Mobilità Sommario numero 38 del 2005


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Climatizzazione

I condizionatori d'aria

L'estate sta arrivando e l'afa pure. È meglio pensarci per tempo ed attrezzarsi con gli strumenti che il mercato ci offre per difenderci dalla calura. L'argomento è tanto sentito, soprattutto da persone anziane o con disabilità, da farci riproporre un approfondimento sulle soluzioni per una buona climatizzazione. Aria condizionata sì - senz'altro - ma con prudenza.

un soggiorno con aria condizionata

La diffusione dei condizionatori, o meglio, dei climatizzatori è in fortissima espansione, complici anche le temperature e l'umidità relativa delle scorse estati. Ma non è necessario raggiungere i record storici registrati dai termometri negli ultimi due anni: una casa fresca ed asciutta migliora senz'altro la qualità della vita di chiunque, tanto più delle persone anziane o con disabilità. L'eccesso di caldo e l'umidità sono all'origine di una serie di ben noti fastidi: debolezza, vertigini, cali di pressione, astenia, mal di testa, difficoltà respiratorie. Sono disagi che, in taluni casi, possono causare complicazioni ben più serie.

Ma come funzionano i condizionatori e quali avvertenze bisogna adottare?

Il condizionatore è un apparecchio dotato di un sistema refrigerante e di un ventilatore che distribuisce l'aria fresca. Può anche prevedere la funzione di deumidificazione ed essere dotato di una pompa di calore che consente di utilizzare l'impianto anche durante l'inverno. In questo caso si può parlare di climatizzatore, senz'altro da preferire rispetto agli apparecchi dotati di sola funzione rinfrescante, peraltro sempre più rari.

I condizionatori si distinguono in apparecchi portatili e in impianti fissi, diversi per prestazioni, potenza e, naturalmente, costo.

I condizionatori portatili

Gli apparecchi portatili hanno il vantaggio di poter essere spostati facilmente da una stanza all'altra e di riuscire a raffreddare velocemente un locale di medie dimensioni. Inoltre non necessitano di istallazioni che possono comportare la rottura di muri e collegamenti elettrici e idraulici.

Quanto più è potente il condizionatore tanto maggiore sarà il volume d'aria rinfrescata o deumidificata. È molto diffusa la versione con due unità: una interna da cui fuoriesce l'aria fresca e una "valigetta" che espelle all'esterno l'aria calda e umida. L'unità esterna va posizionata su un terrazzino o su un davanzale.

Sono disponibili sul mercato anche versioni monoblocco, che dispongono di una sola unità cui è collegato un grosso tubo che va posto fuori della finestra.

Fra i due tipi di condizionatori è solitamente più potente quello con unità esterna, mentre la versione monoblocco è più interessante se la stanza da raffreddare è solo una e non molto grande.

Gli apparecchi portatili costano meno degli impianti fissi, anche se sotto il profilo costi/benefici sono meno convenienti. Sono inoltre più ingombranti degli impianti fissi e generalmente sono più rumorosi, quindi possono disturbare, soprattutto di notte.

Gli impianti fissi

L'alternativa ai portatili è la realizzazione di un impianto fisso, per il quale è necessario ricorrere all'intervento di un istallatore. L'istallazione si risolve di solito in qualche ora di lavoro.

L'impianto è composto da un'unità esterna (un condensatore) e da una o più unità interne. L'unità esterna è quella che garantisce il raffreddamento, non a caso è quella più rumorosa. È collegata all'unità interna da un collegamento elettrico e dai condotti del liquido refrigerante. L'impianto ha necessità, oltre che di essere alimentato dalla rete elettrica, di uno scarico per i liquidi di condensa, cioè dell'umidità prelevata dall'appartamento.

Insomma dovete mettere in conto qualche rottura dei muri, interventi che possono essere limitati se, anziché scanalare le pareti per introdurre le condotte, optate per delle "canalette" in plastica, che però rimarranno sporgenti e in vista.

L'unità interna viene posizionata sulla parete di una stanza, o più stanze se vi sono più unità, sempre in alto, oppure direttamente a soffitto. Sono comunque poco ingombranti. Producono aria fresca, deumidificano o riscaldano l'ambiente se l'apparecchio ha anche la funzione di pompa di calore.

