Mobilità Sommario numero 42 del 2005


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Sistemi di guida

Le macchine agricole

di Francesco Smerghetto

In Italia il numero di disabili che lavorano - o vorrebbero lavorare - nel settore agricolo è maggiore di quanto si sia portati a pensare. Un ostacolo rilevante all'impiego di queste persone è l'impossibilità di condurre una macchina agricola. La legge lo consente, ma tali mezzi rimangono inaccessibili ai più se non vengono adattati. Ora, grazie al progetto AMADI, tali adattamenti sono stati individuati e potrebbero essere molto presto disponibili sul mercato italiano.

i comandi di un trattore

Lo scorso novembre a Bologna si è tenuta EIMA 2005, l'esposizione internazionale delle industrie di macchine agricole e per il giardinaggio. Per il settore primario è un appuntamento di grande importanza che richiama ogni anno visitatori da tutto il mondo.

Questa 36esima edizione di EIMA ha attirato anche la nostra attenzione perché, tra i vari spazi espositivi dedicati all'arte di coltivare la terra, in un piccolo stand veniva presentata un'iniziativa di sicuro interesse per una parte almeno dei nostri Lettori.

Lo stand era quello del progetto AMADI.

Il progetto AMADI

AMADI (Automazione Macchine Agricole per Disabili) è un progetto nato per agevolare l'inserimento lavorativo di persone con handicap nel settore primario. L'obiettivo principale è individuare gli adattamenti che permettano anche a chi presenta serie disabilità motorie di utilizzare una macchina agricola.

È opportuno ricordare il presupposto che sta alla base del progetto, vale a dire l'emanazione del Decreto 17 gennaio 2005 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (vedi box) che ammette, appunto, la possibilità per le persone disabili di condurre macchine agricole - e macchine operatrici - se opportunamente adattate.

La realizzazione del progetto AMADI, promosso e finanziato dal Ministero per le Politiche Agricole e Forestali, è stata affidata al CRA - Istituto Sperimentale per la Meccanizzazione Agricola. Vi hanno collaborato l'Unione Nazionale Costruttori Macchine Agricole (UNACOMA), l'Ente Nazionale per la Meccanizzazione Agricola (ENAMA) e la FISH - Federazione Italiana Superamento Handicap, che fin dall'inizio ha creduto nel progetto sostenendolo con impegno.

Fondamentale è stato poi il contributo di tre importanti aziende costruttrici - CNH (Gruppo Fiat), Landini e SAME - che hanno fornito le trattrici su cui è stato possibile installare e testare gli adattamenti.

Adattare un trattore

acceleratore a cerchiello

Nella fase di studio degli adattamenti, il gruppo di lavoro, supportato da persone con disabilità che hanno fornito indicazioni e suggerimenti, ha dapprima individuato gli aspetti più critici legati alla guida di un trattore agricolo. Si è quindi passati all'ideazione delle modifiche tecniche, sempre tenendo ben presente la normativa in materia di adattamenti alla guida.

Sebbene alcune delle soluzioni adottate sulle autovetture possano essere riproposte anche sui trattori, questi mezzi hanno caratteristiche talmente singolari da richiedere, per essere adattati, uno studio apposito.

Si pensi al posto di guida, in cui oltre ai comandi presenti anche sulle auto (volante, freni ecc.) troviamo molti altri dispositivi - in genere leve e pulsanti - che permettono di controllare le attrezzature di cui un trattore può essere dotato, come ad esempio un aratro o una pompa idraulica. Anche il cambio ha un funzionamento più complesso rispetto a quelli automobilistici, data l'importanza che ha il controllo della trazione per questi mezzi.

I comandi da personalizzare, se l'operatore presenta minorazioni agli arti superiori o inferiori, possono essere quindi numerosi.

Tuttavia, nel caso delle trattrici agricole, non è l'adeguamento dei comandi il problema primario. I progettisti hanno infatti dovuto tenere in considerazione anche un'altra esigenza, ancora più vincolante: l'accesso al posto di guida. Infatti nei trattori, soprattutto in quelli più grandi, la cabina è posta ad una altezza da terra considerevole ed è raggiungibile in genere solo con una stretta e ripida scaletta.

