Mobilità Sommario numero 39 del 2005


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Abitare

Mi rifaccio la casa

di Sophie Corbetta*

La propria casa è l'ambiente che si sogna accogliente. Può però diventare inospitale quando la mobilità di chi la abita viene compromessa e sorgono nuove esigenze. La nostra collaboratrice, progettista con una grande esperienza nel campo dell'accessibilità, ci fornisce alcuni suggerimenti pratici per pianificare con successo la riconversione di una abitazione inadeguata in un luogo funzionale e piacevole.

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Non è difficile pensare alla propria abitazione come luogo che accoglie e offre protezione, comfort e privacy, una sorta di "nido" in cui accumulare negli anni oggetti e ricordi, con il quale si ha una familiarità tale da potersi muovere nei suoi spazi anche ad occhi chiusi.

Può accadere però che la casa d'un tratto non risponda più alle esigenze di chi la abita - perché mutate a causa di un evento che determina una condizione di disabilità - e si trasformi in un ambiente inospitale o addirittura inabitabile.

Ricreare l'armonia

Se si vuole ricreare l'armonia perduta sarà necessario intervenire per adeguare gli spazi domestici alle nuove caratteristiche e capacità di chi dovrà continuare ad utilizzarli.

L'intervento di adeguamento di un'abitazione alle necessità di una persona con disabilità non è assimilabile ad un generico intervento di ristrutturazione, solitamente deciso e pianificato sia nei tempi che dal punto di vista economico da chi decide che è il momento di rendere la propria casa più bella, più moderna o più confortevole.

Chi deve adeguare la propria abitazione per renderla accessibile è invece costretto il più delle volte ad operare in condizioni "di emergenza", affrontando un evento imprevisto che richiede in tempi molto brevi il reperimento di risorse adeguate e l'elaborazione di soluzioni efficaci.

L'entità di ogni intervento è da valutare in base al grado di compromissione delle funzionalità della persona interessata, ma l'obiettivo principale è sempre quello del recupero dell'autonomia domestica. La casa deve essere modificata nei suoi singoli elementi - struttura, arredi, attrezzature - in modo da compensare le nuove difficoltà di chi la abita, risultato non sempre facile da ottenere.

Inoltre, nonostante la possibilità di accedere ai contributi previsti dalla Legge 13/89 per le opere di eliminazione delle barriere architettoniche o ai finanziamenti stanziati da alcune Regioni per l'acquisto di ausili - tradizionali o tecnologici - o di arredi personalizzati, l'impegno economico richiesto da questo tipo di interventi è sempre piuttosto cospicuo.

Ecco allora alcune osservazioni e consigli da tenere presenti per agire al meglio quando si deve adeguare la propria casa.

Valutare gli interventi

Gli ostacoli all'ingresso dell'edificio, l'inadeguatezza dei percorsi interni o dei servizi igienici dell'abitazione, sono alcune tra le condizioni più comuni in grado di compromettere seriamente l'autonomia domestica delle persone con difficoltà motorie, e in particolare di quelle che utilizzano la carrozzina per muoversi. Modificare queste situazioni significa prevedere interventi strutturali fattibili e risolutivi.

Nel caso in cui la presenza di troppe barriere o impedimenti di carattere tecnico non consentano risultati soddisfacenti, si deve abbandonare l'ipotesi di adeguare la propria abitazione e valutare quella più radicale, ma inevitabile, del cambio di residenza.

Per la scelta è consigliabile orientarsi su edifici di recente costruzione, che di solito garantiscono l'accessibilità delle parti comuni e che, pur presentando spazi abitativi più ridotti, offrono una distribuzione dei locali più funzionale e più facilmente modificabile rispetto agli immobili più datati.

Ricordiamo che la normativa che impone l'abbattimento delle barriere architettoniche negli edifici residenziali di nuova costruzione o soggetti a ristrutturazione è la Legge 9 gennaio 1989, n. 13 ("Disposizioni per favorire il superamento e l'eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati").

Per chi è nelle condizioni di poter aspettare i tempi di realizzazione, l'acquisto di una casa in costruzione è una soluzione che offre la possibilità di personalizzare l'abitazione in base alle proprie esigenze, prima che questa venga realizzata.

I vantaggi in questo caso sono molteplici: la casa viene costruita tenendo in considerazione le necessità di distribuzione degli spazi, si possono predisporre impianti tecnologici speciali o automazioni con risultati più apprezzabili e costi finali più contenuti rispetto ad una ristrutturazione e si può controllare la corretta realizzazione di particolari in grado di condizionare l'autonomia domestica, come il posizionamento e la tipologia dei terminali degli impianti, dei meccanismi di apertura dei serramenti e delle soglie previste tra l'abitazione e gli spazi esterni.

Lavorare in team

Non è mai semplice capire dove e in che modo intervenire per adeguare l'ambiente domestico. Vivere la disabilità non significa avere automaticamente la capacità di individuare le proprie difficoltà nell'utilizzo dell'abitazione e di formulare le soluzioni più adatte.

