

di Sophie Corbetta*
Tra gli ambienti domestici il bagno è quello in cui l'esigenza di autonomia si avverte maggiormente. La particolarità e la complessità del locale, assieme alla molteplicità di azioni che vi si svolgono, possono renderne problematico l'adeguamento alle esigenze di una persona con difficoltà motorie. Con una progettazione attenta e scelte oculate è però possibile assicurarsi un buon livello di indipendenza scongiurando al contempo lo sgradevole "effetto ospedale".

A casa, è soprattutto nell'uso del bagno che ogni persona desidera essere completamente indipendente, perché nello svolgimento dell'igiene personale si accetta con molta difficoltà l'aiuto di altri. Gli spazi solitamente molto stretti e la presenza dei sanitari, il cui impiego comporta numerosi spostamenti, rendono invece difficoltoso per chiunque non abbia il pieno controllo delle capacità motorie l'uso in autonomia di questo locale. Locale che, in caso di adeguamento, richiede numerose modifiche.
Nell'affrontare questo intervento non si deve incorrere nella tentazione di far riferimento a modelli convenzionali, come la soluzione di "bagno per disabili" diffusa nei locali pubblici: un servizio igienico molto ampio, con sanitari ergonomici e maniglioni installati sulle pareti spesso senza una vera logica. Questa tipologia ha avuto largo impiego non perché risponda alle reali necessità degli utenti con disabilità, ma soprattutto perché è in grado di soddisfare gli obblighi normativi in materia di accessibilità.

Purtroppo non esiste un bagno accessibile "tipo", un modello da riprodurre sempre invariato e sempre valido, anche a casa propria. Per ottenere il migliore dei risultati, vale a dire un utilizzo il più possibile autonomo del bagno da parte della persona con disabilità, che deve sentirsi quanto più a suo agio almeno nella propria abitazione, la metodologia da seguire è decisamente più impegnativa e passa attraverso un attento lavoro di personalizzazione.
Una soluzione che scaturisce da una valutazione delle caratteristiche dimensionali e delle capacità funzionali di chi dovrà utilizzare il bagno non garantisce solamente il reale soddisfacimento di bisogni specifici, ma consente anche di realizzare solo le modifiche veramente necessarie, evitando lavori e spese inutili. Ridurre al minimo gli interventi, inoltre, evita di incorrere nel rischio di stravolgere completamente il locale, magari trasformandolo in uno spazio iperaccessoriato, ma asettico.
Non si deve trascurare infatti la necessità di effettuare i cambiamenti per l'accessibilità conciliandoli con un risultato estetico gradevole, che mantenga o renda il bagno accogliente, un locale di distensione e benessere, e non solo di funzioni. E se la persona con disabilità vive in famiglia, è indispensabile non rinunciare a combinare le sue necessità di utilizzo con quelle delle altre persone che adopereranno il bagno, cercando il coinvolgimento di tutti nella fase di progettazione.
Grande attenzione va dedicata anche alla fase di realizzazione: è infatti indispensabile che chi viene incaricato di eseguire le modifiche del bagno esegua il lavoro attenendosi scrupolosamente a tutte le indicazioni di progetto, senza ricadere nelle prassi consuete e nelle misure standard (posizione della rubinetteria e delle prese, altezza del vaso, del lavabo ecc.).
Vista la grande quantità di funzioni svolte in bagno, le necessità espresse a fronte di molte difficoltà diverse fra loro possono essere infinite.
Nell'affrontare un intervento per adeguare il bagno di casa alle proprie esigenze, quindi, le persone con difficoltà motorie devono confrontarsi con numerose problematiche. Ecco alcune indicazioni e soluzioni pratiche relative ai casi più comuni.
