Mobilità Sommario numero 41 del 2005


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Abitare

Cucino anch'io

di Sophie Corbetta*

Una cucina bella, sicura e funzionale: è possibile realizzarla combinando i prodotti presenti sul mercato, ripensando gli spazi ed adottando piccoli accorgimenti su misura. A volte le soluzioni sono molto semplici, quasi banali, ma richiedono comunque un attento studio preventivo che permetta di individuare le azioni più critiche per chi si muoverà tra i fornelli.

una donna aziona la cappa con il telecomando

La cucina è un piccolo laboratorio domestico nel quale si svolgono quotidianamente numerose operazioni, alcune anche gravose o potenzialmente pericolose. Il dimensionamento e l'organizzazione dello spazio e dell'arredo di questo locale vanno quindi studiati con particolare cura per agevolare il lavoro quotidiano.

Questa attenzione va applicata soprattutto nel caso in cui chi usa la cucina abbia delle difficoltà funzionali: lo scopo deve essere quello di rendere confortevole lo svolgimento delle attività tenendo conto delle capacità residue della persona e delle sue specificità.

Personalizziamo la cucina

È innegabile che la quasi totalità delle cucine sul mercato sia pensata e realizzata per un destinatario che lavora in piedi e che ha la capacità di raggiungere gli spazi più alti e quelli più bassi delle composizioni. Le persone che presentano una riduzione nell'ampiezza dei movimenti e nella forza, che lavorano da sedute per problemi di affaticamento o che si muovono in carrozzina, possono incontrare molte difficoltà ed impedimenti nell'usare un modello "standard".

Ma le cucine di serie disponibili oggi sul mercato offrono moltissimi componenti diversamente aggregabili. La scelta va rapportata alle specifiche modalità d'uso - diverse da quelle tradizionali - della persona con disabilità, per ottenere una composizione personalizzata, nella quale vengano eliminati tutti quegli elementi che costituiscono ostacolo o pericolo per un uso autonomo.

Se la scelta della cucina avviene in fase di ristrutturazione totale dell'abitazione, vale la pena sforzarsi in qualche riflessione preventiva sul locale destinato ad accoglierla al fine di aumentarne l'accessibilità. Che sia indipendente o un angolo cottura a vista sul soggiorno, si devono prevedere tra le zone operative gli spazi di circolazione sufficienti a consentire gli spostamenti, senza strettoie o altri ostacoli che possano diventare fonte di pericolo, soprattutto lungo il percorso principale che va dal punto di preparazione del cibo al tavolo.

Le misure aumentano se la persona che si muove in cucina utilizza la carrozzina: davanti ai blocchi degli arredi e degli elettrodomestici dovrebbe risultare libera un'area profonda almeno 120 cm, con alcuni punti più ampi (140-150 cm) per consentire l'inversione di marcia o la rotazione.

Una buona progettazione degli arredi della cucina non può prescindere in nessun caso dallo studio delle funzioni e della sequenza logica delle aree di lavoro e degli elettrodomestici. Obiettivo: consentire lo svolgimento del maggior numero di operazioni riducendo al minimo gli spostamenti.

Dalla postazione di preparazione del cibo si deve essere in grado di raggiungere agevolmente sia la zona dedicata al lavaggio che quella della cottura, per cui si consiglia di posizionare il piano di lavoro principale tra il lavello e il piano dei fuochi. Il frigorifero, nel quale viene conservata la maggior parte degli alimenti da cucinare, va posto in prossimità della zona lavaggio.

Il piano di lavoro

Il piano di lavoro è la zona della cucina in cui viene svolta la maggior parte delle operazioni di preparazione dei cibi, durante le quali si maneggiano oggetti acuminati o bollenti: una buona accessibilità di questo elemento è anche garanzia di sicurezza.

È buona norma che il piano di lavoro sia largo non meno di 60 cm: la mancanza di piani di lavoro adeguati, infatti, spinge ad usare superfici improprie, come il bordo del lavandino, abitudine che comporta l'aumento del pericolo di tagliarsi o di rovesciare dei liquidi bollenti. Per dilatare il piano in mancanza di spazio è possibile installare anche uno o più piani estraibili, collocati al di sotto di quello principale.

