Mobilità Sommario numero 43 del 2006


Visita anche :

Abitare

La camera da letto

di Sophie Corbetta*

Una rete, un materasso, un comodino, un armadio: per arredare una camera non ci vuole poi molto. Ma non è così semplice, perchè il letto, i mobili e tutti gli altri componenti devono essere adeguati alle necessità e alle abitudini della persona. La progettazione di questo ambiente diviene ancora più complessa se, come spesso accade, si devono fare i conti con metrature ridotte.

figura 1
figura 1

La camera da letto rappresenta la stanza dedicata al sonno, che viene vissuta prevalentemente nelle ore notturne, mentre nella parte centrale della giornata resta di solito inutilizzata. Eppure le problematiche legate all'accessibilità di questo locale e dei suoi arredi non sono affatto da sottovalutare o da trascurare.

Alle persone che convivono con la disabilità può capitare di dover rallentare periodicamente o in modo permanente le attività quotidiane, dedicando più ore al riposo, ma non per forza al sonno. In questi casi allora la camera da letto oltre a garantire il corretto svolgimento di tutte le funzioni che le sono proprie deve accogliere anche attività come il lavoro, lo studio, la cura del fisico.

Posizionare gli arredi

In termini di spazio, se chi utilizza il locale si muove con degli ausili o in carrozzina, la camera da letto deve essere pensata in modo da offrire almeno le superfici sufficienti agli spostamenti e alle manovre. Per avere un'idea di disposizioni funzionali degli arredi, possiamo fare qui qualche esempio relativo alla camera da letto matrimoniale.

Tenendo presente che questo locale ha di solito una superficie minima di 14 mq (da regolamento edilizio), che un letto matrimoniale ha un ingombro minimo di 160 x 200 cm e che un armadio ha una profondità standard di 60 cm, la disposizione più razionale in questo caso è quella che prevede il letto con la testata contro una parete e l'armadio posizionato sulla parete opposta, ai piedi del letto (vedi figura 1).

figura 2
figura 2

Si garantisce così uno spazio di accostamento ad un lato del letto (una circonferenza di 120 cm consente persino l'inversione di marcia delle carrozzine manuali più maneggevoli), il passaggio ai piedi e all'altro lato del letto (90 cm) e l'accessibilità all'armadio (con uno spazio anteriore profondo circa 120 cm).

Purtroppo però in alcune abitazioni ci si deve confrontare con camere nelle quali, una volta posizionato il letto e l'armadio, lo spazio di circolazione restante risulta raramente superiore ai 60 cm di larghezza. Se il locale è troppo piccolo conviene quindi valutare l'ipotesi di sistemare l'armadio fuori dalla stanza, nel corridoio o in un locale vicino, oppure di trasformare un ripostiglio adiacente in cabina armadio.

Se invece si ha la fortuna di disporre di una camera con una superficie maggiore, attorno ai 16 mq, è possibile inserire all'interno della camera anche un angolo studio (vedi figura 2) o adottare un'utile testiera attrezzata, che si sviluppa ai lati e dietro il letto, che a sua volta andrà scostato dalla parete di circa 40 cm.

Le stanze più grandi, oltre i 20 mq, consentono di dar vita anche a soluzioni d'arredo particolari, per esempio con il letto posizionato ad angolo o al centro del locale. Con la soluzione in diagonale, lo spazio triangolare che si forma dietro il letto può essere attrezzato con un contenitore o un ripiano in sostituzione dei comodini (vedi figura 3).

Il letto al centro della stanza, invece, permette di articolare lo spazio in diverse aree funzionali: dietro al letto si può ricavare una zona per lo studio o per il relax, un guardaroba o uno spazio da attrezzare a palestra (vedi figura 4).

Personalizzare il letto

figura 3
figura 3

L'arredo che, con la propria presenza, fa di una stanza il locale dedicato alla notte è, ovviamente, il letto. Un letto confortevole può aumentare significativamente la qualità del sonno, con tutti i vantaggi che ne derivano, soprattutto per chi soffre di problemi di postura durante la giornata. Indipendentemente dal modello che si sceglie, si deve cercare di personalizzare il più possibile gli elementi del letto in grado di garantire un riposo rigenerante, vale a dire il materasso e la rete.