Salvo rare eccezioni, le dimensioni del bagno sono piuttosto contenute e gli spazi di circolazione attorno ai sanitari sono a volte a malapena sufficienti per consentire il passaggio di una persona. Nel caso in cui il servizio igienico debba essere reso fruibile per chi si muove con l'aiuto di ausili o addirittura in carrozzina, la prima necessità ravvisabile è il reperimento di adeguati spazi di manovra e di accostamento agli apparecchi.
Per aumentare la superficie libera all'interno del locale è possibile sostituire la vasca da bagno con il box doccia oppure rimuovere il bidet. Nel caso in cui questi accorgimenti non fossero sufficienti, si rende necessario creare più spazio con un intervento di demolizione e ricostruzione delle pareti del locale. Per definire le dimensioni e la forma della nuova pianta, è utile valutare attentamente le modalità di spostamento della persona, gli spazi necessari per lo svolgimento delle manovre e per gli accostamenti ai sanitari.

Per la rotazione della carrozzina - che garantisce il cambio di direzione in qualsiasi senso - la normativa (Decreto Ministeriale 236/89) indica uno spazio circolare di diametro di almeno 150 cm. Questa misura consente grande agio nella manovra, ma non è sempre disponibile in un locale esistente, quindi è consigliabile verificare con alcune prove se la carrozzina della persona che richiede l'adeguamento è in grado di ruotare in uno spazio minore (una carrozzina manuale sportiva, per esempio, ruota agevolmente in un cerchio di 120 cm di diametro).
Oppure si può valutare l'ipotesi di effettuare il cambio di direzione, per entrare e uscire dal locale sempre nel verso di marcia corretto, con delle manovre combinate. In questo caso si possono sfruttare spazi più ristretti, ma è una soluzione indicata solo nel caso in cui chi utilizza la carrozzina abbia, per così dire, una buona padronanza del mezzo.
La necessità di spazio aumenta di molto nel caso di persone con gravissime disabilità motorie, allettate o comunque prive di qualsiasi capacità di movimento, che necessitano di assistenza per le operazioni di igiene, svolte di solito grazie all'impiego di una comoda da bagno reclinabile o addirittura di una barella doccia.
Questi ausili hanno dimensioni molto ingombranti, per cui è consigliabile scegliere un modello il più possibile maneggevole e, se possibile, valutare gli spazi di manovra testandone dal vivo il comportamento, soprattutto nel caso in cui sia necessario percorrere delle svolte a 90°. La barella doccia, per esempio, dovrà riuscire a passare lungo tutto il percorso dalla camera da letto al bagno, nel quale dovrà essere realizzato un vano doccia dalle dimensioni adeguate ad accogliere il lettino ma anche a consentire la permanenza e il movimento di chi fornirà l'assistenza.
La normativa riporta alcune misure di riferimento anche per gli accostamenti ai sanitari da parte delle persone in carrozzina, ma in caso di adeguamento e di poca disponibilità di spazio conviene valutarle e rivederle in base alle necessità reali dell'utente. Per sfruttare al massimo la limitata superficie del bagno, è utile sovrapporre quanto più possibile gli spazi di accostamento a quelli di manovra.
Per l'uso del lavabo è necessario garantire lo spazio di manovra per il raggiungimento e lo stazionamento frontale della carrozzina (considerare almeno uno spazio di 80 cm di profondità dal bordo anteriore). Il lavandino deve essere del tipo a mensola, senza colonna, e va installato ad un'altezza che consenta l'inserimento delle ginocchia al di sotto del catino e che, allo stesso tempo, faccia risultare il bordo superiore ad un'altezza comoda per l'appoggio dei gomiti e per manovrare i rubinetti.
Queste dimensioni vanno ricavate sulle misure della persona che dovrà utilizzare il sanitario: si deve però cercare di scegliere un modello di lavabo dal catino poco profondo, in modo che rispettando lo spazio di inserimento delle gambe (di solito dai 65 ai 70 cm da terra) il bordo superiore non risulti troppo in alto (a seconda dell'altezza della persona, tra gli 80 e i 90 cm da terra).