Per evitare spostamenti inutili è opportuno prevedere sulla parete alle spalle o a lato del piano di lavoro, ad altezza accessibile e lontano dall'acqua, l'installazione di alcune prese di corrente che consentano l'uso dei piccoli elettrodomestici e dei robot da cucina direttamente in quest'area.

Le cucine di serie presentano un piano di lavoro alto di solito circa 90 cm da terra, misura che mette nelle migliori condizioni, senza doversi piegare troppo, chi lavora in piedi.

Le persone in carrozzina o che preferiscono svolgere da sedute le operazioni più lunghe di preparazione dei cibi, invece, per poter lavorare comodamente ed avere una buona visuale devono poter disporre di un piano installato ad un'altezza di circa 80 cm da terra. La misura esatta va dedotta osservando le dimensioni e le abitudini della persona che utilizzerà la cucina, con la quale vale la pena di effettuare alcune prove pratiche prima di stabilire la posizione finale del piano.

Inoltre, le tradizionali basi della cucina impediscono il corretto accostamento frontale della sedia al piano di lavoro: deve essere allora previsto sotto il piano di lavoro uno spazio libero per consentire l'inserimento delle gambe (circa 70 cm da terra, ma anche questa misura va personalizzata).

La soluzione migliore è quella che prevede l'installazione di un piano di lavoro sospeso, senza basi, fissato all'altezza più adatta alle necessità della persona che lavora da seduta.

Questo piano dovrà contenere la zona lavaggio e quella cottura, anch'esse prive di basi, e si dovrà evitare di inserire elettrodomestici come la lavastoviglie o la lavatrice all'interno della sequenza lavabo/piano di lavoro/piano cottura, per non ostacolare gli spostamenti da una zona operativa all'altra.

Il lavello

un uomo estrae un piatto dal forno a microonde
Foto Snaidero

Grande attenzione va posta nella scelta del lavello, che condiziona l'altezza di installazione di tutto il piano di lavoro: è fondamentale verificare che la profondità della vasca sia contenuta intorno ai 15 cm. L'altezza delle ginocchia da terra dell'utente più lo spessore della vasca del lavello danno la misura esatta alla quale posizionare il piano, misura che non deve assolutamente superare gli 80-85 cm da terra per evitare che il piano risulti troppo alto e quindi scomodo.

Per non ostacolare l'inserimento delle gambe e per evitare eventuali scottature agli arti inferiori in caso di mancanza di sensibilità termica, il sifone va accostato il più possibile alla parete.

I modelli di lavello a due vasche risultano i più pratici, perché consentono di lavare e sciacquare i piatti, oppure pulire verdure in tempi separati. Per la seconda vasca è disponibile un accessorio che consente di trasformarla in tagliere, per aumentare all'occorrenza il piano di lavoro. Se in cucina lo spazio non è molto, si possono adottare lavabi ad una vasca e mezza.

I modelli con vasche tonde sono sconsigliabili in caso di difficoltà agli arti superiori perché rendono problematica l'estrazione dei piatti appoggiati sul fondo del lavello: lo spazio tra i piatti e i bordi del catino è molto ridotto.

La scelta di un miscelatore a leva per il rubinetto è indicata soprattutto per chi ha difficoltà o dolorabilità nei movimenti delle mani.

Una doccetta estraibile consente di riempire d'acqua le pentole posizionate direttamente sui fornelli, evitando così faticosi spostamenti.

Nel caso in cui sia presente la lavastoviglie, questa va installata subito accanto al lavello, in modo che il risciacquo dei piatti sporchi sotto l'acqua corrente del lavabo e il successivo caricamento dei cestelli della lavastoviglie possano essere eseguiti senza spostamenti.

Il piano cottura

Il piano cottura deve consentire di gestire facilmente e con movimenti sicuri i contenitori bollenti. Per le persone in carrozzina o che hanno problemi agli arti superiori, togliere una pentola di acqua bollente dai fuochi può diventare un'operazione molto pericolosa. Si tratta infatti di spostare dal fornello - che risulta di solito rialzato rispetto al piano cottura - un oggetto piuttosto pesante e ustionante, per portarlo verso la zona del lavello.