Non esiste un materasso adatto a tutti, ecco perché vale la pena di fare attenzione e capire cosa fa al proprio caso, prima di procedere all'acquisto.

Il materasso sarà diverso a seconda del peso, della statura e del sesso (uomini e donne distribuiscono il carico in modo diverso: negli uomini il punto di massima pressione sono le spalle, mentre nelle donne è il bacino) di chi lo utilizzerà.

Le persone magre, più leggere, possono concedersi un materasso più elastico, mentre le persone più pesanti, che tendono a sprofondare di più, hanno bisogno di sdraiarsi su una struttura più rigida che garantisca maggior sostegno. Infatti, per una postura corretta, bisogna mantenere anche da sdraiati le curve naturali della colonna vertebrale: il rientro (lordosi) cervicale, la sporgenza (cifosi) dorsale e il rientro lombare.

figura 4
figura 4

Oltre al tipo di corporatura bisogna tenere in considerazione il proprio abituale modo di dormire. Se si dorme prevalentemente supini, il materasso deve sostenere uniformemente la forma sinusoidale (a S) della colonna vertebrale. La sua struttura sarà quindi elastica a zone differenziate, proporzionalmente alla pressione esercitata dalle diverse parti del corpo: in genere più rigida nella zona schiena-spalle e più cedevole all'altezza del bacino.

Se invece abitualmente si riposa coricati su un fianco, per evitare che i muscoli restino in tensione e quindi di dormire male e svegliarsi doloranti, il materasso dovrà avere una rigidità tale da mantenere la colonna vertebrale il più diritta possibile (vedi figura 5).

Non ci si deve sentire né respinti né sprofondati e può esser utile infilare un braccio sotto la zona lombare, quando si è sdraiati supini: se passa con difficoltà il materasso è troppo morbido; se passa troppo facilmente o addirittura c'è uno spazio vuoto, è troppo rigido.

Prima di acquistare un materasso sarebbe quindi buona regola provarlo, stando sdraiati qualche minuto e cambiando posizione. Fortunatamente sono sempre più numerosi i punti vendita che offrono "angoli di prova" dove è anche possibile vedere i componenti interni.

A molle, di lana o in lattice

figura 5
figura 5

I materiali con i quali vengono confezionati i materassi possono essere tradizionali o innovativi, ma ognuno di essi presenta proprietà peculiari che li differenziano nella capacità di supportare il peso, di evitare allergie e nella manutenzione.

I più diffusi sono i materassi a molle, nei quali la struttura portante è costituita da molle in acciaio che nei modelli migliori sono "insacchettate" singolarmente per garantire una reazione differenziata alla pressione del corpo. Infatti, quando le molle sono collegate tra loro, premendo in un punto si deforma un'area molto ampia, provocando lo sprofondamento del corpo, senza fornire un sostegno puntuale. L'esterno di solito è di tessuto, in lana da un lato e in cotone dall'altro.

I tradizionali materassi con imbottitura in lana mantengono costante la temperatura corporea e sono traspiranti. Hanno il difetto di deformarsi e favorire la proliferazione degli acari e per la corretta manutenzione richiedono una cardatura perlomeno biennale, molto costosa, perché schiacciandosi la lana si infeltrisce, perde elasticità e forma scomodi affossamenti.

Il lattice è un materiale elastico e traspirante con proprietà antibatteriche, inattaccabile dagli acari della polvere, assorbe l'umidità e assicura la corretta aerazione perché l'aria circola attraverso i suoi pori. Si presenta come una schiuma elastica, porosa ed indeformabile che, grazie alla creazione di alveoli, offre un sostegno differenziato. Il lattice può essere naturale (estratto dall'albero della gomma) o sintetico (prodotto chimicamente dalla molecola del lattice): la miscela dei due composti offre di solito le prestazioni migliori, perché ottimizza le qualità dell'uno e dell'altro, l'elasticità e la robustezza.

I materassi in poliuretano sono completamente sterili, anallergici e refrattari a polvere ed odori. Garantiscono un'ottima traspirazione e sono indeformabili. Il poliuretano è un materiale plastico, ma ecologico perché espanso con acqua, senza additivi. È un buon isolante, indicato per gli ambienti più freddi.