Le modifiche da realizzare possono essere di natura diversa: da quelle più impegnative, che intervengono sulla struttura architettonica dell'abitazione, alla disposizione e scelta della tipologia degli arredi, delle attrezzature domestiche, degli ausili. Inoltre oggi il mercato offre nuove tecnologie per la casa, ancora poco conosciute dal grande pubblico, che, messe in corretta relazione con le difficoltà della persona con disabilità, sono in grado di incidere positivamente su alcuni aspetti dell'autonomia domestica.

Per operare nel modo più efficace possibile, la scelta migliore è quella di affidarsi a professionisti con competenze diverse e di far sì che operino in modo interdisciplinare, scambiandosi informazioni.

In particolare, per individuare correttamente le difficoltà nello svolgimento delle attività quotidiane e selezionare gli ausili più adatti a compensarle, ci si può avvalere della collaborazione dei terapisti occupazionali che solitamente seguono la persona con disabilità nella fase di riabilitazione, che coincide spesso con quella in cui ci si riappropria dello spazio domestico. In caso di patologie degenerative, in cui è previsto un peggioramento nel tempo delle funzionalità e dell'autonomia, questi esperti sono anche in grado di prefigurare le necessità future.

E se per la definizione degli interventi si decide di rivolgersi ad un progettista - in caso di modifiche strutturali dell'abitazione il suo contributo è obbligatorio per la richiesta dei relativi permessi - è consigliabile scegliere un tecnico con esperienza nel campo specifico dell'accessibilità o comunque disponibile a recepire tutte le indicazioni che provengono dalla persona per la quale si realizza l'adeguamento e dagli altri professionisti eventualmente coinvolti.

Personalizzare le soluzioni

Non esistono soluzioni stereotipate per realizzare l'accessibilità domestica delle persone con disabilità. Le indicazioni contenute nella normativa per l'abbattimento delle barriere architettoniche sono pensate per ottenere un'accessibilità minima nei luoghi pubblici: i risultati sono ambienti che raramente soddisfano appieno le esigenze degli utenti con disabilità motorie, nemmeno quelle delle persone in carrozzina, per i quali sembrano pensati.

Nel progettare l'adeguamento di un'abitazione non ci si può quindi affidare a prescrizioni generiche, ma si deve lavorare "su misura", facendo riferimento solamente alle necessità reali della persona che deve ricostruire la propria autonomia fra le pareti domestiche.

Tutte le scelte e le soluzioni funzionali devono scaturire dall'attenta valutazione delle caratteristiche di chi richiede l'adeguamento: le misure fisiche e le capacità residue, le modalità di movimento, la capacità di eseguire i trasferimenti e, non ultima, la disponibilità psicologica a fare da solo o ad essere assistito.

Nel caso in cui la casa debba accogliere una persona con disabilità molto grave, il progetto deve puntare a realizzare spazi che siano anche in grado di facilitare al massimo i compiti di chi svolge l'attività di assistenza, tenendo in considerazione le esigenze legate a questo aspetto.

Non trascurare l'estetica

Valutare correttamente le necessità reali della persona con disabilità nei confronti dell'ambiente domestico consente di realizzare con discreta precisione gli interventi essenziali e di adottare solamente quegli ausili in grado di incrementare l'autonomia. In questo modo, oltre ad ottenere un risultato ottimale dal punto di vista funzionale, si riducono le spese al minimo necessario e, aspetto non meno importante, si evita l'errore di trasformare la casa in una sorta di ospedale, anche quando le condizioni dei suoi abitanti non lo richiedano.

Se l'obiettivo finale deve essere l'accessibilità, è comunque importante che gli interventi e le modifiche non sconvolgano totalmente l'abitazione, che deve conservare quanto più possibile un'atmosfera personale ed un'immagine gradevole.

Particolare attenzione si deve dedicare agli ausili, che vanno inseriti armonicamente nell'ambiente; per uno stesso tipo di ausilio, il mercato offre un numero sempre maggiore di modelli, per cui è possibile scegliere quelli esteticamente più gradevoli. È bene limitare al massimo anche gli arredi e le attrezzature speciali, adottando solo quelli strettamente necessari e ricorrendo al mercato di serie per tutto il resto. Un caso simbolo è quello dei sanitari ergonomici, ancora troppo spesso proposti negli interventi di adeguamento del bagno: di solito non offrono maggiore comodità rispetto ai sanitari di serie e hanno la sgradevole capacità di conferire un aspetto asettico ed ospedaliero a qualsiasi ambiente.

Chi abita la casa dovrà sentirla propria anche dopo le modifiche, partecipando quanto più possibile alle scelte di adeguamento. E per trovare spunti, immagini o suggestioni da comunicare al progettista, per fargli capire meglio quello che è di proprio gusto, ci si può avvalere di strumenti facili da utilizzare e da reperire per chiunque, come l'immensa vetrina di internet o le numerose riviste di arredamento in commercio, pensate per tutte le tasche.

Per non rinunciare ad una casa accogliente in nome dell'accessibilità.

* Architetto (articolo e illustrazioni)