I lavabi ergonomici sono caratterizzati da uno spessore molto contenuto, ma hanno come controindicazione l'aspetto "ospedaliero", che condiziona l'immagine del bagno. Per mantenere un aspetto domestico, conviene scegliere un lavabo della produzione di serie facendo attenzione alla profondità e preferendo modelli con bordi larghi e morbidi, per un appoggio più confortevole degli avambracci.
Per tenere a portata di mano i prodotti per l'igiene personale, si può optare per un lavabo con piano d'appoggio integrato, in ceramica come il catino, oppure scegliere un lavabo da incassare o semi-incassare in un piano realizzato nel materiale che si preferisce (in legno, pietra, muratura o piastrelle). Cassettiere o mobili a sportello su rotelle, facilmente spostabili e da inserire sotto il piano, o alcune mensole posizionate ad altezza raggiungibile, rappresentano la soluzione ideale per chi ha bisogno di più spazio per riporre i prodotti utili in bagno.
Per completare la zona lavabo, una buona illuminazione e uno specchio a tutta altezza che parte dal bordo del lavabo e risulta comodo sia per chi si lava da seduto che in piedi. Gli specchi reclinabili non sono necessari e sono difficili da regolare.
In presenza di persone con limitazioni o dolorabilità nel movimento degli arti superiori e delle mani diventa fondamentale l'impiego di miscelatori a leva: anche in questo caso è meglio sceglierli fra i modelli di serie, senza ricorrere necessariamente a miscelatori con la leva clinica, molto ingombrante e di foggia ospedaliera. Un rubinetto con doccetta estraibile può risultare utile a chi non riesce ad avvicinarsi agevolmente alla bocchetta erogatrice per lavarsi le braccia o la testa.

La corretta installazione del water e dei relativi ausili influenza in modo determinante la possibilità di utilizzo in modo sicuro ed autonomo da parte di persone con limitazioni motorie.
Non è necessario installare un water ergonomico, di solito caratterizzato da misure molto ampie e da un'apertura anteriore per la pulizia personale che rendono la sua seduta molto scomoda per chi ha difficoltà di equilibrio e di controllo del movimento degli arti inferiori. Meglio puntare su un vaso di serie, possibilmente di tipo sospeso perché consente il suo posizionamento all'altezza da terra più adatta rispetto alle esigenze di trasferimento.
Per le persone che camminano ma fanno fatica a sedersi e a rialzarsi, si può installare il water ad una altezza maggiore rispetto a quella standard (circa 40 cm da terra), oppure è possibile adottare un sedile/rialzo WC dotato di braccioli che forniscono un appoggio sicuro durante i movimenti più impegnativi.
Per permettere il trasferimento autonomo da parte di chi utilizza la carrozzina, si deve lavorare sia sul posizionamento del vaso che sui sostegni. Porre la seduta del water alla stessa altezza della carrozzina sembrerebbe facilitare il passaggio, ma il bordo superiore non deve risultare comunque troppo alto da terra (massimo 45 cm, assetta compresa) perché nel momento in cui la persona si trasferisce dalla carrozzina viene meno l'appoggio sopraelevato del poggiapiedi: se le gambe della persona sul water non toccano più terra e penzolano nel vuoto perché la seduta è troppo alta rispetto al pavimento, aumentano i problemi di equilibrio.
Per effettuare il passaggio sul WC è necessario prevedere uno spazio di accostamento - laterale o frontale - dalle misure più adatte alla modalità di trasferimento e alle dimensioni della carrozzina (la normativa indica per l'accostamento laterale uno spazio largo 100 cm dall'asse del WC). Anche l'avanzamento del bordo anteriore del vaso fino a 75-80 cm rispetto alla parete posteriore può facilitare l'accostamento laterale: in questo caso si consiglia di realizzare un muretto tra il muro posteriore e il water, che funga da appoggio per la schiena.
