

Da pochi mesi è stato avviato un progetto che intende promuovere la pratica del volo tra le persone con disabilità fisiche. L'iniziativa prevede l'istituzione di corsi mirati che permettano di conseguire la licenza, riconosciuta dall'Ente Nazionale Aviazione Civile, di pilota di aeroplano o di elicottero.

In Italia, come in molti altri Paesi, le persone con disabilità motorie hanno l'opportunità di frequentare corsi di volo ed imparare a pilotare un velivolo. È un po' come andare a scuola guida, anche se le differenze non mancano. Innanzitutto le strutture che ospitano i corsi e che danno la possibilità di esercitarsi non sono così numerose e diffuse sul territorio nazionale. Anche i costi per avviare e mantenere tale passione non sono un elemento da trascurare.
A questi aspetti, che già di per sé possono bastare a scoraggiare, va aggiunto anche un ostacolo di tipo culturale, dovuto alla poca conoscenza della materia e alla comunque modesta diffusione tra la popolazione della pratica aeronautica. Sono in molti a credere che per pilotare un velivolo sia necessario possedere doti superiori alla media, da vero "top gun", mentre in realtà non è così: guidare un aereo o un elicottero, almeno a livello "amatoriale", è più facile di quanto si creda. Non tutti sanno, inoltre, che anche i velivoli, proprio come le automobili, possono essere modificati e dotati di ausili per fare in modo che anche chi presenta handicap motori possa pilotarli.
Per far conoscere queste possibilità ad un maggior numero di persone disabili ed avvicinarle al mondo del volo è nato il progetto "Ali per camminare".
Oltre alla promozione della cultura aeronautica, il progetto "Ali per camminare" si pone un altro obiettivo, molto concreto: permettere alle persone disabili di frequentare corsi di volo mirati e di conseguire la licenza, riconosciuta dall'ENAC - Ente Nazionale Aviazione Civile (www.enac-italia.it), di pilota privato di aeroplano o di elicottero.
Secondo gli ideatori del progetto, tale opportunità porterebbe all'inserimento delle persone con disabilità nel settore aeronautico ed avrebbe inoltre risvolti positivi anche in un'altra sfera del sociale: i piloti potrebbero operare come volontari nel monitoraggio ambientale, contribuendo alla lotta agli incendi boschivi, facilmente individuabili anche su vaste aree con l'osservazione aerea.
Ci sono però alcuni ostacoli normativi e burocratici da superare ed è proprio a questo che il progetto punta.
Il primo passaggio è il riconoscimento da parte delle autorità preposte (ENAC, Istituto Medico Legale dell'Aeronautica Militare) di una specifica licenza di volo per piloti con disabilità.
Sarà necessario individuare per quali tipologie di disabilità sia opportuno derogare o rivedere la normativa medico-legale in ambito aeronautico alla luce delle nuove soluzioni tecniche e adattamenti.
Momento centrale del progetto sarà proprio quello relativo agli aspetti tecnici legati alla guida di aeromobili, cioè l'adeguamento dei velivoli ai deficit fisici del pilota. Le modifiche e gli ausili eventualmente necessari dovranno tener conto delle disposizioni tecniche previste dall'ENAC. Lo stesso ente avrà il compito di verificarli ed approvarli.
Rimane ovvio che per conseguire la licenza sarà necessario sottoporsi ad una visita medica presso l'Istituto Medico Legale dell'Aeronautica Militare (www.aeronautica.difesa.it), poi l'aspirante pilota potrà iscriversi al corso per piloti di aerei o elicotteri. Le lezioni comprenderanno una parte teorica (80 ore) ed una pratica (circa 65 ore di volo).
Il progetto "Ali per camminare" è stato presentato ufficialmente in occasione dell'omonimo convegno tenutosi a Firenze lo scorso novembre, a cui ha partecipato anche la nostra rivista con una relazione di Antonio Ridolfi. Agli interventi dei coordinatori dell'iniziativa, i comandanti Luigi Liguori e Salvatore Cabibbo, si sono affiancati i contributi di diverse figure legate, più o meno strettamente, al mondo dell'aeronautica: rappresentanti dell'Ente Nazionale Aviazione Civile e dell'Istituto Medico Legale dell'Aeronautica Militare, esperti legislativi, terapisti della riabilitazione.
L'evento ha visto la partecipazione anche di membri della scuola di volo Aviorent di Vicenza (www.aviorent.it) e di varie associazioni tra cui i Baroni Rotti (www.baronirotti.net), che avevamo già incontrato nel numero 34 di Mobilità. Questi ultimi sono già attivi nel settore: operano in particolare con velivoli ultraleggeri per i quali non è necessaria alcuna licenza.
Tra la diverse esperienze riportate spiccavano quelle giunte da oltremanica grazie all'intervento del comandante Derwin della British Disabled Flying Association (www.bdfa.net).
Tale varietà di voci ha permesso di approfondire i punti più significativi dell'argomento "disabili e volo", tra cui lo stato della normativa vigente, gli aspetti medico-legali legati al rilascio delle licenze di volo e alle relative limitazioni, le caratteristiche tecniche dei velivoli e degli ausili.
Seguiremo con attenzione questa iniziativa augurandoci di poter dar conto, già nei prossimi mesi, di sviluppi rilevanti e concreti.