Esistono anche materassi formati da strati di materiali diversi, assemblati per ottimizzare le qualità di ognuno di essi.

Quale rete?

figura 6
figura 6

Per sorreggere ed accogliere il nostro corpo durante il sonno e rispondere correttamente alle sue sollecitazioni il materasso deve lavorare assieme alla rete che gli fa da supporto. Anche il migliore dei materassi non rende al meglio se appoggiato su un piano inadatto o scadente. Oggi, pressoché scomparsa la rete metallica, soggetta a cedimenti, è diventata di uso comune la rete con le doghe in legno, materiale naturale ed elastico. Alcuni modelli hanno il telaio in metallo nel quale sono inserite le doghe in legno, ma ne esistono anche alcuni tutti in legno.

La rete a doghe in legno assicura la traspirabilità del materasso e la circolazione dell'aria. È adatta a tutti i tipi di materassi. Le doghe presentano una flessibilità indipendente, sono resistenti, elastiche, silenziose e si adattano perfettamente alle sollecitazioni del materasso, garantendo un sostegno corretto alla colonna vertebrale.

Per la scelta della rete si consiglia di premere le doghe per verificare che ci sia un ritorno elastico puntuale e di controllare che gli elementi di giunzione fra le doghe e il telaio siano in caucciù naturale - materiale che assicura l'adattamento delle doghe ai movimenti del corpo - e non in plastica, che col freddo si irrigidisce e non risponde bene.

Le doghe migliori sono quelle in multistrato di faggio o di abete curvato e pressato a vapore; sono invece sconsigliate le doghe in truciolare. Le doghe verniciate con cere e oli naturali senza l'uso di solventi sono atossiche, resistenti all'usura e facilmente lavabili.

Per garantire il massimo del comfort, esistono anche alcuni modelli di reti in cui le doghe sono completate da piastre in grado di basculare in ogni direzione, con un grado di rigidità diverso per spalle, dorso, bacino, per reagire in modo indipendente ad ogni movimento, adattandosi al peso e alla conformazione fisica di chi le usa.

Quando si deve trascorrere molto tempo a riposo, si fa fatica a muoversi o si hanno problemi di circolazione, si può facilitare il cambiamento di postura utilizzando delle reti articolate, applicabili a qualsiasi modello di letto.

L'articolazione che caratterizza questo tipo di reti consente di alzare o abbassare le zone di testa e piedi: i modelli manuali sono dotati di maniglie che facilitano l'operazione, ma per cambiare posizione senza alzarsi dal letto o senza l'aiuto di terzi è meglio scegliere un modello elettrico.

I piani articolabili a movimento elettrico si possono comandare con il telecomando per regolare le zone della testa e dei piedi del materasso in diverse posizioni ed altezze, in modo indipendente. Un dispositivo di emergenza permette di solito di riportare il piano letto in posizione orizzontale anche quando manca la corrente.

Con questo tipo di supporto è consigliato l'impiego di materassi a molle insacchettate o in lattice; nel caso di letto matrimoniale, l'installazione di due reti mobili separate consente ad ognuno degli occupanti del letto di regolare la posizione del proprio materasso a piacimento.

Esistono anche alcuni modelli di letti articolati in grado di facilitare il lavoro di eventuali assistenti: dotati di ruotine frenanti per il trasporto o lo spostamento del letto, oppure accessoriati con gambe o base che consentono di variare elettricamente in altezza la posizione della rete, da circa 40 a 80 cm da terra, per rendere meno difficoltose le manovre di chi aiuta la persona allettata.

In diretta relazione con l'utilizzo del letto sono gli appoggi e i contenitori che servono a tenere vicini tutti quegli oggetti che possono servire da sdraiati. Sveglia, telefono, telecomandi, libri, riviste: quando ci si infila sotto le coperte si vuole avere tutto quanto a portata di mano.

Per attrezzare il letto con i ripiani e i contenitori più indicati e posizionarli nel modo più corretto, si deve valutare la capacità della persona che dovrà utilizzarli di raggiungere le zone laterali e posteriori alla testata del letto (vedi figura 6), e prendere in considerazione abitudini e necessità.