Per riuscire ad effettuare il trasferimento con la sola forza delle braccia diventa fondamentale la presenza e il posizionamento di un sostegno adeguato. La sicurezza di installare dei sostegni adatti al proprio modo di muoversi o di accostarsi al water è garantita solo dalla possibilità di eseguire alcune prove a priori, magari in centri di terapia occupazionale, oppure a casa propria, seguiti da personale riabilitativo in grado di dare consigli.

In ogni caso, il maniglione va posizionato dal lato opposto rispetto al lato del water al quale ci si accosta (sia che si effettui un trasferimento laterale che obliquo). Si può installare un semplice maniglione rettilineo sul muro laterale ma, in genere, perché l'appoggio consenta di fare buona leva per sollevare il corpo, deve essere posizionato il più possibile vicino - circa 5 cm - al bordo del water (più il maniglione è lontano, più il trasferimento risulta difficoltoso).
Per ottenere questo risultato è meglio utilizzare un maniglione orizzontale "a bandiera" fisso o ribaltabile - che può essere accostato al muro quando non serve - da installare sulla parete posteriore al water, alla distanza desiderata dal bordo della tazza.
Anche l'altezza da terra del maniglione deve facilitare la spinta verso il basso che la persona effettua per sollevarsi: la normativa prescrive 80 cm, ma 70-73 cm è una misura che in genere risulta molto più agevole.
Si tratta evidentemente di una soluzione indicata solo per persone con buona funzionalità e forza degli arti superiori, in grado di effettuare il passaggio autonomamente; in caso contrario si può ricorrere all'uso di una sedia da comoda per spostare la persona sul water. La seduta di questo ausilio deve poter posizionarsi al di sopra del vaso, che quindi non deve avere un'altezza da terra superiore ai 40-42 cm.
La rimozione del bidet per reperire spazi di manovra più ampi in bagno o le difficoltà insite nel trasferimento dalla carrozzina fanno sì che spesso si renda necessario svolgere le operazioni di igiene intima direttamente sul water. In questo caso è possibile affiancare al vaso una doccetta a muro (meglio se corredata da un piccolo lavamani, per ridurre gli sgocciolamenti) oppure adottare un sedile con bidet incorporato. Questo accessorio va montato al posto del sedile tradizionale e collegato alla rete idrica (con acqua calda e fredda): tramite un miscelatore incorporato è in grado di erogare dei getti d'acqua che consentono la pulizia personale.
Anche il comando per lo scarico dell'acqua deve risultare accessibile: va quindi posizionato lateralmente al WC e, per chi ha problemi di forza agli arti superiori, deve presentare un pulsante ampio e facile da premere.
Il bagno nella vasca offre sempre l'occasione per una piacevole parentesi rilassante. A questo aspetto positivo si contrappone la laboriosità di un'operazione che richiede una serie di movimenti faticosi, nel caso di persone in carrozzina o con problemi motori, che rendono preferibile la doccia, di più semplice utilizzo.
La decisione di mantenere la vasca da bagno può tuttavia essere presa per conservare abitudini consolidate o per soddisfare le esigenze degli altri componenti della famiglia. Per le persone in carrozzina che hanno un buon uso delle braccia e sono dotate di una discreta forza si possono adottare alcuni ausili che rendono possibile l'utilizzo della vasca in modo autonomo.
Innanzitutto è indispensabile che a lato della vasca ci sia lo spazio di accostamento necessario. Il trasferimento - che è abbastanza difficoltoso e va sempre appreso con un addestramento da parte di riabilitatori professionisti - va effettuato trasferendo prima le gambe all'interno della vasca e poi sollevando il corpo dalla carrozzina alla vasca con la forza delle braccia, avvalendosi di solito dell'appoggio di un maniglione orizzontale fissato sul lato lungo della parete.
Poiché sarebbe veramente difficile risalire dal fondo della vasca, è utile adottare un seggiolino o una panchetta da agganciare ai bordi della vasca stessa e che si potrà poi rimuovere in qualsiasi momento.