Anche a questo problema è stata trovata la soluzione - anzi le soluzioni, che sono tre e piuttosto diverse tra loro - e si è quindi approdati alla fase finale del progetto: la realizzazione dei prototipi.

Prototipo CNH - Guidosimplex


Prototipo CNH - Guidosimplex

Questo prototipo è stato creato partendo da una trattrice messa a disposizione da CNH Italia; l'adattamento è stato progettato e realizzato da Guidosimplex.

La maniglia della portiera della cabina è stata spostata in basso per agevolarne l'apertura; per la salita si è optato per un sistema "a carrucola" montato sul lato sinistro del mezzo al posto della scaletta. Per issarsi a bordo, l'operatore deve indossare un apposito sistema di bretelle, una imbracatura cui viene collegato il gancio posto all'estremità del cavo del sistema di sollevamento, che viene azionato mediante una pulsantiera.

Una volta raggiunto il posto di guida il sollevatore può essere ripiegato all'interno della cabina. È disponibile inoltre un sistema che permette il recupero della carrozzina, che verrà collocata all'esterno dell'abitacolo.

Delle tre soluzioni per la salita questa è quella che ci è sembrata meno "invasiva" per il mezzo che la ospita: nella posizione a riposo il dispositivo è praticamente impercettibile. Dà anche l'impressione però di essere la più laboriosa per l'operatore, che deve indossare l'imbracatura e, nella fase di salita, sforzarsi di mantenere una posizione di equilibrio.

Passando alla cabina di guida, i comandi a pedale hanno subito modifiche tali da consentirne l'azionamento manuale servo assistito: frizione e freno hanno comandi a leva e possono essere azionati in maniera simultanea o indipendente; un pomello elettronico posto sul volante comanda l'acceleratore.

Prototipo Landini - Handytech

L'adattamento del trattore Landini è stato curato Handytech. Per raggiungere il posto di guida ci si serve di un sollevatore elettrico che scorre in una guida in alluminio. È un sistema molto versatile perché prevede due diverse modalità di impiego a seconda delle limitazioni di chi lo utilizza: le persone con difficoltà di deambulazione possono salire in piedi su una pedana fissa mentre chi si muove in carrozzina può servirsi di un seggiolino a chiusura ribaltabile e traslante.

Arrivati all'altezza idonea ci si trasferisce sul posto guida "scivolando" su un piano di collegamento. Dopo l'utilizzo il seggiolino posto sul sollevatore viene richiuso contenendo così gli ingombri.

Nel posto di guida troviamo un acceleratore a cerchiello posizionato sotto al volante; è dotato di centralina elettronica con 6 diverse curve di regolazione, può registrare eventuali anomalie e prevede la funzione di annullamento automatico in caso di frenatura. Il sistema frenante viene controllato tramite leve indipendenti.

Prototipo SAME - Delta Project

un sollevatore per trattore
Prototipo SAME - Delta Project

La soluzione studiata da Delta Project per accedere al posto di guida della grossa trattrice SAME è, delle tre presentate, quella che appare più ingombrante ma anche più confortevole per chi si muove in sedia a rotelle.

È un sistema a piattaforma (di generose dimensioni, appunto), azionabile tramite telecomando, che permette di accedere alla cabina rimanendo seduti sulla propria carrozzina.

Arrivati al livello dell'abitacolo, il piccolo sedile per il passeggero fornisce l'appoggio per trasferirsi sulla poltroncina di guida. La carrozzina, ripiegata, trova posto accanto al sedile. Il telecomando permette di azionare anche la chiusura e l'apertura della portiera, così come il ripiegamento della pedana per limitare l'ingombro esterno ed il suo posizionamento all'altezza del piano cabina quando si vuole scendere dal mezzo.

Nel prototipo presentato a Bologna la pedana non montava ancora alcuni accorgimenti - previsti comunque dal progetto - pensati per garantire maggiore sicurezza, quali il sistema di ancoraggio della carrozzina e le sponde laterali.

