Mobilità Sommario numero 36 del 2004


Visita anche :

Equitazione

Un cavallo per amico

di Alessandra Lecaldano Sasso La Terza*

L'equitazione può essere praticata dalle persone con disabilità non solo per fini riabilitativi ma anche a livello agonistico. Grazie all'impegno della FISD e di numerose associazioni presenti sul territorio nazionale, avvicinarsi all'arte equestre è più facile di quanto si creda. Vediamo allora di conoscere meglio questa nobile disciplina, spesso dimenticata nel nostro Paese, che può dare molto a chi la pratica.

Foto archivio FISD
Foto archivio FISD

Lo sport ha sempre avuto, fin dai tempi dell'antica Grecia, il fine di migliorare l'uomo: attraverso l'impegno, l'emulazione e il divertimento, la pratica sportiva libera le energie migliori, gratifica, sviluppa l'autostima.

Tra le varie discipline, l'equitazione occupa un posto particolare in quanto mette a contatto l'atleta con un "attrezzo animato", il cavallo, che è un animale forte, sensibile e capace di empatia.

L'arte equestre

Superata un'eventuale fase terapeutica (la cosiddetta ippoterapia), l'equitazione sportiva, agonistica e non, ha per l'atleta con disabilità molteplici valenze: attraverso l'apprendimento dell'arte equestre si ottengono significativi miglioramenti dell'equilibrio, del coordinamento motorio, della precisione dei movimenti.

Inoltre vengono potenziate l'attenzione, la concentrazione e la memoria. Infine sul piano emotivo-psicologico questo sport sviluppa la stabilità dell'umore, un comportamento tranquillo e fermo, l'accettazione delle regole, la sicurezza in se stessi e favorisce l'integrazione in contesti sociali (maneggi e centri ippici) condivisi con atleti normodotati.

L'equitazione è uno sport di destrezza, in cui l'acquisizione di competenze tecniche e l'esperienza sono estremamente più importanti delle doti fisico-atletiche.

E' molto importante perciò che venga appresa e praticata in strutture sportive idonee e con istruttori esperti e qualificati.

Le discipline

Le discipline equestri ormai largamente praticate da portatori di disabilità sono: il Dressage, ovvero "la ginnastica artistica a cavallo", disciplina paralimpica cui accedono portatori di handicap fisico, sensoriale e intellettivo-relazionale, che si svolge in un maneggio di metri 20 x 40. Prevede l'esecuzione di figure, di varia difficoltà, da compiere a cavallo con la massima precisione, al passo, al trotto o al galoppo, secondo dei criteri di suddivisione in categorie di gara che tengono conto del tipo e del grado di disabilità.

La Gimkana (derivata dalla monta dei butteri e dei cow boy) è riservata a portatori di disabilità intellettivo-relazionale, anche essi suddivisi in diverse categorie secondo l'abilità e le potenzialità cognitive. In questa disciplina gli atleti imparano a condurre il proprio cavallo con precisione e sicurezza attraverso un percorso composto da alcuni elementi di vario tipo e difficoltà (passaggi obbligati, superamento di barriere a terra o piccolissimi salti, serpentine intorno a pali o barili, circoli intorno a birilli o corde poste a terra ecc.) allestito in maneggi di forma rettangolare e dimensioni che variano a seconda della categoria.

L'equitazione sportiva

In Italia l'equitazione sportiva ufficialmente riconosciuta dal Comitato Paralimpico Internazionale si svolge ormai da anni, in ambito CONI, all'interno della Federazione Italiana Sport Equestri FISD.

Ricordiamo che dal giugno 2004 la FISD è, con Legge dello Stato, assurta a rango di Comitato Paralimpico Italiano (CIP), parallelo ed indipendente dal CONI, e si struttura in Dipartimenti e Federazioni che organizzano e regolamentano le attività allenatoriali, formative ed agonistiche delle molteplici discipline sportive aperte ai portatori di handicap.

Per i disabili intellettivo-relazionali è prevista la pratica dell'equitazione a titolo ludico e promozionale: in questo caso, quindi, gli atleti non partecipano alle Paralimpiadi.

L'equitazione in ambito CIP-FISD è promossa e praticata da una sessantina di società sportive affiliate e diffuse su tutto il territorio nazionale, da un centinaio di istruttori di equitazione con brevetto FISD ed aggiornamenti tecnici annuali, da 15 ispettori con mansione di Ufficiale di Gara, da medici classificatori. La giuria tecnica è composta da giudici che vengono prestati dalla Federazione Italiana Sport Equestri e che attribuiscono i punteggi alle prestazioni agonistiche con la stessa "severità" con cui giudicano gli atleti normodotati.

Anche altri enti di promozione sportiva, riconosciuti dal CONI, annoverano associazioni che si occupano di equitazione sportiva per i portatori di handicap, ma la partecipazione a manifestazioni agonistiche ufficialmente riconosciute nel circuito Paralimpico sono riservate ai soli tesserati CIP-FISD.

Per iniziare

L'equitazione viene di norma praticata in centri ippici utilizzando, sia in allenamento che in gara, cavalli idonei per carattere e morfologia messi a disposizione dalle società sportive o prestati dalle scuole di equitazione per normodotati. Esiste naturalmente la possibilità di comprare ed utilizzare un proprio cavallo personale, ma i costi di acquisto e di mantenimento di questo animale sono piuttosto elevati e spesso proibitivi per gli atleti e le loro famiglie.

Il costo di un abbonamento mensile per 12 lezioni varia, a seconda se la società sportiva usufruisce o meno di sostegni economici istituzionali ed in funzione di specificità organizzative, da 60 a 120 euro.

Per ulteriori informazioni e per sapere quali sono le strutture e le società sportive che operano nella propria zona di residenza suggeriamo di rivolgersi alla FISD-CIP, con sede nazionale in Roma e comitati regionali in tutta Italia, telefonando al numero 06.36851 o consultando il sito www.fisd.it

 

* allenatore e membro dello Staff Tecnico Nazionale FISD-CIP per l'Equitazione