

a cura di Diego Albanese e Michela Valentini
Che caratteristiche dovrebbe avere la città ideale, quella cioè in grado di accogliere tutti, anche chi presenta bisogni speciali? Un'indagine condotta a livello europeo rivela qualche sorpresa ed una sostanziale uniformità di aspettative tra il turista "medio" e quello con disabilità. Vediamo nei dettagli cosa la clientela cerca, cosa invece trova nella realtà e quali gli interventi per colmare questo divario.
Città che sapranno soddisfare le esigenze più difficili, come quelle espresse da portatori di bisogni speciali, saranno città più funzionali ed accoglienti per tutti. Solo un sogno? No. È lo slogan che riassume la filosofia del progetto CARE (Città Accessibili delle Regioni Europee).
Il progetto, approvato nel 2004 nell'ambito dell'Iniziativa Comunitaria Interreg III B, vede l'Assessorato al Turismo della Regione Emilia Romagna come capofila di 15 partner in rappresentanza di cinque Stati: Italia, Austria, Germania, Grecia e Romania. Il progetto si basa sulla condivisione a livello transnazionale di strategie di sviluppo delle città, in cui l'accessibilità per tutti rappresenta un qualificante elemento di qualità.
Trasformare le città da meri luoghi di residenza a "sistemi ospitali": qual è la differenza? Sta nella qualità dei servizi per il tempo libero e per il "leisure" (teatri, musei, spazi collettivi, ristoranti, parchi urbani). L'accessibilità infatti non si risolve solo nell'abbattimento delle barriere architettoniche ma anche, e forse soprattutto, nel superamento delle barriere culturali. È la condizione necessaria affinché le città possano diventare davvero più accoglienti, più ospitali, più aperte.
L'accessibilità è la componente primaria per la gradevolezza delle città e per il miglioramento della qualità della vita di tutti i residenti, anche quelli di passaggio come i turisti. Con questo presupposto il progetto CARE si pone l'obiettivo concreto di costruire una rete europea di città che si distinguano per avere almeno un itinerario accessibile.
Si vogliono proporre reti a tema (teatri, itinerari enogastronomici, vie verdi ecc.) di servizi specializzati che caratterizzano e rappresentano l'identità delle città partner, fornendo ai turisti, anche con bisogni speciali, informazioni essenziali e affidabili che permettano loro di valutare il grado di fruibilità di luoghi e strutture.
Il primo passo è conoscere le aspettative e le esperienze di chi vive la città come residente o come turista. L'indagine CARE, condotta a livello europeo su un campione di oltre 6.000 persone, ha proprio questo obiettivo.
Emerge in modo chiaro come il principale desiderio degli intervistati sia quello di incontrare una città con persone cordiali e disponibili. Una città per definirsi "ospitale per tutti" deve in primo luogo essere pronta culturalmente ad accogliere le persone. E questa è un'aspettativa che accomuna chi esprime bisogni speciali con chi non ne ha.
Tra i primi elementi attesi figura poi l'efficienza e l'accessibilità dei trasporti pubblici, sentita da tutti gli intervistati in egual misura. Il desiderio dell'assenza delle barriere architettoniche è percepito in misura leggermente superiore (al terzo posto) da chi ha bisogni speciali.
Le persone, quindi, considerano un elemento immateriale, come la cordialità e la disponibilità delle persone, quale elemento che può superare quelli che sono ancora oggi ostacoli materiali.
Ma dopo aver visitato una città reale, quali sono gli elementi più apprezzati? La ricerca ci restituisce una precisa graduatoria: la gastronomia, le bellezze artistiche, le bellezze naturali, le opportunità di shopping e gli eventi culturali.
Ecco però che la cordialità delle persone, considerata al primo posto tra gli elementi più desiderati in una città ospitale, passa al sesto posto nella graduatoria degli elementi più apprezzati. Questo significa che, in larga misura, è più facile trovare un buon piatto da gourmet che la disponibilità delle persone.
È preoccupante anche il giudizio sui trasporti pubblici e sull'accessibilità dei luoghi, posizionati tra gli ultimi posti nella graduatoria degli elementi più apprezzati.
Le attività preferite da chi vive la città sono legate soprattutto all'ambito culturale (musei, teatri, eventi) e al "leisure" (shopping, andare per locali). Mentre poi tra i turisti si evidenzia l'importanza dell'enogastronomia e della visita ai luoghi sacri, tra i residenti spicca la pratica delle attività sportive.
Un dato significativo evidenziato dall'indagine è la percezione da parte di tutti degli stessi desideri nel vivere la città, con l'unica differenza che i turisti con bisogni speciali sono più attratti dagli eventi culturali, ciò a sottolineare come dei tre elementi - turismo, disabilità e accessibilità - il primo è sempre e comunque il più importante.
La ricerca ha evidenziato una buona consapevolezza sul tema dell'accessibilità. Gli operatori pubblici e privati iniziano a rispondere in maniera sufficientemente adeguata, rendendosi disponibili a cogliere i bisogni speciali. Ma l'ospitalità ha ancora ampi margini di miglioramento.
L'indagine ha anche sottolineato quanto sia importante la correttezza delle informazioni: sebbene in generale siano state giudicate attendibili, si registra qualche malcontento proprio tra i turisti con bisogni speciali. Gli strumenti più utilizzati per conoscere i servizi offerti dalle città ospitali sono, nell'ordine, i contatti personali di parenti e amici, internet e la stampa generica. I turisti, in particolare, si affidano alle guide della città e quelli con bisogni speciali assumono come primo riferimento gli uffici turistici.
Tra gli elementi da migliorare vi è quindi proprio la capacità di fornire informazioni precise e comprensibili e che riescano ad essere recepite in maniera agevole ed inequivocabile da tutti. Se le informazioni non sono chiare, il turista e il cittadino rischiano di maturare aspettative che poi vengono deluse, oppure di programmare spostamenti e soggiorni che poi si rivelano disagevoli.
Sul fronte dell'eliminazione delle barriere architettoniche e dell'adeguamento dei servizi di trasporto, l'indagine dimostra come ci sia ancora molto da fare nelle nostre città, anche se la situazione è sicuramente migliorata rispetto a qualche anno fa.
Qual è il messaggio più chiaro che traspare dall'indagine? Migliorare il livello culturale sul tema dell'accessibilità, in un impegno che investa tutti gli attori interessati (pubblici e privati), sembra essere una chiave possibile per trasformare le nostre città in sistemi sempre più ospitali ed accoglienti per tutti. Per le persone con bisogni speciali questo significa, anche ma non solo, trovare personale disponibile e preparato a interpretare e comprendere le loro necessità. Questo pone un'esigenza, oramai ineludibile, di formazione.
Non a caso, dopo l'indagine iniziale, il progetto CARE svilupperà una importante attività formativa rivolta agli operatori pubblici e privati che a qualsiasi titolo si occupano di turismo e di tempo libero. L'obiettivo - agire sulla sfera culturale degli operatori - è, ancora una volta, ambizioso e, proprio per questo, di sicuro interesse.
Per ulteriori informazioni relative al progetto CARE è possibile visitare il sito www.interreg-care.org oppure scrivere via email a info@interreg-care.org
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