Mobilità Sommario numero 39 del 2005


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Varchi elettronici

Farsi riconoscere

di Carlo Giacobini

I varchi elettronici, vigili silenziosi dei nostri centri urbani, sono degli strumenti molto efficaci. Hanno però un difetto: non vedono le eccezioni. Alle persone disabili, pur in possesso di contrassegno, vengono così elevate contravvenzioni che vanno pagate o contestate con non pochi disagi. Come è stato affrontato il problema? E, soprattutto, c'è una soluzione definitiva?

un segnale di divieto d'accesso

Il Codice della Strada ed il relativo Regolamento prevedono che le "persone invalide con capacità di deambulazione sensibilmente ridotta" possano ottenere, previa visita medica che accerti questa condizione, il cosiddetto "contrassegno invalidi". Questa possibilità è stata estesa anche ai non vedenti.

Il "contrassegno arancione", come ben sappiamo, consente ai veicoli al servizio delle persone disabili il parcheggio negli spazi appositi.

Traffico limitato

Ma il contrassegno dà anche la possibilità di circolare in zone in cui il traffico sia stato limitato. Con alcune precisazioni. Il riferimento legislativo esatto da prendere in considerazione è l'articolo 11 del DPR 503 del 24 luglio 1996, che riguarda appunto la circolazione e sosta dei veicoli al servizio di persone disabili.

Il terzo e il quarto comma ammettono la circolazione dei veicoli al servizio di disabili con contrassegno anche in aree a traffico limitato o in zone pedonali nel caso in cui sia già ammessa la circolazione anche di una sola tipologia di veicoli destinati al trasporto di pubblica utilità. Il quarto comma, più in particolare, ammette anche la possibilità di circolare nelle corsie preferenziali utilizzate dai mezzi pubblici o dai taxi.

Entrambi i commi non prevedono alcun intervento regolamentare da parte dei Comuni (autorità competenti), pertanto le disposizioni sono vigenti in tutta Italia. Tuttavia i Comuni, per motivi di sicurezza o opportunità, possono comunque applicare la limitazione anche ai veicoli destinati ai disabili, indicandola però con apposita segnaletica verticale e orizzontale.

Eccezioni

Il comma 1 è stato invece pensato per quei casi in cui il traffico e la sosta siano stati temporaneamente o permanentemente inibiti per motivi di sicurezza pubblica, di pubblico interesse o per esigenze di carattere militare. Facciamo qualche esempio: tassi di inquinamento elevati e conseguente blocco del traffico, manifestazioni di vario tipo, eventi particolari.

In questi casi, la norma consente alle autorità che hanno stabilito questi limiti di prevedere delle eccezioni per i veicoli al servizio di titolari di contrassegno speciale. L'esempio più classico è quello delle limitazioni per sforamento dei tassi di inquinamento. La limitazione, ad esempio a targhe alterne, riguarda tutti i cittadini, ma alcune amministrazioni hanno previsto delle eccezioni appunto per i veicoli al servizio di persone disabili.

In sintesi: se le amministrazioni hanno previsto una limitazione del traffico, i titolari di contrassegno non possono circolare a meno che non vi sia una eccezione prevista nella stessa ordinanza di limitazione o blocco del traffico. Se invece è prevista una limitazione del traffico, ma è ammessa la circolazione anche di una sola categoria di veicoli (es. taxi, tram ecc.), i disabili titolari di contrassegno possono circolare comunque salvo divieto espressamente previsto con ordinanza del Sindaco.

La vigilanza

L’occhio vigile della telecamera

La premessa è d'obbligo per far comprendere come chi è in possesso del contrassegno possa godere di diritti speciali. Ciò diviene particolarmente rilevante viste le sempre più frequenti limitazioni del traffico a causa dell'inquinamento.

Queste limitazioni comportano per le amministrazioni un sempre maggiore impegno in termini di vigilanza, sfida che è stata raccolta da molte città adottando tecnologie elettroniche e informatiche che limitino l'impegno delle forze dell'ordine. Parliamo ovviamente dei varchi elettronici. Vediamo innanzitutto come funzionano.

