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Mobilità n. 35 - Anno 6
Muoversi
Sali e guida!
a cura di Antonio Ridolfi

“Sali e guida” con
dispositivi per tetraplegici (Kivi)
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La patente di guida è, per tutti, una condizione per la propria libertà di movimento. Per le persone disabili rappresenta anche un prerequisito all'autonomia personale. Ma la patente, già di per sé non semplice da conseguire, da sola non basta. È necessario disporre anche di un veicolo che possa garantire la massima indipendenza. Questa opportunità viene offerta ad un numero sempre maggiore di persone, anche con gravi disabilità.
La nuova frontiera della tecnologia e del mercato degli adattamenti alla guida è consentire anche alle persone con grave disabilità di condurre un veicolo e di farlo in autonomia.
In effetti sono già disponibili sul mercato, ed approvati dal Ministero delle Infrastrutture, molti dispositivi adattati realizzati per persone con tetraplegia, distrofia muscolare o comunque con una significativa compromissione di tutti e quattro gli arti.
La vera sfida risiede invece nel garantire, anche a queste persone, di poter gestire tutte le operazioni collaterali alla guida in senso stretto (salire, scendere, aprire le porte, attivare il sollevatore), in modo indipendente cioè senza l'aiuto di un'altra persona.
Stiamo parlando dei sistemi che qualcuno ha efficacemente definito "sali e guida". Eliminiamo subito un equivoco di fondo: i sistemi "sali e guida" sono utilizzabili anche da persone paraplegiche, senza compromissione degli arti superiori, ma perché mai queste dovrebbe spendere molto di più quando possono raggiungere la piena autonomia con soluzioni molto meno costose?
Autonomia totale
L'obiettivo prioritario è che la persona in carrozzina, magari elettronica, deve poter entrare nel proprio veicolo e guidarlo. Tutte le operazioni di trasferimento devono essere automatizzate: dal controllo della porta e della piattaforma di accesso fino all'ancoraggio della sedia a rotelle al posto di guida.
Alla guida in carrozzina (Kivi) |
Vi è un vasto dibattito, soprattutto all'estero, se il "sali e guida" debba essere consentito solo con particolari carrozzine, magari ribassate, appositamente studiate per la guida. Noi siamo convinti che la carrozzina che si usa per guidare debba essere quella adeguata alle esigenze di ognuno nelle normali attività quotidiane, cioè quella che si usa abitualmente. In caso contrario la persona sarebbe costretta ad usare una sedia a ruote diversa a seconda dei contesti. Il che, a nostro avviso, non è accettabile e rappresenta una complicazione non di facile gestione.
Le soluzioni disponibili sul mercato italiano assicurano comunque questa opportunità.
Il veicolo più adatto
Dovendo accedervi rimanendo seduti sulla carrozzina, deve ovviamente essere scelto un veicolo con le volumetrie adatte. Non è importante solo l'altezza interna, ma anche quella del portellone a ridosso del quale verrà istallato il sistema di incarrozzamento (pedana, rampa o gruetta). L'altezza del portellone non sempre è uguale a quella dell'abitacolo: spesso, infatti, è più bassa. Per qualcuno - per chi ha difficoltà a reclinare il capo - questa configurazione potrebbe rappresentare un problema.
L'esigenza di spostamenti agevoli, di una altezza adeguata alla posizione seduta più elevata della norma e la necessità di ospitare nell'abitacolo un sistema di sollevamento restringono la scelta del veicolo ai monovolume o, ancor più, a veicoli "commerciali" (tipo Ducato, Scudo, Vito, Trafic, Transporter ed altri).
Una parentesi: qualcuno - e queste esperienze sono affascinanti anche se non sono alla portata di tutti - ha adattato con un sistema "sali e guida" anche il proprio camper.
Ci sono poi allestitori che si sono spinti ancora più in là, predisponendo con questi sistemi addirittura le miniauto, cioè quei veicoli che si possono guidare anche senza essere titolari di patente (da luglio 2005 sarà però necessario essere in possesso del "patentino").
Tornando a soluzioni più comuni ed economicamente più praticabili, la scelta del veicolo può essere condizionata anche dalla posizione del portellone. Generalmente si preferisce, per comodità di salita e discesa nei parcheggi, l'ingresso laterale, anche se esistono soluzioni affidabili che adottano l'ingresso posteriore.
Se vi è possibile provate sempre l'accesso ad un veicolo uguale a quello che avete intenzione di acquistare e adattare e comunque provatene diversi tipi.
I sollevatori
Sistema di salita (Guido-simplex) |
Accanto al portellone posteriore o a quello laterale viene istallato un sistema di sollevamento che consente l'accesso al veicolo.
I sistemi di sollevamento sono di due tipi. La pedana elevatrice è il sistema più comune. Non tutte le pedane sono uguali per portata, affidabilità, maneggevolezza e sistemi di sicurezza. Altro elemento da considerare è il peso della pedana che, se eccessivo, può influenzare la tenuta del veicolo. Sulla pedana la persona sale e viene sollevata a livello del pianale da dove può accedere al posto di guida.
