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Mobilità n. 32 - Anno 6
Taccuino di viaggio
Dalla Provenza alla Bretagna
di Mirko Ferranti
Mirko Ferranti è un affezionato Lettore che già in passato ha narrato
i suoi viaggi dalle colonne di Mobilità. A bordo del suo camper opportunamente
adattato ha visitato nuovamente la Francia. Vi presentiamo, quindi, il resoconto
della sua esperienza alla scoperta delle bellezze della Provenza e della
Bretagna, con alcune utili note sull’accessibilità dei luoghi.
Mont Saint Michel |
Condenso le esperienze di due viaggi effettuati in Francia nel corso del 2003:
le località provenzali sono state visitate nel periodo pasquale, mentre quelle
più a nord nel mese di agosto. Si succedono così situazioni atmosferiche molto
diverse: dalla neve di aprile al gran caldo dell’estate.
Molte delle tappe qui descritte sono contraddistinte da panorami dal fascino
particolare, con la caratteristica comune di essere facilmente fruibili anche
da persone con difficoltà motorie.
Tra i percorsi più affascinanti per raggiungere la Provenza dal Piemonte,
c’è sicuramente quello che passa per il colle della Maddalena (per i francesi
Col de Larche).
Partiamo da Alessandria nel giorno di Pasquetta e, sotto una fitta nevicata,
dopo Cuneo imbocchiamo la Valle Stura ed affrontiamo l’ascesa al colle percorrendo
una strada che si va rapidamente imbiancando, nella più assoluta solitudine.
La strada è ampia e agevole e solo negli ultimi chilometri diventa tortuosa,
con tornanti stretti e pendenze importanti. Fortunatamente sul versante francese
non nevica, e giunti in pianura possiamo concederci una breve passeggiata nella
città vecchia di Barcelonnette. La nostra meta odierna però è ancora lontana,
perciò ripartiamo presto per Castellane.
Canyon del Verdon
Arriviamo quando è sera e troviamo il parcheggio destinato ai camper uscendo
dall’abitato in direzione sud. Il paese è simpatico e facilmente visitabile
anche nelle viuzze strette della parte vecchia. Da qui partono le escursioni
per la visita del famoso Canyon del Verdon, il più profondo d’Europa.
Anche con il camper è possibile percorrere la strada stretta e tortuosa che
sull’altipiano segue il bordo della profonda spaccatura del canyon. Fermandosi
nei punti di sosta predisposti, si potranno vedere panorami mozzafiato del
canyon visto dall’alto: dalla balaustra ci si può affacciare su pareti di roccia
che superano i 200 metri! Le gole del Verdon si trovano ad un centinaio di
chilometri dal mare, per cui ci lasciamo attirare dalla prospettiva di un paio
di giorni di sole sulla costa.
Cassis
Si tratta di una località turistica poco ad est di Marsiglia, in un
tratto in cui la costa è caratterizzata da altissime scogliere e da spiaggette
(dette “calanche”) raggiungibili con strade spesso sterrate. L’abitato, con
la sua serie di case disposte lungo il porticciolo, non è molto agevole per
un camper e solo dopo un paio di ore di ricerca troviamo un parcheggio pianeggiante
all’uscita ovest (ci sarebbero le sbarre poste a 2 metri di altezza, ma sono
aperte...). Cassis è unito a La Ciotat da una spettacolare strada che corre
sulla cresta delle scogliere (la “Route des Crêtes”, appunto), facilmente percorribile
con qualunque mezzo, con panorami imperdibili che si possono ammirare senza
neppure scendere dall’auto.
Roussillon
Ritornando all’interno, non può mancare una sosta nel piccolo villaggio di Roussillon, che
fino ai primi del Novecento fu il centro dell’estrazione dell’ocra, fondamentale
per la produzione dei colori. Il paesaggio è quasi surreale: le colline sono
costituite da terreno che va dal giallo al rosso cupo attraverso più di 15
tonalità diverse. A poche centinaia di metri dall’ingresso del paese si trova
un ampio parcheggio pianeggiante adatto anche ai camper.
Prima di entrare nell’abitato, sulla destra, si diparte il “sentiero dell’ocra”,
che conduce alle vecchie cave ormai inutilizzate, ma che alcuni scalini iniziali
rendono inaccessibile.
Ad una ventina di chilometri in direzione di Avignone si trova l’interessante “Village
des Bories”, costituito da costruzioni in pietra, abitate probabilmente dal
1600 fino all’inizio del secolo scorso. Per l’accesso al villaggio (la cui
visita è a pagamento) è previsto un ampio parcheggio a circa 2 km, con una
piacevole strada nel verde da percorrere a piedi. È però anche possibile procedere
con prudenza fino al parcheggio posto vicino all’ingresso. La visita non è molto
agevole perché il terreno è roccioso e molto sconnesso.
