

di Elisabetta Farina*
Le Tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione possono essere utilizzate in ambito scolastico per garantire agli studenti disabili un'offerta educativa personalizzata, con ricadute positive non solo sulle capacità di apprendimento ma anche in termini di integrazione ed autonomia della persona. Lo dimostra l'esperienza di un istituto della rete di scuole Dschola, che da anni organizza laboratori informatici ed altre attività didattiche rivolte ad allievi con disabilità.
Da anni presso la scuola media dell'Istituto Comprensivo Sandro Pertini di Ovada, in provincia di Alessandria, si sperimentano tecnologie informatiche con disabili gravi attraverso progetti individualizzati. L'istituto ha sempre tentato di porsi come catalizzatore di energie e proposte educative nei confronti delle varie realtà che vivono ed operano con le persone con handicap: Comuni, Aziende sanitarie, Enti che gestiscono i servizi sociali, Associazioni di disabili.
Il quadro istituzionale in cui opera la scuola vede un rapporto intenso e positivo con gli enti locali, come dimostrano le collaborazioni con l'ASL, il Consorzio servizi sociali, il Centro diurno di Ovada e il Centro Down di Alessandria. L'istituto aderisce al GLIC (coordinamento nazionale dei centri ausili) ed ospita l'associazione di volontariato "Vedrai...", che riunisce genitori, insegnanti ed operatori socio-sanitari.
La scuola è sede inoltre dell'UTS (Unità Territoriale di Servizi professionali) per l'integrazione dei disabili e, dal 1997, del Centro nuove tecnologie per l'integrazione Hanna, promosso dal Comune di Ovada, che si propone di aggregare persone in età scolastica ed extrascolastica, di incrementare la dotazione e la consultazione di ausili e di software specialistico. L'Istituto Pertini, infine, fa parte della rete di scuole del progetto Dschola [si veda il box in questo articolo].
Specialisti dei vari ambiti riconoscono al mondo della scuola enormi potenzialità e capacità, sintetizzabili in un elemento chiave: la forza di fare gruppo. È molto importante che bambini e ragazzi con disabilità gravi frequentino e vivano la scuola, poiché possono ricevere notevoli impulsi alla crescita della loro personalità.
In tal senso le ITC (Information and Communication Technologies) costituiscono un significativo supporto alla didattica e alla comunicazione. Dal punto di vista pedagogico, le sperimentazioni con le ITC nell'insegnamento e nell'educazione di soggetti con gravi disabilità portano a significative ricadute sull'intero sistema scolastico e a doverose riflessioni su alcuni interessanti aspetti: il grande valore della multimedialità nella didattica, il ruolo degli ausili tecnologici nell'apprendimento e nel passaggio scuola/lavoro, l'ampliamento del ruolo dell'insegnante, l'importanza degli aspetti psicologici come la motivazione ed il buon umore.
La proposta che ha preso corpo negli ultimi anni presso l'Istituto Pertini è la sperimentazione di laboratori informatici, omogenei per tipologia di disabilità, sia dentro la scuola sia in modo più esteso sul territorio. Per i soggetti con gravi disabilità i laboratori possono essere una grande occasione per acquisire abilità sul piano dell'autonomia personale, della comunicazione e dell'apprendimento.
La scelta di svolgere attività all'interno di gruppi omogenei può destare perplessità: è una contraddizione con il concetto di integrazione formare gruppi di bambini o ragazzi secondo la loro patologia? Le esperienze condotte dimostrano che per persone con determinate disabilità (ad esempio sindrome di Down, tetraparesi) risulta scontato riunirsi con chi presenta la stessa patologia, mentre il discorso è più complesso per psicotici, autistici e per soggetti con ritardo mentale grave su base organica. Anche in questi casi c'è assonanza, ma è determinante la relazione creata con l'adulto, ovvero con l'insegnante o l'operatore.
Spesso il rapporto utenti-operatori sfiora l'uno a uno, proprio per la grave mancanza di autonomia da parte dei primi. Le competenze richieste agli operatori sono sensibilmente diverse da un laboratorio all'altro; questo è un aspetto fondamentale di cui tenere conto e proprio per questo la scuola si avvale anche di figure esterne (insegnanti di altre scuole, assistenti educative, psicopedagogiste, educatrici) da affiancare ai propri insegnanti.
A livello metodologico altro aspetto fondamentale è la conduzione del laboratorio: per vivere in modo completo la dimensione del gruppo, è necessario attivare la figura del coordinatore, tale da permettere di organizzare in modo organico le varie attività che altrimenti rischierebbero di essere tanti interventi individualizzati.
Tra i vari laboratori avviati, quello dedicato a psicosi, autismo e multimedialità costituisce un esempio significativo dell'attività svolta. La sperimentazione di questo laboratorio può, infatti, essere considerata una scommessa parzialmente vinta: l'obiettivo era verificare se le tecnologie possono essere utilizzate nei processi di apprendimento e comunicazione da parte di bambini e ragazzi con psicosi e autismo.
Due ragazzi con psicosi genericamente definibile come disintegrativa, un bambino autistico e una bambina con sindrome di Rett sono i protagonisti di una sperimentazione che prevede l'utilizzo delle ITC insieme ad altri canali comunicativi (corporeità e musica).
