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Mobilità n. 30 - Anno 5
Veicoli e libertà
Il Quad dei desideri
La febbre sta aumentando. Se le passioni e le mode si misurano anche in termini di scambio di mail, di richieste di informazioni, di iniziative, quella dei Quad è sicuramente la febbre che negli ultimi mesi più si fa sentire fra le persone disabili che più sono attratte dalla voglia di muoversi e di divertirsi. Vediamo di capirne di più
I Quad o ATV (All Terrain Vehicle) sono quelle moto a tre o quattro ruote scoperte che sempre più si vedono in giro per le nostre strade pur rimanendo ancora un "oggetto di culto" di una minoranza. Nati negli Stati Uniti, venivano utilizzati inizialmente come veicoli di lavoro da utilizzare soprattutto sui luoghi più impervi (sabbia, montagna, neve).
Di queste caratteristiche iniziali rimane una marcata impronta nell'assetto di guida e nei capienti portapacchi.
Dotati spesso di una trazione 4x4 sono in grado di arrampicarsi praticamente su qualsiasi terreno, mantenendo una buona stabilità grazie alla loro volumetria, alle tre o quattro ruote e al loro peso ben distribuito. Le cilindrate disponibili vanno dai 50 cc (pensati soprattutto per i minori) fino ai 600, e talvolta, oltre, centimetri cubici, con motori generalmente monocilindrici a 2 o 4 tempi sia a benzina che diesel.
Si aggiunga la possibilità, per alcuni modelli, di trainare anche un carrello e la possibilità di trasferire tutti i comandi sulle mani e si capirà perché molti disabili siano attratti da questo nuovo veicolo.
Permette, oltre che di muoversi per i normali spostamenti (soprattutto nella bella stagione), di effettuare spostamenti raggiungendo luoghi normalmente irragiungibili per una persona in carrozzina o anche solo con una protesi o con difficoltà di deambulazione.
Non è un caso quindi che comincino a fiorire i raduni, le occasioni per provare questi veicoli e che molte persone con disabilità comincino ad informarsi sul costo e le caratteristiche di queste moto, sulle possibili modifiche.
L'idoneità alla guida
Ma i quesiti più delicati riguardano l'idoneità alla guida: che tipo di patente può abilitare alla conduzione di questi veicoli? In particolare: chi è titolare di patente B speciale con obbligo di usare adattamenti, può condurre anche questi veicoli che si configurano come quadricicli leggeri?
Lo abbiamo chiesto a Dino Matarazzo, ingegnere della Motorizzazione Civile di Treviso, un professionista che in questi anni si è dimostrato, anche per altre iniziative, particolarmente attento alle esigenze di mobilità delle persone con disabilità.
Abbiamo chiesto innanzitutto a Matarazzo quali siano state in questi anni le evoluzioni normative e le difficoltà relativamente alla possibilità di condurre un motoveicolo da parte delle persone con disabilità.
"Recentemente le norme in materia hanno subito notevoli modificazioni. È stato abolito il vecchio comma 5 dell'articolo 327 del Regolamento del Codice della Strada che, nei fatti, impediva alle persone amputate di arto di conseguire la patente A speciale per la guida di motocicli. È stato altresì introdotto l'obbligo di patentino per condurre i ciclomotori."
Ma come incidono queste modificazioni rispetto alle persone disabili che intendono guidare un Quad? "Partendo proprio dal famigerato e certo non rimpianto comma 5 dell'articolo 327, occorre precisare che questo non vietava l'acquisizione della patente "A" ma solo l'utilizzo dei motocicli da parte dei "minorati degli arti". La mia interpretazione è sempre stata quindi che tutto ciò che non ricadesse sotto la classificazione di motociclo fosse guidabile: ciclomotori (fino al prossimo luglio senza alcuna patente), tricicli, quadricicli ed autovetture con patenti "A" o "B" speciali in base al tipo di veicolo. Tutto quindi si risolveva in base all'omologazione ed alla relativa classificazione del veicolo in argomento.