Cluny
La tappa a Cluny è caratterizzata dal gran caldo dell’estate 2003. Il punto
di sosta adatto ai camper è posto nei pressi del centro ippico e offre l’ombra
di alcuni alberi (anche se i profumi sono quelli tipici di un maneggio) oltre
all’interessante visita alle scuderie del centro di riproduzione.
Della famosa abbazia, che fu il più grande edificio religioso d’Europa fino
alla costruzione della cattedrale di San Pietro, resta solo l’impronta della
pianta, ormai soffocata dalle case. Vi si accede dall’alto e si prosegue in
discesa verso ciò che fu la cripta. La presenza di gradini e di forti pendenze
costringono il visitatore in carrozzina alla sola visione panoramica.
Chambord
Mirko Ferranti sulla Côte de Granit Rose |
L’area dei castelli della Loira avrebbe meritato maggiore attenzione
ma il caldo soffocante ci costringe a scelte dolorose, per cui ci orientiamo
sul castello di Chambord, circondato da un ampio parco con prati, boschi
ed uno specchio di acqua che quasi abbraccia la costruzione.
Come in altri castelli della zona, quando scende la sera ha luogo uno stupendo
spettacolo di suoni e musica che coinvolge tutto l’edificio ed i prati circostanti.
L’accesso per i disabili è possibile sul lato destro, da quella che
per i visitatori sarebbe l’uscita. Si attraversa faticosamente il ghiaioso
cortile interno e si accede tramite passerelle al piano terra del castello,
dove sono visibili solo alcune delle animazioni in cui si articola lo spettacolo.
Di giorno invece, entrando nello stesso modo e limitatamente al piano terra,
si visitano alcune sale e si può osservare (solo dal basso) la famosa scala
a doppia elica il cui progetto sarebbe da attribuirsi a Leonardo, che lavorò per
alcuni anni poco lontano da qui.
Lo spettacolo termina verso mezzanotte e chi, come noi, pensava di poter passare
la notte nell’ampio parcheggio del castello, trova un biglietto di diffida
che, benché scritto in un italiano approssimativo, non lascia speranze.
In Bretagna
Decidiamo di iniziare la nostra visita della Bretagna partendo da sud. Paimboeuf è un
piccolo villaggio sulla sinistra dell’estuario della Loira. Offre una comoda
area di sosta per camper proprio sulla riva del fiume e un simpatico porticciolo.
Peccato che sull’altra riva si staglino mostruosi stabilimenti industriali.
Dopo aver attraversato il ponte di Saint Nazaire, proseguendo verso ovest
lungo la costa, si giunge al villaggio di Carnac, capoluogo di una zona
ricca di interessanti siti archeologici, ad iniziare dal villaggio di Locmariaquer
con il suo famoso dolmen.
A Carnac si trova uno dei più famosi “allineamenti” della Bretagna. Si tratta
di un sito ove gli abitanti preistorici hanno disposto con sorprendente regolarità più di
1100 menhir. Questa zona consente di alternare approfondimenti culturali a
momenti di relax sulle belle spiagge battute dal vento. La penisola di Quiberon si
protende per una decina di chilometri verso sud ed offre aree di sosta ombreggiate
sul lato protetto o passeggiate lungo la duna che la delimita sul lato esposto
e che nel tratto più panoramico assume la denominazione di “Côte Sauvage”.
Lorient
Ad agosto, il festival interceltico di Lorient rappresenta un’occasione
immancabile. Per oltre una settimana la città è completamente coinvolta in
una serie ininterrotta di spettacoli musicali, teatrali, rappresentazioni di
strada che si rifanno alla tradizione culturale celtica e che si protraggono
fino a notte fonda. Noi abbiamo assistito all’esibizione di un gruppo galiziano
che fondeva in maniera molto coinvolgente musiche, recitazione e numeri circensi.
Il tutto, nella spianata del palazzetto dello sport, con il pubblico che, mescolato
agli attori, ha partecipato intensamente fino alle due di notte. Nessun problema
di parcheggio e pernottamento: nei pressi del porto un ampio prato è totalmente
riservato alla sosta dei camper.
Da Lorient è possibile utilizzare un piccolo traghetto (mi assicurano che
quello turistico è accessibile in carrozzina) per raggiungere Port Louis, dove
si trova il museo della Compagnia delle Indie. Sito all’interno della
cittadella, espone una ricca collezione di reperti relativi al periodo d’oro
del commercio marittimo con l’estremo oriente. Molto belli sono i modelli ricostruiti
di navi da guerra e da trasporto che battevano le rotte orientali nei secoli
XVII e XVIII. Chi volesse recarvisi con il camper, ritornando verso sud di
una ventina di chilometri rispetto a Lorient, potrà parcheggiare comodamente
sul bordo della spiaggia o nell’ampio parcheggio del museo.
Concarneau e Quimper
Concarneau è un importante porto di pescatori, che conserva ancora una bellissima
cittadella fortificata (la “Ville Close”, costruita fra i secoli XIV e XVII
su un isolotto all’interno della baia) ormai dedicata a soli scopi turistici.