In cabina troviamo un "manipolatore di comando" che gestisce l'accelerazione, l'impianto idraulico e la trasmissione. È possibile attivare un sistema elettronico che cambia marcia automaticamente in funzione del regime del motore e del carico. Il freno viene comandato da una leva che ripropone anche i pulsanti per il controllo della frizione e dell'acceleratore.

Un passo avanti

una carrozzina e un trattore

Questi prototipi hanno destato grande interesse tra i visitatori presenti ad EIMA, anche tra quelli stranieri. Infatti, se è vero che negli Stati Uniti simili adattamenti non sono una novità, a livello europeo sembra sia proprio l'Italia, grazie al progetto AMADI, ad essere un passo avanti.

Di questi mezzi hanno incuriosito in particolare i sistemi di sollevamento per accedere al posto di guida. Le soluzioni proposte ci sono sembrate tutte altrettanto valide. Per capire quale sia quella da preferire si dovrà tenere conto di più fattori: le capacità residue dell'operatore e le sue esigenze, le caratteristiche tecniche del trattore ecc.

Quella della scelta è comunque una preoccupazione prematura, dato che questi adattamenti non sono ancora in commercio. Per lo stesso motivo non è facile neppure prevedere con precisione il costo finale di tali modifiche: come sempre accade, sarà la domanda del mercato - e l'eventuale economia di scala - a determinare il prezzo.

Il Decreto

Il Decreto 17 gennaio 2005 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ("Individuazione dei tipi e delle caratteristiche delle macchine agricole e delle macchine operatrici che, eventualmente adattate, possono essere guidate dai titolari di patenti speciali"), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 33 del 10 Febbraio 2005, ha dato attuazione all'articolo 124 del Codice della Strada ("Guida delle macchine agricole e delle macchine operatrici").

I veicoli interessati dal Decreto sono quelli indicati negli articoli 57, 58 e 115 del Codice della Strada e cioè le macchine agricole "a ruote o a cingoli destinate ad essere impiegate nelle attività agricole e forestali [...]", le macchine operatrici "semoventi o trainate, a ruote o a cingoli, destinate ad operare su strada o nei cantieri [...]" e le "macchine agricole o loro complessi che non superino i limiti di sagoma e di peso stabiliti per i motoveicoli [...]".

Tutti questi mezzi "in quanto veicoli possono circolare su strada per il proprio trasferimento" o per lo spostamento di cose (prodotti agricoli, attrezzature ecc.). La loro velocità massima non può superare i 40 km/h.

L'articolo 1 del Decreto 17 gennaio 2005 ammette la possibilità per i titolari di patente B speciale di guidare questi mezzi, se opportunamente adattati:

"1. Le macchine agricole, di cui all'art. 57 del codice della strada e le macchine operatrici, di cui all'art. 58 del codice della strada escluse quelle eccezionali, possono essere guidate dai titolari della patente speciale della categoria B, purché adattate secondo le prescrizioni riportate sulla patente di guida.

2. Gli eventuali adattamenti sui veicoli di cui al comma precedente debbono vicariare i comandi originari e sono soggetti ad approvazione del tipo a norma dell'art. 327, comma 4 del regolamento di esecuzione e di attuazione del codice della strada".

L'articolo 2 del Decreto stabilisce che solo persone con deficit visivi o uditivi possono condurre i veicoli per cui è richiesta la titolarità di patente A speciale:

"Le macchine agricole, indicate all'art. 115, comma 1, lettera c), del codice della strada possono essere guidate dai titolari della patente speciale della categoria A, purché affetti dalle sole minorazioni della vista e/o dell'udito a norma degli articoli 325 e 326 del regolamento di esecuzione e di attuazione del codice della strada".

Rimane, per ora, un problema di fondo legato ai rimorchi. La patente B speciale infatti consente di trainare rimorchi fino ad un peso di 750 chilogrammi. Al contempo alle persone disabili possono essere rilasciate solo le patenti di categoria A, B, C e D, ma non la patente E, che abilita alla conduzione di rimorchi pesanti. Questo, in agricoltura, è un problema non da poco.

Costruttori ed allestitori

Ecco i recapiti delle aziende - costruttori ed allestitori - che hanno collaborato al progetto AMADI.