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Mobilità n. 29 - Anno 5
Progettazione accessibile
SuperMercati per SuperClienti
di Fabrizio Mezzalana
La migliorata accessibilità complessiva dei centri della grande distribuzione alimentare, e la diffusione degli acquisti on-line rischia di far dimenticare le piccole e grandi "strozzature" del sistema, dal punto di vista di chi ha un problema sensoriale o di mobilità. Piccoli accorgimenti e maggiore attenzione alle esigenze dei clienti basterebbero per evitare fastidi e difficoltà.
(Foto di Enrico Colussi) |
Tra tutti i negozi che ci capita di frequentare, il supermercato è quello che apparentemente offre le migliori garanzie di accessibilità. Non fosse altro che in un supermercato tutte le merci si muovono su ruote: quando vengono scaricate e portate all'interno, quando vengono prelevate dagli scaffali e messe nel carrello.
Tra l'altro le ruote dei carrelli dei supermercati hanno un diametro molto simile a quello delle ruotine anteriori di molte carrozzine manuali: il fastidio e la difficoltà che si incontrano nello spingere un carrello pieno di spesa su piccole imperfezioni della pavimentazione, - sconnessioni, piccoli salti di quota, ecc. che si incontrano specialmente nella zona del parcheggio - danno un'idea di quello che prova un disabile in carrozzina. E proprio dal parcheggio comincia l'accessibilità del supermercato; ormai possiamo dire che una buona parte dei supermercati è dotata di parcheggi riservati opportunamente segnalati e posti nei pressi dell'ingresso. Anche nel caso di supermercato su più piani e parcheggio interno, è frequentissimo trovare i parcheggi riservati proprio nei pressi dell'ampio ascensore che conduce ai piani superiori. Inoltre le porte d'accesso sono ormai tutte automatiche con fotocellula e hanno ampie dimensioni per il passaggio.
Per l'accesso e la mobilità interna sembra sia garantita un'accessibilità di base. Ma cosa succede una volta dentro?
Dentro il supermercato
Le azioni che svolgiamo un volta all'interno, escluso i nostri spostamenti, sono essenzialmente riconducibili a: orientarsi all'interno della struttura, individuare e osservare i prodotti che ci interessano, prendere le merci scelte e trasportarle fino alla cassa, passarle alla cassa, pagare e quindi portarle a casa.
Per quanto riguarda l'orientamento all'interno della struttura, generalmente il supermercato è organizzato in una forma piuttosto regolare di scaffali paralleli tra loro che espongono le merci. Il percorso dall'ingresso alle casse tende ad essere quasi obbligato e questo è comprensibile visto che questo tipo di distribuzione spaziale tende a far transitare il cliente-consumatore davanti a tutte le merci esposte. Se invece cerchiamo qualcosa di preciso e non abbiamo molto tempo a nostra disposizione vengono in nostro aiuto le indicazioni delle categorie merceologiche presenti nei vari corridoi e nei vari scaffali. La leggibilità di questi cartelli (generalmente appesi al soffitto) può e deve essere migliorata cominciando a posizionarli più in basso e utilizzando quelle indicazioni di contrasto tra scritta e fondo, di font, ecc. che sono ormai ricavabili dalla letteratura in materia.
Fare la spesa
La fase più critica dal punto di vista del cliente con disabilità è quella dell'individuazione, scelta e trasporto della merce. Immaginiamo una persona con disabilità motoria che utilizza una sedia a ruote per spostarsi e, per praticità nell'esempio, che non abbia problemi nella funzionalità della metà superiore del corpo. Il nostro cliente sperimenta difficoltà soprattutto a causa della distribuzione delle merci sugli scaffali e sul trasporto di quelle prescelte.
Ognuno di noi ha sperimentato la difficoltà di afferrare una scatola di biscotti posta all'ultimo ripiano in alto o, anche se in un ripiano più basso, se è una delle ultime e quindi posta molto in profondità.
Una persona in carrozzina, ma anche una persona anziana che non possa chinarsi o non possa sollevare troppo in alto la testa, ha la possibilità di guardare etichette e merci e afferrare queste ultime solo se sono collocate in una fascia di più semplice uso (né troppo in basso né troppo in alto).
Potremmo attingere ad indicazioni normative che riguardano l'ubicazione di impianti e/o servizi - pulsantiere degli ascensori, telefoni pubblici, ecc. - per determinare una "fascia di accessibilità" oppure potremmo riprendere vecchie raccomandazioni sulla disposizione verticale delle merci: se la mia marca preferita di biscotti è collocata in una fascia verticale dello scaffale con ripiani da 30 a 180 cm da terra, ognuno può prendere la scatola all'altezza che gli è più comoda. Ma sarebbe sufficiente? Ci domandiamo mai seconda quale logica vengono disposte le merci sugli scaffali?
Dov'è il sale?