È molto importante scegliere bene la posizione delle unità interne, evitando, se possibile, le camere da letto e preferendo invece punti dai quali l'aria si possa irradiare in tutti gli ambienti con facilità. Il posizionamento dipende quindi dalla disposizione delle varie stanze. Se l'impianto è dotato di più unità interne è possibile attivarne anche una sola per volta, climatizzando l'abitazione a seconda delle esigenze quotidiane (ad esempio solo la zona notte, quando si usano le camere da letto).

Gli impianti fissi sono generalmente più potenti e silenziosi rispetto agli apparecchi portatili.

L'acquisto

unità esterne

Una volta scelta la tipologia di climatizzatore, fisso o portatile, bisogna scegliere il modello. Ci sono alcune caratteristiche che consentono di comparare prodotti simili e che devono essere indicate nella scheda di ciascun apparecchio.

La prima variabile da considerare è la potenza frigorifera, che di solito viene definita in BTU e indica la capacità di raffreddamento in un dato tempo. Per garantire un buon funzionamento la capacità frigorifera deve essere almeno di 7500 BTU, a meno che la stanza da rinfrescare non sia davvero piccola.

Il secondo dato da tenere in considerazione è la quantità di energia consumata dal condizionatore. L'energia è indicata in watt. Questo non è un aspetto secondario: alcuni impianti, soprattutto quelli più potenti, richiedono parecchia energia elettrica per funzionare e gli importi nella bolletta potrebbero risentirne.

Un elemento importante, come abbiamo visto, è la silenziosità degli apparecchi. Il rumore prodotto a pieno regime è indicato in decibel (dB). Un esempio: sopra i 65 decibel il rumore può essere fastidioso, soprattutto di notte, ma sopportabile durante il giorno. Sotto i 40 decibel l'apparecchio è abbastanza silenzioso.

Un'ulteriore informazione solitamente disponibile, e comunque importante, è relativa alla quantità di aria che il condizionatore riesce a ricambiare in un'ora.

Come dicevamo non tutti gli apparecchi, soprattutto i portatili, dispongono della funzione di deumidificazione, opportunità invece particolarmente interessante poiché la qualità dell'aria dipende anche dalla quantità di umidità relativa presente.

Va detto che esistono anche apparecchi che hanno la sola funzione di deumidificazione, cioè fanno diminuire la quantità di umidità nell'aria. Non risultano tuttavia efficaci quando le temperature esterne sono elevate o quando l'abitazione è particolarmente esposta al sole.

Nel caso il climatizzatore disponga di queste funzioni, nella scheda è indicato anche quanti litri di acqua l'apparecchio riesce ad asportare ogni ora.

Tutte le caratteristiche tecniche elencate possono essere richieste a chi vende il prodotto, che deve essere in grado di fornirle. Se non è in grado di farlo, cambiate negozio.

È quasi superfluo ricordare di richiedere la garanzia e la marcatura IMQ, che, sebbene non obbligatoria per legge, va preferita perché certifica la qualità del prodotto e che lo stesso risponde ai requisiti minimi di sicurezza.

Buone norme d'uso

Qual è la temperatura ideale? Domanda difficile e risposta molto soggettiva. Inoltre la percezione della temperatura è legata anche alla quantità di acqua nell'aria, che non dev'essere né troppo asciutta (sotto il 30%) né troppo umida (sopra il 70%).

Va poi considerata la termoregolazione corporea, cioè la capacità dell'organismo di adattarsi all'ambiente. Se quindi in inverno la temperatura ideale interna è di 20/21 gradi con 50/55% di umidità, d'estate è preferibile una temperatura di 26/27 gradi con il 40/45% di umidità. Questo per dire che non è mai salutare aumentare eccessivamente la differenza fra temperatura interna e temperatura esterna.

Specialmente d'estate è bene non abbassare eccessivamente la temperatura né aumentare troppo la ventilazione interna. Soprattutto non è opportuno creare differenze eccessive di temperatura fra i vari locali abitualmente frequentati. In particolare, di notte, è consigliabile ridurre al minimo la potenza del condizionatore: durante il sonno la temperatura corporea si abbassa.

È infine assolutamente da evitare che la ventilazione sia orientata verso le persone, per non ritrovarsi poi con torcicolli o altri fastidiosi dolori.

La manutenzione

Una buona manutenzione è indispensabile sia per la perfetta funzionalità dell'apparecchio che per la prevenzione dei rischi per la salute.

Ci riferiamo in particolare alla pulizia e alla eventuale sostituzione dei filtri. Ogni condizionatore, sia fisso che portatile, è munito di uno o più filtri che hanno la funzione di trattenere polveri fini e pollini.