Per tenere accanto al letto solo una lampada e una sveglia è sufficiente un comodino piccolo (se tondo con diametro di circa 40 cm, se quadrato 35x35cm). Per il telefono e qualche oggetto, una tazza o un bicchiere, è meglio un modello rettangolare di almeno 50x40 cm. Per riporre libri e riviste è consigliabile un comodino con un vano a giorno nella parte inferiore, magari con dei cassetti in cui mettere anche qualche oggetto. La scelta di un modello con piani curvi o con spigoli arrotondati può evitare o limitare conseguenze poco piacevoli in caso di urti durante la notte.

L'altezza del comodino deve essere di circa 15 cm più del materasso, in modo che il ripiano superiore risulti all'altezza del cuscino e sia facilmente raggiungibile.

Se si ha invece la necessità di tenere a portata di mano più oggetti, magari anche ingombranti (per esempio apparecchi per terapia, materiale per cateterismi o per medicazioni, bottiglie d'acqua) si devono adottare soluzioni che offrano contenitori o piani d'appoggio più spaziosi. Al posto del classico comodino si può adottare una cassettiera da ufficio su ruote, capiente e facile da spostare, che può essere riposta dove più fa comodo durante la giornata.

Oppure è possibile installare posteriormente al letto un piano d'appoggio supplementare che funga da testaletto: se il letto ha la testata rigida o imbottita, vi si può inserire una mensola o un mobile immediatamente dietro, con il piano posizionato a filo con la fine della testata stessa. La profondità ideale di questo ripiano è di almeno 20/25 cm, che, ovviamente, provoca un avanzamento del letto rispetto alla parete posteriore: attenzione, quindi, che avanzi spazio sufficiente per un agevole passaggio ai piedi del letto.

Quando capita di dover trascorrere periodi più o meno lunghi allettati per il sopraggiungere di problemi di salute, può essere necessario avere a disposizione anche un piano che consenta di mangiare, scrivere o lavorare da sdraiati. Può essere sufficiente utilizzare un tavolino da letto (una specie di vassoio con le gambe, da appoggiare sul materasso), che però ha il difetto di non essere molto stabile. Se il ripiano deve essere utilizzato per lavorare, per avere un appoggio più adeguato e una postura migliore, è più indicato adottare un tavolino servipranzo, come quelli usati in ospedale (ma ne esistono delle versioni realizzati con estetica e materiali più domestici), con la base su ruote che si infila sotto il letto, il ripiano inclinabile e il supporto regolabile in altezza.

Un'altra soluzione può essere quella rappresentata dal tavolo a ponte, una struttura molto semplice, costituita da un ripiano orizzontale e due fianchi laterali dotati di ruote, che le consentono di scorrere sopra il letto. È un modello reperibile anche nei grandi magazzini dell'arredamento, ma volendo può essere facilmente realizzato su misura, con dimensioni personalizzate a seconda del modello del letto e delle necessità di utilizzo. Quando non serve, il tavolo a ponte può essere spostato ai piedi del letto o accostato ad una parete.

L'illuminazione

figura 7
figura 7

Per garantire la possibilità di leggere o scrivere il più comodamente possibile anche nel proprio letto, non si può trascurare l'illuminazione.

La corretta illuminazione va in questo caso assicurata da un punto luce diretto e, nel caso di letto matrimoniale, è buona regola prevedere sempre due punti luce indipendenti, per consentire di leggere con un'illuminazione appropriata e non disturbare il proprio compagno se ci si corica ad orari differenti.

L'illuminazione del letto può essere risolta con le classiche abat-jours sul comodino, con delle lampade a piantana a braccio orientabile o con delle appliques a parete (vedi figura 7). A seconda della scelta, si deve prevedere una presa o un punto luce con interruttore a parete per parte.

La fonte luminosa, in base al paralume, può essere diffusa o diretta. I diffusori conici e opachi producono una luce concentrata, più adatta alla lettura. I diffusori in vetro, soprattutto se satinati, generano una luce diffusa senza ombre, più suggestiva e d'atmosfera; colorati scaldano l'ambiente ma riducono l'intensità luminosa. I paralumi in stoffe e colori scuri lasciano filtrare meno luce rispetto al vetro e ai colori chiari a parità di potenza della lampadina e sono poco indicati per la lettura.

