Mobilità Sommario numero 41 del 2005


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Sistemi di guida

L'auto del futuro

di Francesco Smerghetto

Oggi molti disabili per poter condurre un veicolo devono adattarlo spesso in modo tanto invasivo da renderlo inutilizzabile agli altri. Tra qualche anno queste modifiche forse non saranno più necessarie: sulle auto di serie potremmo trovare un dispositivo elettronico molto particolare, una "cloche" che, oltre a garantire la funzione di sterzatura, permetterà anche di accelerare e di frenare. Citroën, con il prototipo C5 By Wire, ci ha dato un assaggio di questa tecnologia.

Citroën C5 By Wire

Il mondo dell'automobile appare tanto innovativo per certi aspetti quanto conservatore e statico per altri. Le auto di ultima generazione vengono prodotte utilizzando materiali pregiati e tecnologie avanzatissime ed equipaggiate con dispositivi di ogni sorta come navigatori satellitari, tergicristalli "intelligenti" e tanti altri "gadget".

Soluzioni che garantiscono maggior sicurezza, comfort e piacere di guida - certamente - ma che non alterano in modo sostanziale lo schema dell'automobile e il modo di condurla: la macchina si guida ancora, nella maggior parte dei casi, con il caro vecchio volante tondo, con i pedali, con il cambio manuale ("tabù europeo") oppure automatico ("tabù americano"). L'auto del 2005, insomma, nell'approccio non è poi molto diversa da una Ford Model T del 1908!

Come guideremo

I posti di guida e i comandi delle auto oggi in commercio grandi novità non ne presentano, ma ciò non significa che la ricerca in questo campo sia stata abbandonata. Anzi: i costruttori di automobili stanno studiando nuovi sistemi di guida (in cui l'elettronica, ovviamente, la fa sempre più da padrona) e qualche esempio, sempre a livello di prototipo, viene presentato in occasione dei saloni internazionali.

Talvolta rimangono "concept car" cioè prototipi su cui sperimentare soluzioni futuribili, in altre occasioni i progetti entrano in produzione dopo un'attenta valutazione del mercato.

Nei mesi scorsi una popolare Casa europea ha voluto far sapere alla stampa e ai consumatori a che punto sono le proprie ricerche, suggerendo come potrebbe essere l'auto in un futuro forse nemmeno troppo remoto. Citroën ha infatti presentato il prototipo C5 By Wire, cioè un modello della propria gamma equipaggiato, a scopo dimostrativo, con un particolare sistema di guida che sfrutta tecnologie già adottate in altri campi, soprattutto in aeronautica.

È un dispositivo che in un certo senso rivoluziona il concetto di guida, perché elimina totalmente i comandi a pedale e perché, per la trasmissione dei comandi, si affida ad un sistema elettronico (By Wire, appunto) anziché meccanico.

Ma quali sono nei dettagli le caratteristiche che rendono così interessante, anche agli occhi delle persone con disabilità, questo dispositivo? Lo abbiamo chiesto a Mario Maiocchi, responsabile del Servizio Tecnico Omologazioni/Ambiente di Citroën Italia.

Novità al volante

Il sistema di guida Citroën By Wire

Domanda: Maiocchi, ci può presentare il dispositivo By Wire ideato da Citroën, spiegandoci in cosa si differenzia dai sistemi di guida di tipo tradizionale e quali vantaggi comporta per il guidatore?

Risposta: Il sistema di guida Citroën By Wire è un complesso di comandi e di attuatori raggruppati su una "cloche" (ormai il termine "volante" non si adatta più, per forma e funzione, al sistema By Wire) che permette di comandare l'accelerazione, la velocità, la frenatura e la sterzatura dell'auto attraverso dei sistemi elettrici ed elettronici invece che meccanici; in questo modo è possibile eliminare del tutto la classica pedaliera ed il piantone dello sterzo.

Queste funzioni sono comunemente espletate dal pedale del freno, da quello dell'acceleratore, da quello della frizione e dal volante.

Lasciamo subito in disparte il pedale della frizione poiché già oggi se ne può fare a meno dotando il veicolo di un cambio automatico. Per fare a meno del pedale del freno e di quello dell'acceleratore occorre invece sostituirli con delle leve (freni) e pulsanti (acceleratore) posti sulla cloche, che serve anche per la sterzatura.

Ovviamente il vantaggio maggiore non sta tanto nel cambiare posto ai comandi ed il loro modo di azionamento, usando le mani invece che i piedi [per chi non ha l'uso degli arti inferiori invece il vantaggio è proprio questo, NdR]. Il vantaggio risiede nel fatto che fra la cloche e le ruote sterzanti, il motore e le pinze dei freni non ci sono più collegamenti meccanici ma fili elettrici.

Questo significa liberare il progettista di una nuova futura automobile da tutte le costrizioni che fino ad oggi hanno imposto una forma della carrozzeria e una posizione dei posti degli occupanti obbligata dal posizionamento degli organi meccanici. La cloche domani potrà essere raggruppata anche con la strumentazione e potrà essere posizionata dove si vuole, con l'unica esigenza della visibilità sulla strada di chi guida.

Probabilmente la forma delle auto di domani potrà essere molto diversa da quella che conosciamo, si potrà guidare in piedi o anche sdraiati, stando a destra o a sinistra nell'abitacolo perché potremo spostarci assieme alla cloche. È evidente che gli spazi, sia per l'ingresso nel veicolo che quelli "abitativi", potranno essere disposti più conformemente alle esigenze ed alle tipologie di trasporto.

Gli spazi che si libereranno e la libertà di dislocazione degli stessi non potranno che accrescere i vantaggi anche per le persone a mobilità ridotta.

Intuitività...

