essere collegata al computer.
In questo modo l'utente può intervenire sul programma di gestione. Chiaramente l'utente non ha gli stessi "permessi di accesso" al programma e non lo può modificare nelle parti essenziali (anche per evitare interventi dannosi), ma può, ad esempio, modificare gli orari degli eventi programmati a tempo, verificare il funzionamento del sistema o personalizzare delle funzioni.
Il controllo remoto
La facilità con cui è possibile collegare la centralina ad un combinatore telefonico e ad un modem offre molte possibilità di controllo remoto.
Con il combinatore telefonico è possibile inviare delle chiamate verso l'esterno su telefoni di rete fissa o mobile (cellulari). Il sistema è in grado di chiamare più numeri in sequenza e di inviare un messaggio vocale preregistrato. Di conseguenza, a seconda dell'evento che ha attivato la chiamata, il messaggio può essere di tipo diverso: emergenza incendio, intrusione, richiesta di soccorso o altro (ovviamente il messaggio può essere personalizzato).
Sempre per mezzo di una chiamata telefonica è possibile interagire con il sistema dall'esterno. Si chiama la centralina, attraverso un codice segreto si può entrare nel sistema e, sempre utilizzando solo il telefono, si possono avere informazioni sullo stato dell'impianto impartire alcuni comandi. Ovviamente, con questa modalità di controllo, non è possibile avere una gestione piena del sistema, e, a fronte della semplicità di utilizzo, si possono comandare solo poche funzioni.
La connessione via modem, invece, permette una gestione più completa. Anzitutto l'installatore può periodicamente (o in caso di anomalie) controllare lo stato del sistema (che registra tutti gli eventi che accadono nel corso della giornata) e intervenire con eventuali modifiche sul software. Allo stesso modo, ma con una libertà d'azione più ridotta, l'utente può collegarsi con un computer da una postazione remota, ad esempio dall'ufficio, e interagire con il sistema.
In definitiva un sistema di questo tipo risulta essere molto flessibile e dotato di molte possibilità di personalizzazione, anche se richiede, per sfruttare al massimo le potenzialità, una buona predisposizione informatica da parte dell'utente.
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