La si raggiunge con un ponte pedonale posto poco lontano dall’ampio parcheggio
del porto. Si può pernottare in questo parcheggio o in quello destinato ai
camper e posto poche centinaia di metri (in salita) alle spalle dell’abitato.
Quimper, considerata la vera capitale culturale e artistica della regione,
conserva ancora l’atmosfera del villaggio, che invita a passeggiare lungo le
sue vie acciottolate ed i canali, ammirandone le case secolari. È sede di un
importante museo (completamente accessibile anche se il percorso che i disabili
devono seguire rende la visita un po’ confusa) che espone una ricca collezione
di dipinti di pittori bretoni e che ospita anche iniziative di livello internazionale
come, ad esempio, quella dell’estate 2003 dedicata a Gauguin. La cattedrale
di Saint Corentin purtroppo non è accessibile.
Molti villaggi bretoni, nelle notti d’estate, sono animati da feste di paese
dedicate al recupero delle tradizioni regionali. Noi ci dirigiamo verso sud-ovest,
attratti da alcuni cartelloni che annunciano la festa di Penmarc’h.
Nel pomeriggio, in attesa che si cominci a servire la cena a base di cozze
e patate fritte, ci spingiamo fino al faro di Eckmuhl, posto all’estremo della
provincia di Finistere, di fronte al quale si apre un’ampia distesa di scogli
grigi scoperti dalla bassa marea. Il faro ovviamente non è accessibile.
Penisola di Crozon
Riprendiamo il viaggio verso nord e deviamo per la rinomata penisola di Crozon,
che conduce alla cittadina di Camaret sur Mer. Il fatto di trovarsi
sull’estrema punta orientale conferisce a questo villaggio di pescatori quel
particolare fascino che accomuna i luoghi dai quali si può solo “tornare indietro”.
Poco lontano si raggiunge la punta di Pen Hir, che con le sue alte scogliere è certamente
uno dei posti più belli della Bretagna. La sua fama è in parte dovuta al “tas
de pois” (catasta di piselli), una serie di rocce che punteggiano l’orizzonte.
Perros-Guirec
Sulla costa bretone rivolta verso nord abbiamo scelto questa località turistica
che ne costituisce l’estrema propaggine settentrionale. È la capitale della “Côte
de Granit Rose”, che offre la possibilità di una spettacolare passeggiata al
livello dell’acqua. Il sentiero che si diparte da Ploumanac’h è completamente
agibile, con fondo compatto e pendenze non troppo accentuate. Si possono percorrere
diversi chilometri tra le scogliere dal colore ineguagliabile che si alternano
ad accoglienti spiaggette. È possibile pernottare tranquillamente in uno dei
tanti parcheggi destinati ai turisti amanti della vita all’aria aperta.
La capitale della pesca delle ostriche è invece Cancale, e gli
amanti di questo mollusco non possono saltare una cena a prezzi impensabili
per l’Italia. L’accoglienza però non è un gran che: l’unico parcheggio praticabile
si trova all’uscita meridionale del paese, è sovraffollato, in pendenza anche
molto accentuata e posto proprio sotto un cavalcavia della superstrada!
Mont Saint Michel
Questo celeberrimo monastero costituisce il punto di passaggio dalla Bretagna
alla Normandia, ma per noi è l’ultima tappa sulla costa oceanica della Francia
prima del rientro. I parcheggi più vicini all’enorme roccia su cui sorge il
monastero sono chiusi di notte per via della marea, ma l’organizzazione vi
indirizzerà verso uno dei grandi prati predisposti ad un paio di chilometri
di distanza e stracolmi di camper. Alla mattina conviene avvicinarsi al monte,
anche perché la vista della spiaggia e dell’alternarsi della marea sono le
uniche cose che un disabile potrà ricordare: le pendenze della cittadella
e del monastero sono troppo forti e costellate di scalini, tanto che anche
un ottimista sconsiderato come me ha dovuto arrendersi!
Si torna a casa
La vacanza è terminata, ma resta il piacere di avere scoperto angoli che non
conoscevamo in un paese che gareggia con l’Italia in quanto a varietà e ricchezza
di proposte turistiche. In qualunque villaggio francese, spesso seguendo indicazioni
che cominciano in autostrada, troverete un castello, una cattedrale o un monastero
in grado di conquistarvi con la propria storia. In aggiunta, l’accoglienza
per il turista “plein air” e per il disabile è dovunque molto buona. Sulla
via del ritorno abbiamo avuto la piacevole sorpresa di una sosta improvvisata
a Tournus sulla Saône. A pochi chilometri dall’uscita autostradale, dopo aver
visitato la parte antica, di origine romana, e l’importante cattedrale di Saint
Philibert, si può passare una serata tranquilla sul lungofiume, nei pressi
dell’approdo riservato ai barconi turistici.
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