La Direttiva 2002/24/CE del Parlamento Europeo (capo 1, art. 1, comma 2, punto b), classifica come motocicli i "veicoli a due ruote, senza carrozzetta o con carrozzetta, muniti di un motore con cilindrata superiore a 50 cc se a combustione interna e/o aventi una velocità massima per costruzione superiore a 45 km/h". I Quad, per definizione veicoli a tre o quattro ruote, a prescindere da ogni altra caratteristica tecnica, non sono dunque classificabili come motocicli e, di conseguenza, non rientrano tra quelli che l'abolito comma 5 vietava.".
Ma guardiamo alla situazione attuale. Una persona disabile in possesso di patente B speciale può condurre un Quad senza necessità di valutazione dell'idoneità?
Matarazzo precisa: "Non è possibile acquisire automaticamente la patente A (o la A speciale) se in possesso della B (o della B speciale) conseguita di recente. È necessario comunque un esame di idoneità che consiste soltanto l'esame di guida se la persona aveva già la patente B e in un esame completo (teoria più guida) se non aveva nessuna patente. Oggi, la patente di categoria A abilita alla guida di tutti i motocicli con o senza sidecar nonché di tutti i tricicli e quadricicli a motore; la sottocategoria "A1" (conseguibile già a 16 anni) permette soltanto la guida di motocicli leggeri di cilindrata non superiore a 125 cc e di potenza massima non superiore a 11kW.
Chi fosse già in possesso di queste patenti o di una di categoria B conseguita quando la normativa consentiva di poter guidare anche i motocicli, dovrà comunque passare da una Commissione Medica Locale perché, è opportuno ricordarlo, anche dopo l'abolizione del comma 5, spetta comunque alle Commissioni il giudizio definitivo sulla possibilità di guida di un motociclo. Questo passaggio è indispensabile oltre che per depennare l'eventuale dicitura "patente A con esclusione dei motocicli", anche per la prescrizione di eventuali adattamenti."
Adattare il Quad
Già! Gli adattamenti al Quad possono davvero rappresentare un problema pratico.
"La necessità di un adattamento - conferma Matarazzo - appare al momento il maggiore ostacolo all'effettiva concretizzazione del sogno di guidare un motociclo. Sappiamo infatti che le uniche modifiche apportabili ad un veicolo sono quelle autorizzate dalla casa costruttrice e realizzate con dispositivi omologati. Visto che al momento non esistono ancora kit omologati, di fatto gli unici motocicli guidabili con patenti speciali, saranno quelli che già nella configurazione di serie soddisfano le prescrizioni contenute nel certificato medico o quelli modificabili in base all'elenco allegato alla Circolare del 30 luglio 2003 prot. 3028M333, dove sono riportati gli adattamenti ritenuti meno importanti e quindi installabili senza nulla-osta ed omologazioni. A questi problemi naturalmente si deve aggiungere la difficoltà che possono incontrare i membri delle Commissioni nel valutare un candidato senza poterlo osservare da vicino durante una prova pratica, generalmente esaustiva per quanto riguarda le autovetture, e senza l'ausilio di un simulatore di guida ancora inesistente per quanto riguarda i motoveicoli.
Per quanto riguarda gli adattamenti possibili su un motociclo, questi sono elencati nella circolare prot. 3722/4630 del 14.06.2000. L'elenco comprende anche (codice 44.01) il comando di frenatura unico, senza specificare se manuale o a pedale. Resta l'impossibilità comunque di modificare il veicolo senza il nulla osta della casa costruttrice e senza un kit omologato. Spero che ora, potendosi finalmente rilasciare le necessarie certificazioni, i produttori si diano da fare."
Tentando di sintetizzare, quindi, è comunque necessario passare attraverso la Commissione Patenti perché la patente di cui si è già in possesso (A speciale o B speciale) sia aggiornata alla luce di una verifica dell'idoneità su un mezzo diverso dall'autoveicolo.
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