A seconda del modello i filtri possono essere puliti con acqua oppure con aspirapolvere, dopo averli staccati dall'apparecchio o dall'unità interna fissa. Non usate mai agenti chimici (solventi, diluenti o altro) per non rischiare di danneggiare i filtri o le unità. In ogni libretto di istruzioni all'uso viene spiegato come e con che frequenza effettuare l'operazione. Un consiglio: effettuate la pulizia più spesso di quanto sia indicato nel libretto di istruzioni ed in ogni caso ogni qualvolta riprendete ad utilizzare il condizionatore dopo lunghi periodi di fermo.

Insistiamo particolarmente su questa raccomandazione poiché nei filtri e nell'impianto possono annidarsi microbi, acari e pollini che possono essere anche molto pericolosi per la salute. Inoltre se i filtri sono eccessivamente intasati possono frenare la circolazione dell'aria ed aumentare la rumorosità dell'impianto. Quindi, attenzione: massima cura nella pulizia dei filtri.

Va precisato che eventuali cattivi odori non sempre dipendono dai filtri sporchi, ma possono essere causati anche dall'ossidazione delle parti metalliche oppure dalla presenza di residui nelle parti interne. In questi casi è consigliabile rivolgersi a tecnici esperti che possono pulire e togliere gli odori sgradevoli senza danneggiare l'impianto.

Al tecnico bisognerà rivolgersi anche in caso di perdite di liquido refrigerante o di verifica della perfetta funzionalità.

Se è vero che l'aria condizionata è una grande invenzione, è altrettanto vero che va usata con prudenza ed attenzione, altrimenti gli indubbi vantaggi vengono sorpassati dai rischi per la salute. Quindi innanzitutto scegliete bene il prodotto, e una scelta oculata la si può compiere solo se non si è pressati dal caldo o dal pensiero che i prodotti nei negozi si stanno esaurendo.

Quando il condizionatore è finalmente a casa vostra ricordate che "massimo del termostato" non significa necessariamente "massimo del benessere".

Agevolazioni?

Esiste qualche agevolazione per l'acquisto di un condizionatore d'aria nel caso l'acquirente sia una persona disabile? Proviamo a rovistare fra le norme.

Certamente i condizionatori d'aria non possono rientrare fra le agevolazioni fiscali relative all'abbattimento delle barriere architettoniche. Peraltro il disposto del punto 41 ter, Tabella A parte seconda del DPR 633/1972, che disciplina questi aspetti, prevede - in senso stretto - che l'aliquota IVA agevolata sia applicata alle sole prestazioni e non ai prodotti finiti o ai materiali grezzi o ai semilavorati. Ma questa è un'altra faccenda.

Facendo una forzatura si potrebbe tentare di far rientrare il condizionatore d'aria fra i cosiddetti "sussidi tecnici e informatici", cioè fra quei prodotti di comune reperibilità che possono assistere alla comunicazione, al linguaggio, alla riabilitazione e che hanno un collegamento funzionale con la patologia della persona interessata all'agevolazione.

Per accedere a questo beneficio è necessario che l'acquirente esibisca al venditore - fra gli altri documenti - una prescrizione autorizzativa, che, oltre a specificare la patologia della persona ed il prodotto prescritto, indichi il collegamento funzionale fra la patologia e il prodotto. Ciò significa che, in questo caso, il medico (che deve essere uno specialista dell'Azienda Usl di residenza) dovrebbe dichiarare che il condizionatore è utile alla riabilitazione della persona. Sarebbe un'affermazione piuttosto azzardata in generale, anche se lo sarebbe di meno se si trattasse di una persona con gravi difficoltà respiratorie.

Siamo - lo ripetiamo - nell'ambito delle forzature. In via generale l'agevolazione per il condizionatore non potrebbe rientrare nemmeno in questo ambito, in quanto non è compresa nella finalità dei sussidi tecnici ed informatici che sono "preposti ad assistere alla riabilitazione, o a facilitare la comunicazione interpersonale, l'elaborazione scritta o grafica, il controllo dell'ambiente e l'accesso alla informazione e alla cultura in quei soggetti per i quali tali funzioni sono impedite o limitate da menomazioni di natura motoria, visiva, uditiva o del linguaggio".

Pertanto riteniamo che, per ora almeno, sui condizionatori d'aria non possa essere applicata l'aliquota IVA al 4%. Questo almeno fino a quando l'Agenzia delle Entrate non darà un parere diverso.