Pensiamo per un attimo ai generi di primissima necessità (zucchero, sale, ecc.): avete fatto caso che sono sempre collocati in angoli semi-nascosti e nei posti meno accessibili? La spiegazione sta nel fatto che la disposizione risponde esclusivamente ai criteri di vendita del prodotto. Anche tra gli scaffali ci sono i posti in "prima fila" e sono quelli più facilmente visibili e più facilmente accessibili nei quali vengono disposte le merci - magari non necessarie - che il supermercato vuole venderci a tutti i costi. Lo zucchero e il sale sono indispensabili: perché sprecare per loro un posto in prima fila se tanto il cliente, non potendo rinunciarci, è disposto a stanarli anche nei posti più inaccessibili?
Da queste considerazioni ho tratto la convinzione che la pur giusta indicazione sulla disposizione verticale delle merci non potrà mai risolvere da sola il problema; anche perché rimarrebbe il problema del trasporto nel supermercato, sulla cassa e fino a casa.
Spesa a domicilio
Intanto aumentano i supermercati che offrono (quasi tutti a pagamento) la consegna a domicilio che risolverebbe la movimentazione della merce dal supermercato a casa e nascono, già da qualche anno, iniziative e sperimentazioni che potrebbero venirci in aiuto.
È il caso dell'iniziativa promossa da qualche anno dalla Unicoop di Firenze con l'operazione "Salvatempo" (maggiori dettagli al sito www.coopfirenze.it). All'ingresso di ormai quasi trenta negozi si trova un distributore di lettori ottici portatili col quale leggere il codice a barre delle merci che introduciamo nel carrello; sul monitor appaiono tutte le informazioni relative al prodotto. L'apparecchio viene riconsegnato alla cassa dove si evita il trasbordo dei prodotti scelti e si paga; a questo punto, se si ripone la spesa direttamente nei sacchetti, ci si infila in macchina e via. A quanto pare l'idea ha avuto un buon successo e la percentuale di errori è risultata particolarmente bassa da parte dei clienti anziani che hanno trovato molto utile faticare meno ed avere costantemente sott'occhio il conto della spesa.
Come spesso accade l'introduzione di tecnologia può avere ricadute positive per le persone con disabilità. Il nostro cliente-consumatore in carrozzina preso ad esempio evita con il Salvatempo la trasmigrazione dei prodotti scelti dal carrello alla cassa e viceversa. Rimane il problema di individuare e prendere la merce dagli scaffali.
Commercio elettronico
A questo punto qualcuno potrebbe ricordarci che esiste il cosiddetto commercio elettronico, la spesa via web: mi collego, scelgo cliccando, pago con la carta di credito e aspetto a casa la spesa. Facciamo un paio di riflessioni su questo: se provate a collegarvi a qualche sito dal quale è possibile fare la spesa da casa scoprirete che le merci non sono mai visibili, sono raggruppate sotto categorie e il margine di scelta è veramente esiguo. C'è poi l'aspetto strettamente sociale: oramai sono tutti d'accordo che ciascuno di noi è corpo e mente, corpo e sensazione, corpo ed emozioni; la spesa via web soddisfa l'appetito del corpo ma non potrà mai soddisfare la voglia di fare la spesa con qualcuno, la possibilità di fare incontri, la ritualità con la quale ciascuno di noi in modo diverso vive l'esperienza di andare al supermercato (dal bimbo piccolo che gioca sul carrello della spesa, all'anziano che si organizza per andarci con il vicino di casa in un tarda mattinata autunnale).
Qualche tempo fa mi ha colpito la notizia che in due supermercati californiani è disponibile un piccolo apparecchio portatile che riceve le informazioni inviate direttamente dai prodotti sugli scaffali: muovendoci nel supermercato possiamo così sapere dove si trovano, oltre a tutte le indicazioni sui prezzi, scadenze, valori nutritivi, ecc. Basterebbe aggiungere la possibilità di confermare l'acquisto del prodotto che appare sul display. Aiutato dalla tecnologia individuo, analizzo, scelgo. Se voglio, mi risparmio la fatica di afferrare il prodotto e trascinarmelo dietro; pago alla cassa e torno a casa in attesa della spesa che ho scelto. Magari dopo lunghe discussioni con il vicino di casa "compagno di spesa".
- Il Centro per l'Autonomia
L'autore dell'articolo è il responsabile del Servizio di Progettazione Accessibile del Centro per l'Autonomia, un servizio territoriale ideato e gestito dall'Associazione Paraplegici di Roma e del Lazio in convenzione con la Asl Rm C di Roma - Regione Lazio. Si occupa del reinserimento dei lesionati midollari ricoverati presso l'Unità Spinale Unipolare del CTO di Roma ed estende i propri servizi a tutti gli utenti con disabilità che
si rivolgono ad esso.
La finalità del Centro è il raggiungimento del massimo grado
di autonomia attraverso la pianificazione di un percorso personalizzato
che analizzi e tenga presente tutti gli aspetti della persona.
- Il Servizio di Progettazione Accessibile
In particolare il Servizio di Progettazione Accessibile del Centro per
l'Autonomia ha come obiettivo principale il raggiungimento del massimo
livello di autonomia nella comoda e sicura utilizzazione degli spazi
domestici o lavorativi delle persone con disabilità.
Il Centro
per l'Autonomia è in Via G. Cerbara, 20 a Roma (00147).
Telefono e fax 06.51604253
In internet: www.centroperlautonomia.it
Email: f.mezzalana@centroperlautonomia.it
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