Chi è in carrozzina può avere difficoltà di controllo del tronco e non essere in grado di usare entrambe le mani contemporaneamente. In ogni caso, per spostarsi - e spostare simultaneamente la pentola - è costretto a trascinare la pentola dai fornelli al lavello sul piano di lavoro, spingendo allo stesso tempo la carrozzina. Per facilitare e rendere più sicura questa manovra, è necessario che i fornelli del piano cottura risultino alla stessa altezza del piano di lavoro, in modo che per mettere o togliere la pentola dai fuochi la si possa trascinare, senza sollevarla.

Fino a qualche tempo fa gli unici piani cottura sul mercato con questa caratteristica erano quelli in vetroceramica, che presentano una superficie liscia, una lastra unica sotto la quale sono disposti gli elementi scaldanti che possono essere sia elettrici che a gas.

Questo prodotto, però, presenta alcune caratteristiche che lo rendono poco adatto alle persone che hanno problemi di attenzione o difficoltà nel recepire situazioni di pericolo, come gli anziani. Quando i fuochi vengono accesi, sul piano in vetroceramica si percepiscono una luce e una colorazione rossastra che permettono di capire quale fornello sta sviluppando calore. Ma questi indicatori risultano decisamente meno percepibili ed intimidatori rispetto alla fiamma viva, che viene immediatamente associata al calore ed evitata in modo istintivo.

Inoltre, durante il funzionamento il calore viene trasmesso a tutto il piano in vetroceramica e le parti calde, a lato dei bruciatori, possono essere sfruttate per non far raffreddare i cibi o per riscaldare quelli già pronti che non richiedono un fuoco vivace. Anche una volta spento il fornello, il piano in vetroceramica continua a rimanere bollente per qualche tempo: il calore residuo è di solito indicato dall'accensione di apposite spie che indicano se la temperatura del piano è superiore ai limiti di sicurezza.

È ovvio, però, che questi "segnali" non sono così immediati e richiedono uno stato di attenzione maggiore: non è infrequente che, anche in presenza della spia di calore residuo, ci si distragga e ci si appoggi comunque sul piano di vetroceramica, rischiando di ustionarsi.

In alternativa sono oggi disponibili sul mercato alcuni modelli di piani cottura tradizionali con "fuochi affogati", caratterizzati da un'unica griglia che risulta a livello con il piano di lavoro, posizionata sui fornelli incassati. I vantaggi in termini di sicurezza rispetto ai fuochi tradizionali sono evidenti, basti pensare alla difficoltà di una persona anziana nel posizionare la caffettiera al centro di un fornello, senza che si rovesci. Consentono inoltre il trascinamento delle pentole dalla griglia al piano di lavoro, senza dislivelli. Infine, anche l'aspetto estetico di questi piani è veramente molto gradevole.

Se si decide di installare una cappa per aspirare i fumi generati durante la cottura dei cibi, si deve prevedere una piccola modifica elettrica che porti l'interruttore che la comanda (di solito sull'apparecchio, ad altezza irraggiungibile) all'altezza del piano di lavoro, oppure scegliere un modello azionabile con telecomando.

Il forno

Il forno collocato sotto i fuochi impedisce, al pari delle basi, l'inserimento delle gambe e il posizionamento frontale rispetto ai fornelli di chi lavora da seduto. Nelle più recenti composizioni di cucine, il forno compare spesso separato dal piano cottura e incassato in un mobile all'altezza del piano di lavoro: una disposizione dettata da requisiti di funzionalità, che facilita chiunque nello svolgimento delle operazioni e previene le ustioni; consente di maneggiare contenitori bollenti e pesanti in una posizione più comoda, senza doversi piegare verso il basso. Anche per le persone in carrozzina questa soluzione risulta più accessibile rispetto al tradizionale blocco cottura.

Il forno andrebbe scelto, per motivi di sicurezza, a funzionamento elettrico. Incassato all'altezza del piano di lavoro o ad un'altezza leggermente più bassa, offre una migliore visione del contenuto e consente di maneggiare più agevolmente e in modo più sicuro gli oggetti bollenti al suo interno.

Lo sportello che si apre verso il basso può servire da piano d'appoggio a fine cottura, facendo però attenzione a non toccare l'anta bollente; per eliminare questo pericolo è meglio scegliere un modello con apertura laterale ed installare subito al di sotto del forno un piano estraibile con funzione di piano d'appoggio per le teglie calde.