L'impianto elettrico

Comodini e ripiani

L'impianto elettrico della camera da letto deve offrire la possibilità di comandare tutti i punti luce anche da sdraiati. Per quanto riguarda l'illuminazione generale, che dovrebbe essere costituita da una luce diffusa e morbida - mai diretta - per creare un'atmosfera soft particolarmente adatta al riposo, si deve prevedere, oltre all'interruttore all'entrata della stanza, uno - o due, in caso di stanza matrimoniale - interruttori a lato del letto.

Oltre alla lettura, anche l'utilizzo della televisione dal letto richiede alcune attenzioni. Guardare la televisione sdraiati consente, soprattutto la sera, quando sopraggiunge la stanchezza fisica, una visione comoda e rilassante, ma solo se si mantiene una postura corretta. Per evitare di affaticare la vista e di creare fastidiose contratture a livello dei muscoli cervicali, gli occhi devono rimanere il più possibile in linea con lo schermo della TV.

Per una buona visione da sdraiati quindi il televisore va posizionato ad un'altezza molto maggiore rispetto a quella necessaria per uno spettatore seduto. La soluzione ideale può essere quella di appendere l'apparecchio alla parete o al soffitto grazie ad un supporto sospeso.

Per questo tipo di installazione sono particolarmente indicati i nuovi modelli di televisori con schermi LCD ultrapiatti, spesso dotati di sostegni di serie che consentono sia di appoggiare la TV ad un piano che di appenderla al muro. Esistono anche dei supporti con braccio snodato per fissare a muro i televisori tradizionali; dovendo reggere un peso maggiore, vanno però fissati con molta attenzione.

Nel caso di impianto elettrico nuovo o di lavori di ristrutturazione, è importante prevedere a priori la posizione del supporto sulla parete, al fine di predisporre a quella altezza la presa dell'antenna TV e un paio di prese elettriche. Se invece l'installazione avviene senza modifiche all'impianto elettrico, per evitare poi di vedere cavi penzolare lungo la parete è possibile adottare una canalina a muro esterna che li contenga, nascondendoli.

L'armadio

figura 8
figura 8

Capi di abbigliamento, biancheria ed effetti personali trovano posto di solito nell'armadio sistemato nella camera da letto. Nella scelta di questo arredo è importante valutare i materiali, il sistema di apertura e gli accessori, che devono tener conto delle capacità funzionali di chi dovrà utilizzarlo e dello spazio a disposizione nel locale notte.

Soprattutto per chi si muove in carrozzina, esiste spesso il problema di conciliare le necessità di manovra con gli ingombri degli arredi che, una volta inseriti in camera, lasciano pochi spazi liberi.

Un armadio con ante a battente larghe 60 cm richiede per la sua apertura uno spazio profondo almeno 140-150 cm, pari alla larghezza delle ante, più quello per la manovra della carrozzina. Scegliere ante meno larghe riduce la necessità di spazio, ma anche la possibilità di accedere agevolmente al contenuto dell'armadio. Meglio allora scegliere un modello con ante a libro che si aprono all'esterno piegandosi a metà (se larghe 60 cm l'una, da aperte occupano solo 30 cm).

Le ante incernierate a due a due possono scorrere lateralmente su un unico binario e raccogliersi tutte su un lato, lasciando a vista tutto lo spazio interno del mobile.

In molti casi però lo spazio che avanza tra il letto e l'armadio è quello minimo per consentire il passaggio della carrozzina (70 cm) e non permette di effettuare alcuna manovra, se non quella di accostamento laterale all'armadio. Si consiglia allora un modello ad ante scorrevoli, in grado di ridurre drasticamente l'ingombro d'apertura. Questi armadi hanno una profondità leggermente maggiore (circa 64-68 cm) rispetto ai modelli con ante a battente, ma i pannelli di chiusura possono essere larghi fino a 150 cm e non occupano nemmeno un centimetro in più dello spazio anteriore al mobile quando vengono aperti.

Le ante possono essere a sovrapposizione o complanari: nel primo caso, chiuse, risultano sovrapposte al centro di alcuni centimetri, mentre le seconde si allineano, sigillandosi perfettamente. Per aprire queste ultime bisogna spingerle verso l'esterno e poi farle rientrare a scorrere sul binario. Questo particolare, oltre alla mancanza di maniglie, rende le ante scorrevoli complanari inadatte a chi ha problemi di forza e limitazioni di movimento a mani e braccia. La presa delle ante scorrevoli a sovrapposizione può essere facilitata con l'aggiunta di un maniglione verticale.