La multimedialità si pone come possibilità per sviluppare l'apprendimento e soprattutto la comunicazione in soggetti che non si esprimono o parlano male o in modo assai stereotipato. Oltre al software specialistico, di cui si ricerca una gestione autonoma da parte dei ragazzi, si punta sull'ipermedialità come un insieme di pagine aperte su cui trasporre immagini, semplici disegni realizzati dai ragazzi, preziose registrazioni audio della loro voce o residuo vocale, musiche.
La risposta ad oggi risulta positiva in quanto i quattro utenti partecipano assiduamente agli incontri del laboratorio, fornendo segnali di progresso, che, seppur minimi, sono assai importanti. Questa esperienza, per la sua novità e difficoltà di gestione, è stata anche proposta all'IRRE (Istituto Regionale di Ricerca Educativa) Piemonte e monitorata con il sistema Gold - INDIRE (gold.indire.it).
Alle attività dei laboratori si intrecciano alcuni progetti in corso: costruzione di ipermedia con soggetti in grave disabilità, televideoconferenze, acquisizione di abilità prelavorative, iniziative di formazione rivolte agli insegnanti e ad operatori specializzati.
Questi laboratori rientrano anche in una prospettiva di educazione permanente, in quanto intendono seguire i ragazzi anche dopo la loro uscita dal sistema scolastico.
Dalla collaborazione tra il Centro nuove tecnologie per l'integrazione Hanna e l'Istituto Sandro Pertini nell'attività dei laboratori sono nati i Quaderni. Si tratta di materiali di lavoro che documentano esperienze in corso e soprattutto mettono in comune strumenti e informazioni utili a chi opera con disabili sia nella scuola che in altri centri.
Sino ad oggi sono stati pubblicati quattro volumi: "Software, ausili, progetti didattici" (1998), "Telematica, didattica, disabilità" (2000), "Ipertesti: una, due... tante intelligenze" (2002), "Laboratori per autonomia, comunicazione, apprendimento" (2004).
Gli ultimi due Quaderni sono stati presentati in occasione delle conferenze organizzate dall'Istituto Sandro Pertini nell'area showroom di Handimatica (www.handimatica.it), la mostra convegno che rappresenta un'occasione unica in Italia per conoscere le soluzioni più innovative offerte dalle tecnologie ICT alle persone disabili.
L'Istituto Sandro Pertini promuove attività formative per insegnanti ed operatori direttamente collegate alle esperienze professionali. In particolare, è giunto alla sua settima edizione il corso di formazione a distanza Clicca il mondo, realizzato in collaborazione con il CSA di Alessandria, l'Istituto Tecnologie Didattiche del CNR di Genova ed il reparto di neuropsichiatria infantile dell'Ospedale Arrigo di Alessandria.
Partecipano al corso insegnanti di sostegno e curriculari che svolgono l'attività sia presso alcune scuole dalla provincia di Alessandria sia collaborando ai progetti in rete (servendosi dell'applicazione FirstClass). La comunità di Clicca il mondo si ritrova in internet all'indirizzo community.dschola.it/cliccailmondo.
Sempre in collaborazione con il Centro Hanna, l'Istituto svolge periodicamente anche seminari e corsi di autoformazione incentrati in particolare sull'utilizzo delle ICT in situazioni di specifiche disabilità.
La proposta educativa dell'Istituto Pertini è senza dubbio un'ottima risorsa per le famiglie piemontesi con bambini disabili. Tuttavia il valore di questa e delle altre iniziative previste dal progetto Dschola va oltre i confini regionali: i risultati ottenuti dall'istituto di Ovada possono servire come spunto per chi opera nel mondo della scuola a contatto con studenti con handicap ed il modello didattico può essere riprodotto con successo anche in altre realtà del territorio nazionale.
Chi desidera maggiori informazioni sui laboratori e sulle altre offerte formative dell'Istituto Pertini può contattare la dirigente scolastica Rosa Porotto oppure il professor Pietro Moretti, responsabile del progetto.
I recapiti: tel. 0143.80135 - fax 0143.821477
email: segreteria.ic.pertini.ovada@scuole.piemonte.it
Sito web: www.scuolaovada.it
Dschola è la comunità dei Centri del Piemonte e della Valle d'Aosta. I Centri sono 27 istituti che, grazie alla loro significativa esperienza nell'uso delle ICT in ambito scolastico e nella sperimentazione in campo didattico, sono stati indicati dalla Direzione Scolastica Regionale del Piemonte e dalla Sovrintendenza della Valle d'Aosta per svolgere una funzione di riferimento e di laboratorio sul territorio regionale.
Il progetto Dschola, nato nel 2000 con l'obiettivo di aiutare il processo di diffusione delle ICT nella scuola a tutti i livelli, è stato avviato grazie al finanziamento della Fondazione Cassa di Risparmio di Torino e sostenuto nella sua fase di consolidamento dalla Regione Piemonte.
Sin dalla nascita, la rete dei Centri Dschola è coordinata dal CSP - Innovazione nelle ICT (www.csp.it), laboratorio di ricerca riconosciuto dal MIUR.