Questi ausili, prodotti in diverse fogge e materiali, servono sostanzialmente a mantenere la persona seduta a metà della profondità o all'altezza dei bordi della vasca per rendere meno faticoso il trasferimento. Lo stesso seggiolino, associato ad un tappetino di gomma da mettere sul fondo della vasca e a un maniglione a "L" da fissare a parete, rende molto più sicuro l'utilizzo di questo sanitario per le persone che camminano ma hanno problemi di equilibrio o di affaticamento.
Esistono anche alcuni modelli di sollevatori per vasca costituiti da un sedile dotato di una crociera che, azionata da una batteria, è in grado di spostare verticalmente la seduta. Questo sollevatore è adatto a qualunque tipo di vasca e non richiede alcuna modifica del bagno. È sufficiente appoggiare l'apparecchio sul fondo della vasca e il fissaggio avviene semplicemente tramite ventose.
Tramite un telecomando, la seduta si può sollevare fino a raggiungere la stessa altezza del bordo della vasca. Il trasferimento dalla carrozzina al sedile è facilitato dalla presenza di due alette laterali rigide ma pieghevoli che, appoggiate ai bordi della vasca, creano un piano di appoggio continuo.
Una volta effettuato il passaggio dalla carrozzina, la seduta può essere abbassata elettricamente fino a pochi centimetri dal fondo, in modo che la persona possa immergersi nell'acqua, lavarsi e risalire attivando il sollevatore, senza alcuno sforzo.
Come già accennato, la doccia offre la possibilità di lavarsi completamente evitando molti dei movimenti richiesti per l'utilizzo della vasca. In più, presenta il vantaggio di occupare meno spazio della vasca da bagno, in un locale in cui la difficoltà maggiore è rappresentata proprio dalla reperibilità di spazi che consentano di muoversi agevolmente.
La decisione dell'eliminazione della vasca da bagno a favore della doccia va presa concordemente da tutti i componenti del gruppo familiare, perché questa operazione può richiedere il cambiamento di alcune consuetudini.
Per ottenere una doccia accessibile si può scegliere di realizzare una doccia a pavimento (senza piatto doccia, con il fondo di piastrelle antisdrucciolo e il sottofondo impermeabilizzato) o di adottare un piatto doccia a filo del pavimento, vale a dire senza il consueto gradino, che impedirebbe l'inserimento della carrozzina o che può diventare grave ostacolo per chi cammina con difficoltà.
È importante valutare bene le pendenze e la posizione dello scarico: se l'intervento viene realizzato con cura l'acqua scorre bene e dopo l'uso la zona bagnata non risulta più ampia di quella di un normale piatto doccia. Per contenere eventuali fuoriuscite dell'acqua - che si possono verificare nonostante la pendenza del pavimento o del piatto doccia verso lo scarico - si può installare un box doccia a filo pavimento, disponibile anche con antine basse, alte circa un metro da terra, per consentire ad un assistente di aiutare la persona che si lava, senza bagnarsi.
La soluzione della doccia a filo pavimento facilita la circolazione della carrozzina all'interno del bagno perché, essendo privo di dislivelli, lo spazio della doccia può essere utilizzato come area per le manovre.
Per chi ha difficoltà a restare in piedi o ha problemi di equilibrio può essere utile installare un seggiolino a muro, fisso o ribaltabile, con gli appositi maniglioni. La presenza di questa seduta è indispensabile anche per la persona in carrozzina, se non utilizza una sedia da comoda o una carrozzina inox.
Il movimento di trasferimento dalla carrozzina al seggiolino doccia è del tutto simile a quello dalla carrozzina al WC, perciò, in questo caso, le osservazioni utili per desumere le misure per l'accostamento, l'altezza della seduta e il posizionamento del maniglione restano identiche. L'erogatore della doccia, ad altezza regolabile su binario, va collocato sulla parete laterale a quella del sedile.
* Architetto (articolo e illustrazioni)