Esistono sistemi alternativi come la gruetta. Questa, dotata di un proprio motore, si aggancia direttamente alla carrozzina e provvede a sollevarla fino al pianale. Una volta appoggiata si possono sganciare le bretelle dal bilanciere.
Altre soluzioni agiscono direttamente sul veicolo abbassando il pianale (si interviene sulle sospensioni) e, quindi, inserendo una piccola rampetta mobile. Il livello del pianale si abbassa, la rampetta si piega verso l'esterno, e la persona in carrozzina può accedere al veicolo.
L'abbassamento del pianale, poiché prevede un intervento significato sulla carrozzeria, deve rispondere a precise indicazioni e nullaosta della casa costruttrice del mezzo prescelto.
Per garantire il massimo dell'autonomia, l'apertura delle porte, il funzionamento della piattaforma e la chiusura della stessa devono poter essere attivate da un telecomando e, in caso di non funzionamento dei meccanismi, il tutto deve essere azionabile anche manualmente.
Gli ancoraggi
Una volta arrivati al posto di guida il sistema di ancoraggio deve essere automatico, cioè deve poter essere attivato senza l'aiuto di un assistente. Le cinture addominali e sulle spalle assicurano un indispensabile supplemento di sicurezza.
Miniauto con adattamento “ sali e guida” (Guidosimplex) |
La realizzazione dei sistemi di ancoraggio automatico ha rappresentato una notevole sfida dal punto di vista tecnologico: si trattava di realizzare un prodotto in grado di adattarsi ad una gamma piuttosto ampia di carrozzine.
I sistemi di ancoraggio oggi disponibili sono sufficientemente affidabili e più maneggevoli. La scelta è quindi ormai condizionata dall'estetica e dalla non invasività dell'adattamento. Importante sarà poi la presenza di un poggiatesta, anch'esso elettrico, che si posizionerà solo dopo essersi messi ai comandi. Anche la cintura di sicurezza dovrà essere facilmente raggiungibile oppure automatizzata.
Norme e burocrazia
Da un punto di vista normativo non ci sono ostacoli particolari, in Italia, per quanto riguarda la possibilità di mettersi alla guida con la propria sedia a ruote. Rimangono invece intatte tutte le norme relative alle pedane ed agli agganci della sedia. Anche rispetto all'idoneità per la patente speciale non è obbligatorio dichiarare, in sede di visita, che si vuol guidare in questo modo.
In questi ultimi 15 anni abbiamo avuto la possibilità di seguire molte persone che desideravano rendersi il più autonomi possibile nella vita di tutti i giorni e in particolare molte persone con tetraplegia ad un livello tale di lesione che si rendevano impossibili i trasferimenti dalla sedia a ruote alla vettura.
Una persona (uno dei primi casi che ho seguito personalmente), ad esempio, ha incontrato parecchi problemi a trasformare in italiana quella patente che, presa in Germania, gli aveva reso completa indipendenza di movimento. Furono contestate le prescrizioni degli adattamenti per la guida che gli erano state fatte e con le quali guidava in piena sicurezza. Al contrario il mezzo (sempre acquistato in Germania) non fu assolutamente contestato dalla locale motorizzazione pur avendo notevoli e visibili modifiche.
Quella battaglia (così come altre in seguito) con la nostra burocrazia fu vinta, ed ora molte persone guidano con queste soluzioni essendo perfettamente in regola con la normativa vigente.
Costi e problemi tecnici
Come abbiamo detto sopra, questo "sistema di guidare" nasce dalle esigenze delle persone con gravi disabilità. Ecco quindi che anche il mezzo prescelto deve essere tecnologicamente adeguato al bisogno della persona.
Lo sterzo deve garantire una resistenza allo sforzo proporzionata alle capacità del guidatore, tendendo però presente che è possibile sterzare anche con leveraggi oppure con joystick o meglio ancora con volanti di diametro ridotto.
Solo dopo aver verificato l'effettiva corrispondenza tra le caratteristiche del mezzo e le esigenze particolari del guidatore si potrà passare alla scelta delle pedane e di quant'altro necessita.
Ma i costi quali sono? Alcuni anni fa Mobilità (n. 8/2000) pubblicò un articolo sulla possibilità per le persone con distrofia muscolare di guidare un van con il joystick e la spesa totale, calcolando il costo del veicolo, degli adattamenti alla guida e degli adattamenti per la salita sul mezzo, fu stimato intorno ai 60000 euro. Circa 20000 euro era il costo dei soli adattamenti alla guida incluso il joystick. Il joystick tuttavia non è sempre strettamente necessario, quindi il costo previsto potrebbe abbassarsi notevolmente.
Crediamo che le cifre, nonostante oggi queste soluzioni siano molto più diffuse, non si siano abbassate di molto: l'impegno economico è pertanto ancora considerevole.
Le aziende
I sistemi "sali e guida" vengono prodotti, distribuiti ed installati dalle aziende, più volte segnalate nei nostri articoli, che commercializzano gli ausili per la guida. Ne ricordiamo alcune.
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