I forni a microonde o a cottura combinata (che associa la cottura a microonde a quella tradizionale e al grill) sono una buona alternativa accessibile e occupano poco spazio. Vanno appoggiati direttamente sul piano di lavoro, ad un'altezza raggiungibile, ma rigorosamente al di fuori delle zone che possono essere raggiunte dall'acqua del lavello.

Nel caso in cui la cucina sia piuttosto piccola e non sia presente lo spazio sufficiente per separare il forno dal piano dei fuochi, è consigliabile adottare un blocco cottura dotato di forno con sportello a cassetto. In questa particolare configurazione i ripiani interni, sui quali vengono appoggiate le teglie durante la cottura, escono insieme allo sportello al momento dell'apertura: diventa quindi più facile togliere i cibi dal forno, non dovendovi mai "entrare" con le mani.

Reinventare gli spazi

progetto di una cucina accessibile

Come abbiamo detto, se si usano ausili per deambulare o ci si muove in carrozzina, il trasferimento di pentole bollenti o altre stoviglie pesanti da un punto all'altro della cucina può risultare un'operazione complicata. Per semplificarla si può utilizzare un carrello per vivande oppure si può scegliere di attrezzare la zona di lavoro con un tavolino estraibile e rotante, disponibile in alcuni modelli di cucine di serie.

Rendere una cucina accessibile ad una persona in carrozzina, come si è visto, comporta l'eliminazione di parte delle basi degli arredi (per consentire l'inserimento della carrozzina al di sotto del piano di lavoro), diminuendo il numero dei contenitori disponibili. In questo modo, però, si viene a sacrificare una buona quantità di spazio per riporre le stoviglie e le scorte alimentari, inconveniente al quale si può rimediare adottando armadietti e cestelli mobili su rotelle da posizionare al di sotto del piano di lavoro, nei punti in cui non costituiscono ingombro.

Al di sotto del lavello, contenitori su rotelle per la pattumiera o per i detersivi possono essere spostati, restando a portata di mano, per creare spazio quando si lavora.

Anche la possibilità di raggiungere le zone più alte della cucina è decisamente limitata per chi si muove in carrozzina, per le persone anziane o che hanno difficoltà o poca forza nell'utilizzo degli arti superiori. In questi casi anche i pensili diventano difficili o impossibili da utilizzare e si deve ricorrere a soluzioni alternative.

A portata di mano

Se la superficie della cucina è sufficientemente ampia è possibile rinunciare ai pensili e attrezzare le pareti solo con delle mensole posizionate ad altezza accessibile, su cui riporre gli oggetti da tenere a portata di mano durante il confezionamento dei cibi, come condimenti o piccoli elettrodomestici.

Proprio con l'intento di mantenere gli strumenti da cucina all'interno del proprio raggio d'azione, esistono numerosi accessori in filo metallico per il cosiddetto "spazio sottopensile", cioè quello spazio tra la linea dei pensili e il piano di lavoro, una zona facilmente raggiungibile anche da chi lavora seduto. Si tratta di attrezzature costituite in genere da un binario orizzontale metallico o in legno in diverse misure, da fissare a muro, a cui si possono appendere dei ganci scorrevoli per gli strofinacci, mestoli o altri strumenti da cucina.

Ma sono disponibili anche molti altri accessori come scolapiatti, leggii per ricettari, i più diversi tipi di portaoggetti o mensole nei quali riporre bicchieri, posate, coperchi, mestoli, bottiglie, spezie o addirittura il pane. In questo modo tutto resta fuori, e quindi facile da trovare, ma in ordine.

Per recuperare lo spazio di contenimento dei pensili e quello dei mobili-base, si possono scegliere delle colonne-dispensa alte al massimo 150 cm da terra. Questi contenitori chiusi da ante risultano completamente accessibili e in genere vengono attrezzati con degli elementi interni che consentono di raggiungere con facilità gli oggetti in essi contenuti, anche da parte di chi si muove in carrozzina e può avere qualche difficoltà ad accostarsi ai mobili dotati di basi.