D: Rispetto ad una configurazione "standard", quindi, i comandi si trovano molto più ravvicinati ed hanno dimensioni minori. Questo può richiedere maggiori sensibilità e precisione di movimento degli arti superiori. Molti dei nostri Lettori già si servono di adattamenti al volante, è vero, ma questi sistemi ci sembrano meno complicati di un dispositivo come quello presentato sulla C5. Non c'è il rischio che tale "affollamento" di comandi sul volante renda la guida poco intuitiva? In caso di una improvvisa situazione di pericolo riusciremo a trovare subito il "tasto giusto"?

R: È molto più facile di quanto si possa pensare: le leve dei freni poste dietro alla cloche si impugnano come le leve dei freni sul manubrio di una bicicletta da corsa, ed i pollici premono sui pulsanti dell'acceleratore davanti alla cloche. Le assicuro che non servono più di cinque minuti di guida per avere tutto sotto controllo.

Occorre tener presente che i dispositivi di adattamento sulle auto di persone disabili sono aggiuntivi a quelli di serie, oltre che adattati, per l'appunto, al veicolo nel "miglior modo possibile" ma comunque adattati alla bisogna. Il risultato non può quindi essere sempre ottimale.

La complicazione, se questa esiste e se si può definire complicato un circuito stampato di un computer (complicato è casomai un cambio di velocità con tutti i suoi ingranaggi), risiede semmai nella parte nascosta del sistema e nella sua messa a punto.

... e sicurezza

D: Il fatto che per compiere tutte le principali operazioni di guida ci si affidi interamente all'elettronica ci fa comunque temere che il sistema sia più delicato rispetto ad uno tradizionale. Un banale guasto potrebbe rendere inutilizzabile l'auto o addirittura creare situazioni di pericolo durante la marcia, magari rendendo inservibile lo sterzo? Un dispositivo By Wire, insomma, potrà garantire affidabilità e sicurezza almeno pari ad un apparato meccanico?

R: Giusta e comprensibile preoccupazione. Se non sarà possibile garantire affidabilità e sicurezza, il sistema By Wire non vedrà ovviamente mai la luce in casa Citroën. Ma vedrà che, a tempo debito, riusciremo a soddisfare questi requisiti essenziali!

Bisogna aspettare

D: Abbiamo visto gli aspetti tecnici ma non sappiamo ancora se potremo effettivamente guidare auto con tali caratteristiche. Citroën prevede la commercializzazione in tempi brevi di modelli con questo dispositivo? Quali potrebbero essere gli ostacoli - in particolare quelli di tipo normativo - alla produzione su larga scala di autoveicoli con tecnologia By Wire?

R: Allo stato attuale non è possibile prevedere una data di commercializzazione.

Da un punto di vista normativo, tenuto conto che i veicoli devono essere omologati secondo precise Direttive CE, questo dispositivo dovrà avanzare il suo sviluppo di pari passo con le norme per l'omologazione che, ad oggi, non prevedono ancora questo tipo di collegamento non rigidamente meccanico fra il comando e l'effetto (ossia, per esempio, fra il movimento della cloche e la sterzatura della ruota).

Sono comunque già previste nuove e future Direttive CE che imporranno standard di prova e di sicurezza adeguati all'evoluzione tecnologica.

D: Parlare di commercializzazione è prematuro, quindi, e sappiamo anche che i costi della tecnologia possono mutare rapidamente. Vogliamo tuttavia provare a proiettarci per un attimo nel futuro, diciamo tra cinque anni, ed immaginare di trovare nel salone di un concessionario una Citroën By Wire. Quale potrebbe essere la differenza percentuale di prezzo di questa auto rispetto ad un modello di pari categoria ma con comandi tradizionali?

R: Definire oggi una differenza di prezzo è impossibile. È vero d'altronde che tali tecnologie potranno fare la loro apparizione solo in caso di una situazione di mercato, e quindi di prezzo, in grado di accettarle.

Poiché la filosofia Citroën è quella di proporre una tecnologia utile, ma anche acquistabile, in "quel" momento il prezzo dovrà essere accettabile.

D: In conclusione, Lei ritiene che il futuro dell'automobile vada nella direzione presa da Citroën con questo progetto? I comandi di tipo meccanico che ci hanno accompagnato da quando è nata l'auto sono destinati ad essere soppiantati dall'elettronica entro pochi anni?

R: Direi proprio di sì, trattandosi di una tecnologia utile e non fine a se stessa (filo conduttore delle innovazioni Citroën). Per i tempi, dobbiamo ancora aspettare un bel po', anche se gli ultimi anni ci hanno insegnato a non fare previsioni troppo lunghe sull'adozione di sistemi elettronici avanzati.

L'auto di largo consumo

Aspettiamo, quindi. Ed auguriamoci che l'attesa non sia troppo lunga, perché un'automobile con queste caratteristiche, come è facile intuire, potrà agevolare notevolmente le persone con disabilità e le loro famiglie nella vita di tutti i giorni. Infatti, se per una persona normodotata i comandi sulla cloche possono essere una comodità in più, per un disabile possono fare la differenza - non trascurabile - tra guidare e non guidare.

Un veicolo di questo tipo si avvicinerebbe poi al concetto di auto "di largo consumo", intesa come mezzo che di serie, senza adattamenti o modifiche, può essere utilizzato dal conducente "comune" così come da una persona con mobilità ridotta.

Pensiamo agli indubbi vantaggi, di natura pratica ed economica, ad esempio per una famiglia: una sola auto (da acquistare, mantenere, parcheggiare ecc.) che potrà essere guidata dal figlio disabile per recarsi all'università, dalla madre per fare la spesa o dal padre (anche con una gamba ingessata) per andare al lavoro. Non è cosa da poco.