In zone di accesso alla città o nelle Zone a Traffico Limitato (ZTL) vengono posizionate delle telecamere a infrarossi. Solitamente vengo attivate dal passaggio dei veicoli sopra delle spire che sono inserite nell'asfalto. Un flash particolare (senza il comune "lampo") consente di scattare foto anche durante la notte.

Le immagini catturate vengono "salvate" in un'unità centrale e qui avviene la verifica: le targhe che risultano appartenenti a veicoli autorizzati vengono scartate; per quelle di veicoli non autorizzati inizia la procedura che porterà ad elevare la contravvenzione e a comunicarla al titolare del veicolo.

Le telecamere non riescono ovviamente a distinguere se il veicolo è al servizio di una persona disabile e se questi è titolare di contrassegno. Vediamo allora quali soluzioni - anche molto diverse tra loro - sono state adottate in alcune città.

Le città

Il Comune di Padova sta rilasciando a tutti disabili un chip elettronico che consente al veicolo munito di contrassegno di essere "riconosciuto" dalla telecamera e quindi di evitare di essere fotografato. Il chip purtroppo viene rilasciato solo ai disabili residenti che ne facciano richiesta. Chi è in visita a Padova non può transitare indenne sotto le telecamere.

Una soluzione simile è stata adottata a Milano. Al momento del rilascio del contrassegno viene fornito un ulteriore tagliando da esporre sul lunotto posteriore che viene riconosciuto dalla telecamera di controllo allo scopo di evitare multe indebite. Anche questo trattamento è riservato a chi risiede in città. I residenti fuori Milano che abbiano la necessità di entrare in città con una regolare frequenza possono richiedere all'Ufficio Traffico Concessioni Autorizzazioni il rilascio dell'apposito contrassegno da esporre sul veicolo.

Forse più diffusa è la soluzione adottata, ad esempio, a Siracusa, Livorno e Bologna: i titolari di contrassegno segnalano la targa dell'auto che utilizzano abitualmente. Questa opportunità è ammessa anche per i non residenti che però sono tenuti ad indicare anche la data in cui intendono transitare.

Di manica più larga, per i residenti, è il comune di Roma, che ammette la possibilità di segnalare fino a tre numeri di targa dei veicoli abitualmente utilizzati. Le targhe rilevate al passaggio dei varchi, se autorizzate, vengono escluse automaticamente dal processo sanzionatorio.

Più tecnologica la città di Firenze, che fornisce un vero e proprio telepass assicurando anche la gratuità del rilascio sia ai disabili residenti a Firenze che a quelli che abitano nei comuni del circondario. Il telepass evita che il veicolo sia fotografato e multato.

Infine altri comuni prevedono semplicemente forme di ricorso agevolato in caso di contravvenzioni elevate a veicoli in servizio a persone con disabilità.

Soluzioni tecnologiche

Grande la confusione che regna sotto il cielo. Perché? Perché bisogna coniugare diverse esigenze, tutte ugualmente legittime. La prima è regolamentare e contenere il traffico perché le nostre città siano più vivibili, istanza che interessa tutti i cittadini e in particolare la cosiddetta utenza debole. Per raggiungere questo obiettivo il controllo "umano" non è efficiente, cioè costa troppo perché le zone da controllare sono sempre più numerose e più estese. Le soluzioni tecnologiche saranno quindi sempre più diffuse.

Dall'altro lato bisogna trovare soluzioni che garantiscano la libertà di movimento alle persone con disabilità, senza per questo consentire gli abusi. La nostra rivista non si è mai nascosta dietro un dito, pertanto anche in questo caso faremo il nostro dovere affermando senza remore ciò che molti già sanno: sono in circolazione contrassegni falsi, scaduti, prestati ad amici e parenti, intitolati a persone defunte da anni. Un maggiore controllo, anche solo incrociando i dati dell'anagrafe, permetterebbe di contenere molti usi impropri.

Tornando all'aspetto tecnico della questione, riteniamo che, se l'unica soluzione per il rilevamento è quella tecnologica, anche i contrassegni vadano adeguati: dovranno essere quindi di tipo digitale. Ovviamente per rendere efficace un'azione del genere sarebbe necessario che il contrassegno "digitale" fosse unico in tutta Italia e magari in tutta Europa. Questo, oltre che semplificare la vita ai disabili e alle amministrazioni, eviterebbe non pochi abusi.