Anche nei modelli di cucina della grande distribuzione a prezzi più contenuti non è difficile trovare dispense di serie con ripiani/cestelli estraibili o girevoli, disegnati appositamente per contenere scorte alimentari o anche per riporre con facilità piatti e stoviglie, che grazie a guide metalliche con fermo corsa estremamente maneggevoli vengono estratti senza alcuna fatica dal contenitore, ad una altezza da terra che ne consente la piena visione e maneggevolezza.

Se c'è poco spazio

Può accadere però che in cucina non sia disponibile lo spazio necessario per questa soluzione e che risulti comunque indispensabile sfruttare in altezza le pareti, mantenendo i pensili. Per rendere questi contenitori accessibili alle persone che lavorano da sedute si può ricorrere all'inserimento di un "servetto" elettrico, che consente di portare il contenuto del pensile ad un'altezza raggiungibile. Si tratta di una struttura metallica da installare all'interno del pensile, dotata di una o più mensole e che racchiude nella sua parte superiore un motore. Azionata tramite un interruttore predisposto sul piano di lavoro o con un telecomando, scorre verticalmente.

La normale capacità di contenimento del pensile risulta ridotta dall'ingombro della struttura dell'elevatore, ma grazie a questo meccanismo una considerevole quantità di oggetti può comunque essere riposta nella parte più alta della cucina, senza ingombrare gli spazi di manovra a terra. La lentezza della corsa del meccanismo è una buona garanzia di sicurezza, ma poiché in genere l'elevatore non è dotato di dispositivi antischiacciamento e anticesoiamento, il suo utilizzo non è indicato per utenti con problemi di attenzione.

Sicurezza e funzionalità

Per ridurre le probabilità di infortuni legati alla distrazione, è possibile accessoriare la cucina con una serie di dispositivi in grado di segnalare situazioni anomale legate all'utilizzo del fuoco e dell'acqua. Si tratta di sensori che rilevano la presenza di gas o fumo oltre la norma oppure la fuoriuscita di acqua sul pavimento e lanciano un allarme, prevenendo danni gravi.

Un altro elemento in grado di incidere considerevolmente sul comfort e la sicurezza del locale è la luce: una cattiva illuminazione può peggiorare il livello di attenzione e rendere difficoltoso lo svolgimento di operazioni anche molto semplici. Per evitare questi problemi è bene variare, per qualità e quantità, le sorgenti di luce presenti nell'ambiente. La fonte luminosa principale del locale può essere costituita da un lampadario posto al centro dell'ambiente, da una o più plafoniere, oppure da faretti orientabili, che consentono di avere una luce ben distribuita e diffusa.

Sui piani di cottura e dove si svolge la preparazione del cibo, l'illuminazione deve essere diretta e non deve interferire con il campo visivo di chi lavora; per le zone operative sono indicate soprattutto lampadine a incandescenza o tubi fluorescenti applicati sotto i pensili.

Anche il colore può svolgere un ruolo importante, non solo come elemento estetico o decorativo ma anche come strumento per evidenziare tutti quegli elementi e terminali di comando che devono spiccare rispetto all'ambiente per essere individuati velocemente. Nella scelta di maniglie, interruttori, pulsanti, è bene quindi orientarsi su colori a contrasto rispetto alla superficie sulla quale verranno installati.

Le modifiche e gli accorgimenti validi per personalizzare l'ambiente, gli arredi e le attrezzature della cucina sono numerosi e per essere correttamente individuati richiedono molta attenzione nella fase di valutazione prima della realizzazione del locale. Ma, dal punto di vista funzionale, sono in grado di fare la vera differenza per chi non può adeguarsi alle soluzioni tradizionali proposte dal mercato.

* Architetto (articolo e illustrazioni)

Skyline_lab in internet

Nel numero 33 di Mobilità avevamo parlato delle cucine accessibili "di serie" proposte da due grandi aziende del settore, Scavolini e Snaidero. Quest'ultima ha presentato recentemente un sito internet - raggiungibile all'indirizzo skylinelab.snaidero.it - interamente dedicato a Skyline_lab, la linea pensata per la fruizione da parte di una utenza ampliata. Non è una cucina per disabili, quindi, ma una cucina per tutta la famiglia che può essere utilizzata agevolmente anche da persone con mobilità ridotta.