È importante, al momento della scelta dell'armadio, optare per modelli con ante realizzate in materiali di qualità ma leggeri, come il tamburato, che facilitano l'apertura o lo scorrimento, facendo durare più a lungo cerniere, carrelli e binari.

Per quanto riguarda l'interno, le zone troppo alte o troppo basse dell'armadio sono di difficile accesso per chi ha movimenti limitati o dolore alle articolazioni delle braccia, per chi fa fatica a flettersi e per chi usa la carrozzina. All'acquisto, l'armadio viene fornito con una dotazione base - di solito un ripiano e due aste appendiabiti - che può essere integrata con una serie di attrezzature pensate per mettere in ordine ogni cosa e che, se scelte e installate con adeguati accorgimenti, possono risultare molto utili anche ai fini dell'accessibilità.

Il tubo appendiabiti posizionato abitualmente a circa 160 cm da terra è abbastanza raggiungibile anche per chi fa fatica ad alzare le braccia, ma per le persone in carrozzina è meglio fissarlo più basso, al massimo a 140 cm da terra. In questo spazio possono trovar posto pantaloni, gonne e giacche, ma non i cappotti o gli abiti lunghi. Va dunque previsto anche un tubo più alto, che può essere reso accessibile grazie ad un meccanismo oleodinamico con molla di ritorno - comunemente chiamato servetto - in grado di abbassare la barra appendiabiti fino ad un'altezza accessibile.

Questa soluzione è indicata anche per la parte più alta dell'armadio, dedicata normalmente al cambio di stagione, e non è opportuna solamente per le persone in carrozzina o piccole di statura: anche chi non ha questo tipo di problemi, per lavorare meglio, di solito sale su una sedia o utilizza una scala, con il rischio di cadere.

Per l'utilizzo del servetto da parte di chi si muove in carrozzina si deve tener conto di alcune considerazioni. Il manico che consente l'abbassamento e il riposizionamento della barra appendiabiti di solito è lungo circa 80 cm. Quindi, o si posiziona il meccanismo ad un'altezza tale per cui il manico risulti raggiungibile o è meglio provvedere alla modifica del dispositivo, allungando il manico con l'aggiunta di un'asola di corda o in tessuto resistente.

Non si deve trascurare il fatto che l'utilizzo del servetto richiede un buon uso delle braccia e una discreta forza per abbassare la barra quando non è molto carica di abiti (perché più è carica di peso più è facile da tirare verso il basso) e per rialzarla quando porta molto peso. Per chi non è in grado di eseguire queste operazioni, esiste la possibilità di motorizzare il movimento del servetto, che verrà azionato tramite telecomando.

Un altro aspetto da tenere in considerazione è quello dello spazio di manovra davanti all'armadio. Una volta abbassata, la barra con gli abiti appesi sporge di circa 100-120 cm e a questo spazio va aggiunto quello per lo stazionamento della carrozzina. Quindi, se non esiste la possibilità di avere tanto spazio a disposizione di fronte all'armadio, l'installazione del servetto è sconsigliata (vedi figura 8).

Per l'accessibilità della parte più bassa dell'armadio, invece, ai semplici ripiani, profondi e poco ispezionabili, sono da preferire cassetti montati su guide in metallo con il richiamo automatico di chiusura e il fermo di fine corsa, in quanto più accessibili in tutta la loro superficie.

Esistono anche alcune attrezzature pensate per riporre correttamente tutti i capi e prelevarli facilmente dall'armadio, senza manovre complicate.

Per i pantaloni ci sono speciali telai con aste, per le camicie vassoi con o senza frontalino in vetro, per le cravatte e le sciarpe supporti girevoli, per i piccoli oggetti - come bigiotteria, orologi e foulard - vassoi con un'apposita suddivisione interna. Tutti quanti estraibili, caratteristica che consente di portare il contenuto dell'armadio verso l'esterno, dove può essere raggiunto e visionato con più facilità da chiunque.

 

* Architetto (articolo e illustrazioni)